A quattro anni dall’alluvione: speranze, ritardi e la paura che non passa. L’intervista

A quattro anni dalla drammatica alluvione del 15 settembre 2022, la memoria è ancora una ferita aperta tra i cittadini delle vallate Misa e Nevola. Un ricordo tra la commozione per chi non c’è più e per gli affetti dovuti lasciare, mista all’apprensione per il futuro. Sullo sfondo, ma certamente non sfocato, c’è il timore per l’avanzamento dei cantieri, dove le risposte attese arrivano spesso a rilento. Questo è il quadro tracciato ai microfoni di Radio Duomo Senigallia (95.2fM) da Eraldo Raffaeli. Il presidente del Comitato 15 Settembre fa il punto sul sentimento della comunità e sulle criticità che rallentano la piena messa in sicurezza dell’asta fluviale.
Da un lato gli interventi di somma urgenza eseguiti nell’immediato post-emergenza hanno garantito una prima importante boccata d’ossigeno. Dall’altro la pianificazione delle opere strutturali a lungo termine sconta i freni della burocrazia. Le incertezze sulla prosecuzione dei lavori, in particolare nell’area a monte di Pianello di Ostra, spingono molti residenti a vivere con la sensazione del «bicchiere metà pieno e metà vuoto».
«I lavori vanno avanti, purtroppo, un po’ più lentamente rispetto a quello che avremmo gradito. Questo perché la struttura commissariale è sottodimensionata: la Regione Marche dovrebbe capire che per gestire questa attività occorre istituire una vera task force», ha spiegato Raffaeli, sottolineando come l’impegno dei tecnici sul campo non possa supplire a una cronica carenza di organico.
Resta inoltre viva la preoccupazione per la manutenzione ordinaria e continua dei corsi d’acqua, considerata fondamentale per evitare il ripetersi di catastrofi come l’alluvione del 15 settembre 2022. A monte della vallata, la presenza di detriti e vegetazione accumulate lungo le sponde rappresenta ancora una grave minaccia per l’intero bacino.
Per il Comitato, una delle criticità maggiori risiede nella mancanza di coordinamento e visione d’insieme da parte delle amministrazioni locali, che tendono a muoversi in maniera frammentata anziché unita. «Ogni Comune agisce purtroppo per conto suo e questo è il guaio: non si può pensare di risolvere il problema del singolo territorio a discapito degli altri», ha rimarcato Raffaeli, rinnovando l’invito alle istituzioni a fare rete. «Serve la massima collaborazione e sinergia tra i Comuni della vallata affinché si parli con un’unica voce nei confronti della Regione e degli enti superiori».
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