Oratorio estivo della ‘Pace’: la vivace esperienza che coinvolge e colora la città

Archviato l’anno scolastico, in alcune parrocchie, anche nella nostra diocesi, si accendono gli ‘oratori estivi’. Una risposta a tante famiglie alle prese con la gestione del tanto tempo libero di ragazze e ragazzi, certamente. Ma molto di più di un ‘servizio’ che risponde a reali esigenze organizzative: un’esperienza che va custodita, tra le poche a misura di più giovani, in una lunga estate spesso lasciata a se stessa. La parrocchia della Pace (Unità pastorale ‘Buon Samaritano’), da anni si attiva per proporre giornate animate e fantasiose: “L’oratorio estivo della Pace – ci dice don Matteo Guazzarotti, viceparroco – è un’esperienza comunitaria che coinvolge oltre 250 tra animatori e ragazzi, in queste tre settimane di giugno. Tante persone della comunità si mobilitano affinché quest’esperienza sia bella e significativa per tutti e tutte: dai minori che la vivono (di tutta la città), agli animatori e animatrici (negli anni delle superiori e dell’università), alla comunità cristiana intera, con gli adulti che si impegnano per la preparazione delle merende, nel primo soccorso e nella vicinanza ai più fragili, nella preparazione e l’allestimento degli abbellimenti dell’oratorio”.
L’originalità non manca, così come la voglia di mettere in rete le risorse umane e aggregative del territorio: “Partecipano in modo attivo il gruppo del cucito (che si vede settimanalmente nel nostro oratorio) per la sistemazione degli spazi esterni e delle decorazioni pittoriche, la Salvamento (per la sicurezza nelle giornate di mare), il circolo bocciofilo “Le querce” (che inizia i più giovani al gioco delle bocce), la cooperativa Casa della Gioventù (che, con gli utenti del Casolare, condivide con noi una giornata a settimana nella preparazione e distribuzione delle merende). L’oratorio si articola tra attività manuali per sviluppare le capacità del fare dei partecipanti, la loro creatività e immaginazione, balli di gruppo e giochi di squadra, così da educare alle gestione delle emozioni nella co-educazione tra grandi e piccoli”.

Gli animatori, in questo, hanno un ruolo fondamentale: sono “sorelle e fratelli maggiori” che aiutano, sostengono e accompagnano il gioco e la crescita dei più piccoli. Ogni animatore, durante l’oratorio, ha un suo ruolo ben definito: alcuni fanno da coordinatori, altre seguono direttamente i giochi, altri si attivano per vivere al meglio la merenda, c’è chi si cura di evitare sprechi e dividere bene i rifiuti, chi fa attenzione alle relazioni con i genitori. Un lavoro, questo, articolato e che parte da lontano: “La preparazione dell’oratorio, iniziata nel mese di aprile, ha permesso agli 80 animatori e animatrici di conoscersi, sperimentare la bellezza del lavorare insieme e del divertirsi, il significato più profondo dell’attività di oratorio”. Il tema di quest’anno, complici gli ottocento anni dalla morte di S. Francesco, vede la figura del Poverello di Assisi quale filo conduttore che accompagna il cammino di fede dei ragazzi e delle ragazze alla scoperta della vita bella del Vangelo “riconoscendo nei tratti della sua umanità – aggiunge don Matteo – un uomo riconciliato con la vita e affidato a Dio Padre: la giornata in oratorio inizia e si conclude con la preghiera; durante la giornata viene anche presentato un episodio della vita di Francesco attraverso una “drammatizzazione”. Novità di quest’anno sono due serate dedicate, una per ragazzi e ragazze della scuola secondaria di primo grado ed una per la primaria, in cui giocare e divertirsi affrontando un gioco (interamente pensato dagli animatori) a tema Pokemon. Avere, in città, un oratorio fatto così, è una grande ricchezza!
a cura di Laura Mandolini
Segui La Voce Misenasui canali social Facebook, Instagram, Xe Telegram

