Verso l’equità uomo-donna: il Centro Italiano Femminile di Senigallia tra storia e futuro

SENIGALLIA – Non è solo una questione di diritti, ma di consapevolezza di quello che è stato un percorso dal secondo dopoguerra fino a oggi. E che prosegue insieme ad altre realtà locali, con l’obiettivo di un sempre maggior coinvolgimento delle giovani generazioni in questo cammino comune. Ai microfoni di “20 minuti da Leone”, la striscia quotidiana di Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) è andata in onda nei giorni scorsi l’intervista a Elisabetta Olivi: la presidente del Centro Italiano Femminile di Senigallia ha raccontato passato, presente e futuro del Cif locale in un servizio audio che vi proponiamo anche qui grazie al lettore multimediale.
Le radici del centro italiano femminile affondano nel 1945, nel clima di ricostruzione successivo alla seconda guerra mondiale. Elisabetta Olivi ha ricordato con orgoglio la figura di Maria Agamben Federici, prima presidente nazionale e tra le pochissime donne (una su cinque) a far parte della commissione dei 75 che elaborò la carta costituzionale. Anche a Senigallia, il Cif ha lasciato segni tangibili sin dagli anni ’50, legando il suo nome a iniziative per l’educazione e a figure storiche come la presidente Luisella Marchionni. «Il nostro scopo è da sempre la promozione della donna e la sua piena realizzazione», ha spiegato Olivi, sottolineando come l’impegno educativo sia il cardine su cui l’associazione ha costruito il suo percorso.
Percorso che ha portato a sviluppare riflessioni e iniziative con l’obiettivo dell’equità – piuttosto che di semplice parità – di genere. «L’equità dà una più corretta distribuzione della giustizia: nella differenziazione si può trovare un equilibrio. L’emancipazione non deve essere solo femminile, ma dell’intera società, raggiungibile solo attraverso una compartecipazione tra uomini e donne». Ma i conti con la realtà son sempre duri da fare: secondo il Global Gender Gap Report, mancano ancora 123 anni per raggiungere la piena parità di genere nel mondo. Un divario che il centro italiano femminile combatte nel locale e non solo attraverso la cultura.

L’attività recente del CIF di Senigallia si è concentrata sui saperi, con numerosi incontri che hanno portato in città riflessioni di alto profilo anche sul delicato tema della violenza di genere e dei femminicidi o sul ruolo dell’informazione e del linguaggio nello spiegare e a volte interpretare la realtà. Ma non si è parlato solo di considerazioni filosofiche. Anzi, molte riflessioni che sono scaturite nei vari incontri hanno una valenza molto concreta. Si è infatti discusso di come supportare l’autonomia economica delle donne che è poi alla base di molte relazioni tossiche o comunque non egualitarie tra uomini e donne. «L’indipendenza finanziaria è strettamente legata alla forza psicologica e morale di una donna», ha ribadito Olivi, auspicando una collaborazione sempre più stretta tra le diverse realtà associative femminili del territorio. Di questo tema avevamo discusso con la psicologa e psicoterapeuta Simona Cardinaletti nell’intervista che potete rileggere e riascoltare qui.
Il passato è quindi chiaro, il presente è ben descritto, ma nel futuro del Centro italiano femminile di Senigallia cosa c’è? Di certo la missione non termina qui, anzi lo sguardo è rivolto alle nuove generazioni. La sfida della nuova presidenza (Elisabetta Olivi è in carica dallo scorso settembre) è chiara: aprirsi alle/ai giovani non solo per rinnovarsi, ma per poter assicurare che lungo questo percorso camminino insieme energie nuove, a beneficio di tutta la comunità.
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