Da Kabul l’appello per la crisi umanitaria in Afghanistan

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“Non sovrapporre le ragioni politiche alle necessità della popolazione dell’Afghanistan. La situazione è grave, sta diventando la peggiore crisi umanitaria al mondo”: è questo l’appello che arriva dall’ospedale di Kabul di Emergency, a cui dà voce Silvia Barlocco, una delle cooperanti che fanno parte della squadra di 1.400 dipendenti che lavorano in tre ospedali e 40 punti di soccorso nel Paese.

L’80% sono afghani, il resto personale espatriato. I nuovi dati pubblicati dalle Nazioni Unite rivelano che 24,4 milioni di persone, più della metà della popolazione del Paese, avranno bisogno di aiuti nel 2022 (l’anno precedente erano 18 milioni). Un aspetto gravissimo della crisi è l’aumento dei bambini che soffrono di malnutrizione: 3,9 milioni (+700.000). Le Nazioni Unite hanno lanciato un appello pari a 4,4 miliardi di dollari.

Le ragioni della crisi umanitaria sono numerose: la crisi economica dovuta al congelamento dei fondi dall’estero che invece erano garantiti al precedente governo; l’aumento insostenibile dei prezzi; la siccità che ha provocato una grave carestia e carenza di cibo nelle zone rurali; i limiti ai prelievi nelle banche che rendono difficoltoso il pagamento dei salari; la disoccupazione crescente, soprattutto delle donne; un inverno più rigido dei precedenti. “La città è diventata spettrale – racconta -: c’è poca gente in giro e non circolano tante automobili perché la gente non ha i soldi per comprare il carburante, diventato costosissimo. Ci sono più file davanti alle organizzazioni umanitarie che distribuiscono cibo e aiuti”. “Mi auguro che la comunità internazionale…

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