Dodici gennaio: dal giorno dopo le primarie per il centrosinistra senigalliese inizia il periodo più difficile, storicamente, degli ultimi anni: quello di rimanere uniti. E mentre entra nel vivo la corsa per la sfida dell’11 gennaio, i microfoni di 20 minuti da Leone si aprono per Dario Romano. Dopo Marco Lion, anche il manager 39enne e volto storico del consiglio comunale ha tracciato la rotta della sua candidatura, nata nel solco del Partito Democratico ma con un forte richiamo al mondo civico. Andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), vi riproponiamo qui la sua intervista, insieme a una sintesi degli argomenti trattati. Basterà cliccare il tasto play per poter ascoltare le sue parole.
Il bene comune
Con 15 anni di esperienza amministrativa alle spalle e un quinquennio come presidente del consiglio comunale, Romano rivendica la nobiltà dell’impegno pubblico: «La politica non è una brutta parola se il fine è l’amore per la propria città e non il posto personale». Dopo la frattura del 2020, con la fuoriuscita di Gennaro Campanile, il candidato sottolinea la necessità di ricucire il rapporto all’interno del centrosinistra ma anche con un elettorato deluso: «Abbiamo fatto autocritica. In passato c’è stato uno sfilacciamento, ma oggi il percorso è trasparente. Le primarie servono proprio a ridare voce alla nostra base».
L’attacco all’amministrazione Olivetti
Il giudizio sulla giunta attuale è netto. Pur riconoscendo l’impegno sulla quotidianità, Romano accusa il sindaco Olivetti di mancanza di visione strategica, nonostante i milioni di euro mossi dal pnrr. «Si è lavorato sull’estemporaneità e sulle inaugurazioni di progetti ereditati dal passato, come la scuola Marchetti. Ma dove sono i nuovi progetti? Sul tema abitativo l’amministrazione è da ‘zero in pagella’: 44 appartamenti a Cesano fermi dal 2018 e nessun nuovo intervento programmato. È inaccettabile».
Sport e sanità: cittadini «penalizzati»
Un punto dolente toccato da Dario Romano è la gestione degli impianti sportivi, con particolare riferimento alla chiusura della piscina delle Saline. «Non è con la litigiosità e i muri contro i concessionari che si risolvono i problemi. A pagarne le spese è il cittadino che oggi non ha più un impianto fruibile». Sulla sanità, il candidato propone di puntare sulla medicina territoriale ma necessita di risorse: dove trovarle? «Serve una spesa pubblica al 7% del PIL e una rete che includa infermieri di quartiere, telemedicina e ospedali di comunità». Sulla partnership con il privato però, ribadisce che «è il pubblico a dover governare il processo, non subirlo».
A come alluvione, A come ambiente
A tre anni dal disastro, il tema della sicurezza idrogeologica resta ancora centrale. Per Dario Romano, la pulizia dei fiumi non basta: «Bisogna avere l’onestà di dire che le vasche di espansione, come quella di Bettolelle, sono l’unica vera salvezza. Senza quelle, la riprofilazione dell’alveo rischia paradossalmente di aumentare il pericolo per il centro storico in caso di piene eccezionali».
Verso l’11 gennaio
In vista della sfida con Marco Lion (ex deputato dei Verdi), Dario Romano si dice sereno: «Siamo figure complementari. La sua competenza è un valore aggiunto per la coalizione». L’obiettivo è chiaro: unire tutte le anime progressiste, dai 5 Stelle alle liste civiche, per offrire a Senigallia un’alternativa «realmente progressista». In ballo però non c’è solo una vittoria interna, ma dimostrare che il centrosinistra ha imparato dagli errori del passato per progettare la Senigallia del futuro.
Dopo il sindaco Massimo Olivetti, l’ospite di “Venti minuti da Leone” è il segretario PD di Senigallia Massimo Barocci, per cercare di approfondire la questione relativa all’ultima ondata di maltempo che ha visto la città di nuovo allagata in varie zone con strade chiuse e disagi diffusi alla popolazione. L’intervista è in onda alle 13:10 e alle 20 di mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre, con un’ulteriore replica anche domenica 27 a partire dalle 16:50. Dove? Sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), ma l’audio integrale si trova anche in questo articolo, assieme a un estratto testuale della chiacchierata con l’esponente dem.
Relativamente a quello che è accaduto sabato 19 ottobre, il sindaco Olivetti ha parlato di una serie di problemi legati al sistema fognario ma anche ad alcuni fossi. Quali sono le vostre osservazioni come Partito Democratico, come centro-sinistra? Una decina di giorni fa circa abbiamo fatto un incontro con gli abitanti del Vallone, li abbiamo ascoltati, abbiamo chiesto quali erano le loro aspettative per una vita serena in quel grazioso borgo e tra le questioni che sono emerse c’è anche la problematica in particolare di un fosso, il fosso del Crocifisso: tutte le volte che piove esce dagli argini, va sulla strada, allaga le case vicine, poi si porta tutta la robaccia nel Misa. Un paio di giorni dopo siamo andati a vedere, a fare una passeggiata e abbiamo constatato che era pieno di materiale abbandonato lì, rami secchi, alberi morti, nell’alveo proprio del fosso. Quello era emblematico dell’assenza di manutenzione, soltanto un esempio di quello che poteva essere in tutto il Comune di Senigallia, relativo al reticolo idrografico secondario.
Proprio quello che è andato più in difficoltà in questa ondata di maltempo del 19 ottobre che, manco a farci apposta, è accaduta proprio a un mese esatto dalla precedente: anche in quel caso alcuni quartieri sono andati in seria difficoltà, a partire dalla zona del Ponte Rosso con il fosso Sant’Angelo e ancora una volta la Cesanella. Quindi voi stavolta cosa avete rilevato? Innanzitutto che la mancata manutenzione del fosso ha determinato l’esondazione e quindi i forti disagi locali. Il reticolo secondario idrografico rappresenta il maggior contribuente all’acqua e al fango che poi vanno del Misa, quindi attenzione. La manutenzione dei fossi e di tutti questi che sono i canali secondari è fondamentale e va monitorata costantemente, quotidianamente. Siamo in un ambito comunale, quindi va sicuramente a carico del comune, che deve anche fare in modo che le manutenzioni siano puntuali. Ha un contratto con il Consorzio di Bonifica che prevede la manutenzione di alcuni fossi, ma sono solo pochi fossi. Noi abbiamo decine di canali che devono essere costantemente monitorati, costantemente controllati, quotidianamente gestiti. Il passo successivo è liberare tutti gli alvei, anche quelli secondari, di tutto quel materiale morto, secco, che rappresenta un ostacolo al deflusso dell’acqua.
Il sindaco Massimo Olivetti ha precisato che sono state investite delle risorse proprio nella manutenzione e pulizia dei fossi cittadini. A tal proposito ha citato una cifra di circa 140.000 euro nella scorsa intervista sempre di Radio Duomo Senigallia. Ne eravate al corrente? Faremo le nostre azioni a livello di consiglio comunale – interrogazioni e eventualmente accesso agli atti – vedremo. Quello che sostiene il sindaco nella sua intervista è che la manutenzione è stata costante e quotidiana. Noi abbiamo dimostrato con le nostre fotografie che questo non è vero, non è né costante né quotidiana, invece deve essere così. Ci deve essere personale dedicato quotidianamente a questo scopo. È come se non fosse nata una consapevolezza dopo gli eventi del 2022 che il collasso climatico determina un cambiamento delle nostre abitudini. Purtroppo è così e un cambiamento anche delle politiche e degli interventi delle amministrazioni.
Maltempo: allagamenti a Senigallia (Cesanella, 19 ottobre 2024)
Una delle osservazioni mosse in occasione dell’ondata di maltempo del 19 settembre, quindi del mese scorso, era proprio questa, cioè non si è intervenuti in maniera tempestiva, per liberare per esempio il fosso Sant’Angelo. Siete anche voi di questo parere? Il Fosso Sant’Angelo è un fosso che sbocca direttamente in mare, che è stato innanzitutto, ricordo benissimo, fino a metà degli anni ‘80, è stato cementificato per una parte e noi questa l’abbiamo già allora contestato, e poi è stato imbrigliato nella sua foce, quindi lì per forza ci saranno sempre problemi, o ci sta costantemente in occasione di ogni pioggia una squadra che interviene immediatamente per liberare la grata oppure questa grata va tolta perché altrimenti i disagi ci saranno sempre e non si può dire ai residenti “rassegnatevi”, bisogna intervenire.
Tutta l’opera fatta finora su fiumi e fossi non è sufficiente secondo voi? Per il contenimento del rischio idrogeologico assolutamente no, ovvero i lavori vanno iniziati a monte in tutto il bacino idrografico generale, quindi tutta la gestione dei territori agrari, tutta la gestione dei fossi a monte, tutta la gestione e la realizzazione di casse di espansione, di laminazione che possono rappresentare uno sfogo importantissimo per le piene del fiume, tutte queste opere vanno fatte prima di operare sugli argini di un fiume.
Prima al governo c’era il Partito Democratico, il centro sinistra: voi che cosa avete fatto? Non potevate pensarci voi? Accettiamo questa cosa, che è colpa di chi c’era prima, dicono. Noi siamo disposti a fare autocritica, tranquillamente, ma il principale problema della città sono le alluvioni e i dissesti, va risolto adesso. Allora, ora il problema esiste e ora il problema va affrontato.
Il problema c’era anche allora. Certo, certo, per carità, non abbiamo la macchina del tempo per tornare indietro e risolverlo per quella volta, anche se non è stato risolto. Però il problema è adesso e va affrontato adesso, noi siamo disponibili a fare le nostre proposte, le facciamo in qualsiasi ambito, a qualsiasi livello. Non si può usare l’alibi e dire ma è colpa di chi c’era prima. Noi stiamo vivendo adesso una situazione critica che va risolta adesso da chi governa adesso.
Massimo Barocci
Prima c’era anche una questione economica importante, cioè non c’erano tutti i fondi che ci sono adesso… Sì, è vero, tante opere non sono state realizzate, sia opere pubbliche, opere urbanistiche, e tra l’altro anche queste perché c’era un grosso problema di finanziamenti che invece quest’anno, tra PNRR, fondi europei e altri fondi europei, non c’è stato.
Una questione di volontà politica c’è alla base: nonostante ci fossero dei problemi economici importanti, si pensi ai vincoli nel bilancio e varie questioni che bloccavano un po’ l’azione amministrativa. Però la volontà politica, forse, di spostare alcune risorse di qua o di là non c’era, il problema è questo. Sì, questo è vero e sinceramente tra patto di stabilità, carenza dei fondi, crisi economiche, chi ha amministrato negli anni precedenti ha avuto grosse difficoltà di realizzare i progetti che aveva in mente, che aveva studiato. Quindi chi governa adesso ha una grossa opportunità, può fare le cose.
La direzione intrapresa dall’amministrazione Olivetti e dall’amministrazione Acquaroli per quanto riguarda il regionale, è giusta? Non va assolutamente nel verso giusto: le realizzazioni hanno parlato la pancia dei cittadini. Tutti hanno detto: “era tanto tempo che non si vedeva il fiume così bello”, hanno visto gli argini lisciati, gli alberi eliminati e questo dà un’immagine di forse efficienza, di efficacia probabilmente, ma in realtà non è così. La mitigazione del rischio ideologico va affrontata dal punto di vista strettamente scientifico da tecnici e va creato un tavolo di lavoro, di ambito, che affronti dettagliatamente tutti i problemi, uno per uno, e trovi per ogni problema la soluzione. Fare degli interventi spot sul fiume, che possono piacere tantissimo alle persone, è parlare un po’ la pancia e fare un po’ di propaganda e basta.
Sulle altre opere annunciate da Acquaroli e Babini, alcune sono in programmazione, ad esempio si pensi alle vasche di espansione: come siamo messi? Siamo praticamente all’anno zero perché sono mesi, forse anni addirittura, che periodicamente, i nostri amministratori regionali, chi è dedicato, i commissari, chi è dedicato espressamente a questo tema, ci elencano gli interventi, i finanziamenti che hanno disposizione, che pensano di utilizzare per la soluzione del problema, ci dicono abbiamo x milioni per questa cosa, abbiamo questo progetto, abbiamo questa finalità, abbiamo però di realizzazioni effettive, non è stato fatto niente, se noi andiamo a guardare l’interno del nostro territorio, è come esattamente due anni fa, parlate con i sindaci e gli amministratori di Arcevia, Serra de’ Conti, Barbara, la situazione è drammatica e se la situazione è drammatica là, è altrettanto drammatica per noi perché si ricade tutto su di noi qui a Senigallia: il problema dev’essere risolto a monte. Alla fine di concreto non abbiamo visto niente.
Nuove interviste nel programma “Venti minuti da Leone” in onda su Radio Duomo Senigallia / In Blu (95.2 FM). Ci sono altri tre appuntamenti in questa settimana che va dal 18 al 24 marzo per quanto riguarda il nuovo spazio radiofonico recentemente avviato e realizzato in collaborazione con La Voce Misena.
Tre nuovi focus e approfondimenti che partiranno oggi, lunedì 18 marzo, alle ore 13:10 con l’intervista a Enea Barazzoni, esponente del Partito Democratico di Senigallia, sulle politiche ambientaliste intraprese e sulle scelte green che si potrebbero fare nel territorio senigalliese, riprendendo il piano strutturale del verde urbano. L’intervista andrà in replica alle ore 20 di oggi e poi nuovamente alle 13:10 e alle 20 di domani, martedì 19.
Il secondo approfondimento riguarda invece l’andamento delle imprese dell’artigianato e commercio nell’area Misa e Nevola: per l’occasione abbiamo sentito il presidente del mandamento territoriale Senigallia e vallata della Confartigianato Egidio Muscellini. Potrete ascoltare l’intervista a partire da mercoledì 20 marzo alle ore 13:10, con replica poi alle 20 e il giorno seguente, giovedì 21 agli stessi orari, 13:10 e 20.
Infine abbiamo dato spazio al Tribunale del Malato Carlo Urbani di Senigallia, intervistando il suo presidente Umberto Solazzi. Proprio quest’anno ricorrono infatti i 20 anni di attività alla guida dello sportello in cui si rivolgono sempre più cittadini alle prese con le difficoltà della sanità pubblica. L’intervista andrà in onda venerdì 22, alle ore 13:10 con replica nei medesimi orari: alle 20 dello stesso venerdì e poi il giorno seguente, sabato 23, con il doppio appuntamento delle 13:10 e 20.
Infine, per chi non avesse avuto modo di ascoltarsi le tre interviste durante la settimana, c’è un’ultima possibilità la domenica, alle ore 16:50, in cui tutte e tre le interviste saranno disponibili una di seguito all’altra, per non perdersi alcun contenuto di “Venti minuti da Leone”. Dove? Sulla frequenza 95.2 FM di Radio Duomo Senigallia, ovviamente!
Sulla vicenda dell’abbattimento degli alberi in viale Anita Garibaldi, poi sospeso d’urgenza dal Tar in attesa che si riunisse la camera di consiglio per decidere se legittimo o meno, si inserisce anche il Pd senigalliese che accusa il sindaco Olivetti di aver fallito sia in tema di ambiente che nell’ascolto della città.
«Al di là della legittimità o meno che resta da verificare e sulla quale non entriamo nel merito, diversamente si può fare sulle modalità con le quali l’Amministrazione sta conducendo questo tema. Sono da poco passati tre anni dall’insediamento del Sindaco Olivetti, il quale, ricordiamo, è stato anche membro di un’importante associazione ambientalista della nostra città. Tra le grandi promesse non mantenute da questa Giunta c’è proprio il coinvolgimento della società civile e, nel caso di specie, delle associazioni ambientaliste» sostengono dall’unione comunale del Partito Democratico.
Tutti ricorderanno che uno dei cavalli di battaglia elettorali delle liste collegate all’attuale sindaco Olivetti era proprio l’ascolto della città. Un cambiamento in positivo perché Olivetti e altri esponenti accusavano il centrosinistra, fino ad allora al governo di Senigallia, di aver fatto come voleva. «Ma a tre anni di mandato possiamo constatare che così non è stato- continua il PD -. Anzi, oltre a non essersi mosso nulla, la situazione è oltremodo peggiorata. Ciò è confermato dalle numerose proteste di cittadini, diversi dei quali sono ricorsi anche per vie legali. Anche in questa occasione, dunque, il Sindaco Olivetti ha dimostrato che le proteste da lui sostenute nei confronti delle amministrazioni di centrosinistra precedenti erano fine a se stesse, strumentali al solo fine elettorale».
Da via Armellini spiegano infine che le alberature hanno bisogno di manutenzione, mentre la versione della giunta Olivetti è che le piante devono essere abbattute: «La destra sta portando avanti una narrazione che identifica negli alberi, in particolare nei pini, una minaccia che si può sventare soltanto con l’abbattimento degli stessi. Forse ai più della maggioranza sfugge che un albero ha bisogno di manutenzione, perché è naturale che se un pino, che magari già da tempo risulta molto pendente, ha una chioma troppo pesante, inevitabilmente prima o poi cadrà. La smetta, dunque, l’amministrazione di giustificare ogni tipo di abbattimento con la motivazione della sicurezza ed inizi, dopo anni di promesse, a dire ai cittadini quali sono i loro progetti» concludono dal Pd di Senigallia.
500 giorni di guerra sanguinosa, morti e devastazione, senza alcun obiettivo raggiunto. Mosca non riuscirà più a sottomettere l’Ucraina, ma neanche l’Ucraina riuscirà più a riconquistare i suoi territori nonostante l’enorme invio di armi da parte dell’Occidente. Intanto abbiamo assistito a un’escalation pericolosissima di cui non sembra si sia consapevoli. Persino la possibilità di un conflitto nucleare ci lascia indifferenti. Vittime di una continua e sferzante propaganda da entrambe le parti belligeranti, amplificata dal pensiero unico dei nostri mass media, abbiamo perso la capacità di ragionare e di leggere la realtà con un minimo di pensiero critico.
Potremmo dire che noi pacifisti, così continuamente beffeggiati, lo avevamo detto sin dall’inizio che questa guerra come tutte le guerre non risolve i conflitti, ma complica le situazioni ed è foriera sempre di altri disastri. Lo ha capito bene il Papa, la cui presa di posizione non è ispirata solo a principi etici bensì a una visione politica di ampio respiro, senza la quale, anche se si arrivasse ad un precario armistizio, resterebbero problemi irrisolti e si aprirebbe una nuova fase di instabilità e di scontro globale tra superpotenze.
Fatichiamo perciò a capire l’ostinazione e la caparbietà di un partito di sinistra, come vuole essere il Pd, a continuare a schierarsi con chi sa solo inviare armi, armi, armi, senza mai fermarsi a riflettere e a pensare che forse c’è un’altra possibilità per ripristinare il diritto e mettere fine a questa guerra, e che è giunta l’ora di un negoziato.
Nessuna parola si è spesa neanche sull’invio delle bombe a grappolo, per citare l’ultima perla di questa guerra. E oggi il nostro capo del governo a Vilnius può chiedere, nel silenzio generale di tutte le forze politiche, che la Nato difenda anche i nostri confini a sud col pretesto della presenza di Cina e Russia in Africa, approfittando così della dilagante militarizzazione per riproporre una versione aggiornata del solito, bieco, blocco navale contro l’immigrazione.
Eppure sappiamo che all’interno del Partito Democratico, anche nella nostra città e nella nostra regione, c’è chi la pensa in un altro modo, per una convinzione pacifista, perché crede ancora nei valori di un grande Paese come il nostro e della Costituzione.
Vi invitiamo, compagne e compagni, a confrontarci, a ragionare insieme, senza posizionamenti ideologici, senza pregiudizi di sorta. Se vorrete creare momenti di dibattito, siamo disponibili. Siamo in piazza da 50 settimane con un presidio settimanale per affermare i nostri quattro punti: – l’immediato cessate il fuoco in Ucraina – no all’invio di armi e all’aumento delle spese militari – un’azione diplomatica concreta del governo italiano al fine di promuovere negoziati di pace – l’accoglienza e l’assistenza ai profughi di qualsiasi provenienza. Chi si oppone a questa guerra può unirsi a noi.
Rete per la pace subito – Senigallia
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La passerella ciclopedonale, la cura del verde e le manutenzioni delle varie strade cittadine. Ma anche la gestione della fase post alluvione, le strategie turistiche, i diritti civili. E’ un attacco a tutto campo quello che il capogruppo Pd in consiglio comunale Dario Romano muove all’amministrazione comunale senigalliese targata Olivetti.
Dario Romano è stato intervistato da Carlo Leone, della redazione de La Voce Misena, anche sulla situazione interna al Partito Democratico dopo le sconfitte in varie elezioni, dalle politiche alle regionali e fino alle comunali.
Di seguito vi proponiamo il suo intervento ai microfoni di Radio Duomo Senigallia: buon ascolto!
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L’ospedale civile di Senigallia “Principe di Piemonte”
Dopo tre anni di governo di centrodestra, regionale e locale, non si vedono le soluzioni tanto sbandierate in campagna elettorale sul tema della sanità pubblica. A sostenerlo sono i consiglieri del Partito Democratico, nonché medici, Margherita Angeletti e Rodolfo Piazzai che sottolineano come fossero stati promessi mari e monti, per non dire una vera rivoluzione, con l’obiettivo di risolvere i problemi causati dalla sinistra.
«Dopo quasi 3 anni i primari mancanti sono aumentati, l’UTIC è sempre in bilico, le liste d’attesa sono un dato così consolidato che i poveri pazienti oramai si rivolgono direttamente al privato, la strumentazione è sempre la stessa e spesso obsoleta e i disservizi sono sempre più drammatici con un P.S. ormai alla disperazione, nonostante la professionalità e l’impegno del personale medico ed infermieristico che fanno veramente i salti mortali per rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini. E cosa dire della fuga di professionisti? In questi 3 anni si è assistito ad una vera trasmigrazione di medici ed infermieri non solo verso il privato, ma anche verso altre strutture pubbliche più affidabili e professionalmente gratificanti. Se si chiama il CUP, è imbarazzante sentire quei poveri operatori che mestamente sono costretti a dire che non è possibile prenotare o che c’è posto ad Ascoli o Urbino».
Angeletti e Piazzai puntano il dito contro il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, reo di aver fatto promesse importanti quando era presidente del “comitato cittadino a difesa dell’ospedale di Senigallia”, ma anche di aver accentuato quella visione secondo la quale «prima tutta la responsabilità era dei politici di sinistra, che dovevano andare via perché incapaci. Ora all’improvviso si sono resi conto che il sindaco non ha potere decisionale sulla sanità e la responsabilità è dei dirigenti che devono andare via, mentre sindaco, assessore, governatore che li hanno nominati sono impeccabili. È molto facile fare proclami quando non si governa e fare promesse roboanti, ma gestire i processi e le complessità è un’altra cosa. Bisogna fare i conti con i tetti di spesa, con le leggi nazionali che regolano la sanità, con la carenza di personale e, soprattutto, ci vuole competenza per gestire una realtà che assorbe il 70 % del bilancio regionale».
I due consiglieri dem lanciano anche l’allarme: se la politica è un «disastro» e se le soluzioni latitano, «sarà solo incapacità a gestire o sarà tutto programmato? A pensare male si fa peccato, ma non si va lontano dal vero».
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Le zone di esondazione del fiume Misa a Senigallia, durante l’alluvione del 15 settembre 2022
Incapacità politica a gestire l’emergenza, scarse risorse economiche per la ripartenza dei territori alluvionati, ufficio speciale Misa Nevola inutile e nessuna programmazione dei lavori per la sicurezza né concertazione con i sindaci. Sono questi i nodi sollevati dal Partito Democratico regionale che ha attaccato la giunta Acquaroli per la gestione dell’emergenza relativa all’alluvione che ha devastato le province di Ancona e Pesaro Urbino il 15 settembre 2022. Gestione di cui, secondo i dem, si vedono pochi risultati mentre il tempo passa inesorabile.
A sollevare questi temi ci ha pensato il deputato ascolano del Pd Augusto Curti, secondo il quale il governo regionale non sta gestendo con capacità la situazione. «E’ evidente che i 400 milioni sono pochi e, inoltre, arriveranno divisi su più anni: non possono bastare». Curti sottolinea come la giunta regionale non sappia nemmeno cosa sia successo e che quindi rimanga difficile capire le priorità e programmare le opere di messa in sicurezza. «Senza contare che le risorse oggi a disposizione, pur essendo poche, rischiano di non poter essere adeguatamente utilizzate perché manca il personale per farlo, sia nei comuni che nell’ufficio speciale Misa Nevola di cui è stata apposta solo la targa sulla porta. Questo governo regionale ha poi sottovalutato anche lo sviluppo economico e sociale futuro di queste zone».
Nella sede del Pd di Senigallia (Ancona) è intervenuto anche il capogruppo Pd in consiglio regionale Maurizio Mangialardi, affiancato dai colleghi Antonio Mastrovincenzo e Manuela Bora. «Tanta propaganda e poca concretezza da parte della destra. Fino al 2022, il governo Acquaroli ha messo a disposizione per la vallata solo 300 mila euro, mentre noi avevamo lasciato il piano d’assetto che metteva in fila priorità, risorse e opere. La vicenda è stata gestita con immensa superficialità, le risorse dirottate e le nostre proposte restano inascoltate». Tra queste c’era la richiesta di un coordinamento tra i comuni, ma «hanno preferito muoversi a macchia di leopardo».
La segretaria regionale del Pd Marche Chantal Bomprezzi ha posto l’accento invece sui continui slogan della destra, come in campagna elettorale. «Qui mancano non solo la concertazione con gli amministratori ma anche la trasparenza sui fatti e la quantificazione dei danni. L’atteggiamento del Pd si è dimostrato invece molto propositivo».
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Da Senigallia il Partito Democratico delle Marche ha attaccato la destra sulla gestione dell’emergenza alluvione: da sinistra Mangialardi, Bomprezzi, Mastrovincenzo e Bora
Tra i danni dell’alluvione del 15 settembre 2022 c’è la chiusura di molti ponti nella vallata Misa-Nevola
Rifare ponte Garibaldi non è l’unica priorità del territorio colpito dall’alluvione. A ribadirlo, se mai ce ne fosse necessità (e purtroppo c’è), è il coordinamento PD della zona Misa Nevola che interviene a seguito del sopralluogo – e soprattutto delle dichiarazioni – del viceministro alle infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi a Senigallia lo scorso 24 febbraio. L’esponente (Lega) del governo Meloni non si è infatti spostato sul resto del territorio colpito dall’alluvione di cinque mesi fa, ma ha parlato solo della spiaggia di velluto, ispirato dalla giunta municipale senigalliese che sembra aver agito in maniera solitaria.
Certo, ponte Garibaldi chiuso perché danneggiato è un problema di Senigallia. Le ripercussioni, pensiamo al tessuto imprenditoriale in primis o al settore del turismo, sono molteplici: ma se Senigallia soffre, ne risente anche l’intera vallata.
«Secondo il sindaco di Senigallia Olivetti – spiega il coordinatore Pd valli Misa Nevola Andrea Storoni – la cosa migliore da fare è sfruttare l’occasione di avere il viceministro alle infrastrutture Rixi per farlo impegnare solo sul ponte Garibaldi in centro. Una vera e propria passerella senza senso. Eppure Senigallia avrebbe anche il problema con il ponte a Vallone e nella vallata potremmo contare altri 20 ponti e più chiusi o parzialmente riaperti. Da parte sua il vice ministro della Lega forse non ricordava di essere su un territorio che è stato ampiamente segnato dall’alluvione da Pesaro a Ancona, con la postuma aggiunta di qualche comune del maceratese da parte della Regione. Ma la visione limitata del viceministro è condivisa dall’amministrazione di Senigallia ed è pericolosissima».
Il ponte del Coppetto a Ostra Vetere danneggiato dall’alluvione del settembre 2022
«Non può essere sfuggito al primo cittadino di Senigallia che il fiume in città sia blindato dentro due mura e che se non si agisce organicamente da Arcevia in giù i suoi cittadini rischiano oggi e piuttosto spesso in prospettiva» continuano dal coordinamento Pd vallivo illustrando alcuni esempi di ripercussioni come la chiusura delle attività, delle scuole e della viabilità anche con soli 40 mm di acqua come avvenuto di recente, per non parlare del sentimento della paura sempre latente.
«Il sindaco di Senigallia potrebbe svolgere il ruolo di capofila, coinvolgere i sindaci dell’interno. L’unione dei comuni a che serve? Avrebbe potuto chiedere addirittura di essere commissario per il territorio Misa e Nevola, perché no, invece si limita a prendere dal banco più risorse possibili e agli altri giocatori-sindaci conviene capire il bluff il prima possibile e organizzarsi organicamente anche per aiutare i cittadini senigalliesi che non sono proprio ben rappresentati».
Tra i danni dell’alluvione del 15 settembre 2022 c’è la chiusura di molti ponti nella vallata Misa-NevolaTra i danni dell’alluvione del 15 settembre 2022 c’è la chiusura di molti ponti nella vallata Misa-NevolaTra i danni dell’alluvione del 15 settembre 2022 c’è la chiusura di molti ponti nella vallata Misa-NevolaTra i danni dell’alluvione del 15 settembre 2022 c’è la chiusura di molti ponti nella vallata Misa-Nevola
Una vittoria oltre le aspettative e un segnale che si deve ripartire dal dialogo e dall’ascolto per far tornare la fiducia degli elettori nel Partito Democratico. Questa la convinzione maturata dalla nuova segretaria regionale del Pd Marche, la 32enne di Senigallia Chantal Bomprezzi, che domenica 26 febbraio, durante le primarie regionali, ha battuto l’altra candidata Michela Bellomaria, vicesindaca a Cerreto d’Esi. Circa 24 mila i voti espressi nei gazebi e nelle sedi di partito aperte in tutta la regione.
La consigliera comunale di Senigallia, oltre a esprimere una forte emozione e un grande ringraziamento ai tanti che hanno dato una mano per questo risultato, spiega anche perché le primarie sono un momento importante nella vita di un partito, e di questo Pd che ha ricevuto chiari segnali dalla popolazione marchigiana e italiana. E poi annuncia i prossimi passi per arrivare a un rinnovamento che non sia solo di facciata.
Michela Bellomaria e Chantal Bomprezzi, candidate alla segreteria Pd delle Marche
Nel Partito Democratico marchigiano è sfida tra due donne alla guida della segreteria regionale. A contendersi il ruolo di guida nella “ricostruzione” del Pd dopo le sconfitte elettorali sia a livello nazionale che locale sono Michela Bellomaria, vicesindaca di Cerreto d’Esi, e Chantal Bomprezzi, consigliera di minoranza a Senigallia. L’appuntamento è per domenica 26 febbraio, in concomitanza con le primarie in cui sceglierà il segretario nazionale tra Stefano Bonaccini ed Elly Schlein: urne aperte anche nella Marche dunque dalle ore 8 alle 20: vi si potranno recare tutti, iscritti e non iscritti.
Vediamo le mozioni proposte e le due candidate alla segreteria regionale (in ordine alfabetico).
Michela Bellomaria nasce a San Severino Marche nel 1981. Sposata, con un figlio, vive a Cerreto d’Esi; dal 2020 ricopre il ruolo di vicesindaco e di assessora ai servizi sociali, protezione civile, ricostruzione post sisma, politiche di solidarietà, servizi cimiteriali e ambiente. In passato operaia assemblatrice, ha lavorato dal 2010 al 2020 come operatrice socio sanitaria e svolto attività di volontariato nel gruppo comunale di protezione civile.
Michela Bellomaria
La sua mozione “Vince la squadra” parte dai cinque termini “adesso”, “squadra”, “vicinanza”, “chiarezza”, “territorio”. La direzione immaginata è quella dell’ascolto del territorio, del confronto non solo interno al Pd ma esteso alla popolazione per poter rinnovare il partito e costruire un futuro troppo spesso rimandato per affrontare i problemi contingenti: «Serve un Partito che adesso lavori di squadra, nei territori, sia vicino alle persone e parli in modo chiaro e contemporaneo. Oltre alla disponibilità a guidare il PD Marche in un processo di rinnovamento, vorrei che queste cinque parole chiave orientassero la vita del Partito nei prossimi anni».
Chantal Bomprezzi, classe 1990, vive a Senigallia dove ha ricoperto l’incarico di assessora con la giunta Mangialardi bis (2015-2020) e dove attualmente è consigliera comunale di minoranza e vice-capogruppo Pd. Attiva in politica dal 2010, ha ricoperto vari ruoli sia a livello di circolo Pd cittadino che di federazione provinciale e regionale. Nella vita si occupa di diritto e tecnologie, sia in ambito accademico presso il dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Bologna, dove ho anche conseguito il mio dottorato di ricerca multidisciplinare in lingua inglese in Law, Science and Technology, che in quello della consulenza legale come associata dello studio legale GSPB di Roma.
Chantal Bomprezzi
Bomprezzi sostiene la mozione di una “Casa Pd Marche” in cui vi sia la necessaria attenzione ai territori, il superamento delle correnti che tanti danni hanno causato al Pd e la fine dei personalismi, mantenendo come cardini l’apertura all’ascolto e alla partecipazione. «I valori sono quelli di un partito che sia innovativo, inclusivo e sostenibile. Questi tre termini sintetizzano i temi prioritari della proposta».
Urne aperte dalle 8 alle 20 di domenica 26 febbraio. I seggi sono disposti in queste sedi: ARCEVIA Sede PD in corso Mazzini 50; BARBARA Sede PD in via Castello 21; BELVEDERE OSTRENSE Sede PD in corso Barchiesi 16; CASTELLEONE di SUASA, Grotta Comunale in piazza Principe di Suasa; CHIARAVALLE Centro Culturale “L’ISOLA” in via Giordano Bruno 1; CORINALDO presso l’ex negozio casalinghi Coccioni in via Borgo di Sotto 53; MONDOLFO Salone Aurora, via Cavour 11 Marotta; MONTEMARCIANO Sede PD – Loc. Marina Via Verga, 39; MONTE PORZIO Si vota a San Costanzo, piazza Perticari 10; MONTE SAN VITO presso Sede PD – Via Gigli 2 per sezioni 1 – 2 e in loc. Borghetto, piazza Ungaretti (a fianco del Centro Medico) per sez. 3-4-5-6; MORRO D’ALBA Si vota a Belvedere Ostrense; OSTRA Sede PD – Via Gramsci, 27; OSTRA VETERE Sala Multifunzionale – San Sebastiano; SENIGALLIA varie sedi: Gazebo piazza Saffi (Fuori Sede + Immigrati) sez. 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 16 – 17; sede “Amici dell’Unità solidale” via Cherubini 12 per sez. 10-11 – 12 – 13 – 14 – 15 – 37; Marzocca Centro Sociale in via S. Alfonso De Liguori 9 per sez. 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 25 – 26 – 32; Borgo Bicchia presso Circolo Arci strada Arceviese 53 per sez. 27 – 28 – 29 – 30 – 31 e infine Centro Civico Vallone via Borgo Panni 19/B per sez. 8 – 9 – 33 – 34 – 35 – 36. SERRA DE’ CONTI Sede PD – C.so Roma, 94; TRECASTELLI Castel Colonna, teatrino comunale – Piazza Leopardi 3. (Tutte le sedi in provincia Ancona – Pesaro Urbino).
Ruspe al lavoro al Vallone di Senigallia per sistemare gli argini dopo l’alluvione del 15 settembre scorso che ha danneggiato il ponte di via della Chiusa
Vicinanza alle famiglie e alle imprese colpite dall’alluvione del 15 settembre scorso, ma anche preoccupazione per le mosse dell’amministrazione regionale. E’ la posizione espressa dai segretari dei circoli Pd della zona Misa e Nevola che non entrano in merito alle responsabilità per gli eventi alluvionali, su cui dovranno far luce gli inquirenti: vogliono commentare alcuni elementi politici, «indubbiamente censurabili e condannabili».
Tra questi il declassamento della protezione civile regionale nell’ambito della riorganizzazione regionale: «ora è subalterna ad un altro settore e senza un proprio dirigente». Una struttura senza autonomia dunque, una «cecità amministrativa» che il Pd addossa alla giunta Acquaroli. «Forse da questo dipende il mancato funzionamento della catena di allarme? La centrale sguarnita di personale, nonostante la comunicazione da Arcevia sia arrivata già alle 19.23?». Altro nodo è la cancellazione delle esperienze pregresse nella gestione amministrativa e della modulistica, così come l’assenza di azioni di pulizia nell’immediato post alluvione: lungo le aste fluviali si trovano ancora detriti e arbusti, presenti in numero considerevole.
Sul tema intervengono anche dai moderati del centrodestra senigalliese e regionale: Roberto Paradisi e Maurizio Mugianesi di Unione Civici Marche sottolineano l’urgenza di..
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