Halloween, quando il commercio vince sulla cultura e sulle tradizioni

Vetrine tinte di arancione, supermercati invasi da zucche di plastica, maschere e oggettistica varia. Puntuale come ogni autunno, Halloween torna, più che a celebrare questa unione temporanea tra il mondo dei vivi e quello dei morti, a colonizzare il nostro calendario. Non si tratta di una contaminazione spontanea o popolare. E’ invece il frutto della globalizzazione e di una precisa logica commerciale. Ci ha imposto un immaginario lontano – filtrato dal pop horror americano – scollegato dalle nostre tradizioni. Ne abbiamo parlato ad “Appunti di Vista“, la nostra trasmissione settimanale che si occupa di attualità su Radio Duomo Senigallia (95.2fm) il mercoledì dopo il giornale radio delle 12:30 e in replica poi il sabato.
Il vero motore della festa è l’industria del consumo: bisogna indurre le persone – necessariamente -a comprare per sentirsi parte della comunità. Il che trasforma Halloween, una ricorrenza di paesi culturalmente lontani da noi, in un business. Che riguarda sia gli adulti travestiti, sia i più piccoli, spesso il pretesto per la grande distribuzione.
Per i bambini, però, la questione è decisamente più delicata. Come ricorda la pedagogista Laura Mazzarelli, i minori di sei anni faticano a distinguere tra realtà e fantasia. Sono estremamente permeabili a simboli forti come scheletri, zombie e mutilazioni. Giocare con le paure in maniera leggera può rivelarsi un errore: i bambini più che di mostri, hanno bisogno di essere accompagnati a trasformare le fatiche quotidiane in piccole conquiste sull’autonomia. Liquidare il fenomeno Halloween con un «tanto è solo fantasia, tanto i mostri non esistono» non basta: la loro paura è reale. E resta.
Alla fatidica domanda “Che c’è di male?” dovremmo chiederci piuttosto: “Cosa c’è di bene in tutto questo, e quali benefici reali ne riceviamo?”. Per quanto riguarda la riscoperta del nostro patrimonio di tradizioni, nulla. Dal punto di vista culturale, nemmeno. E allora perché svenderci al merchandising USA e getta?
Carlo Leone
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