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Tag: Marcello Liverani

Senigallia, verso le elezioni: centrodestra in affanno su sanità, tasse, sport e ponte Garibaldi

Roberto Paradisi, segretario di Forza Italia a Senigallia, non le manda certo a dire. Ai nostri microfroni traccia un bilancio della politica cittadina e regionale in vista degli appuntamenti elettorali del prossimo autunno 2025 per le regionali e della primavera 2026 per le comunali. Bilancio in cui non risparmia elogi né critiche, soprattutto su alcuni temi di fondamentale importanza per la cittadinanza, come la sanità pubblica e il progetto del nuovo ponte Garibaldi. Ma segnali chiari al centrodestra senigalliese arrivano anche su economia, tasse, sport e cultura. Questo breve testo è accompagnato da un lettore multimediale per riascoltarsi l’audio dell’intervista a Paradisi, andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM).

Uno dei temi su cui la posizione di Paradisi è in contrasto con quella della struttura commissariale (e quindi anche con l’amministrazione Olivetti che l’ha avallata) è il progetto per la ricostruzione di ponte Garibaldi. Tema caldo a Senigallia, che sta tenendo banco da mesi, su cui gli animi non accennano a calmarsi. Paradisi lo definisce una «oscenità» che «sventrerà il prospetto architettonico neoclassico» di Senigallia. «Quel ponte Senigallia non lo vuole», ha affermato con decisione all’assessore regionale Aguzzi, facendo eco alle quasi 10 mila firme di cittadini contrari raccolte da alcune associazioni di Senigallia. Nonostante la volontà politica espressa dal commissario Babini, Paradisi si chiede: «Ma si può veramente lasciare che un ponte in una città con un contesto neoclassico sia progettato da un tecnico dell’Anas?».

Altro fronte di battaglia è la sanità. Paradisi riconosce gli sforzi della giunta Acquaroli, ma denuncia la situazione insostenibile per le liste di attesa e soprattutto la «carenza incredibile di medici», soprattutto al pronto soccorso. «Non si può tenere due medici in pronto soccorso a fronte di una richiesta altissima», afferma. Critica inoltre il ritardo nell’attivazione dell’ospedale e della casa di comunità, finalmente previsti anche a Senigallia dopo un’iniziale dimenticanza, ma di cui si attende ancora la realizzazione concreta.

Non mancano le critiche all’amministrazione Olivetti sui temi di sua competenza. Paradisi chiede la revoca delle deleghe a Liverani e Pizzi, il primo per la nota vicenda giudiziaria; e accusando il secondo di aver «penalizzato lo sport in modo pesantissimo». In particolare, contesta l’aumento delle tariffe per le attività sportive, definendo «gravi» alcune dichiarazioni dell’assessore e vicesindaco “nato” con la lista La Civica e ora in forza a Fratelli d’Italia per questioni di equilibri interni alla maggioranza.

Sull’economia, Paradisi contesta come non sia stato osservato sinora quanto annunciato nel programma elettorale. Chiede una revisione delle tasse, in particolare dell’addizionale IRPEF, e l’innalzamento della “no tax area”. «Non è stata abbassata di un solo centesimo nessuna tassa», sottolinea.

Paradisi conclude ribadendo che la priorità di Forza Italia è certamente il centrodestra, ma lancia un avvertimento: «Se le altre forze del centrodestra a livello locale non ci ascoltano, ci snobbano o addirittura ci vogliono isolare, noi ne prenderemo atto e ci guarderemo intorno». Un segnale chiaro, che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici, almeno a Senigallia.

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Liverani e Da Ros usciti da Fratelli d’Italia per le «continue ingerenze prima da Gostoli, poi da Ciccioli» – L’INTERVISTA

Continua a tenere banco la vicenda che ha come protagonisti Marcello Liverani e Davide Da Ros. Dopo la condanna per diffamazione di poche settimane fa e la più recente fuoriuscita da Fratelli d’Italia, il caso si è trasformato da processuale a politico e persino etico. Una grana per l’amministrazione comunale e per la maggioranza di centrodestra silente sul tema? Il partito di Giorgia Meloni si è espresso solo dopo giorni, tramite il coordinatore provinciale Carlo Ciccioli, il quale ha parlato di una «nostra richiesta di una fase di pausa e riflessione». Non sono mancate ovviamente le critiche politiche: il centrosinistra mai così compatto, in più occasioni ha invocato le dimissioni dei due consiglieri comunali, che invece passeranno al gruppo misto.

E allora per ricostruire la vicenda e fare chiarezza sulle dichiarazioni prima del centrosinistra, poi su quelle di Ciccioli, abbiamo sentito direttamente uno dei due interessati, Marcello Liverani. Ecco le sue parole, in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) venerdì 28 e sabato 29 marzo alle ore 13:10 e alle ore 20, in replica anche domenica 30 a partire dalle 16:50 (il terzo di tre contributi audio consecutivi). Per chi volesse, in accompagnamento a questo testo c’è il lettore multimediale: basterà cliccare play o riproduci per ascoltarsi l’audio integrale.

Marcello Liverani spiega che la sua fuoriuscita e quella di Davide Da Ros dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Senigallia non sono state espulsioni, ma una loro decisione volontaria. Il motivo principale risiede nelle ingerenze del comitato provinciale sulla politica locale fin dal 2020, subito dopo la vittoria elettorale. Ingerenze e accuse di essere troppo favorevoli al sindaco Olivetti: secondo Liverani però la linea politica va discussa proprio con il sindaco e con i partiti di Senigallia. Generalmente, c’è stata unità d’intenti, anche se qualche episodio ha minato l’armonia della coalizione di governo.

Liverani cita, tra i vari, due episodi significativi: la nomina dell’assessora al turismo Simona Romagnoli e il congresso comunale. A ciò ha fatto seguito la decisione di lasciare Fratelli d’Italia: non ci sarebbe stata nessuna richiesta di fare un passo indietro né alcuna espulsione dal partito ma una scelta dei due consiglieri comunali. Liverani e Da Ros poi accusano l’ex coordinatore e oggi deputato Stefano Benvenuti Gostoli e l’attuale coordinatore provinciale nonché eurodeputato Carlo Ciccioli.

Nel futuro, che sia col gruppo misto per questo ultimo spezzone di mandato elettorale o con una nuova lista civica alle elezioni in primavera 2026, comunque c’è il pieno sostegno a questo centrodestra che pubblicamente non ha preso le difese dei due consiglieri. L’obiettivo è la continuità dell’amministrazione, con Olivetti ricandidato per il secondo mandato.

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Quando la politica finisce in tribunale (e non per attività consiliari)

Quando la politica finisce nelle aule di un tribunale. Non è la prima volta (e non sarà certo l’ultima) che uno o più consiglieri o altre figure elette di Senigallia finiscono a processo, ma stavolta non c’entrano le frasi o dichiarazioni rilasciate in sede consiliare bensì la politica in quanto militanza, in quanto attività svolta nelle file di partito. Ma soprattutto fuori il partito. I consiglieri coinvolti sono Marcello Liverani e Davide Da Ros (FdI), finiti a giudizio per calunnia e per diffamazione nei confronti di un’ex militante della Lega, lo stesso partito a cui era iscritto allora Da Ros. 

La vicenda nasce da un post su Instagram di una minorenne: le frasi hanno allarmato alcuni familiari e conoscenti che hanno fatto presente a Liverani e Da Ros le dichiarazioni sui social in cui la giovane manifestava un certo disagio. Quello che sembrava uno sfogo adolescenziale dopo un litigio con un genitore è divenuto quattro mesi dopo, nell’ottobre 2018, oggetto di una segnalazione ai servizi sociali dell’Asur di Senigallia, con la conseguente presa in carico della vicenda. Ma il genitore, scoperta la fonte di tale segnalazione, ha chiamato in causa i due consiglieri.

In primo grado la condanna dei due consiglieri comunali di Senigallia è arrivata per la sola diffamazione, mentre per la calunnia c’è stata l’assoluzione. Il giudice, nel dicembre 2022, stabilì una pena a 6 mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena oltre a un risarcimento dei danni di 15 mila euro e al pagamento delle spese legali a favore della parte civile. In appello la condanna è stata confermata ma la pena ridotta, perché “gli accertamenti svolti – si legge nella sentenza – si sono conclusi rapidamente e le parole diffamatorie non hanno raggiunto un’ampia platea di soggetti, rimanendo confinate al personale dei servizi sociali e all’autorità giudiziaria”. Di fatto, secondo il legale della persona offesa, avv. Roberto Paradisi, nonostante la pena ridotta, la corte di appello di Ancona ha «pienamente confermato l’assetto motivazionale della sentenza del Gip. Anzi, la Corte ha ulteriormente specificato che i due consiglieri “abbiano voluto screditare la Silvestrini anche alla luce dei loro pregressi rapporti politici”». Da qui la considerazione che «le circostanze riferite ai servizi sociali da Marcello Liverani e Davide Da Ros “sono risultate false e di contenuto diffamatorio e hanno leso l’onorabilità della persona offesa”». 

Soddisfazione per la risposta degli organi di giustizia è stata espressa dalla vittima tramite il suo legale Paradisi, il quale ha precisato che «non era l’entità della somma a titolo di risarcimento ad interessare la persona offesa (che, peraltro, è stata costretta a pignorare anche il gettone di presenza dei due consiglieri  presso le casse comunali per ottenere ristoro) ma una parola chiara giudiziale che cristallizzasse non solo le falsità contenute nell’esposto ma anche le motivazioni che avevano spinto i due imputati ad agire».

Sulla vicenda finita poi sui giornali sono voluti intervenire i due consiglieri condannati anche in secondo grado: «La sentenza ha parzialmente accolto il gravame da noi promosso e, in parziale riforma del provvedimento di primo grado, ha cancellato la pena della reclusione, sostituita dalla sola multa di €. 1.000,00; e ridotto la somma dovuta a titolo di risarcimento, portandola da €. 15.000,00 ad €. 3.000,00, abbattendola quindi dell’80%. Se nella vicenda processuale si vuole per forza cercare un “vincitore”, questo non è senz’altro la persona offesa, che ha visto riformare in suo sfavore il pronunciamento» del giudice di primo grado, dichiarano Liverani e Da Ros.

Che poi precisano anche come i gettoni di presenza per l’attività consiliare non c’entrino nella vicenda: «Subito dopo la lettura del dispositivo della sentenza di appello, avvenuto all’esito dell’udienza del 26 giugno 2024, abbiamo dato incarico al nostro avvocato di contattare il legale della parte offesa per poter immediatamente versare l’importo liquidato per sorte e spese legali. Il pagamento è stato integralmente eseguito il 4 luglio 2024, quindi 8 giorni dopo. Il versamento è stato effettuato con spirito di rivalsa, data la pendenza del termine per ricorrere in Cassazione, possibilità che stiamo attentamente vagliando insieme ai nostri legali». 

Su quest’ultimo punto ha voluto poi ribattere l’avv. Paradisi per specificare che la parte offesa «è stata costretta a pignorare (ad aprile 2024, e quindi ben due mesi prima della sentenza di appello) i gettoni di presenza presso il Comune dei due imputati» e di avere documenti certi su ciò.

Scene che non fanno bene alla vita cittadina, sia per il peso giudiziario di quanto avvenuto, che per le sue conseguenze umane ma soprattutto per il livello della politica consiliare. Dario Romano, capogruppo PD in consiglio comunale a Senigallia, ha infatti rimarcato che, in attesa dell’eventuale terzo grado di giudizio, ai due consiglieri non resta che una sola strada. «Chiediamo un gesto di responsabilità, il primo da 4 anni a oggi, da parte dei consiglieri coinvolti: le dimissioni. Non possiamo permettere che Senigallia continui a essere guidata da figure che imbarazzano la città e la sua storia».

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Gioco d’azzardo, Fratelli d’Italia ritira la proposta

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Passo indietro da parte di Fratelli d’Italia sulla discussa proposta di estendere l’orario di funzionamento slot machine e videolotteries all’interno dei locali nel territorio comunale senigalliese. Il consigliere Marcello Liverani ha infatti ritirato la proposta in quanto superata dalla vicenda in consiglio regionale dove è passata una legge – sempre del centrodestra – che amplia le possibilità di giocare d’azzardo.

Dell’iniziativa di Liverani ha dato notizia durante la sessione straordinaria del consiglio comunale di venerdì 25 agosto il presidente Massimo Bello. Poco prima l’assise aveva affrontato nuovamente l’argomento grazie all’iniziativa di Chantal Bomprezzi (Pd) nella fase dedicata a interrogazioni, interpellanze e al question time. La consigliera dem ha chiesto in particolare la posizione del sindaco Massimo Olivetti sulla proposta di FdI e sul contrasto alla ludopatia. 

«Il tema merita una discussione più ampia – ha risposto il primo cittadino – perché non riguarda solo le aperture dei locali che hanno all’interno macchinette per il gioco d’azzardo ma, più in generale, gli strumenti per il contrasto alla ludopatia che, al momento, sono davvero pochi. Serve anche più pubblicità, più informazione e consapevolezza sul tema». Olivetti ha poi parlato di difficoltà legata alla possibilità di giocare d’azzardo direttamente dal proprio smartphone e delle conseguenze relative anche ad altri tipi di gioco: «La problematica è estesa – ha detto – non riguarda solo chi frequenta le sale da gioco, ma anche chi partecipa a lotterie e soprattutto a chi gioca on line. Senigallia sta attualmente studiando un progetto di supporto psicologico e sociale, possiamo discuterne in maniera più ampia: da parte mia non manca la disponibilità al confronto».

Dal canto suo Chantal Bomprezzi ha ribadito la possibilità e anzi l’opportunità di «valutare insieme azioni per contrastare la dipendenza dal gioco d’azzardo (così come quelle tecnologiche e altre, Ndr) e i suoi effetti, studiare le fragilità sociali e le figure vittime di questa dipendenza»; soprattutto ha però specificato che è un «controsenso incentivare il gioco in presenza», come recentemente avvenuto in consiglio regionale e come prevedeva la proposta di Liverani, e poi pensare a strategie per tentare di ridurne gli effetti più drammatici. E il sindaco Olivetti non ha espresso la sua aperta contrarietà agli atti che ampliano la possibilità di giocare d’azzardo.

Oltre al ritiro della proposta di Liverani, superata dalla legge regionale che diminuisce gli strumenti a favore dei comuni per limitare gli orari di funzionamento di slot e vlt, anche il centrosinistra ha ritirato una risoluzione sulla ludopatia in quanto rinviata in commissione. «In futuro ripresenteremo il documento – assicura il capogruppo dem Dario Romano – ma faremo un lavoro a livello regionale».

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