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Tag: chiesa delle grazie

Veglia ecumenica alle Grazie nella ‘Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani’

Dal 18 gennaio è iniziata la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani (SPUC), che quest’anno s’ispira al versetto giovanneo “Credi tu questo?” (Gv 11,26) guardando al 1700° anniversario del Concilio di Nicea, il cui simbolo di fede è riferimento spirituale e dottrinale fondamentale per la maggior parte dei cristiani nel mondo, cattolici e di altre confessioni.

La Diocesi di Senigallia è da anni promotrice di una veglia ecumenica di preghiera, che quest’anno si terrà venerdì 24 gennaio, 2025, alle ore 21,00 presso la chiesa di Santa Maria delle Grazie, recentemente riaperta ai fedeli e al pubblico.

Aderiscono alla veglia: la Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, avente sede a Jesi, nella persona del rev. pastore Michele Abiusi; la Chiesa ortodossa rumena, da anni accolta per la liturgia dalla Parrocchia di Ostra, nella persona di p. Ionel Barbarasa; la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia (Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli), che da ottobre scorso ha avviato una presenza stabile in città condividendo con i padri carmelitani di Jesi l’uso della chiesa del Carmine in via Arsilli, a Senigallia. Sarà rappresentata da p. Luca Santoro, p. Vitaly Sertsov e p. Dmitrii Zhavko. Sarà presente il priore carmelitano p. Adrian Timaru. Infine, interverrà p. Jozko Zajec sj del Pontificio Collegio Russicum di Roma.

P. Zajec contribuirà inoltre all’animazione della settimana di preghiera presiedendo l’Eucaristia e predicando nelle seguenti Messe: presso la Parrocchia del Porto, sabato 25 gennaio alle ore 17,30; presso la chiesa dei Cancelli, domenica 26 gennaio alle ore 11,45; presso la Parrocchia delle Grazie, domenica 26 gennaio alle ore 17,00.

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La Chiesa delle Grazie aperta dopo otto anni di lavori: la bellezza di un luogo dai tanti significati

SENIGALLIA – Santa Maria delle Grazie – chiamata familiarmente ‘Le Grazie’ – riapre le sue porte dopo oltre otto anni di chiusura forzata per poter essere rimessa in sesto. Bisognava renderla nuovamente sicura perché l’usura del tempo e un terremoto l’avevano scossa, resa fragile e potenzialmente pericolosa. Ora ci è tornata amica e, dalla scorsa domenica 1 dicembre, Prima di Avvento, ritrova la sua gente.

Non è una chiesa come le altre, i senigalliesi lo sanno bene. Perché andare alle Grazie è tante cose insieme. È fare i conti con la mancanza di chi non c’è più, percorrendo i viali di un bellissimo cimitero incastonato nelle nostre morbide colline, dove la città dei morti racconta ai visitatori di vite, storie e nostalgie. Le Grazie erano per tanti il luogo francescano di casa. I frati minori conventuali l’hanno abitato per molti anni, c’erano – e ci sono ancora – i parrocchiani ma era forte il legame anche con altri frequentatori, al di là della residenza. Una predilezione ricambiata, in questo posto eletto quasi a ‘santuario’ cittadino: lì ci potevi trovare una parola buona, respirare aria fresca, festeggiare il Poverello d’Assisi, stendere un plaid sul prato per gite fuori porta alla portata di tutti; lì davanti il protetto circuito di guida in attesa dell’esame per la patente.

Alle Grazie l’anima campagnola della città spesso incrociava quella cittadina e marinara e di fianco alla chiesa il Museo di Storia della Mezzadria continua a mettere in sapiente mostra questo vissuto, quello di una terra con vista mare. Spingersi un po’ più in là, oltre il cancello in ferro massiccio, apre al riposo degli ebrei nel loro suggestivo cimitero, a ricordarci la bellezza di un’altra, avvicente pagina cittadina nella pluralità sotto lo stesso cielo.

Le autorità presenti: da sin. il sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti; il vescovo diocesano, Franco Manenti; il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

L’eleganza rinascimentale di un posto così doveva ritrovare la sua chiesa, ne era ed è ancora il fulcro. Voluta con grande determinazione dal suo ideatore e promotore, Giovanni della Rovere nel 1491– tanto che nel suo testamento si raccomanda accoratamente di finire l’opera – impreziosita da nomi del calibro di Baccio Pontelli, architetto e dei pittori Piero della Francesca e Perugino, torna a sorprenderci più bella che mai e si sa che i doni più delicati chiedono un di  più di attenzione, creatività e cura. Qui la fede celebrata e condivisa, la custodia della storia, la passione per la cultura alla portata di tutti si sovrappongono continuamente. Le pietre rimesse a posto domandano spiritualità profonda e accogliente, dialoghi intelligenti e armonia con il creato. Inaugurare e riaprire significa anche immaginare nuovi percorsi di cittadinanze possibili e a misura di tutte e tutti.

È tempo di godere di tutta questa bellezza, di farne partecipi i più giovani, di tornare ad abitare i luoghi. Di desiderare ancora e sempre più comunità cristiane aperte e coraggiose, nonostante l’esiguità dei numeri, sferzate da un vento fresco, come quello della sera della riapertura, che scansa la polvere dell’abitudine e dell’autoreferenzialità e scombina prassi, dentro e fuori la chiesa, ormai stanche.
La Chiesa delle Grazie ritorna a noi, le sue pietre ci parlano ancora: sarebbe un peccato non ascoltarle… ne hanno vista di storia e loro non temono il futuro.

Laura Mandolini

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Riapre la chiesa delle Grazie, a Senigallia. E la Madonna del Perugino torna ‘a casa’.

Grande attesa a Senigallia per la riapertura della chiesa di Santa Maria delle Grazie! La chiesa parrocchiale, la cui fondazione e dedicazione risale al 1491 e di cui il Comune di Senigallia è proprietario dal 1866, fu chiusa il 13 settembre 2016 da un’ordinanza del Sindaco a causa del cattivo stato della copertura e di lesioni alla fodera muraria interna.

L’iter complessivo di riqualificazione è stato avviato dall’amministrazione comunale nel 2018. Dopo la verifica di vulnerabilità sismica dell’intero complesso (2019), è stato realizzato il rifacimento della copertura della chiesa e il restauro della torre campanaria (2022-2023). Nel 2024 sono stati infine realizzati i nuovi impianti di riscaldamento a irraggiamento, elettrico e di allarme/videosorveglianza.

Nell’occasione la Pala ‘Vergine con i Santi’, del Perugino, sarà ricollocata nella Chiesa delle Grazie, proveniente dalla Pinacoteca diocesana di Senigallia dove, in questi anni, è stata custodita ed ammirata da migliaia di persone.

La S. Messa di domenica 1 dicembre, presieduta alle ore 17.00 dal vescovo Franco Manenti, sarà trasmessa in diretta su Radio Duomo (95.200) e sui canali social de ‘La Voce Misena’ e Radio Duomo (youtube e facebook).

Nel file audio che trovate in questo articolo (basterà cliccare sul tasto “riproduci” del lettore multimediale) vi proponiamo l‘intervista a don Aldo Piergiovanni, parroco proprio di Duomo, Grazie, Roncitelli e Porto, con cui abbiamo ripercorso un po’ la storia di questo edificio nato grazie ai Della Rovere, il lungo iter progettuale e dei lavori e annunciato gli eventi organizzati per la sua riapertura che trovate anche nella locandina allegata.

L’intervista andrà in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) venerdì 29 e sabato 30 alle ore 13:10 e alle ore 20, assieme a un’ulteriore replica domenica 1° dicembre alle 16:50. Buon ascolto!

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Il vescovo di Senigallia, Franco Manenti, ha presieduto la Messa al cimitero delle Grazie

Una riflessione incentrata anzitutto sulla Speranza quella proposta dal vescovo di Senigallia, Franco Manenti, nell’omelia pronunciata durante la Messa nel piazzale antistante la Chiesa delle Grazie nel giorno della commemorazione dei fedeli defunti, 2 novembre.

In tanti hanno preso parte alla celebrazione, presenti i parroci della città ed il sindaco Olivetti, durante la quale il vescovo Franco è partito dall’umanissima esperienza dell’attesa: le donne e gli uomini attendono, dalle cose più minute e semplici alle aspettative più grandi. E la Lettera di San Paolo ai Romani, nella seconda lettura, suggerisce il modo cristiano di viverla: “L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio”. Pensare alla morte non è tanto ‘attendere’ l’inevitabile fine, ma fondare la Speranza in una storia, le nostre storie e la grande storia, già inserite in un’eternità salvata. Nonostante i segni di morte violenta di questo tempo e le mille contraddizioni che rovinano il Creato.

a cura di L.M.

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Lavori alle Grazie: si parte entro l’anno

Il complesso conventuale delle Grazie – Senigallia

Manca poco all’avvio dei lavori per la sistemazione della chiesa delle Grazie, nel complesso monumentale situato a fianco del cimitero maggiore. Lavori attesi da tempo perché l’edificio religioso è chiuso a causa della sequenza sismica che nel 2016 ha devastato il centro Italia. Dopo l’approvazione lo scorso 3 agosto in giunta municipale – l’ente comunale senigalliese è proprietario dell’immobile – della delibera n. 192/2021 con il progetto definitivo dell’intervento, si è in attesa dell’espletamento della gara per l’affidamento dei lavori.

L’obiettivo del restauro e recupero funzionale è quello innanzitutto di porre rimedio all’aggravamento dello stato della copertura e delle lesioni alla fodera muraria interna. Nel concreto, significa che verranno sostituite le travi ammalorate e messa in sicurezza la torre campanaria, ottenendo così l’agibilità strutturale dell’edificio, secondo le normative vigenti, e la piena fruibilità degli spazi oggetto di riqualificazione e valorizzazione. Di questo si occuperà la ditta durante il primo stralcio dei lavori per cui l’ente comunale mette sul piatto 340 mila euro dei 500 mila euro necessari mentre la Regione Marche ha concesso un contributo di 160 mila euro spalmati tra 2021 e 2022. Decisamente più ingente invece il costo dell’intervento complessivo, stimato nel 2019 in circa due milioni di euro. L’intervento partirà, come annunciato dall’assessore ai lavori pubblici Nicola Regine, nel prossimo autunno, dunque entro la fine dell’anno 2021.

Il sito della chiesa e dell’ex convento di Santa Maria delle Grazie, situato a circa tre chilometri dal centro cittadino, è un edificio monumentale fatto costruire da Giovanni Della Rovere dall’anno 1491 su progetto dell’architetto fiorentino Baccio Pontelli, come voto per la nascita del figlio maschio Francesco Maria e quale mausoleo della famiglia roveresca. Nel complesso conventuale delle Grazie hanno lavorato grandi architetti del Rinascimento italiano. Vi era conservato uno dei massimi capolavori della pittura della città, ovvero la pala di Pietro Vannucci detto “il perugino” raffigurante la madonna col bambino e i santi Giovanni Battista, Ludovico, Francesco, Pietro, Paolo e Giacomo Maggiore, recentemente restaurata grazie al meccanismo dell’art bonus. Dai primi anni ’70 del secolo scorso, la parte est dell’antico convento venne utilizzata anche per dare alloggio a famiglie sfollate e come scuola elementare, poi dal 1978 divenne sede del museo comunale di storia della mezzadria “Sergio Anselmi” con duemila oggetti esposti, che testimoniano le condizioni di vita e di lavoro nelle campagne marchigiane nella prima metà del novecento.

Carlo Leone