La cura a quattro zampe: l’empatia dei gatti che dona sollievo e serenità

Gli animali, e i gatti in particolare, sanno restituire tutto l’affetto a chi li accudisce o a chi li ha salvati. È una verità semplice, fatta di una dedizione incondizionata, che vivo ogni giorno nella convivenza con loro e nella cura della colonia felina di cui sono oggi responsabile.
Il protagonista di questa storia si chiama Foscolo. Oggi ha otto anni, ma quando l’ho adottato aveva solo pochi mesi. All’epoca la colonia aveva un’altra responsabile e io fungevo da aiuto. Portando il cibo mi accorsi che il gattino aveva un grave problema a un occhio, qualcosa di infettivo che potenzialmente avrebbe potuto nuocergli e contagiare gli altri. La “cattura” non fu per niente semplice, perché era molto diffidente e pauroso. Dopo vari tentativi riuscii a portarlo dal veterinario che con cure adeguate gli salvò l’occhio. Decisi di adottarlo perché, tra cure e degenza, erano passati diversi giorni: la colonia avrebbe potuto scacciarlo, non riconoscendolo più. Dopo i primi mesi di adattamento notai quanta bontà c’era in lui: cresceva tanto, ma rimaneva un cucciolo nell’animo, profondamente legato a me.
Il fatto più sorprendente è accaduto qualche mese fa e si è ripetuto per tante sere. Dormivo, quando all’improvviso mi sono svegliata con dolori lancinanti al petto. Poi l’ambulanza, l’ospedale e la diagnosi: pericardite. Essendo allergica a vari farmaci, il cardiologo mi ha raccomandato riposo assoluto e niente sforzi per far ricomporre il versamento. Tornata a casa, il mio Foscolo è diventato la mia migliore cura. Puntualmente ogni sera il mio gattone di circa 8 kg viene, si stende sopra di me e comincia un rituale tutto suo: mi massaggia proprio lì dove avevo provato quella fitta dolorosissima, sfiorandomi il viso e facendo le fusa. A sessione finita si addormenta al mio fianco, pronto a vegliare su di me se ne avessi bisogno.
I gatti sono creature meravigliose, intelligenti ma anche empatiche. Esprimono una vicinanza senza limiti pur mantenendo la loro personalità. Riescono a “fondersi” con il loro riferimento umano, cogliendo con lo sguardo magnetico ogni desiderio ed esigenza.
Questo legame benefico si riflette anche nei luoghi sociali. A Fano ha aperto tempo fa un caffè felino, il primo e unico nelle Marche per ora. L’idea è nata dopo che il titolare, Davide Barbaresi, è entrato in un locale simile a Brighton dove ha vissuto dal 2014 al 2018. I gatti presenti sono tre: Piadina, Lasagna e Cappuccino. Arrivano dal gattile di Colli al Metauro, sono adatti per la pet therapy e sono anche adottabili. I gatti hanno il potere quasi magico di trasmettere quella sensazione di serenità che la nostra società frenetica ha quasi dimenticato. So anche che a Roma un gatto è stato adottato da una biblioteca e contribuisce con il suo passo felpato a creare un’atmosfera ideale per lo studio.
Sarebbe bello che anche Senigallia affrontasse esperienze analoghe, creando ambienti idonei alla sicurezza e al benessere dei felini. Avere un quotidiano contatto con loro, anche frequentando un cat café o una biblioteca, è un’esperienza straordinaria. Con la loro armonia e presenza discreta, i gatti regalano un grande sollievo anche nei momenti più difficili. Spero davvero che Senigallia si attrezzi per realizzare progetti simili. Purché fatti con il cuore.
Mirella Verde
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