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Tag: centro italiano femminile

Senigallia, quella bufera novembrina sulla violenza oltre il genere

Ormai siamo soliti affrontare argomenti spinosi ma certamente importanti nella trasmissione “AppuntidiVista”, che va in onda il mercoledì dopo il giornale radio delle 12:30 e in replica il sabato (ore 12:30, 18:30 e 20:30) su Radio Duomo Senigallia (95.2FM). Nella puntata di mercoledì 19 novembre siamo tornati sull’argomento della festa dell’uomo, iniziativa che l’amministrazione senigalliese voleva celebrare – poi ha ritirato la proposta – in vista della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un controsenso in apparenza e, scavando a fondo, anche concettuale. Motivo per cui sono sorte numerose proteste.

Al posto della “Festa dell’Uomo”, non riconosciuta dall’Onu, l’assessorato alle pari opportunità guidato da Cinzia Petetta (Fratelli d’Italia) ha organizzato, in collaborazione con lo Sportello Donna e l’associazione APROSIR di San Benedetto del Tronto, un evento proprio per il 19 novembre, giorno della festa dell’uomo. Non è una casualità. E non è nemmeno uno scivolone il titolo dell’evento previsto alla rotonda a mare: La violenza oltre il genere. La discriminazione verso le donne non si combatte discriminando gli uomini”.

L’approccio inclusivo dell’amministrazione

L’evento del 19 novembre nasce con l’intento di «promuovere una riflessione approfondita sulle dinamiche della violenza che non si limitano a una sola prospettiva di genere». Secondo Petetta, è fondamentale comprendere che la violenza non ha genere e che la lotta richiede un «approccio inclusivo», sottolineando la volontà di interpellare anche la componente maschile nella discussione.

La critica di Mangialardi

Citando le statistiche, il consigliere regionale ed ex sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, smonta la tesi della violenza “indipendente dal genere”: oltre l’80% degli omicidi in ambito familiare e la maggior parte dei reati come stalking e violenza psicologica vedono le donne come vittime. «Invece di raccontarci la favola autoassolutoria secondo cui la violenza è legata solo all’individualità dei soggetti sarebbe meglio lavorare al superamento degli stereotipi, alla rimozione delle disparità salariali e per la pari dignità».

La protesta delle associazioni

Ancora più netto il fronte delle associazioni, che vede unite sigle come Rete Femminista Marche Molto più di 194, il collettivo transfemminista Ortica, Libera, Factory 00, Anpi e lo spazio autogestito Arvultùra. In una nota congiunta, le realtà associative definiscono le iniziative comunali un «teatrino» irrispettoso in un momento storico in cui «i diritti sono sotto attacco». Le associazioni denunciano un tentativo di negare la natura sistemica e patriarcale della violenza maschile sulle donne, aggravato dai tagli alle politiche sociali e dal blocco dei progetti di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, a favore di una retorica che vede la famiglia come unico fulcro educativo. «Sono questi gli adulti che dovrebbero educare alla parità?», chiedono polemicamente le attiviste, ricordando che i due terzi dei femminicidi avvengono proprio tra le mura domestiche.

L’analisi di Donnemente e del Centro Italiano Femminile

A riportare il focus sui numeri ci pensa anche la redazione di Donnemente, magazine fondato da Alessandra Pierini, Silvia Alessandrini Calisti e Daniela Zepponi. Citando gli ultimi dati ISTAT, la testata ricorda che nel primo trimestre del 2025, il 68% delle vittime che ha chiamato il 1522 ha dichiarato che la violenza si consumava in casa, indicando nel 50% dei casi il partner attuale come autore e nel 21% l’ex partner. Da questi dati si capisce che la violenza non è bidirezionale, ma per lo più unidirezionale.

Anche il CIF (Centro Italiano Femminile) di Senigallia ha preso posizione, mettendo in guardia dalla politicizzazione del tema: «Proporre un approccio alla violenza sulle donne con i colori di sinistra o destra è miope e pericoloso». La violenza di genere, concludono le esperte, è una verità oggettiva e scientifica che non può essere “strattonata” per scontro politico, pena il tradimento della memoria delle vittime, il cui dolore o la cui morte non avrebbero quindi nemmeno permesso di fare un passo avanti nella comprensione del fenomeno della violenza di genere.

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“Dare la vita”: a Senigallia si parlerà dell’ultimo libro di Michela Murgia in una iniziativa del Cif

Nell’ambito delle manifestazioni promosse a Senigallia nel mese dedicato alle donne, venerdì 22 marzo 2024, alle ore 17.00, nella biblioteca comunale ‘Antonelliana’ ci sarà la presentazione del libro postumo di Michela Murgia ‘Dare la vita’.

L’iniziativa, organizzata dal Cif – Centro italiano femminile, sezione di Senigallia – vedrà la partecipazione di Romina Ramazzotti, insegnante di lettere alla secondaria di I grado “Donatello” di Ancona. Caporedattrice del blog italianwritingteachers.it, svolge attività di formatrice sul Writing and Reading Workshop ed è impegnata in progetti editoriali. Profonda conoscitrice della scrittura e del pensiero di Michela Murgia, con la quale ha condiviso percorsi formativi, Romina Ramazzotti accompagnerà i presenti nell’ultimo e denso lavoro della scrittrice sarda che sollecita più di una riflessione.

Le letture saranno proposte da Angela Conti, collaborazione della libreria ‘Mastai’ di Senigallia.
Ingresso libero.

Il Consultorio familiare del Cif di Serra de’ Conti intitolato ad Alba Bellini e Massimo Bevilacqua

SERRA DE’ CONTI – Alba e Massimo vivono ancora nell’impegno quotidiano di chi, anche grazie ad un consultorio, vuole prendersi cura delle fragilità e dei legami familiari. C’era tanta gente a Serra de’ Conti, domenica 14 maggio, in occasione dell’intitolazione ai compianti Alba Bellini e Massimo Bevilacqua, del Consultorio familiare del Cif – Centro italiano femminile.

La vita di questi due coniugi si riassume nel desiderio di rendere il mondo un posto più bello in cui vivere. “Sognatori con principio di realtà – li ha definiti il figlio Luca, che ha parlato anche a nome dei fratelli Marco e Andrea – che potevano parlare con tutti perché profondamente convinti dei propri valori”. E le voci che li hanno fatti rivivere nel pomeriggio serrano raccontano proprio questa poliedricità di impegno: dall’orario, alla Caritas, all’Azione Cattolica, alla politica attiva, all’impegno per i migranti, l’educazione…

Alba ed il suo sorriso, la sua attenzione per le donne, i più giovani; Massimo e la sua mente serenamente inquieta, la voglia di vedere una Chiesa più aperta ed al passo con i tempi, il suo desiderio di conoscere, capire e fare la propria parte. Perché far parte di una comunità è tanto di più del vivere nello stesso posto. È sporcarsi le mani, è, ad esempio, permettere a Charles, tra i primi immigrati arrivati a Serra de’ Conti, di imparare un mestiere. C’era anche lui, con la sua famiglia, a rendere omaggio a chi ha scommesso fin da subito sulla sua dignità. E c’erano gli amici di una vita, i più giovani che hanno goduto del loro amore per il Bene comune, gli amministratori comunali che hanno trovato in loro un riferimento ideale forte. Ha ragione Mattia Rossi Magi, presidente diocesano dell’Azione Cattolica, quando dice che ‘Massimo era un rompiscatole con la vita impastata di Vangelo. Un uomo elegante con tanta passione per la vita’. Paolo Paoloni, medico e amico, parla di Massimo Bevilacqua nella sua triplice fedeltà: alla famiglia, al ‘credo’, al servizio. E ancora, Paola Santilli, presidente Cif Serra de’ Conti, Maria Rita Tulli, del Cif di Fabriano e Renata D’Ambrosio, storica attivista del Cif, Ilaria Ramazzotti, presidente Cif provinciale di Ancona a ricordare l’impegno di Alba per un protagonismo femminile diverso, aperto. Poche ma dense parole quelle del Sindaco, Letizia Perticaroli, orgogliosa di tagliare il nastro in un luogo, il Consultorio, dove Alba e Massimo saranno sempre di casa.

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Laura Mandolini