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Destate la festa, edizione 37. L’impegno giovane che fa bene a tutti

Scritto da Laura Mandolini il . Pubblicato in .

Destate la festa n. 37. Ha del miracoloso questo numero, in tempi in cui con molta facilità nascono iniziative e con la stessa velocità spariscono. La proposta giovane della chiesa senigalliese continua (15 – 18 agosto, Piazza Garibaldi). Ha una lunga storia alle spalle, ma non stanca mai. È cambiata negli anni – come è normale che sia – ma la sostanza, quella di coniugare il gusto dell’incontrarsi a qualche riflessione, a testimonianze interessanti, è rimasta intatta.

Don Paolo Vagni, responsabile del Servizio diocesano di Pastorale giovanile, introduce il tema: “Come sempre il filo conduttore è il Messaggio della Giornata mondiale della Pace, quest’anno l’ultimo di Papa Francesco, ‘Rimetti a noi i nostri debiti, concedici la Tua pace’, un tema legato alla questione della giustizia, in particolare alla ‘giustizia liberante’.

Sono 130 i giovani, provenienti dall’intera diocesi che dormiranno in seminario, altri partecipano senza il pernottamento condiviso e tutti impegnati in Destate la festa, molti dei quali hanno anche vissuto il Giubileo con Papa Leone, a Roma: “Siamo tornati il 3 agosto scorso, abbiamo vissuto una settimana giubilare insieme ad altri giovani marchigiani (in tutto eravamo 911).  È stato un momento molto bello, simile ad una Giornata mondiale della gioventù, l’entusiasmo era quello e anche il desiderio di partecipare era molto forte. L’adorazione, la veglia di preghiera, i momenti di riflessione, tutti molto intensi. Papa Leone poi è stato anche molto paterno, ci ha tenuto proprio tanto a partecipare, a farsi vedere. Ha girato per tutta l’area di Tor Vergata per avvicinarsi il più possibile ai giovani partecipanti”.

Marta Pierfederici ha 26 anni, di Senigallia. Laureata in lingue, lavora alla biblioteca Antonelliana di Senigallia e al Centro servizi volontariato delle Marche: “Partecipo da oltre dieci anni a Destate la festa. Prima come volontaria, piccolissima e poi pian piano ho preso sempre più in mano le redini della commissione spettacolo. Abbiamo come sempre voluto distribuire il messaggio in tutte le serate e con diversi linguaggi: ho seguito in modo particolare il musical, Ercole, il coraggio di essere, organizzato e gestito interamente dai ragazzi, liberamente ispirato alla storia di Ercole sul cartone Disney. Abbiamo scelto i contenuti legati ad Ercole per trasmettere la bellezza di trovare ognuno la propria strada, il proprio posto nel mondo, per conoscere meglio se stessi, conoscere meglio gli altri: giustizia è anche la possibilità di vivere al meglio ogni dimensione della vita”.

Lo stand gastronomico, croce delizia della festa, è la parte che chiede tantissimo impegno e coinvolgimento di camerieri, volontari cuochi, chi sta dietro i fornelli, ma è anche l’elemento che rende ancora più godibile la proposta, oltre a dare la possibilità di finanziare l’intera iniziativa. “Lo stand gastronomico non si vede da fuori, perché si trova all’interno del cortile del Duomo, ma lì avviene in realtà la vera magia perché ci sono cuochi di ogni età, soprattutto ragazzi, sempre volontari, che si spendono sul menu, sulle fritture, sui dolci, il tutto per creare un clima di festa, di convivialità, per far sì che tutta la città, tutto il territorio si senta invitato a partecipare non solo alle serate, stando seduti, riflettendo, leggendo, ascoltando le varie cose, ma anche gustando insieme un buon cibo e vedendo l’energia dei vari giovani che servono tra i tavoli”.

Riccardo Nicolini ha 28 anni, anche lui di Senigallia: “Questa è la mia settimana di ferie e come molti lavoratori, la dedico ogni anno a Destate la festa, con molto piacere perché per quanto molto stancante, perché i ritmi sono molto frenetici, alla fine ti senti veramente ripagato di tutto questo sforzo. Io mi occupo della questione logistica e della fatica fisica. Tutto quello che c’è da spostare, montare, smontare, riguarda me e il mio gruppo. Ogni anno, nonostante sia la commissione più faticosa, c’è sempre grande entusiasmo da parte dei ragazzi, perché anche in mezzo ai lavori manuali e impegnativi c’è modo per socializzare, per conoscersi e per aiutare l’altro”. Ha ragione Riccardo quando dice che è molto bello prendere parte a queste serate “perché io credo che sia impossibile nella nostra zona trovare una festa creata, sviluppata e vissuta interamente da giovani, da quasi 200 giovani. Sfido chiunque a trovare una sagra locale che abbia questi numeri di giovani”. Tanto più che DlF è molto di più di una sagra!

Don Paolo conclude la nostra chiacchierata: “Un’istantanea che racconta bene la festa è la bellezza di lasciare spazio ai giovani. Mi viene da dire che noi più grandi facciamo fatica a lasciare il controllo, perché non vogliamo rischiare che le cose non vadano come desideriamo noi. Così, però, i giovani rimangono nel loro angolino, da spettatori e poi dopo magari li accusiamo di non essere protagonisti, di non aver voglia di vivere. In questi giorni vediamo proprio l’esatto contrario: la piazza si popolerà e cominceremo a costruire la festa, insieme. Vedere tutti questi giovani che ci mettono la faccia, costruiscono, sudano, riflettono, si stancano, gioiscono, ridono, scherzano, è davvero bello”.

Laura Mandolini

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