Senigallia «dog friendly»? Bene, ma una vera inclusione non esclude gli altri animali

Leggo che Senigallia sta operando sempre più in direzione di un turismo inclusivo e di qualità. L’obiettivo è quello di farla diventare sempre più “dog friendly”. Far sì che la spiaggia di velluto permetta di trascorrere momenti di spensieratezza e di relax insieme ai propri animali è una bellissima iniziativa, certo. Ma perché circoscrivere questa attenzione ai soli cani?
Un turismo è davvero inclusivo quando non esclude. E invece Senigallia è portata in queste pur lodevoli iniziative ad escludere. Senigallia non deve essere amica solo dei cani, ma amica e rispettosa di tutti gli animali. Così come del patrimonio naturalistico e delle biodiversità che la caratterizzano.
Faccio un esempio. Ho segnalato più volte al sindaco e all’amministrazione comunale la necessità di farsi sentire presso il governo centrale. Il nuovo codice della strada dovrebbe introdurre una segnaletica nazionale che obblighi a rallentare in presenza di colonie feline. Ad oggi, non ho ricevuto risposta. Rilancio quindi la richiesta. Ma come sviluppare ulteriormente il nostro modo di trattare gli animali?
Cercando di evitare le tante stragi di gatti che avvengono soprattutto d’estate (e non solo sulla statale Adriatica) per l’aumento del traffico di veicoli che sfrecciano a velocità inaudite. La strada è di tutti e deve essere sicura per tutti, e ancor di più per i fragili, quali bambini, persone disabili, anziani e, appunto, animali.
A questo proposito, anche per prevenire alcuni commenti del tutto fuori luogo, vorrei ricordare che la legge protegge l’etologia del gatto che è, per sua natura, libero e non si tiene al guinzaglio (come dovrebbero fare tutti coloro che possiedono cani, liberandoli solo negli spazi e nelle strutture consentite). La normativa punisce chi usa violenza nei suoi confronti. Anche tenerlo forzatamente chiuso è contro la sua natura e può rientrare nel reato di maltrattamento. Il gatto di per se stesso è un animale pulito che difficilmente lascia in giro tracce di escrementi (tende a sotterrarli, proprio per evitare che eventuali predatori possano individuare tracce del suo passaggio).
Piuttosto sono da sanzionare i proprietari di cani che non raccolgono gli escrementi delle loro bestiole (la colpa non è dei cani, ovviamente). Per non parlare degli inquinamenti di vario tipo prodotti dall’uomo.
Tante sarebbero le iniziative perché Senigalllia diventi davvero “amica di tutti gli animali”. Ma per il momento mi fermo qui. Cominciando da quella più importante: la salvaguardia della vita di tutti i viventi.
Mirella Verde
Responsabile di colonia felina a Cesano di Senigallia

