Senigallia, la democrazia che viene dal basso: conclusi i laboratori de “La città che vogliamo”
Non una semplice lista di desideri, ma un progetto concreto di cittadinanza attiva. Si è conclusa giovedì 20 novembre la fase laboratoriale de “La città che vogliamo”, il percorso di democrazia partecipativa che da mesi sta mobilitando le energie migliori di Senigallia. Promosso dalla Diocesi sulla scia della 50ª Settimana Sociale dei Cattolici di Trieste, l’iniziativa ha visto oltre cento cittadini impegnarsi in un esercizio di ascolto, mediazione e progettazione per il futuro della comunità.
Un percorso nato dai giovani per la città
Tutto ha avuto inizio nel luglio 2024, quando la Diocesi ha raccolto l’appello a farsi promotrice di un rinnovato impegno sociale. La progettazione, affidata a un gruppo di giovani adulti, ha saputo intercettare i bisogni del presente, coinvolgendo in prima battuta oltre 50 associazioni del territorio. Il cuore del metodo è stata la formazione: 25 facilitatori sono stati addestrati da esperti mediatori sociali per imparare a gestire il conflitto e trasformare le divergenze in sintesi costruttive.
Le cinque bussole per il futuro
Dalla “Mappa delle Idee” del 26 ottobre sono emersi i pilastri su cui la cittadinanza chiede di investire. Cinque macro-aree che rappresentano le priorità per la Senigallia di domani:
- Città inclusiva: attenzione alle fragilità e diritto alla casa.
- Sostenibilità: mobilità dolce e sicurezza del territorio.
- Partecipazione: un’amministrazione condivisa tra Comune e cittadini.
- Giovani: spazi dedicati e supporto alle nuove generazioni.
- Cultura: la città come laboratorio permanente di valori.
Dalla teoria alla pratica: il ruolo degli esperti
L’ultimo incontro del 20 novembre ha segnato il passaggio cruciale: il confronto con esperti di settore. Le idee dei cittadini sono state messe al vaglio della fattibilità e della sostenibilità economica, trasformando le visioni in proposte concrete e “cantierabili”. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: contrastare l’astensionismo e fornire agli elettori strumenti per un voto consapevole.
Appuntamento al 2026: i prossimi passi
Il percorso non si ferma qui. Il lavoro prodotto dai tavoli diventerà un documento pubblico che sarà restituito alla città in un evento pubblico a febbraio 2026. Il momento politico più atteso arriverà però a marzo, con la “Consegna delle idee ai candidati sindaco”. In vista delle prossime elezioni comunali, i futuri aspiranti alla guida della città non potranno ignorare questo bagaglio di proposte nate dal basso. “Una democrazia viva ha bisogno di cittadini preparati e responsabili”, commentano gli organizzatori, sottolineando come la vera sfida sia riscoprire il valore del bene comune oltre gli schieramenti.
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