I Comuni di Mondolfo e Senigallia sono più vicini. Inaugurato ieri pomeriggio, mercoledì 13 agosto 2025, il modernissimo ponte ciclopedonale che unisce il litorale di Marotta e di Cesano lungo la ciclovia Adriatica, opera particolarmente attesa che non solo lega due provincie ma pone un particolare tassello in un itinerario che va da Trieste a Santa Maria di Leuca.
A fare gli onori di casa il sindaco Nicola Barbieri, che ha accolto il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il Sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, il presidente del Consiglio regionale Dino Latini, oltre a numerosi esponenti delle amministrazioni regionali e comunali. Il ponte è stato costruito con 500 tonnellate di acciaio e ha una struttura a tre campate; lungo 196 metri e largo 5 metri, per un costo di circa 4,5 milioni, è stato realizzato per permettere il passaggio di pedoni e ciclisti, ma anche di mezzi di soccorso. Nel suo intervento il presidente Acquaroli ha sottolineato come questa struttura segni un importante passaggio tanto de definirla “strategica”. Su tale linea anche il Sindaco Barbieri, che ha parlato di un lavoro condotto con grande collaborazione fra tutte le strutture ed enti per un risultato oggi da tutti particolarmente apprezzato.
Anche il Sindaco di Senigallia Olivetti ha accennato, in attesa del completamento degli interventi, della struttura come attrattiva di potenzialità turistiche. A coordinare il passaggio dei primi pedoni e clicloviaggiatori la polizia locale di Mondolfo e Senigallia, i carabinieri. Non è mancato un accenno alla ciclovia del Cesano – che vede Mondolfo comune capofila – che dovrà giungere sino al Catria, particolarmente a Fonte Avellana, per collegarsi poi con quei percorsi e che ha visto di recente assegnato un ulteriore milione di Euro dalla Regione. Il Comune di Mondolfo prevede già l’intervento sul lungomare di Marotta fra le Vele ed il nuovo Ponte sul Cesano per riqualificare questo ultimo tratto di strada costiera.
Dopo l’intervista all’assessore ai lavori pubblici del comune di Senigallia, Nicola Regine, per dare uno sguardo sulla situazione senigalliese, ancora unu po’ indietro nella realizzazione della ciclovia adriatica, è giunto il momento di guardare anche nei comuni limitrofi cosa sta succedendo. Abbiamo sentito Nicola Barbieri, sindaco di Mondolfo, per capire quali infrastrutture sono presenti sul territorio comunale, quali soluzioni ad eventuali criticità possono essere prospettate e quali progetti futuri sono in fase di elaborazione. Ecco le sue parole nell’intervista audio in onda martedì 17 dicembre alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre a domenica 22 a partire dalle ore 16:50 su Radio Duomo Senigallia. Il lettore multimediale permette di ascoltarsi l’audio anche dal telefonino grazie a questo articolo dove è presente anche un breve testo con i concetti chiave.
Recentemente è stata annunciata la posa dell’ultimo concio del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, lavori importanti che dovrebbero terminare in primavera. Come sono messe le piste ciclabili nel comune di Mondolfo? In questi ultimi anni ci siamo concentrati molto sulla mobilità sostenibile, quindi sulla partecipazione a diversi bandi regionali e ministeriali europei per il riperimento di fonghi e per la realizzazione quindi di percorsi ciclopedonali su un po’ tutto il territorio comunale con l’obiettivo di collegare i diversi quartieri della nostra città, quindi dal borgo antico fino al mare. Abbiamo realizzato, ad esempio, il percorso ciclopedonale che collega Piano Marina a Marotta centro. Nei mesi scorsi abbiamo inaugurato un altro percorso ciclopedonale che collega il quartiere di Centocroci con San Gervasio e Ponte Rio e l’obiettivo è di proseguire in questa direzione. Nel bilancio di previsione 2025 che andremo ad approvare a fine dicembre, abbiamo messo ulteriori risorse per collegare via Montemarino con via Cardarelli nel quartiere di Marotta nord lungo la statale.
Il lungomare è già collegato completamente, il ponte sul Cesano rappresenta l’ultimo tassello di fatto… Dopo il ponte ciclopedonale sul Cesano, il lungomare ha già praticamente una sua ciclabile che percorre tutto il litorale di Marotta, in questi anni abbiamo riqualificato la zona nord e la zona centrale, lo scorso anno abbiamo riqualificato il lungomare sud dal sottopasso Togliatti alle Vele e a seguito di questo ponte ciclopedonale sul Cesano diciamo che l’obiettivo da parte dell’amministrazione comunale è migliorare la pista ciclabile esistente dalle Vele al ponte ciclopedonale: tra le attività ricettive c’è già una strada che è passata di proprietà del comune e quindi lì passerà il percorso della ciclovia adriatica.
Il collegamento previsto tra il ponte ciclopedonale sul fiume Cesano e la pista ciclabile “ciclovia adriatica” a Marotta di Mondolfo
Cosa vuol dire per un comune come Mondolfo investire sulle piste ciclabili e sulla mobilità lenta, sia dal punto di vista turistico che economico? Sono dei miglioramenti importanti per i cittadini, ci sono tanti cittadini che si muovono a piedi o in bicicletta lungo le strade statali, lungo le provinciali, quindi l’obiettivo sicuramente è proprio quello della sicurezza. Dove si creano percorsi ciclopedonali, questo innesca un meccanismo virtuoso, positivo, anche da parte dei privati: ne hanno beneficiato le attività esistenti su quelle aree, ma si stimolano anche investimenti da parte dei privati.
Progetti futuri? Un altro percorso è la ciclovia del Cesano, che collegherà il lungomare di Marotta, e quindi la ciclovia adriatica, con la croce del Catria. Un progetto molto ambizioso in collaborazione con la Regione Marche e con i comuni della vallata sul Cesano. Verrà realizzato nel 2025 il primo tratto che collegherà praticamente il quartiere di Piano Marina con il quartiere di Molino Vecchio e poi Ponte Rio.
A Senigallia si è parlato tanto della carenza dei parcheggi e di come le infrastrutture ciclopedonali in qualche modo limitassero il numero di stalli disponibili o addirittura fossero causa dell’eliminazione dei doppi sensi di marcia: voi come avete risolto questa problematica? Bisogna capire da zona a zona, ognuna ha la propria criticità, sta alle amministrazioni comunali, in un’ottica di condivisione dei progetti con le attività commerciali che ci sono in quella determinata zona, capire qual è il progetto che apporta maggiori benefici. Noi intanto abbiamo creato delle aree lungo la statale, a monte della ferrovia, però collegate con i sottopassi esistenti proprio per dare maggiore possibilità di parcheggio, ampliando la sede dove passerà la ciclovia adriatica e riqualificando la zona del lungomare. Certo il problema parcheggio lo troviamo in ogni comune d’Italia. Noi in questi anni abbiamo cercato di creare prima delle aree alternative. Penso all’area parcheggio adiacente al sottopasso delle Rane, penso al grande parcheggio vicino alla stazione ferroviare di Marotta Mondolfo, un’altra area a parcheggio è stata realizzata all’altezza del sottopasso Togliatti.
Parlando di sicurezza, sulla statale c’è un problema di coesistenza tra biciclette, pedoni e autoveicoli, come si può risolvere? La proprietà della strada statale è di Anas, per le sp è della provincia di Pesaro Urbino, quindi i progetti devono essere condivisi anche da loro. Sulla provinciale via Cesanense, quella nella quale verrà realizzata la ciclovia del Cesano, il percorso ciclopredonale è previsto su sede propria. Sulla statale c’è un percorso disegnato, un percorso pedonale: bisogna che ci siano dei progetti condivisi dall’ANAS, che ci siano delle risorse messe in campo, le nostre statali purtroppo non prevedono questi percorsi ciclopedonali, quindi bisogna mettere in campo delle progettazioni che quel tempo migliorino questi percorsi e li mettano sempre più in sicurezza.
Dopo la notizia della posa dell’ultimo concio del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, tra Senigallia e Mondolfo, è naturale chiedersi a che punto sia la realizzazione delle piste ciclabili a Senigallia e nei comuni limitrofi, almeno quelli coinvolti nel progetto della ciclovia adriatica. Il primo passo è stato quello di intervistare Nicola Regine, assessore ai lavori pubblici di Senigallia, per una panoramica del territorio di competenza, ma successivamente pubblicheremo gli interventi di Nicola Barbieri, sindaco di Mondolfo, e di Maurizio Grilli, sindaco di Montemarciano. Questa prima intervista sarà in onda venerdì 6 e sabato 7 dicembre alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM); un’ulteriore replica ci sarà domenica 8 a partire dalle ore 16:50 (la terza di tre interviste, indicativamente verso le ore 17:25). In questo articolo troverete solo alcuni concetti chiave ma cliccando sul tasto “riproduci” del lettore multimediale potrete ascoltare l’audio integrale.
Facciamo una panoramica dello stato attuale delle piste ciclabili a Senigallia. Adesso che c’è il ponte di cui si intravede insomma la fine dei lavori entro la prossima primavera, lo stimolo è appunto quello di terminare velocemente le piste ciclabili, ma nel territorio locale ci sono tanti problemi per adeguare le infrastrutture ciclopedonali alle conformazioni del territorio e agli insediamenti urbanistici. E’ indispensabile dividere la ciclovia adriatica da tutte le altre infrastrutture ciclabili sia per questioni normative sia per questioni di finanziamento. La ciclovia adriatica è un’infrastruttura che parte dal Veneto e arriva in Puglia, è finanziata a livello nazionale e anche il progetto di fattibilità tecnica e economica e l’individuazione del percorso è avvenuto a livello regionale. Ci sono state di volte numerose accuse di immobilismo per quanto riguarda la realizzazione delle piste ciclabili. Questa cosa è assolutamente infondata perché volevo ricordare che solo negli ultimi tre anni sono stati realizzati 300 metri al Cesano, con un costo di 200 mila euro; a sud la pista ciclabile dal casello 182 verso Marzocca con un costo di 600 mila euro; e la pista ciclabile di via Anita Garibaldi dalla rotatoria fino a corso Matteotti che è costata come intervento complessivo il primo lotto circa 3 milioni di euro, il secondo lotto 2 milioni di euro. Questi interventi sono assolutamente costosissimi per cui è necessario che ci sia un cofinanziamento da parte della Regione o dello Stato, altrimenti diventano veramente insostenibili.
Per quanto riguarda la ciclovia adriatica, l’ultima novità è stata la posa dell’ultimo concio del ponte sul Cesano da parte della Regione che quindi ha dato un ulteriore input alla realizzazione di questa infrastruttura così importante per la mobilità dolce. Ora al Comune che cosa spetta? Il Comune deve garantire a questo punto, in maniera prioritaria, il collegamento tra il ponte, che sarà terminato tra circa 3-4 mesi, e la pista ciclabile già realizzata a Cesano. Si tratta di un percorso abbastanza lungo di cui ci aspettiamo anche un finanziamento per il 2025 da parte della Regione. In ogni caso c’è da dire che un privato che vuole intervenire nell’area del Canneto subito a ridosso del ponte ha presentato una pratica al SUAP chiedendo di realizzare lui un tratto di ciclovia adriatica a scomputo degli oneri d’urbanizzazione e questa cosa è in corso di valutazione e in corso di approvazione.
Passando al lungomare Mameli l’ipotesi è quella di far passare il tracciato sulla strada o sull’arenile? Quali sono le soluzioni che state vagliando e quali sono le problematiche che state incontrando? Il progetto è stato elaborato dalla Regione Marche, questo progetto prevede di mettere a senso unico tutto il lungomare Mameli ma comporterebbe moltissimi disagi perché non ci sono tante strade per poter tornare indietro. Il Comune vuole evitare di dover mettere a senso unico il lungomare così come è stato evitato di mettere a senso unico il lungomare tra il casello 182 e Marzocca perché questo avrebbe comportato di dover confluire tutto il traffico sull’incrocio sul semaforo di Marzocca che è già intasatissimo durante l’estate, quindi in quell’occasione abbiamo progettato la ciclovia andando ad occupare una quota a parte demaniale in modo da consentire di far rimanere la fila di parcheggi, il doppio senso, le alberature, il marciapiede, eccetera. Cominciamo di fare lo stesso intervento anche sul lungomare Mameli, anche se ci sono dei nodi da sciogliere soprattutto in corrispondenza degli edifici che insistono lato mare.
Come tempistica qua andiamo un po’ lunghi tra virgolette, qua si parla di ancora anni prima di veder realizzato qualcosa… Sì, la ciclovia adriatica prevede un periodo lungo e prevede dei finanziamenti. Il tratto più urgente adesso è quello del Cesano. Per il resto bisogna farci trovare preparati con dei progetti già elaborati in modo di poter intercettare dei finanziamenti pubblici qualora dovessero essere banditi.
Per il tratto sud del lungomare come siamo messi? Nel senso che anche lì bisognerà proseguire il tracciato fino a Montemarciano e là invece che problematiche si incontrano? Sì, le problematiche sono simili. La Regione Marche ci ha invitato a collegarci con i comuni limitrofi perché anche Montemarciano ha sostanzialmente le stesse problematiche, anzi, anche più spinte perché colpito dall’erosione costiera. Anche in questo caso cercheremo di evitare di dover mettere il senso unico e quindi cercheremo di progettare l’infrastruttura lato mare, rispetto al muretto esistente.
Invece per quanto riguarda i tratti di competenza comunale che quindi riguardano la parte non costiera del comune, come siamo messi? Quali tratti sono in fase di progettazione? E’ necessaria una programmazione di breve, medio e lungo periodo, che riguarda anche i collegamenti delle frazioni che insistono sull’Arceviese o sulla Corinaldese per poterle collegare con il centro cittadino. Anche in questo caso si tratta di interventi molto importanti perché necessitano di dover espropiare delle quote di terreno, di dover riprofilare completamente le strade, di dover fare le cunette di scolo delle acque, le fognature e quindi queste opere potranno essere realizzate solo per stralci funzionali. Nel centro storico le prossime realizzazioni riguardano il completamento della pista ciclabile su via Anita Garibaldi, secondo e terzo stralcio, che dovrebbe arrivare fino a Piazza Diaz e anche quello sarà abbastanza costoso. In più si stanno studiando dei collegamenti funzionali tra i vari tratti delle piste ciclabili esistenti e mi riferisco soprattutto a Cesanella dove con brevi tratti si riuscirà a dare un percorso omogeneo.
Via Giotto a Senigallia
In particolare c’è un’ipotesi di realizzare un tratto ciclabile su via Giotto alla Cesanella: è solo un’ipotesi oppure c’è qualche studio già in fase avanzata? No, è tanto tempo che si pensa a realizzare questi collegamenti, adesso questo tratto verrà praticamente studiato e approfondito contestualmente alla realizzazione del nuovo polo 06 perché si tratta di un tratto abbastanza limitato di poche centinaia di metri che è possibile realizzare con risorse limitate.
Oltre al PercorriMisa, ci saranno altri interventi sul fiume? Il percorrimisa in questo momento non è un percorso ciclopedonale fruibile da parte di tutti perché è una strada al servizio esclusivo dell’autorità di Bacino. Il comune ha tra l’altro l’obbligo di fare una manutenzione quantomeno annuale per garantirne la percorribilità. Noi cercheremo di togliere questo vincolo tuttora esistente affinché il percorrimisa possa diventare a tutti gli effetti un percorso ciclopedonale. Ovviamente anche dall’altro lato del fiume Misa sarebbe possibile realizzare un altro percorso ma nell’ambito delle priorità ci sono altre cose da fare, tra cui prima di tutto la ciclovia adriatica.
La zona di Sant’Angelo verrà implentata con percorsi ciclopedonali? Sì una cosa molto richiesta è garantire un percorso in sicurezza lungo la via che collega via Capanna con Sant’Angelo, in quanto il percorso individuato sotto l’autostrada è pericolosissimo sia per i piedoni sia per le biciclette. Stiamo facendo di tutto affinché sia possibile realizzare un percorso protetto sopra il fosso Sant’Angelo, ma ci sono delle difficoltà oggettive e costi enormi. Stiamo cercando di trovare una soluzione a questa cosa che riteniamo importante.
Sicuramente il cicloturismo è importante ma non c’è solo una questione turistica: c’è una questione proprio di qualità della vita che va a incidere su tutti i residenti e di sicurezza? Senz’altro e quindi l’impegno dell’amministrazione è rivolto proprio nel poter realizzare il maggior numero di percorsi ciclopedonali a vantaggio della sicurezza e della salute dei cittadini e anche dei turisti.
E’ stato posato ieri pomeriggio, 3 dicembre, l’ultimo concio del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, tra Senigallia e Mondolfo. Si tratta di un’opera importante non solo per il versante ambientale e cicloturistico, ma anche perché ha rappresentato un’occasione per dare lavoro alle aziende della zona.
Il ponte unisce due città, appunto Senigallia a sud e Mondolfo a nord, ma anche due province, quella anconetana e quella pesarese, ma c’è di più: realizza uno snodo fondamentale per dare concretezza a quella ciclovia Adriatica di cui tanto si è parlato in passato – meno nelle ultime settimane – proprio per collegare le regioni adriatiche e le Marche in particolare ai territori più sviluppati del nord Italia ed Europa.
Proprio su questi temi ha insistito il presidente della Regione, Francesco Acquaroli: «Un ponte che unisce due province attraverso le città di Senigallia e Marotta Mondolfo, un’infrastruttura fondamentale poiché questa opera rappresenta un anello di congiunzione all’interno del progetto interregionale più vasto della Ciclovia Adriatica. Progetto strategico sia dal punto di vista turistico che economico che inserisce la nostra regione in un itinerario che parte da Trieste e arriva a sud fino al Gargano. Una volta ultimato, il ponte permetterà di fruire di un percorso che si snoda tra i nostri splendidi territori e costituirà una grande opportunità di sviluppo per tutte le regioni adriatiche. Allo stesso tempo – ha continuato Acquaroli – sarà un’opera al servizio della comunità, per tutti coloro che si muovono ogni giorno, puntando ai principi di sostenibilità, intermodalità e multimodalità».
A ricordare qualche dato ci ha pensato l’assessore regionale alle infrastrutture, Francesco Baldelli. L’investimento è stato di 4,5 mln di euro (rispetto ai 2 mln iniziali) per un ponte di 200 metri di lunghezza, largo 5 per permettere il passaggio ciclopedonale ed, eventualmente, dei mezzi di soccorso, e dal peso di 500 tonnellate d’acciaio, «lavorato dalle imprese del territorio di questa valle – ha specificato – Un grande risultato per l’economia del territorio e per le infrastrutture di una regione che stiamo rivoluzionando per riagganciarla a quelle più sviluppate d’Italia e d’Europa. In base al cronoprogramma dei lavori contiamo di inaugurarlo per la prossima primavera».
Sul posto anche i sindaci di Senigallia, Massimo Olivetti, e di Mondolfo, Nicola Barbieri, lieti che si stia ultimando un progetto nato anni fa, con altre giunte regionale (Ceriscioli) e senigalliese (Mangialardi) ma che non ha interrotto il suo iter, seppure la fase progettuale è stata più lunga del previsto dovendosi in realtà terminare già tre anni fa. Il problema è ora dare piena attuazione a quelli che sono i progetti per allacciare la rete ciclabile cittadina dei due comuni costieri al ponte sul Cesano. Il ponte è posizionato a 3,6 km dalla stazione ferroviaria di Mondolfo e a 5,5 km dallo scalo ferroviario di Senigallia. Km da riempire attraverso piste ciclabili ancora lontane dall’essere ultimate: mentre Mondolfo ha già fatto qualche passo avanti, Senigallia è decisamente più indietro non avendo ancora idea su dove far passare il tracciato ciclopedonale del lungomare Mameli per non perdere parcheggi e un senso di marcia.
C’è un’associazione, FIAB, che da tempo si impegna per la realizzazione di infrastrutture ciclabili in modo da incentivare l’uso delle due ruote. Un’associazione che ha anche in provincia di Ancona i suoi referenti e noi di Radio Duomo Senigallia-In Blu abbiamo deciso di intervistarli, anche perché c’è stata recentemente l’assegnazione di una bandiera gialla che premia i comuni “ciclabili” che adottano certe iniziative. Per questo gli ospiti di “Venti minuti da Leone” sono Carlo Sabbatini, vicepresidente Fiab Vallesina, e Roberto Lucchetti, referente per Fiab Senigallia. L’intervista andrà in onda mercoledì 10 luglio alle 13:10 e alle 20; giovedì 11 agli stessi orari e domenica 14 a partire dalle ore 16:50. Grazie al player multimediale l’audio integrale è disopnibile anche qui, mentre chi vorrà potrà proseguire con la lettura dell’articolo.
Cos’è Fiab, quando nasce e di cosa si occupa? Carlo Sabbatini: Nasce nel 1982, un’associazione di amanti della bicicletta che si organizzavano poi nel 1989 è nata la federazione con iscritti da tutta Italia e inizia ad avere i primi rapporti con i comuni. L’obiettivo è quello di riportare la strada a misura d’uomo, non solo per le auto ma dando il giusto spazio a pedoni e biciclette. In provincia di Ancona c’è “Fiab Vallesina – Mare e Monti” che comprende gruppi nei comuni di Sassoferrato, Jesi, Ancona, Chiaravalle e Senigallia.
Lo scorso 5 luglio è stata assegnata ad alcuni comuni marchigiani la bandiera gialla: che cos’è? Carlo Sabbatini: Sì, 18 comuni diciamo federati hanno ricevuto la bandiera gialla; è un riconoscimento nazionale che viene assegnato ai comuni che rispettano i canoni proposti dalla Fiab, con verifiche annuali, come la realizzazione di piste ciclabili, la previsione di strade a 30 km/h che riducono l’incidentalità, la riduzione dei parcheggi per restituire le strade alle biciclette, e l’incentivazione dell’utilizzo delle bici.
Tra i 18 comuni premiati c’è Corinaldo… Carlo Sabbatini: I comuni fanno richiesta alla Fiab che verifica i requisiti e Corinaldo li aveva, come Sassoferrato, Chiaravalle e Jesi o Pesaro con la sua bicipolitana: quello è un esempio di infrastruttura che Senigallia avrebbe già dovuto avere da tempo secondo me.
Serve quindi un cambio di mentalità? Che difficoltà avete riscontrato finora? Carlo Sabbatini: E’ una questione complessa: siamo abituati a entrare nel bar o nel negozio con la macchina, ma l’auto non ci fa apprezzare le città perché siamo di passaggio, di corsa. Dobbiamo capire che fare le ztl ridà vita al commercio cittadino. Dobbiamo tornare ad apprezzare ciò che abbiamo intorno.
Tra i comuni ciclabili non figura Senigallia: come mai? Quali caratteristiche potrebbero agevolare l’ottenimento della bandiera gialla? Roberto Lucchetti: Il ponte ciclopedonale sul fiume Cesano farebbe un gran punteggio, così come il bike sharing che senigallia ha avviato nell’ultimo anno. Ma ci sono anche punti negativi, come per esempio il fatto che ci sono poche piste ciclabili, che sono ciclopedonali quindi promiscue, che sono rovinate dal tempo e quasi tutte realizzate sui marciapiedi.
Alcuni interventi pubblici stanno portando a Senigallia piste ciclabili con corsie riservate: vanno bene? Roberto Lucchetti: Si certo, ma son difficili da realizzare perché si dovrebbero creare muretti in tutta la città per riservare la corsia, mentre più semplice è creare corsie ciclabili che si possono fare ovunque e con costi minori. A patto che ci sia un patto generale, il biciplan, con studi sul traffico di tutti i mezzi per aumentare la sicurezza.
Quali sono i problemi che si riscontrano maggiormente? Roberto Lucchetti: Beh, la sicurezza dei ciclisti è minata dalla velocità e dal numero delle auto. Sono già successi anche a Senigallia incidenti che hanno coinvolto persone sui marciapiedi, persino un bar è stato urtato da un’autovettura. Il problema principale è quindi limitare la circolazione delle auto e la velocità. Ci sarebbe più spazio per le bici. E’ stato fatto in centro storico, ricavando spazi bellissimi come in via Carducci. Una volta si poteva circolare con l’auto persino lungo corso II Giugno…
Queste istanze le avrete presentate all’amministrazione comunale: che risposta? Carlo Sabbatini: Inizialmente il sindaco mi è sembrato molto interessato al tema ma non ci sono state ulteriori risposte oltre il “ne parleremo”. La ciclovia adriatica è un’opportunità enorme, da non perdere perché ci sono 31 milioni di cicloturisti che arrivano ogni anno in Italia. So che la Regione Marche ci sta lavorando ma servirebbe più celerità.
Quali passi non vanno nella direzione di limitare le auto? Roberto Lucchetti: Le varie amministrazioni hanno sempre ridotto le possibilità per far passare le auto in centro storico: si dovrebbe continuare così e anzi aumentare queste ztl. Alcuni lavori però, non seguono questa direzione. Come al Ciarnin, dove l’intervento per il prolungamento della ciclovia adriatica ha visto spostare la pista ciclabile sul marciapiede, mentre si poteva lasciare in strada togliendo una fila di parcheggi sul lungomare, in modo da disincentivare l’uso dell’auto.
Che atteggiamento ha Fiab? Di critica? Roberto Lucchetti: L’atteggiamento è propositivo: la bandiera gialla vuole proprio mettere in rete i tecnici per permettere a tutti i comuni di risolvere i problemi chiarendo alcune situazioni con chi ha già affrontato certe situazioni.
Anche a livello nazionale accade qualcosa di simile? Carlo Sabbatini: Il piano della mobilità ciclistica urbana ed extraurbana 2022-2024 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili – MIMS (oggi Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Mit) è stato redatto con i tecnici nazionali della Fiab.
E a livello locale si può replicare? Vorrei fare un appello al sindaco: siamo un’associazione di volontariato, senza etichette politiche, ma vogliamo collaborare con le amministrazioni perché in tanti comuni si stanno creando assessorati specifici sulle bici. Senigallia, con la sua vocazione turistica, ci dovrebbe pensare.
Nessun allarmismo ma una semplice richiesta di chiarimenti quella che l’associazione “Amici della foce del fiume Cesano” ha avanzato al sindaco di Senigallia Massimo Olivetti. Oggetto delle mail e sollecitazioni è la realizzazione del ponte ciclopedonale nel letto del fiume che divide le province di Ancona e Pesaro Urbino.
La Regione ha finanziato l’intervento per far realizzare un ponte ciclopedonale che bypassi il fiume collegando Cesano di Senigallia con Marotta di Mondolfo, parte di quel maxi progetto che è la ciclovia Adriatica. Il cantiere, partito pochi mesi fa, si è occupato innanzitutto della creazione di un passaggio per i mezzi da lavoro: è stato fatto un corridoio temporaneo per i camion che dall’associazione viene reputato pericoloso, in considerazione di una possibile piena dell’alveo.
In quel caso, il percorso temporaneo creato con massi, ghiaia e manufatti in cemento potrebbe rappresentare un pericolo per la zona? E’ quanto si chiedono dall’associazione che rivolgono la domanda al primo cittadino senigalliese temendo una barriera che possa poi agevolare la fuoriuscita dell’acqua fino alle case dei residenti o fino alle vicine attività commerciali.
Ecco cosa ha detto Marco Giardini, presidente dell’associazione “Amici della foce del fiume Cesano”. Per ascoltare l’intervista basterà cliccare sul file audio QUI sotto.
Il progetto del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, tra Mondolfo e Senigallia, parte della ciclovia Adriatica
Buone notizie (finalmente) per ciclisti, turisti e amanti delle due ruote. C’è stato infatti, lunedì mattina, un incontro tra i vertici di Regione Marche, Comune di Senigallia e Comune di Mondolfo per la consegna del cantiere relativo ai lavori del ponte ciclopedonale che collega i due comuni e le due province.
Al sopralluogo alla foce del fiume Cesano, assieme all’assessore regionale ai lavori pubblici Francesco Baldelli, al sindaco di Senigallia Massimo Olivetti e al collega di Mondolfo Nicola Barbieri, c’erano i tecnici della Regione Marche e la ditta aggiudicataria dei lavori riguardanti la realizzazione del ponte ciclopedonale Marotta-Senigallia. Il cantiere che realizzerà questa importante opera per il completamento della ciclovia adriatica prenderà il via nei prossimi mesi. Era stato promesso l’avvio entro fine 2022.
L’investimento economico per costruire l’infrastruttura, lunga circa 200 metri e divisa su tre campate, è di 4,5 milioni di euro (inizialmente erano due i milioni). Sarà un ponte “vista mare”, «di grande valenza dal punto di vista turistico, della mobilità sostenibile e del miglioramento della qualità della vita dei cittadini» ha detto Barbieri. «Un sogno che finalmente diventerà realtà»
Per Massimo Olivetti si tratta di dare concretezza al progetto con «un nuovo anello della Ciclovia Adriatica, atteso da molti anni» spiega il sindaco. E gli fa eco l’assessore regionale Francesco Baldelli: «Il ponte ciclopedonale sul fiume Cesano unirà non solo i territori e le comunità di Senigallia e Marotta-Mondolfo, ma in generale le Province di Ancona e Pesaro Urbino dando una risposta agli utenti deboli della strada, come pedoni e ciclisti, oggi costretti ad utilizzare la Statale 16 Adriatica pericolosa per la sua mole di traffico».
Oltre a permettere di unire i tratti esistenti di ciclovie locali, dando così sviluppo al movimento ciclo-turistico, l’opera permette il collegamento con la ciclovia del Cesano e risalire il territorio verso Pergola ma anche verso la Ciclo Appenninica Alte Marche (Caam) inaugurata proprio qualche giorno fa dal presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali e dai sindaci del territorio.
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La mappa dei lavori su via Corinaldese, a Borgo Ribeca di Senigallia
Come annunciato, sono stati progettati i lavori in alcune zone di Senigallia, tra cui Borgo Ribeca e Marzocca. Per quanto riguarda la prima si tratta di rifare l’asfalto in via Corinaldese, dove verrà aggiunto anche un percorso pedonale per una maggiore sicurezza; a sud della città invece verrà realizzata la pista ciclabile che passerà sull’arenile. Entrambi gli interventi erano in fase di progettazione da tempo e sono stati approvati dalla giunta Olivetti nella seduta del 3 novembre scorso. Si tratta di piccole porzioni, appena un km in due cantieri.
Il primo intervento, zona Borgo Ribeca, parte dall’assunto che il manto stradale di via Corinaldese versa in cattive condizioni. Si procederà con la manutenzione straordinaria della pavimentazione dal cavalcavia dell’Autostrada A14 per circa 600 mt in direzione Borgo Catena. Allo stesso tempo verrà realizzato un camminamento pedonale che colleghi in sicurezza e in maniera continuativa tutto il centro abitato di Borgo Ribeca, partendo dall’intersezione con via Lago di Garda fino a via Lago di Bracciano per poi attraversare via Corinaldese e proseguire sul lato sud fino al condominio al civ. 51, ultimo stabile del centro abitato. Per il rifacimento completo del pacchetto stradale e la realizzazione del marciapiede si prevede una spesa di 450 mila euro. «Si tratta di lavori attesi da tempo – ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici, viabilità e mobilità Nicola Regine – che finalmente permetteranno di risanare il manto stradale in una via di grande scorrimento da e verso Senigallia, soprattutto permettendo una maggiore sicurezza dei pedoni in zona Borgo Ribeca».
Il progetto di prolungamento della Ciclovia Adriatica sul lungomare Italia a Marzocca di Senigallia
L’altro intervento, quello a Marzocca, mira a dare continuità alla famosa ciclovia Adriatica. Nello specifico si tratta di prolungare la pista ciclabile esistente, allungandola anche nel primo tratto di lungomare Italia, dai bagni Clipper allo stabilimento Scooby.Doo Beach, per una lunghezza complessiva di 410 metri. Non passerà però come le altre sulla strada, ma come già fatto in zona Cesano, verrà realizzato un percorso protetto su marciapiede con allargamento sull’arenile. Saranno simili anche le caratteristiche dell’opera con tanto di resina azzurra a darne maggiore visibilità. Ciò consentirà non solo di mantenere il doppio senso di marcia (anche se verrà ristretta la carreggiata stradale da oltre 7 metri a 6.5 che d’estate non è certamente una garanzia di sicurezza data la compresenza di autobus, macchine, moto, scooter e biciclette), ma anche di non perdere alcun parcheggio rispetto a quelli attualmente presenti. L’opera costerà circa 615 mila euro ma usufruirà dei contributi (180 mila euro) della Regione Marche per la realizzazione di interventi volti alla sicurezza della circolazione ciclistica e dei fondi del PNRR destinati alla rigenerazione urbana (195 mila euro). «Abbiamo l’opportunità di implementare la mobilità sostenibile e aggiungere un tassello verso il collegamento in sicurezza per cittadini e turisti» conclude Regine.
Il progetto del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, tra Mondolfo e Senigallia, parte della ciclovia Adriatica
Dovrebbero iniziare – il condizionale è d’obbligo in questi casi – entro fine anno i lavori per il ponte ciclopedonale che la Regione intende realizzare sul fiume Cesano. Si tratta di un’opera attesa da tempo che ha avuto nuovo slancio progettuale grazie allo sviluppo della ciclovia Adriatica di cui il ponte è parte integrante e fondamentale. Nel frattempo è stata siglata una proposta di accordo di programma tra la Regione Marche, la Provincia di Ancona, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Mondolfo e il Comune di Senigallia: sono questi infatti gli enti locali interessati dall’intervento. L’accordo servirà per regolamentare i rapporti inerenti l’azione integrata e coordinata delle istituzioni coinvolte.
L’idea del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano nasce nel 2017 quando è stata sviluppata la rete ciclabile nazionale che prevedeva una direttrice lungo tutta la costa adriatica (e altrettanto su quella tirrenica). Nel 2019 lo sviluppo progettuale presentato poi a inizio 2020. Si tratta di un progetto da 2 milioni di euro, totalmente finanziato dalla Regione Marche. Sarà lungo 196 metri, largo 5 in modo da permettere il passaggio pedonale, ciclabile ed, eventualmente, dei mezzi di soccorso. Collegherà i comuni di Mondolfo (a 3,6 km dalla stazione) e Senigallia (dallo scalo ferroviario disterà 5,5 km) attraverso una rete di piste ciclabili già realizzate o in fase di realizzazione.
Per quanto riguarda Senigallia, al momento, non è stato ancora…
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