Desiderio di fiorire: pensieri nel mese di maggio

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La primavera ci ricorda che la terra è fatta per fiorire, anche se si è passati per un autunno spoglio e un buio inverno. Emily Dickinson, grande poetessa dell’Ottocento, in un suo componimento paragona la nostra vita a quella di una piccola genziana che tenta di diventare, senza successo, una rosa. Eppure, nel gelo dell’inverno,quel piccolo fiore sboccerà, con grande stupore di tutta la collina. E la poetessa, di fronte a questa vittoria del piccolo fiore, pone una lecita domanda, quella che in fondoci facciamo tutti: “Creatore – io – fiorirò?”

Questo dubbio così umano e così autentico, come ci appartiene! Cosa desideriamo se non sapere che la nostra vita, nonostante tutto, potrà sbocciare? Non si tratta certo di desiderio di strafare, di primeggiare… non è un desiderio che ha a che fare con l’ansia da prestazione nelle nostre vicende quotidiane. Si tratta piuttosto di sapere che di questa manciata di anni che ci sono stati dati di vivere, abbiamo fatto qualcosa di buono, ne abbiamo fatto un dono che ha reso più bello anche solo un piccolo pezzo di terra.

In questo mese di maggio dove la natura, generosa, si fa più bella e le giornate si allungano, la Chiesa ci mette come compagna di viaggio, in modo speciale, Maria. La “benedetta fra tutte le donne”, passa silenziosa nelle pagine dei Vangeli. Nonostante la sua presenza discreta, Maria rimane come unaluce per la vita di ogni uomo. Lei, donna della promessa, ci ricorda che ogni seme può fiorire, come ogni vita. L’angelo le aveva promesso che sarebbe diventata madre di un uomo “grande”, “chiamato Figlio dell’Altissimo”, lo stesso Figlio che poi vedrà morire appeso ad una croce. Quante domande le saranno passate in quei giorni nella testa, quante cose avrà sentito di non riuscire a comprendere. Eppure quello “stare” di Maria ci insegna come stare, come rimanere nella nostra vita: con la certezza che la promessa di Dio si compirà.

Il mese di maggio è impastato della bellezza del tempo di Pasqua: un tempo liturgico che ci dice che possiamo smettere di avere paura della morte, siamo liberi, e la nostra vita è certo che porterà frutto, se smettiamo di preoccuparci di dover farcela da soli. Maria è la giovane donna chespolvera la casa di Nazareth, che pensa a cosa si  può fare da mangiare, che insegna al figlio come ci si comporta,che vedei discepoli gioire per la risurrezione di Gesù e diventare, così, i testimoni coraggiosi del “Figlio dell’Altissimo”.Maria è la donna che fa quello che c’è da fare, ma con amore. Mettiamoci accanto a lei per imparare quel silenzioso e costante amore che permette a Dio di abitare con noi, ci insegna a donarci e ci aiuta a fiorire.

Maria Savini

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