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Tag: Rosario

Fraternità dell’Ordine francescano secolare, una comunità che prega insieme

La fraternità di S. Maria delle Grazie fa parte del Terzo ordine istituito da Frate Francesco per i laici che domandavano di seguirlo, ma che spesso essendo sposati non potevano vestirsi dell’ “abito di frate o clarissa”; erano laici che desideravano vivere e diffondere il Vangelo con le loro opere nel secolo, come facevano i suoi frati. La risposta fu esemplare e originale per l’epoca, ma tanta era la richiesta che il Serafico padre nel 1221 fondò una prima fraternità che venne conosciuta come “fratelli e sorelle della povertà”, e da questo primo gruppo il Santo Francesco fondò quello che ancora oggi è chiamato “Terzo ordine francescano” di laici che vivono nel secolo sempre organizzati in fraternità a fianco dei Frati “primo Ordine” e alle sorelle Clarisse “secondo Ordine”.

Secondo biografi e studiosi le fonti sono molteplici e non si conosce una data e un luogo preciso in cui S. Francesco volle con se i primi laici allargando così la famiglia francescana a uomini e donne battezzati e ne costituisce una Regola come per gli altri due Ordini da lui creati; per tutti coloro che desideravano seguirlo in vita, dopo un cammino di discernimento e preparazione avviene una “professione” con la quale si consacrano a vivere nel mondo portando il Vangelo “se serve anche a parole” attraverso una testimonianza concreta di mitezza, amore, esempio nei valori cristiani che diventano strumento oltre le parole nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, in famiglia con il carisma di S. Francesco.

La Regola che seguono i francescani secolari (OFS) è studiata, applicata e vissuta da ogni membro che entra a far parte di una fraternità, una Regola che viene da lontano come quelle degli altri due ordini e che il Santo Padre Papa Paolo VI nel 1978 rinnova e approva con la Lettera Apostolica “SeraphicusPatriarcha” il documento del precedente Papa Leone XIII restituendo una visione più spirituale oltre che giuridica, un rinnovamento necessario alle esigenze del Concilio Vaticano II.

I francescani secolari invitano chiunque voglia approfondire la figura di S. Francesco a una lettura di un testo biografico del Santo nelle giornate del mese di maggio  indicate nell’avviso, mese dedicato a Maria a cui S. Francesco era particolarmente devoto, devozione importante anche negli incontri mensili aperti a tutti per la recita del Rosario Francescano.

Federica Silvi
Ordine francesco secolare – Senigallia

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La Madonna del Rosario di Federico Barocci

Poiché siamo ancora nel mese mariano – dobbiamo l’indicazione di maggio come mese di Maria al padre gesuita Annibale Dionisi (1725) – ho pensato di parlarvi della “Madonna del Rosario” di Federico Barocci, realizzata tra il 1588 e il 1599, su commissione della Confraternita dell’Assunta e del Rosario di Senigallia, per la Chiesa di San Rocco e oggi collocata all’interno della Sala del Trono della Pinacoteca diocesana d’Arte sacra.

Dopo il terremoto del 1930 il dipinto del maestro urbinate è stato rimosso dalla chiesa che lo ospitava e in quegli anni è purtroppo andata perduta la cornice dell’allievo Antonio Viviani in cui erano rappresentati i 15 misteri del rosario. Seppur incompleta l’opera resta comunque uno dei capolavori più rappresentativi del periodo della Controriforma.

Nella pala d’altare la Madonna, seduta su un trono di nuvole trasportato da due angeli, è raffigurata, con in un braccio Gesù Bambino, nell’atto di porgere il Rosario a San Domenico, un soggetto molto frequente nell’iconografia mariana, che viene solitamente rappresentato assieme a Santa Caterina da Siena o a Santa Rosa da Lima. In questo dipinto però il santo compare da solo e il motivo di questa scelta deriva dal fatto che l’opera sia stata pensata con lo scopo di evocare l’origine dell’impegno dell’ordine dei Domenicani nella diffusione del culto di Maria: la missione dei domenicani nasce infatti nel 1212 quando a San Domenico di Guzman, durante la sua permanenza a Tolosa, apparve, come risposta a una sua preghiera per sapere come combattere l’eresia albigese, la Vergine Maria che gli consegnò il Rosario.

Madonna del Rosario (1588-1599), Federico Barocci, olio su tela, Pinacoteca diocesana di Senigallia


Le figure dipinte sono plastiche ed evidente è l’uso sapiente e naturale dei panneggi e dei colori. Così come risultano essere estremamente naturali la posizione e i gesti di Gesù.
La prospettiva gioca un ruolo importante andando a donare dinamismo all’intera scena, mentre la linea diagonale del Santo guida lo sguardo e trasporta l’osservatore all’interno dell’opera.
Come in altri lavori del Barocci anche in questo caso il quadro è nettamente diviso in due, nel cielo la luce, simbolo di salvezza, e nella terra l’oscurità, un richiamo ai comportamenti immorali dell’uomo.
Sullo sfondo del dipinto compare Urbino, ovviamente riconoscibile dalla presenza di uno dei due torricini del Palazzo Ducale.

Marco Pettinari