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Tag: daniela giuliani

chiesa, culto, religione, fede, edifici religiosi

Sinodo di Roma, la speranza di una Chiesa sempre più inclusiva

Che aria si respira a Roma in questi giorni di assemblea sinodale? Quella di un confronto acceso e sincero, messo in moto dalla Chiesa italiana che si è riunita per interrogarsi sul proprio futuro, per capire come affrontare le sfide di un mondo in continua trasformazione e per riscoprire la propria missione. Come nostro solito, abbiamo voluto approfondire la questione con don Paolo Gasperini e Daniela Giuliani, rappresentanti della Diocesi di Senigallia insieme al vescovo Franco Manenti. L’intervista è in onda mercoledì 2 e giovedì 3 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre che in replica alle 16:50 di domenica 6. L’audio è disponibile anche qui insieme a un breve testo.

C’è un desiderio palpabile di rinnovamento, di un approccio più concreto ai problemi, di una Chiesa che sappia parlare il linguaggio del nostro tempo. Le “proposizioni” presentate dal comitato centrale, però, non sembrano aver colto appieno questo desiderio. Sono state giudicate troppo generiche, troppo legate al passato, incapaci di indicare una strada chiara per il futuro.

Eppure, la speranza non è spenta. Anzi, il dibattito vivace, le critiche costruttive, la partecipazione sentita di donne e uomini di Chiesa, tutto questo testimonia una grande vitalità. C’è la consapevolezza che il cambiamento è possibile, che la Chiesa italiana può e deve trovare nuove strade per annunciare il Vangelo.

Il tema della sinodalità, del camminare insieme, è centrale. Si avverte la necessità di una Chiesa più inclusiva, capace di ascoltare tutte le voci, di valorizzare il contributo di ciascuno. Emerge con forza il ruolo delle donne, la loro autorevolezza, il loro desiderio di partecipare pienamente alla vita della Chiesa.

L’assemblea si concluderà con la consapevolezza che il cammino è ancora lungo, che le sfide sono tante, ma anche con la certezza che la Chiesa italiana ha le risorse per affrontarle. C’è la volontà di non lasciare cadere nel vuoto le istanze emerse, di trasformarle in azioni concrete, di costruire una Chiesa più autentica, più vicina alla gente, più capace di testimoniare la speranza del Vangelo.

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La chiesa parrocchiale a Marina di Montemarciano

Fede e lavoro: dalla Diocesi di Senigallia momenti di preghiera per e con le categorie professionali

L’ultimo appuntamento c’è stato il 27 febbraio ed era rivolto a tutti coloro che sono chiamati ad annunciare, ma prima ancora erano stati protagonisti gli insegnanti, e nel precedente gli operatori sanitari. Il prossimo si terrà giovedì 20 marzo, alle ore 21, presso la parrocchia di Marina di Montemarciano, ponendo al centro quanti invece sono chiamati a difendere. Cosa sono? Sono gli incontri di preghiera e riflessione per le categorie professionali promossi dalla commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro. 

Ne abbiamo voluto sapere di più, facendo qualche domanda alla referente dell’iniziativa, l’arch. Daniela Giuliani, persona molto nota in diocesi per via dei molteplici progetti che porta avanti. L’intervista, in onda lunedì 3 e martedì 4 marzo alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), la si potrà ascoltare anche domenica 9 alle ore 16:50 ma anche in questo articolo grazie al lettore multimediale, in accompagnamento a questo breve articolo.

Come ci ha spiegato, sono momenti di adorazione eucaristica che si svolgono una volta al mese nella parrocchia di Marina. Si affidano al Signore le fatiche e le gioie del lavoro. Ogni mese, la preghiera è dedicata a una categoria diversa, come educatori e insegnanti; medici, infermieri e oss; oppure agricoltori, panificatori e ristoratori. La prossima volta – appunto il 20 marzo – saranno chiamati a pregare insieme tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine e ai corpi di polizia locale, vigili del fuoco, protezione civile, insomma coloro che hanno la missione di difendere e tutelare le persone.

Ma qual è il senso? L’obiettivo – spiega Giuliani – è aiutare le persone a vivere la propria fede nel contesto lavorativo, riconoscendo il lavoro come un modo per incontrare il Signore e servire gli altri. C’è una grande ricerca di senso nel mondo del lavoro, e questi incontri offrono uno spazio per riflettere sul significato del proprio impegno professionale alla luce del Vangelo.

Daniela Giuliani è impegnata anche nella missione in Costa d'Avorio
Daniela Giuliani è impegnata anche nella missione in Costa d’Avorio

Oltre agli incontri di preghiera, Daniela Giuliani (che molti conoscono anche per l’impegno nel settore missionario, soprattutto con la Costa d’Avorio), è coinvolta nel progetto Policoro e nel progetto We Care, che si rivolgono ai giovani. Il progetto We Care, in particolare, prevede incontri nelle scuole per sensibilizzare i giovani sui temi dell’educazione civica e della dottrina sociale della Chiesa. 

Quest’anno, il progetto si svolge al Panzini, dove i ragazzi stanno parlando di lavoro in tutte le sue sfaccettature: dal lavoro sommerso o nero al lavoro precario, dalla contrattualistica alle esperienze formative, dalle figure collaborative o dipendenti fino all’ottica imprenditoriale. L’obiettivo è aiutare i giovani a riflettere sul lavoro come vocazione e a scoprire come possono contribuire a costruire una società più giusta e solidale.

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In Costa d’Avorio, con i tanti volti del Dio con noi

padre Matteo Petinari ed alcuni ragazzi della sua comunità

Sono in Costa d’Avorio e in valigia porto gli abbracci di tanti amici di Senigallia, che ormai da anni condividono con affetto la missione dei missionari della Consolata, a Dianra in questa parte di Africa occidentale. Sono certa che in tantissimi avreste voluto partire con me e sono contenta di potervi salutare attraverso il nostro giornale. In questi giorni sono dieci anni (erail17dicembre2011) che P. Matteo Pettinari, di Monte San Vito, è arrivato a Dianra e nel tempo abbiamo costruito grazie a lui una rete di vicinanza, di comunione, di sostegno tra la nostra Diocesi di Senigallia e le comunità cristiane affidate alla cura dei missionari: Dianra, Dianra-Village e Sononzo. Anche il vescovo Franco e il vescovo Giuseppe hanno fatto visita alla missione, in occasione della dedicazione della nuova chiesa e hanno fatto esperienza della vivacità di questa comunità, che si manifesta nell’accoglienza di chi arriva, nella carità vissuta con sollecitudine premurosa, nella gioia che accompagna ogni incontro, pur nella durezza della vita quotidiana. È un tempo speciale il Natale per arrivare a Dianra, (ho avuto la grazia di trascorrerlo lì altre due volte) perché la missione ti porta al cuore del Mistero dell’Incarnazione: Dio si fa uomo, viene ad abitare tra noi, viene a dirci che abbiamo un Padre che ci ama, che non dobbiamo più temere la morte, che possiamo vivere da fratelli, in pace. E sceglie il più piccolo dei villaggi per incarnarsi, sceglie Betlemme, sceglie Dianra. Tra gente povera,semplice,che si trova ad ascoltare il più grande degli annunci: Dio non deve farci più paura, si fa piccolo per noi. Viene a cercarci. È quello che vive anche quell’unica catecumena di un villaggio sperduto senza cristiani, a cui p. Matteo, p. Raphael o p.Ariel fanno visita, per dirle che non è sola, che poter celebrare l’amore di Cristo con lei e il suo villaggio vale gli “80 km di pista”. E veder poi fiorire quel villaggio grazie a lei, un modo nuovo di vivere, da fratelli.

Il Dio-con-noi ha il volto di chi a Senigallia sta raccogliendo fondi per l’ambulanza, che servirà a raggiungere gli ospedali“più vicini”di riferimento per parti cesarii o altre interventi urgenti (il blocco operatorio qualificato più prossimoèa140kmdipista)o per trasferire a centri adeguati chi non può spostarsi con altri mezzi. Il Dio-con noi ha il volto dei tanti che attraverso l’associazione Piccole Stelle d’Africa, offre l’opportunità a tanti bambini di frequentare la scuola,di curarsi e di vivere una vita degna,o un kit-maternità al dispensario medico.

Il Dio-con-noi ha il volto degli amici del Coordinamento Solidarietà e Autosviluppo di Montemarciano, del laboratorio missionario di Monte San Vito e di tanti altri che, da soli o insieme, attraverso Consolata Onlus o tramite raccolte che solo la fantasia della carità sa suggerire, hanno inviato fondi per scavare pozzi, avviare progetti di microcredito femminile, sostenere iniziative di autofinanziamento locale, promuovere la formazione dei giovani, accompagnare l’annuncio del Vangelo.

Il Dio-con-noi ha anche il mio e il vostro volto, perché grazie a questa amicizia la comunità di Dianra non si sente sola, ed è confortata nelle prove e fiera dei piccoli risultati condivisi. Ma anche per noi la vicinanza con la Missione è benedizione,anche per me. Uno dei desideri con cui parto è attingere ancora una volta freschezza alla fontana della loro comunità cristiana: la freschezza del loro annuncio semplice, della loro carità dispensata a piene mani e verso tutti, del loro servirsi l’un l’altro con gioia e premura… perché forse è nelle missioni come Dianra che possiamo trovare le vie da percorrere per il cammino sinodale, di rinnovamento della nostra Chiesa, che ha bisogno di riscoprirsi terra di missione, dove annunciare il Dio-con-noi.Che il Dio-con-noi, ci porti in dono il Suo desiderio di andare a cercare ogni uomo e ogni donna, con un gesto d’amore.

Daniela Giuliani