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I vescovi italiani e la finanza pulita

Scritto da Laura Mandolini il . Pubblicato in , .

Niente investimenti nella produzione di armi, attenzione ai rischi della finanza speculativa e centralità della dignità umana nella gestione del patrimonio ecclesiale. Sono alcuni dei principi contenuti nelle nuove linee guida sugli investimenti etici diffuse dalla Conferenza Episcopale Italiana, documento che punta a orientare diocesi, parrocchie, congregazioni religiose ed enti ecclesiastici verso una finanza coerente con il Vangelo e con la dottrina sociale della Chiesa. Il testo insiste in particolare sul concetto di “destinazione universale dei beni”, definito principio non negoziabile, ricordando che il patrimonio della Chiesa non può essere considerato fine a sé stesso ma deve sostenere liturgia, carità e missione pastorale. La Cei sottolinea che anche gli investimenti devono essere valutati non solo per i rendimenti economici ma per le conseguenze etiche, sociali e ambientali generate. Tra gli esempi indicati nel documento compare un esplicito richiamo alle parole di Papa Francesco, secondo cui “gli investimenti che danno più reddito sono la fabbrica di armi”, settore incompatibile con una visione cristiana dell’economia.

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