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L’altro racconto da ascoltare, quello del Signore Gesù

Quando Gesù risorto incontra i suoi amici, discepoli, trova delle persone impaurite che si erano chiuse in casa, impaurite perché per loro quello che era successo alcuni giorni prima, la morte del maestro dichiarava conclusa la bella avventura che avevano avuto col Lui.
“Noi speravamo che fosse lui il Messia tanto atteso…” e invece quella morte aveva spezzato tutti i sogni e deluso tutte le speranze. E che cosa fa Gesù? Con pazienza rilegge la sua vita, ma soprattutto la sua morte, mostrando che quella morte non era stata una sconfitta, non non era la parola fine ad un’avventura bella, ma rappresentava uno una possibilità grande di speranza, perché quella morte lui l’aveva vissuta come gesto di amore, come gesto di vicinanza e quella morte era più forte dell’odio che aveva subito. Era più forte del male, era più forte del maligno che ispira e induce le persone a compiere il male.

Mi pare che anche oggi noi abbiamo bisogno che il Signore rifaccia un po’ una narrazione diversa di quanto stiamo vivendo. Una situazione che mette paura, che sembra offuscare le speranze in un futuro sereno, c’è timore di essere lasciati soli in questa situazione. E che cosa fa il Signore? Si avvicina a noi, ci parla di sé, di Lui, di quella morte che continua a portare i frutti buoni di una umanità riconciliata, pacificata e liberata.
Il mio augurio di Pasqua è che ci lasciamo parlare dal Signore. Consentiamo il Signore di raccontarci di Lui, di farci raccontare il senso della storia che stiamo vivendo. L’augurio che questo Signore lo ritroviamo presente, Egli cammina con noi sulla strada di un tempo così doloroso e così pieno incertezze.
Buona Pasqua. Una Pasqua nella pace, nella serenità e nella giustizia.

+ Franco
vescovo di Senigallia

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