Skip to main content

Senigallia, la minoranza sul bilancio: «Manca visione, ecco la nostra contromanovra»

Scritto da Carlo Leone il . Pubblicato in , .
Senigallia, la minoranza sul bilancio: «Manca visione, ecco la nostra contromanovra». Da sinistra: Giuliani, Piazzai, Romano, Campanile e Pergolesi
Senigallia, la minoranza sul bilancio: «Manca visione, ecco la nostra contromanovra». Da sinistra: Giuliani, Piazzai, Romano, Campanile e Pergolesi

Si preannuncia un consiglio comunale di fuoco quello che, tra poco, vedrà l’aula impegnata nell’esame finale del bilancio di previsione 2026-2028. Al centro della contesa non c’è solo una sequenza di numeri, ma due visioni opposte della città. Da una parte la maggioranza guidata dal sindaco Olivetti, dall’altra un’opposizione che per l’occasione ha deciso di serrare i ranghi e presentarsi con un fronte compatto. Partito Democratico, Amo Senigallia, Alleanza Verdi Sinistra, Vola Senigallia e Vivi Senigallia hanno depositato una serie di emendamenti mirati a sviluppare e migliorare l’impianto finanziario del Comune, denunciando tagli al sociale e una cronica mancanza di investimenti su alcuni capitoli che non siano l’asfaltatura delle strade.

L’affondo sul sociale e l’Irpef

Il primo terreno di scontro è quello fiscale. Il centrosinistra boccia senza appello le manovre della Giunta sulle aliquote comunali. «Hanno ridotto l’irpef di 4 euro all’anno per cittadino, mancano 500 mila euro di investimenti e riducono la spesa sul sociale» dichiara senza giri di parole Dario Romano, candidato alle primarie del centrosinistra. L’opposizione propone invece di superare l’aliquota fissa introducendo scaglioni progressivi: esenzione confermata fino a 15.000 euro, ma con una riduzione per la fascia media (15-28 mila euro) compensata da un aumento per i redditi sopra i 50 mila euro.

Sulla stessa linea d’onda Gennaro Campanile, capogruppo di Amo Senigallia, che accusa l’amministrazione di immobilismo progettuale: «Non ci sono risposte in bilancio sul costo della vita, sulla questione abitativa o sull’emergenza nel settore delle cure. E questi sono solo esempi. Ma potremmo continuare dicendo che l’amministrazione Olivetti fa solo propaganda perché non ha progettato nulla di nuovo ma anzi, si basa sui progetti ereditati dalle precedenti giunte di centrosinistra. Tranne che per piazza Simoncelli, il cui progetto era pronto, con tanto di risorse. Lì non hanno voluto procedere, per il resto ora si fregiano dei benefici del piano Cervellati».

Emergenza casa e ambiente

La “contromanovra” della minoranza punta con decisione sull’emergenza abitativa. Tra le proposte spiccano incentivi IMU per favorire gli affitti a lungo termine (residenziali) e un incremento di 100 mila euro annui per il fondo per il diritto alla casa, risorse che verrebbero recuperate tramite una razionalizzazione delle spese dell’ufficio tecnico.

Sul fronte ambientale, l’obiettivo è incentivare la differenziata raddoppiando il contributo per chi conferisce rifiuti al centro ambiente (da 0,026 a 0,05 €/kg) e alzando lo sconto massimo sulla TARI a 70 euro. Resta poi alta la tensione sul rischio idrogeologico: l’opposizione chiede di attuare finalmente la mozione del 2022 per istituire un fondo comunale destinato ai sistemi di difesa passiva (paratie e valvole) per proteggere case e aziende dalle piene.

Sport, scuole e il “nodo” parcheggi

Il welfare passa anche per i servizi quotidiani. Le proposte dell’opposizione includono l’innalzamento delle soglie ISEE per la mensa scolastica e un taglio del 30% alle tariffe degli impianti sportivi per dare ossigeno alle associazioni del territorio.

Un capitolo a parte merita la piscina delle Saline. Mentre la maggioranza valuta la demolizione, la minoranza propone un investimento di 400 mila euro nel 2026 — finanziato dal plusvalore dell’area ex Ciriachi — per una manutenzione straordinaria immediata. «L’obiettivo è garantire continuità a un servizio pubblico oggi sostenuto solo da un vecchio impianto in cui piove all’interno», spiegano i consiglieri.

Infine, la stoccata sui parcheggi a pagamento, estesi anche alle ore serali. Un provvedimento che Campanile non esita a definire draconiano: «Hanno imposto i parcheggi a pagamento anche di sera e per noi è una cosa grave, come i dazi di Trump». L’emendamento chiede il ripristino del pedaggio sul lungomare entro le ore 20 per evitare quella che viene percepita come una «tassa su chi va a cena fuori».

La parola passa ora all’aula: il confronto sul futuro di Senigallia è appena iniziato.

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.