La scommessa di Davide, la passione per la danza

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Davide Albonetti

Continuano i nostri incontri con i protagonisti dell’attività sportiva locale. In questa occasione abbiamo incontrato il giovane ballerino Davide Albonetti. Per sua volontà si è trasferito in Inghilterra per cercare di ottenere il massimo dalla sua passione: la danza. Ci racconta la sua storia e i progetti futuri.

Quando e come nasce la tua passione per la danza?
Nasce non appena il ‘’piccolo Davide’’ impara a camminare. Ci sono filmini di me che alla tenera età di 4 anni ballo la macarena nella piazzetta dell’hotel di famiglia, assieme ai clienti; altri in cui mi scateno nel salotto di casa su un remix di “Mary” dei Gemelli Diversi; altri ancora dove cerco di imparare i passi delle coreografie dai video musicali di MTV.
Quindi, la passione per la danza e per il modo che mi fa sentire che ne deriva, ha da sempre fatto parte di me.
Decido tuttavia di prendere il ballo e la danza seriamente all’età di 9 anni, dopo essere stato spronato da mamma ad iniziare un corso di breakdancing. Pochi anni dopo mi ritrovo a studiare e approfondire altri stili del mondo Hip-Hop e non solo.
Quale il momento, della tua ancora giovane carriera da ballerino, che definiresti maggiormente importantee che ti piacerebbe raccontarci?
Sebbene potrei citare momenti relativi alla danza e alle prime soddisfazioni personali che quest’ultima mi ha dato, penso che il momento più importante della mia ancora giovanissima carriera sia stato quando decisi, 3 anni fa, di abbandonare gli studi universitari, lasciare famiglia e amici per trasferirmi a Londra ed inseguire un sogno e un’idea che non sapevo ancora come si sarebbero materialmente concretizzati. Questo è stato decisamente il punto di svolta più importante della mia vita, perché mi ha fatto capire quanto davvero volessi che la danza diventasse parte integrante di essa.
Ho saputo di tue numerose partecipazioni in alcuni talent show (su tutti ‘’X Factor UK’’ e il noto programma televisivo ‘’Amici’’)  ed anche della tua presenza in qualche film: quanta la soddisfazione? Quanto l’impegno per raggiungere questi ottimi risultati?
La soddisfazione è grande, e si arricchisce di un valore immisurabile quando sai che ce la stai facendo grazie a te stesso e alle tue forze. Naturalmente i miei genitori rientrano in quel valore immisurabile, grazie al sostegno che mi dimostrano di giorno in giorno, ma sicuramente non sono stati loro a suggerirmi di abbandonare l’università e un futuro più sicuro per un mondo nuovo e incerto, sconosciuto ad entrambi. Non li biasimo. Quale genitore consiglierebbe al proprio figlio, che porta a casa 28, 30 e 30 e lode, di smettere di studiare e trasferirsi all’estero per lavorare part-time come cameriere nella speranza di perseguire una carriera di cui non sa nulla e non saprebbe come aiutarlo? Ho dovuto confidare soltanto sulle mie potenzialità e sulla mia prepotenza, e ripetermi: “Davide, allenati più che puoi e lascia che il tuo talento parli e si faccia conoscere dai coreografi e dalle agenzie. Fai vedere a te stesso e ai tuoi genitori che, sebbene questa sia una delle industrie più difficili e incomprensibili, tu ce la puoi fare, tu puoi guadagnare e vivere di ballo e di ciò che ti rende felice”. E penso chiunque possa capire che quando inizi veramente ad ottenere risultati, sempre più grandi e frequenti, la soddisfazione sia immensa e la mano inevitabilmente ti si appoggia sulla spalla, ti dà delle pacche e ti sussurra: “Continua così, ce la stai facendo”.
Buona fortuna per il tuo percorso! Obbiettivi ed ambizioni per il futuro?
L’obbiettivo è lavorare sempre più come ballerino e come insegnante, per arrivare a coronare il sogno più grande, che è quello di diventare coreografo e direttore artistico e condividere con il mondo la mia arte e la mia visione.

a cura di Edoardo Diamantini

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