Chiesa di San Martino: qui il dipinto di Girolamo Donnini da Correggio

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Nella seconda metà di febbraio, precisamente il giorno 17, la Chiesa ricorda i Santi Sette Fondatori, ovvero i primi padri fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria. A Senigallia l’ordine è presente dal 1468 e la chiesa affidata in cura ai Servi di Maria è l’attuale chiesa di San Martino, fatta ricostruire dai frati nel XVIII secolo al posto della precedente costruzione voluta dal Duca Guidobaldo II della Rovere nel 1563, dopo che la struttura di culto originaria venne fatta demolire durante la ristrutturazione delle mura cittadine.

All’interno della chiesa, risalente al 1741, caratterizzata da linee neoclassiche e annessa al convento di San Martino, è collocato nel primo altare della navata di destra un grande olio su tela di Girolamo Donnini da Correggio, raffigurante “I Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria”.

Girolamo Donnini, nato a Correggio nel 1681 e morto a Bologna nel 1743, è stato un pittore barocco molto attivo in Romagna e nel Nord Italia. Allievo di Carlo Cignani, considerato il più grande pittore bolognese del XVIII secolo, le sue opere sono oggi distribuite a Torino, a Bergamo, a Pescia, a Reggio Emilia, a Faenza, a Rimini, a Tivoli e, dalla documentazione in nostro possesso, due importanti lavori del Donnini sono presenti anche a Senigallia.

I Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria, Girolamo Donnini, olio su tela, XVIII secolo, Chiesa di San Martino, Senigallia

La grande pala d’altare ci mostra l’esatto momento in cui i Sette ebbero la visione che determinò poi la Regola che il nuovo Ordine avrebbe dovuto seguire. I sette patrizi fiorentini, che durante la Festa dell’Assunta del 1233 caddero in estasi e in seguito a una visione comune (la prima) decisero di consacrarsi al servizio di Dio ritirandosi in solitudine, sono raffigurati dal Donnini ai piedi della Vergine Maria che si manifesta loro, su un trono di nubi, con in mano la veste nera che diverrà l’abito religioso dell’ordine, circondata da otto Angeli: alcuni di questi recano i simboli della Passione di Cristo, come il calice dell’Ultima Cena – lo stesso con cui Giuseppe d’Arimatea raccolse poi il sangue di Gesù quando fu colpito al costato con la lancia dal militare romano -, la Croce o il Velo della Veronica, mentre l’Angelo alla sinistra di Maria mostra il libro con la Regola di Sant’Agostino. 

Ai piedi dei Sette troviamo il cilicio, che i frati indossavano sotto le vesti, il teschio, simbolo della mortalità dell’uomo, e un libro aperto, a rappresentare le Sacre Scritture. 

Marco Pettinari