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Strade sicure, anche per gli animali: da Senigallia l’appello per una riforma del codice della strada

La strada statale 16 Adriatica nord, al Cesano di Senigallia

La strada statale 16 Adriatica nord, al Cesano di Senigallia

L’aumento costante del traffico stradale e la diffusa distrazione al volante continuano a provocare troppi incidenti e una continua strage di animali. Nel Senigalliese tra le vie più “incidentate” c’è la statale Adriatica ma non è la sola. Da qui l’esigenza di rinnovare l’appello a una riforma del codice della strada che possa tutelare maggiormente i soggetti fragili e gli animali. Appello che possiamo estendere a chi continua a ignorare i limiti di velocità, scambiando le strade pubbliche per circuiti da corsa.

La proposta arriva dalla responsabile della colonia felina del Cesano Mirella Verde, la quale ha inviato diverse segnalazioni ufficiali al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini. Tra le richieste c’è quella di un’integrazione urgente al codice della strada. La sua proposta principale riguarda l’obbligo di installare una segnaletica omologata e uniforme su tutto il territorio nazionale nei pressi delle colonie feline e dei raggruppamenti di gatti liberi. Senza cartelli ufficiali riconosciuti dalla legge, infatti, il lavoro delle forze dell’ordine davanti alle aree protette è più difficile.

Oltre a ciò, la promotrice dell’iniziativa chiede di rafforzare le responsabilità di chi provoca l’incidente. Sebbene la normativa preveda già l’obbligo di soccorso con sanzioni fino a 1.559 euro per chi scappa, Mirella Verde ha sollecitato l’introduzione di una sanzione specifica per chi, in caso di decesso dell’animale, lo abbandona al centro della carreggiata. «È necessario obbligare l’investitore a spostare la salma a bordo strada in attesa dei soccorsi, evitando il macabro spettacolo di resti continuamente travolti dalle auto, con i successivi costi di sepoltura a carico del responsabile».

L’ex insegnante rivolge infine un invito diretto al sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti, affinché si faccia portavoce di questa battaglia presso il Governo centrale e solleciti l’intervento del ministro. «Vedere un animale investito e lasciarlo morire sull’asfalto è un atto di profonda insensibilità che solo l’intervento costante dei volontari riesce in parte a contenere. Garantire strade sicure per i gatti e per tutti gli utenti fragili è un dovere di civiltà indispensabile per dare un esempio positivo alle nuove generazioni».

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