Giovedì 4 giugno 2026, alle 17.00, nel rinascimentale chiostro piccolo di S. Maria delle Grazie sulle colline di Senigallia si apre la mostra personale di Antonio Conti costituita da numerosi dipinti e “poesie su pietra” e contemporaneamente s’inaugura un nuovo spazio espositivo di grande suggestione denominato ““”Il Piccolo Chiostro – spazio d’insieme” pensato dallo stesso Conti insieme allo storico dell’arte Donato Mori e gentilmente messo a disposizione dalla Parrocchia delle Grazie di Senigallia. L’artista senigalliese Antonio Conti in quasi 50 anni di attività ha riscosso i pareri favorevoli della critica e ha esposto le sue creazioni in diverse città d’Italia e del resto del mondo. La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile dal 4 al 28 giugno tutti i giorni – eccetto il lunedì – dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.30. Successivamente, dal 3 al 26 luglio prossimi, “Il Piccolo Chiostro” ospiterà la personale di Monica Rafaeli intitolata “Le mie Grazie – sculture, pitture, disegni” curata dallo scultore Guglielmo Vecchietti Massacci.
Venerdì 5 giugno 2026 torna in tutta Italia la Lunga Notte delle Chiese, la manifestazione che da undici anni apre le porte di chiese, santuari, monasteri e luoghi di spiritualità per una serata speciale in cui cultura, arte, musica, testimonianza e riflessione si incontrano. A Senigallia, nella Chiesa dei Cancelli, sarà la corale ‘Luigi Tonini Bossi a dar vita a questo suggestivo evento. Lo storico ensemble vocale senigalliese, in collaborazione con la diocesi di Senigallia, proporrà alle 21.30 un concerto diretto dal m° Massimo D’Ignazio e con la partecipazione della pianista Miriam Cenerelli. A seguire, nell’anno dedicato agli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, sarà possibile visitare la mostra “Sulla via di Francesco. Un percorso di arte e di luoghi per conoscere il poverello”, allestita nella Pinacoteca diocesana di Piazza Garibaldi. Entrambe le proposte sono ad ingresso libero.
La fraternità di S. Maria delle Grazie fa parte del Terzo ordine istituito da Frate Francesco per i laici che domandavano di seguirlo, ma che spesso essendo sposati non potevano vestirsi dell’ “abito di frate o clarissa”; erano laici che desideravano vivere e diffondere il Vangelo con le loro opere nel secolo, come facevano i suoi frati. La risposta fu esemplare e originale per l’epoca, ma tanta era la richiesta che il Serafico padre nel 1221 fondò una prima fraternità che venne conosciuta come “fratelli e sorelle della povertà”, e da questo primo gruppo il Santo Francesco fondò quello che ancora oggi è chiamato “Terzo ordine francescano” di laici che vivono nel secolo sempre organizzati in fraternità a fianco dei Frati “primo Ordine” e alle sorelle Clarisse “secondo Ordine”.
Secondo biografi e studiosi le fonti sono molteplici e non si conosce una data e un luogo preciso in cui S. Francesco volle con se i primi laici allargando così la famiglia francescana a uomini e donne battezzati e ne costituisce una Regola come per gli altri due Ordini da lui creati; per tutti coloro che desideravano seguirlo in vita, dopo un cammino di discernimento e preparazione avviene una “professione” con la quale si consacrano a vivere nel mondo portando il Vangelo “se serve anche a parole” attraverso una testimonianza concreta di mitezza, amore, esempio nei valori cristiani che diventano strumento oltre le parole nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, in famiglia con il carisma di S. Francesco.
La Regola che seguono i francescani secolari (OFS) è studiata, applicata e vissuta da ogni membro che entra a far parte di una fraternità, una Regola che viene da lontano come quelle degli altri due ordini e che il Santo Padre Papa Paolo VI nel 1978 rinnova e approva con la Lettera Apostolica “SeraphicusPatriarcha” il documento del precedente Papa Leone XIII restituendo una visione più spirituale oltre che giuridica, un rinnovamento necessario alle esigenze del Concilio Vaticano II.
I francescani secolari invitano chiunque voglia approfondire la figura di S. Francesco a una lettura di un testo biografico del Santo nelle giornate del mese di maggio indicate nell’avviso, mese dedicato a Maria a cui S. Francesco era particolarmente devoto, devozione importante anche negli incontri mensili aperti a tutti per la recita del Rosario Francescano.
Federica Silvi Ordine francesco secolare – Senigallia
Con stupore iniziale che poi si trasforma in gioia Papa Leone il 10 gennaio indice il Giubileo francescano per gli 800 anni dal transito di Frate Francesco, un anno di grazia che sembra il proseguo dell’anno Giubilare della Misericordia appena terminato e durante il quale tutti i cristiani sono invitati a seguire sulle orme del Santo Serafico il suo esempio di santità facendosi testimoni del Vangelo, non a caso in un momento storico in cui la violenza e i venti di guerra sembrano oramai flagellare questo nostro mondo, il Papa ci offre un’altra occasione per riconciliarci con Dio, convertirsi e distaccarsi dal peccato attraverso la visita delle Chiese conventuali francescane o dei luoghi di culto dedicati a S. Francesco per vivere in controtendenza, in questi tempi crudi, lo spirito francescano di amore, carità, fraternità. In questo anno di grazia le famiglie francescane dei tre ordini invitano tutti i fedeli alle tante occasioni di celebrazione previste in tutti i luoghi in cui sono presenti, con un ricco elenco di appuntamenti che vanno dalle catechesi, forum, mostre itineranti, presentazione di nuove edizioni, pellegrinaggi e momenti di condivisione per scoprire (o riscoprire) il messaggio di S. Francesco vivendo la fede con concretezza e carità nel quotidiano.
In particolare nella diocesi di Senigallia diverse sono le realtà legate alle tre famiglie francescane che in questo anno Giubilare hanno molti appuntamenti in calendario per condividere la spiritualità di S. Francesco, farne conoscere gli aspetti meno conosciuti e fare insieme una parte di cammino che comprende anche il conoscersi vicendevolmente invitando tutti a prendere parte attiva di questo Giubileo sul luminoso esempio del Poverello che seppe farsi povero e umile su questa terra e che ancora oggi parla a tutti noi e che non ha mai smesso di “riparare la Sua Chiesa”.
La presenza dei tre ordini francescani nella nostra diocesi è ancora viva e parte integrante del tessuto e della vita cristiana e in particolare la troviamo nella Chiesa conventuale S. Giovanni Battista (Cappuccini) di Corinaldo a cui è legata una Fraternità OFS, a Ostra Vetere il Santuario di S. Pasquale Baylon, Convento Frati Minori S. Croce che da qualche anno è anche sede del Commissariato di Terra Santaal quale è legata una fraternità OFS, a Chiaravalle la Fraternità OFS è legata alla Chiesa diocesana di S. Maria in Castagnola, altra presenza francescana nella nostra diocesi e più precisamente la fraternità OFS legata alla Chiesa di S. Maria delle Grazie di Senigallia (ex convento Ordine Frati Minori, OFM) anche questa rientra nella lista delle Chiese Giubilari per questo 2026.
La Fraternità OFS di S. Maria delle Grazie inizia questo anno Giubilare, con la preziosa collaborazione del parroco don Aldo garantendo l’apertura della Chiesa tutte le mattine della settimana dalle 9 alle 12 per permettere ai fedeli la visita e la preghiera nel silenzio e nella contemplazione di un Santuario che è stato da poco riconsegnato ai fedeli dopo un lungo periodo di restauro; inoltre si sta lavorando fraternamente insieme per l’organizzazione di altri appuntamenti che saranno a breve messi in calendario fino al dicembre 2026, quando questo tempo giubilare giungerà a termine.
In occasione della festa di San Pasquale Baylon arriva a Senigallia, alla Chiesa delle Grazie, il Coro internazionale “San Nicola” di Rimini, formato da cristiani cattolici e ortodossi e diretto da Guya Valmaggi in collaborazione con Olga Chechetkina. La corale propone un repertorio sia di canti e testi tradizionali, sia di nuove composizioni nate per le celebrazioni e la preghiera comune. Così, accanto alle melodie antiche, in lingua latina o italiana, si incontrano musiche di autori contemporanei di differenti tradizioni ecclesiali.
Sabato 17 maggio 2025, alle ore 17.00, sarà ospite della diocesi di Senigallia in concomitanza con i festeggiamenti del santo tanto caro a molti. Il concerto, dal titolo “Perché tutti siano uno”, si terrà dalle 17.00 alle 18.30 e l’ingresso è gratuito. Alle 18.30 ci sarà la S. Messa della V domenica di Pasqua, presieduta dal vescovo emerito Giuseppe Orlandoni.
Grande attesa a Senigallia per la riapertura della chiesa di Santa Maria delle Grazie! La chiesa parrocchiale, la cui fondazione e dedicazione risale al 1491 e di cui il Comune di Senigallia è proprietario dal 1866, fu chiusa il 13 settembre 2016 da un’ordinanza del Sindaco a causa del cattivo stato della copertura e di lesioni alla fodera muraria interna.
L’iter complessivo di riqualificazione è stato avviato dall’amministrazione comunale nel 2018. Dopo la verifica di vulnerabilità sismica dell’intero complesso (2019), è stato realizzato il rifacimento della copertura della chiesa e il restauro della torre campanaria (2022-2023). Nel 2024 sono stati infine realizzati i nuovi impianti di riscaldamento a irraggiamento, elettrico e di allarme/videosorveglianza.
Nell’occasione la Pala ‘Vergine con i Santi’, del Perugino, sarà ricollocata nella Chiesa delle Grazie, proveniente dalla Pinacoteca diocesana di Senigallia dove, in questi anni, è stata custodita ed ammirata da migliaia di persone.
La S. Messa di domenica 1 dicembre, presieduta alle ore 17.00 dal vescovo Franco Manenti, sarà trasmessa in diretta su Radio Duomo (95.200) e sui canali social de ‘La Voce Misena’ e Radio Duomo (youtube e facebook).
Nel file audio che trovate in questo articolo (basterà cliccare sul tasto “riproduci” del lettore multimediale) vi proponiamo l‘intervista a don Aldo Piergiovanni, parroco proprio di Duomo, Grazie, Roncitelli e Porto, con cui abbiamo ripercorso un po’ la storia di questo edificio nato grazie ai Della Rovere, il lungo iter progettuale e dei lavori e annunciato gli eventi organizzati per la sua riapertura che trovate anche nella locandina allegata.
L’intervista andrà in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) venerdì 29 e sabato 30 alle ore 13:10 e alle ore 20, assieme a un’ulteriore replica domenica 1° dicembre alle 16:50. Buon ascolto!
La piattaforma streaming ITsART, dedicata all’arte e alla cultura italiana, nata a ridosso della pandemia e promossa dal Ministero della Cultura, precedentemente disponibile soltanto nel nostro Paese e nel Regno Unito, è finalmente da alcuni mesi debuttata in tutti e 26 gli stati dell’Unione Europea. Tra gli oltre 1250 eventi e spettacoli presenti nel catalogo della piattaforma possiamo trovare anche la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, oggi conservata nelle sale espositive della Galleria Nazionale delle Marche, ospitata all’interno del Palazzo Ducale di Urbino.
Madonna di Senigallia, Piero della Francesca, 1470-1485, olio su tavola, Galleria Nazionale delle Marche – Urbino
Nel terzo episodio della webserie “Il Museo si racconta”, il Direttore della Galleria Nazionale, Luigi Gallo, ci illustra la splendida “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca, restaurata nel 2001 dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro. In quell’occasione l’opera, considerata uno dei dipinti più celebri di Piero della Francesca, fece ritorno nella sua città natale, Senigallia, e venne esposta dal 18 giugno al 10 luglio all’interno del piano nobile della Rocca Roveresca, in un percorso studiato per avvicinare il visitatore all’opera raccogliendo, stanza dopo stanza, diversi elementi e chiavi di lettura.
La “Madonna di Senigallia”, custodita per secoli nella chiesa di Santa Maria delle Grazie e trasferita poi nel 1917 al Palazzo Ducale di Urbino, pare essere stata commissionata a Piero della Francesca da Giovanna da Montefeltro e Giovanni della Rovere in occasione del loro matrimonio nel 1478. Per altri il dipinto potrebbe invece essere un dono di Federico da Montefeltro in punto di morte alla figlia Giovanna e per altri ancora l’opera fu voluta dal Duca di Urbino per rievocare, con presagi di lutto e allusioni alla Passione di Cristo, l’amata moglie Battista Sforza, morta prematuramente. Quest’ultima tesi è autorevolmente sostenuta anche da Maria Grazia Cardi Duprè del Poggetto, la quale riconosce nelle travature lignee della stanza retrostante le figure dipinte l’interno del Palazzo di Gubbio, dimora prediletta di Battista Sforza.
La mostra senigalliese venne allora intitolata “La luce e il mistero” proprio per quel senso della luce che resta uno degli aspetti più affascinanti e innovativi dell’esperienza artistica di Piero della Francesca, una sintesi perfetta tra la pittura luminosa e chiara appresa a Firenze dal grande Domenico Veneziano, in cui la luce nasce dall’impasto cromatico del colore e si integra con armonia al disegno, e la cultura fiamminga, incontrata ad Urbino e a Ferrara, caratterizzata per quell’uso della pittura ad olio che permette un controllo più raffinato della luce. Così il grande critico d’arte Roberto Longhi parlava di Piero della Francesca cercando di spiegare quel suo modo di costruire le immagini con il colore e il colore con la luce: “Sembrano, in Piero, i colori nascere per la prima volta come elementi di un’invenzione del mondo”.
La scena rappresentata sulla piccola tavola di noce (61×53,5 cm) ci mostra in primo piano, all’interno di una abitazione, la Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino, nell’atto di benedire, e alle loro spalle due angeli, vestito di grigio il primo e di rosa salmone il secondo. Confrontando la fisionomia di questi ultimi con altri personaggi presenti nelle precedenti opere dell’artista è possibile notare come le due figure angeliche siano state riprese dalla “Pala di Brera”, realizzata da Piero della Francesca tra il 1472 e il 1474. Gesù, in braccio alla Madre, viene raffigurato con una rosa bianca nella mano sinistra, a simboleggiare la purezza di Maria, mentre al collo porta una collana di perle rosse e un corallo, simbolo, oltre che di arcaica protezione per i nuovi nati, anche di premonizione della Passione, poiché il suo colore ricorda quello del sangue versato da Cristo. Sullo sfondo, dietro all’angelo dalla veste rosa, sono raffigurati un armadio a muro, con una decorazione che ci riporta alle cornici presenti all’interno del Palazzo Ducale di Urbino, e sulle mensole di questo un cesto con un panno di lino e una scatola cilindrica d’avorio. Alle spalle dell’angelo dalla veste grigia si apre invece, alla maniera fiamminga, un secondo ambiente che contribuisce, grazie alla luce del sole che entra da una finestra aperta, ad illuminare la scena. Il raggio di sole infatti, che si infrange sulla parete in ombra più lontana illuminando nel suo percorso il pulviscolo presente nell’aria, permette a Piero della Francesca di dare maggiore rilievo, tramite i riflessi disegnati dalla luce, agli oggetti e ai protagonisti presenti nella prima stanza.
Marco Pettinari
Utilizziamo i cookies per offrirvi un'esperienza di navigazione migliore. Cliccando su accetta acconsento all'utilizzo dei cookie.
This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.