Un modo nuovo di essere insieme

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Fin dall’inizio della pandemia, l’invito dell’Associazione Scout Agesci è stato quello di ascoltare la chiamata dei nostri ragazzi, puntare in alto, continuare a costruire ponti e abitare quel mondo nuovo di cui abbiamo sentito il desiderio soprattutto in questi mesi e che può cominciare a nascere proprio nei nostri territori. Certo, lo zaino che proviamo a portare oggi è pesante, ingombrante e sembra contenere poco della proposta scout a cui siamo abituati, eppure la Comunità Capi del Senigallia 1 ha deciso di rinnovare per l’estate la proposta di attività e campi.

Da più di un anno proviamo a declinare il metodo scout negli scenari delle disposizioni del Governo, facendo costante attenzione all’evoluzione della curva epidemica. C’è da dire che secondo la normativa le attività educative avrebbero potuto svolgersi addirittura anche in zona rossa, tuttavia la Comunità Capi ha limitato per alcuni mesi invernali le attività in presenza tenendo conto del “giusto bilanciamento tra il diritto alla socialità, al gioco ed in generale all’educazione dei bambini e degli adolescenti e, d’altra parte, la necessità di garantire condizioni di tutela della loro salute, nonché di quella delle famiglie e del personale educativo ed ausiliario impegnato nello svolgimento delle diverse iniziative”. Da aprile di quest’anno sono riprese con regolarità le attività in presenza, riunioni di bambini e ragazzi suddivisi per fasce d’età, lupette e lupetti, guide ed esploratori, rover e scolte, gli incontri sono prevalentemente all’aperto.

Per l’estate il riferimento per le nostre attività sono le “Linee guida per la gestione in sicurezza di attività educative non formali e informali, e ricreative, volte al benessere dei minori durante l’emergenzaCovid-19”.

Nelle nuove indicazioni permane il rispetto delle attenzioni minime per la riduzione dei rischi di contagio (procedura di accoglienza e triage, lavaggio frequente delle mani, distanziamento fisico ed utilizzo di mascherina), ma sono presenti alcune novità, prima fra tutte non è previsto un rapporto numerico consigliato tra educatori e ragazzi, né la divisione rigida per età.

La Comunità Capi, a differenza dell’estate scorsa, ha valutato l’oppurtunità di proporre ai ragazzi l’esperienza dei campi estivi, cioè una settimana di attività con i pernotti in casa o in tenda: esplorare, toccare, vedere, contemplare, sentire ciò che c’è fuori e ci circonda, seppur con limitazioni, sono pratiche insostituibili per sviluppare la capacità di leggere gli altri ed

il mondo con profondità, crescere insieme, amare e lasciarsi amare.

Durante quest’anno molto lungo, la Comunità Capi non ha mai smesso di ascoltare ed interpretare le richieste dei ragazzi, accogliendo con responsabilità e consapevolezza l’impegno di tracciare un percorso che tenesse conto delle normative, di un monitoraggio dei contagi anche a livello locale, del dialogo tra tutti i livelli associativi e con l’amministrazione. Le famiglie hanno manifestato fiducia e rispetto nei confronti del servizio dei Capi, hanno collaborato con grande pazienza e comprensione, hanno davvero dimostrato di credere in uno scoutismo come vero e proprio impegno quotidiano e qualificato da una riflessione dai tempi lunghi sul senso dell’azione educativa.

Anche le attività estive saranno segnate da limitazioni e compromessi. Tuttavia forse proprio tali circostanze possono contribuire a responsabilizzare i ragazzi stessi chiamati a rileggere la lunga lista di misure di prevenzione da adottare e una proposta scout forse meno avventurosa come un prendersi cura intenzionale di se stessi e delle persone della piccola comunità insieme alla quale sono cresciuti quandosembravatuttofermoe che non smette di dare fiducia quando si ricomincia a sognare il futuro.

Giordana De Liguori
Agesci Senigallia

Attività Agesci Senigallia