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Save Oleshky: mobilitazioni in diverse città italiane, tra cui Ancona

A Oleshky si sta consumando un dramma che l’Ucraina conosce fin troppo bene. Una tragedia che
richiama alla memoria il 1932–1933, quando il regime sovietico provocò deliberatamente la carestia artificiale conosciuta come Holodomor, causando la morte di milioni di ucraini mentre gran parte del mondo rimaneva in silenzio. Sono cambiati i regimi e le epoche, ma tornano gli stessi metodi: la violenza, l’isolamento, la fame usata come strumento di oppressione e il tentativo di piegare un popolo attraverso la sofferenza ripropongono lo stesso volto disumano della storia.

Oggi la popolazione di Oleshky, città ucraina sotto occupazione russa, vive una gravissima emergenza umanitaria. Le testimonianze raccolte dalle Nazioni Unite documentano gravi carenze di cibo e assistenza medica, nonché seri ostacoli all’evacuazione dei civili. Per questo scendiamo in piazza: per dare voce a chi non può farsi sentire, richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, chiedere giustizia e impedire che la verità venga nuovamente sepolta dall’indifferenza. Ai tempi dell’Holodomor furono pochi coloro che ebbero il coraggio di denunciare l’orrore e rompere il silenzio. Oggi conosciamo quella tragica verità e abbiamo il dovere morale di non voltare lo sguardo dall’altra parte.

Nel mese di ottobre, le associazioni aderenti alla NAU – Network Associazioni per Ucraina promuovono manifestazioni e momenti di sensibilizzazione in diverse città italiane: Ancona – Rimini – Ravenna – Bologna – Carpi – Modena – Vicenza – Portogruaro. Domenica 11 ottobre 2026, dalle ore 10.45 alle ore 11.45 in Piazza Roma ad Ancona ci sarà una manifestazione aperta a tutte le cittadine e a tutti i cittadini che scelgono di non rimanere indifferenti, con la partecipazione dell’Associazione Aurora per le Marche, dell’Associazione Culturale Europea Italia-Ucraina Maidan, del MFE – Movimento Federalista Europeo, sezione di Ancona e di Spazio Pubblico, movimento aderente al Partito Democratico Europeo (PDE).
Invitiamo cittadine, cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni a partecipare e a far sentire la propria voce. Ogni presenza conta, ogni voce può contribuire a rompere il silenzio e ogni gesto di solidarietà può mantenere viva l’attenzione su chi sta soffrendo. Il silenzio di fronte alla sofferenza non è neutralità: è il rischio di diventare complici. Scendiamo in piazza perché la storia non si ripeta. Perché ogni vita conta. Perché il silenzio non sia mai più complice dell’orrore.

Andriy Podolskyy,
presidente dell’associazione ‘Insieme per Ucraina’

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