Le parole da salvare in dialetto senigalliese
“Dopo il successo della prima edizione del 2023, torna nelle librerie “A discùrr nun è fatìga. Le parole da salvare in dialetto senigalliese” di Andrea Scaloni e Leonardo Badioli, in una nuova edizione riveduta e ampliata. In copertina campeggia sempre il nostro Mónch in Piazza, che però stavolta ha assunto una colorazione particolare, come se avesse preso una pillolina blu. Il glossario dialettale, che raccoglie annotazioni storiche, etimologiche e idiomatiche, è dedicato ad Angelo Cicconi Massi, recentemente scomparso”.
L’annuncio è risuonato in diversi canali: ‘A discùrr nun è fatiga” è tornato (alcuni avrebbero preferito ‘A discorr’ n’è fatìga’, ma si sa ogni territorio, seppure vicinissimo, ha le sue abitudini linguistiche) ed è una buona notizia. Perché significa avere ancora voglia di prendersi cura della propria piccola storia, guardare da vicino il carattere, forse meglio dire il ‘caratt’rin‘ della città, coglierne le peculiarità più significative e gli spigoli più respingenti. E’ un’operazione culturale, identitaria e popolare al tempo stesso. Perché cultura ha a che fare con quanto viviamo, a tanti livelli e con il linguaggio che ha tessuto negli anni il nostro stare insieme. “Tutti i dialetti sono metafore e tutte le metafore sono poesia” scriveva Gilbert Chersterton. Possiamo forse accontentarci di ‘umanità’, se dovessimo essere a corto di poesia, ma sempre essenza di ciò che siamo si tratta!
Dialetto, dialogo, dialettica… quasi sinonimi di relazioni, condivisione, confronto. E quando sono ‘di casa’, le parole creano un di più di comunità, di identità aperte all’alterità. Tra queste pagine c’è passione per la memoria viva, l’ironia sorniona di Senigallia, che come tutte le città si trasforma, ci auguriamo in meglio. Ricordare, riportare al cuore il colore delle nostre parole è un tassello prezioso per guardare avanti, senza dimenticare chi eravamo.
Laura Mandolini
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