Di uccelli migratori, dichiarazioni internazionali e ddl sulla caccia

Il 10 ottobre si celebra la Giornata mondiale degli uccelli migratori. Promossa dalla Convenzione di Bonn sulla conservazione delle specie migratrici degli animali selvatici, l’Italia vi aderisce dal 1983. Solitamente questa celebrazione si tiene nel periodo in cui gli uccelli partono dal luogo in cui vivono e poi a maggio, al loro rientro.
Il tema centrale scelto per la campagna del 2026 è la scienza partecipativa (community science o citizen science). Significativo lo slogan ufficiale: “Every Bird Counts – Your Observations Matter!“, “Ogni uccello conta: le tue osservazioni sono importanti!“.
La campagna di quest’anno si pone alcuni obiettivi.
Sottolineare il contributo dei singoli cittadini, dei birdwatcher e degli appassionati nella raccolta dei dati relativi all’avifauna.
Sostenere la ricerca scientifica globale e la conservazione delle specie protette quando oltrepassano le frontiere dei singoli stati, mediante l’inserimento di annotazioni ed osservazioni su piattaforme di monitoraggio dedicate a questo scopo come eBird.
Celebrare il 60° anniversario dell’International Waterbird Census (il censimento internazionale degli uccelli acquatici), mettendo in luce l’impatto a lungo termine del monitoraggio collettivo.
La Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori (World Migratory Bird Day) viene celebrata due volte l’anno per prendere in considerazione la natura ciclica delle migrazioni. Per il 2026 sono stati fissati per il 9 maggio e il 10 ottobre 2026, ma le iniziative e gli eventi legati dovrebbero proseguire oltre. Uso il condizionale, perché quello ottobrino è il periodo in cui l’attività venatoria è in pieno svolgimento. Inoltre prelude alla votazione alla Camera dei Deputati, a novembre, del famigerato DDL 1552. Se approvato, decreterà la fine senza via di scampo alcuno, di molta fauna selvatica.
Parliamo di un patrimonio indisponibile dello Stato. Apparterrebbe a tutta la comunità italiana, ma in realtà è nelle mani di un gruppo sempre più ridotto e sempre più violento di cacciatori. Molti uccelli prenderanno la via della migrazione tra gli spari dei fucili. La primavera celebrerà, oltre al secondo momento della Giornata mondiale degli uccelli migratori, anche la fine per molti volatili che non torneranno più.
Per fortuna, come pubblicato da Greenreport in un articolo del 20 settembre scorso, la BirdLife International – partnership globale per la conservazione degli uccelli e della biodiversità compostada 125 partner in 120 Paesi – ha presentato l ’11 settembre 2026, a Nairobi, in Kenya, in occasione del Global Flyways Summit, il suo rapporto quadriennale relativo alle condizioni di vita in cui si trovano gli uccelli diffusi in tutto il globo terraqueo, ossia, per usare la terminologia inglese, lo State of the World’s Birds. Ed e’ questa la prima volta che questo studio si è interessato agli uccelli migratori e alle rotte migratorie da loro attraversate.
Nonostante le notizie molto negative, ce n’è una che apre il cuore a future speranze. È quella relativa alla Dichiarazione, presentata durante questa conferenza di Nairobi, relativa alle rotte migratorie, firmata da governi, scienziati, Ong, ambientalisti e istituzioni finanziarie presenti al vertice. Questo importante documento “riconosce come la sopravvivenza degli uccelli selvatici derivi dall’azione congiunta di molteplici soggetti lungo le intere rotte migratorie, non da sforzi nazionali isolati, traducendoli poi in piani nazionali“.
In base a ciò i paesi che hanno aderito a questa Dichiarazione, daranno un fortissimo aiuto economico, consistente in investimenti di sei miliardi di dollari per la conservazione e sostegno dei vari ecosistemi. La Dichiarazione di Nairobi dunque segna una svolta decisiva perché finalmente si è preso atto della necessità di “invertire il declino e salvare la meraviglia della migrazione”. Ben vengano questi finanziamenti se davvero serviranno ad evitare l’estinzione di alcune specie a rischio di scomparire per sempre, anche se mi sembrano in forte contraddizione con la voglia di “sparare su tutto” del DDL1552 e con le celebrazioni nell’anno francescano di chi ideò il cantico delle creature.
Mirella Verde
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