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Tag: Loreto

Giubileo degli amministratori pubblici, dal vescovo di Senigallia l’appello a incontrarsi a Loreto

Il Vescovo della nostra diocesi, Mons. Franco Manenti, insieme a tutti gli altri vescovi delle Marche, si rivolge a tutti gli amministratori e le persone impegnate in politica della Regione Marche, delle Province, dei Comuni, delle Comunità Montane delle Diocesi delle Marche invitandoli ad incontrarsi a Loreto il prossimo sabato 21 giugno. Il Santuario della Santa Casa di Loreto ospiterà il Giubileo regionale degli Amministratori pubblici e delle persone impegnate in politica. Idealmente, questo invito giubilare costituirà un arricchimento dei consueti momenti di riflessione che il Vescovo Franco periodicamente promuove prima delle feste di Natale.

«Siamo consapevoli della straordinaria importanza del vostro servizio al bene comune – riporta la lettera di invito condivisa con gli altri vescovi marchigiani – ; per questo desideriamo proporre una “sosta” nel vortice dei tanti impegni, una pausa di riflessione, preghiera ed ascolto reciproco tra quanti sono impegnati nelle istituzioni locali e nel servizio pubblico (sindaci, assessori, consiglieri regionali, provinciali e comunali, responsabili di enti pubblici, persone impegnate a diverso titolo nel socio-politico, parlamentari residenti nel territorio…)».

Nel corso della giornata giubilare, a cui parteciperanno anche i Vescovi, verrà presentato il volume degli Atti della Settimana Sociale dei Cattolici tenutasi a Trieste nel luglio 2024. Si tratta di una presentazione ufficiale, che riguarda il centro Italia, analoga a quella che si terrà nel nord e nel sud del Paese.

Di seguito il programma della giornata:

  • ore 9.30, ritrovo nella Basilica Inferiore del Santuario per l’accoglienza;
  • ore 10.00, pellegrinaggio fino alla Santa Casa dove verrà celebrata l’Eucaristia;
  • ore 11.15, si darà inizio all’Assemblea degli Amministratori animata da tre relatori: la dott.ssa Daniela Palladinetti, del comitato scientifico delle Settimane Sociali dei Cattolici, il prof. Luigino Bruni, ordinario di Economia Politica alla LUMSA di Roma ed il prof. Antonio Campati, ordinario di Filosofia Politica dell’Università Cattolica di Milano.
  • A seguire il pranzo.
  • Nel pomeriggio, fino alle 17, ci sarà il confronto suddivisi in laboratori.

Focus su alcune emergenze sociali, sfide educative e nuove prassi presenti nei territori della Regione, utilizzando la metodologia sperimentata con successo a Trieste. Sarà l’occasione per avviare anche nella Regione Marche una riflessione comune e trasversale, così che l’evento del Giubileo possa rappresentare un’occasione di rinascita spirituale e di rinnovata dedizione al bene comune.

Per saperne di più: Loreto, 21 giugno: Giubileo degli Amministratori delle Marche – Regione Ecclesiastica Marche

Ecco il link per segnalare la partecipazione ed iscriversi al Giubileo: https://forms.gle/rYzCBW4keu4Pv2Le6

Infopastoralesociale.marche@gmail.com

Diocesi di Senigallia – Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro

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L’Unitalsi regionale delle Marche ed il Giubileo a Loreto, tra festa, preghiera ed incontri

L’Unitalsi regionale si è ritrovata a Loreto sabato 24 maggio scorso per condividere una giornata in amicizia e in preghiera nell’anno del Giubileo. In tanti sono arrivati da tutte le Marche, in pullman, pulmini, auto, con persone in carrozzina sia dalle loro case sia dalle residenze protette e centri diurni. I volontari in divisa sono entrati in basilica in processione portando gli stendardi delle sottosezioni presenti, poi ha avuto inizio la santa Messa celebrata dal presidente della Conferenza episcopale marchigiana e delegato per la pastorale della Salute Nazzareno Marconi, da tanti sacerdoti, dal delegato pontificio di Loreto Fabio Dal Cin, dall’assistente nazionale Unitalsi Rocco Pennacchio e dal vescovo di Jesi Paolo Ricciardi.

Dalle 9.30 i fedeli hanno potuto accostarsi al sacramento della confessione e pregare il Rosario guidato dell’assistente regionale Unitalsi don Stefano Conigli. La celebrazione è stata animata all’organo dal maestro Luigi Del Prete della sottosezione di San Benedetto e da un coro misto. Nell’omelia mons. Nazzareno Marconi, che ha presieduto la liturgia, ha offerto una meditazione a partire dalla vita di san Paolo. “La malattia è sempre un male, è dolorosa, distrugge i nostri progetti e sogni – ha detto mons. Marconi – e Gesù non vuole la sofferenza ma la guarigione. Se la malattia continua, quale è l’insegnamento di Gesù? Egli accompagna il nostro cammino, ci aiuta a non perdere la speranza e traccia una via per realizzare il bene non facendoci vincere dal male”.

Per la presidente dell’Unitalsi regionale, Giorgia Rinaldi, che ha preso parte alla Giornata Giubilare insieme a circa novecento persone, questo Giubileo dei malati ha rappresentato proprio un dono di Luce per l’Unitalsi Marchigiana. «Siamo tornati ad abbracciarci nel Santuario di Loreto, sotto lo sguardo di Maria – ha detto la presidente – e ci siamo sostenuti nel silenzio della preghiera e nella gioia dell’incontro. È stato davvero un tempo di Grazia. In ogni fratello e in ogni sorella accompagnati con amore, si rende visibile il volto di Cristo.  Ed è questo il nostro valore distintivo: come unitalsiani possiamo toccare con mano che la debolezza, vissuta nella fede e nella comunione, può diventare forza, può diventare davvero Speranza. Oggi abbiamo riscoperto quanto tutto questo, ovvero il ritrovarsi insieme, sia necessario per vivere pienamente il nostro cammino, sia per chi è malato, sia per i volontari».

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I migranti residenti nelle Marche in pellegrinaggio a Loreto

La Delegazione Pontificia è lieta di informare che domenica 10 novembre 2024 si rinnova l’annuale appuntamento con il pellegrinaggio dei migranti, proposto dalla Conferenza Episcopale Marchigiana e dalla Commissione regionale Migrantes.

“Quando il 21 settembre 1950 la statua della Madonna di Loreto, benedetta in Vaticano da Papa Pio XII, giunse in Belgio tra i migrati italiani” –   ricorda l’Arcivescovo di Loreto Mons. Fabio Dal Cin – “venne accolta dai nostri connazionali come la ‘Patrona degli emigrati’. Nel 2020 Papa Francesco ha inserito nelle litanie Lauretane l’invocazione di Maria “Conforto dei migranti”. Dove c’è la Madre ci si sente a casa, capiti e compresi nelle più profonde aspirazioni. Nel pellegrinaggio che anche quest’anno si rinnova, i migranti presenti sul nostro territorio giungeranno alla Santa Casa di Maria portando nel cuore i loro desideri di dignità, di pane e di pace. E nella Casa di Maria dove Dio è venuto a chiedere ospitalità agli uomini, ravviveranno la loro speranza e fiducia nel Signore, riconoscendo il suo volto anche nei gesti di bontà che hanno ricevuto e continuano a ricevere nel loro pellegrinaggio migratorio.”

Alle ore 11.00 ci sarà un momento di preghiera personale e la presentazione dei gruppi etnici presenti. Alle ore 11.30 ci sarà la celebrazione Eucaristica animata dai gruppi e presieduta dall’Arcivescovo. Seguirà la festa conviviale nei locali del Santuario.

Diletta D’Agostini

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Vox Poetica Ensemble

Tre concerti per riscoprire il compositore marchigiano Arturo Clementoni

Vox Poetica Ensemble
Vox Poetica Ensemble

Proseguono nel mese di settembre i concerti del FOI, il Festival Organistico Internazionale 2024 con la riscoperta del compositore marchigiano Arturo Clementoni (1894-1984) nel quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Con gli appuntamenti di luglio e agosto il FOI ha concluso la fase estiva della programmazione concertistica, che, grazie ad un’impronta originale e diversificata delle musiche proposte dai validissimi artisti ospiti (alcuni dei quali arrivati dall’estero), ha coinvolto un pubblico sempre più numeroso ed appassionato alla conoscenza della vasta letteratura organistica. 

Una conoscenza che si coniuga alle peculiari caratteristiche che ogni strumento può esprimere all’ascolto dei suoi suoni, sempre diversi a seconda del costruttore, del periodo storico e geografico in cui è stato concepito. Ed è così che i sei organi conservati nelle chiese della Diocesi senigalliese (Senigallia, Belvedere Ostrense, Chiaravalle e Corinaldo) hanno potuto farsi conoscere in tutto il loro splendore grazie anche al lavoro di accordatura che il Festival propone per la loro valorizzazione. Con un sentito ringraziamento ai parroci che hanno sostenuto questa XXIII edizione, il FOI auspica una sempre più ampia condivisione nella promozione di queste macchine meravigliose, vere e proprio opere d’arte, che, seppur restaurate, necessitano di costanti cure per mantenersi in vita. 

I prossimi appuntamenti di settembre (il 22 alla chiesa del Portone di Senigallia, ore 21; il 24 alla Basilica Pontificia della Santa Casa di Loreto, ore 21; il 29 alla Cattedrale di San Ciriaco di Ancona, ore 19) saranno invece rivolti alla riscoperta del compositore marchigiano Arturo Clementoni, che nacque a Potenza Picena (Macerata) nel 1894 e compì gli studi musicali al Conservatorio di Pesaro, vivendo la sua intera esistenza ad Ascoli Piceno, dove fu organista della Cattedrale e maestro di cappella per circa quaranta anni. 

Arturo Clementoni (1937)
Arturo Clementoni (1937)

Compositore prolifico, soprattutto di opere corali e liturgiche, Arturo Clementoni si formò e operò pienamente nel solco del Movimento Ceciliano, che a partire dall’inizio del Novecento propugnò la fondamentale riforma che riscattava la musica sacra dall’influenza dello stilema operistico italiano, nel recupero della solida tradizione della polifonia e del canto gregoriano. Con perizia e umiltà fu instancabile fautore delle varie attività musicali che si svolgevano ad Ascoli Piceno, producendosi come pianista, didatta, direttore di coro e organista. Pur rimanendo sempre nella sua città, Arturo Clementoni fu apprezzato e stimato da grandi figure musicali del suo tempo, ricevendo anche onorificenze dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Nel 1935 compose il Corale Sinfonico “Cristo risusciti”, sul tema del celebre inno pasquale ancora oggi in uso nella liturgia cattolica, che sarà parte del programma assieme alla “Missa jubilaris Anni Sancti MCML” a 3 voci miste (A.T.B.). Fu proprio questa composizione che nel 1950 vinse, su 153 concorrenti, il concorso nazionale per la composizione e per cui Papa Pio XII gli conferì l’onorificenza della Commenda dell’Ordine di S. Silvestro. 

Gli interpreti di questo straordinario progetto saranno Giuseppe Monari all’organo e il coro Vox Poetica Ensemble di Fermo sotto la direzione di Lorenzo Chiacchiera. Il concerto di Loreto è dedicato alla memoria di Mario Clementoni, fondatore della Clementoni Spa, mentre quello di Ancona è alla memoria del dottor Leopoldo Uccellini, mecenate marchigiano in ricordo del quale è nata la Fondazione Uccellini, organizzatrice del Foi.

Tre appuntamenti irrinunciabili, quelli del 22-24 e 29 settembre, per conoscere le composizioni più significative di un valente musicista marchigiano, definito dalle cronache dell’epoca un artista semplice e poliedrico artigiano, a testimonianza di un’indole geniale e creativa che opera incessantemente nel ‘sottobosco’ artistico della società, contribuendo a creare la vera cultura, quella cioè che si espande e progredisce come parte integrante della collettività.

L’ingresso è come sempre gratuito.

Informazioni: foisenigallia.itfondazioneleopoldouccellini.org.

La diocesi di Senigallia in pellegrinaggio a Loreto, mercoledì 7 dicembre

L’arcivescovo di Loreto – come negli anni precedenti – invita le diocesi marchigiane a Loreto per la preparazione alla festa dell’8 dicembre. La diocesi di Senigallia andraà in pellegrinaggio alla Santa Casa il prossimo 7 dicembre pomeriggio, insieme alle diocesi di Ancona e Jesi. Il programma prevede: alle 16.15 accoglienza, preghiera del Rosario in Basilica e possibilità di confessarsi e alle ore 17.00 la S. Messa. Iscrizioni presso le proprie parrocchie, quota di partecipazione 15 euro.

A Loreto l’Europa giovane del dialogo. Quattro giorni per ripartire, insieme

I partecipanti al campo ecumenico di Loreto

Il primo a piantare qui il seme dell’ecumenismo per le nuove generazioni fu Benedetto XVI nel 2007 durante l’Agorà dei giovani italiani a Loreto. In quell’occasione il Papa consegnò il mandato missionario a “72 discepoli” scelti tra quasi mezzo milione di ragazzi. Due di loro raggiunsero nei giorni seguenti Sibiu, in Romania, per la III Assemblea ecumenica europea. Da qui iniziarono a germogliare nuove relazioni bilaterali con i luterani danesi di Aarhus, gli ortodossi rumeni di Resita, gli anglicani di St. Albans, gli svedesi di Linköping dove a Vadstena è custodito il corpo di santa Brigida. In breve fu la volta del primo “Campo europeo ecumenico per giovani” che in circa dieci anni porterà a Loreto migliaia di ragazzi.

Poi la lunga interruzione causata dal Covid-19 e infine la ripresa del cammino nei giorni scorsi con la XII edizione del campo ecumenico dal titolo “Da Eurhope a Eurhome: la memoria fiorirà”, che si è svolto dal 7 al 10 agosto scorsi presso l’istituto salesiano di Loreto. Circa settanta i partecipanti di età compresa tra 17 e 25 anni di confessione cattolica, ortodossa e greco-cattolica. Tra loro italiani, ungheresi e romeni, giunti a Loreto con il mandato dei loro vescovi insieme a quattro sacerdoti della diocesi romena di Caransebes e due seminaristi della diocesi ungherese di Debrecen. A guidare il campo l’équipe storica composta da don Francesco Pierpaoli di Fano e don Giorgio Paolini di Pesaro, ai quali si sono aggiunti suor Catherine Southwood e una coppia di giovani sposi pesaresi, Marco Sanchioni ed Elena Ranocchi, che si sono fidanzati e hanno celebrato il loro matrimonio proprio durante un precedente campo ecumenico di Loreto.

«Quest’anno – spiega don Pierpaoli – è stato come un grembo di ripartenza dopo il lungo stop della pandemia. In tutti i ragazzi c’era un forte desiderio di conoscere Loreto, che è la capitale spirituale che Giovanni Paolo II ha indicato per i giovani d’Europa. Qui infatti è custodita la casa di Maria che è la casa del “sì” giovane». Tre giorni intensi vissuti in piena sintonia e gioia. “Perché siamo divisi se stiamo così bene insieme?”: è stata questa la domanda ricorrente dei giovani che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi su temi di stretta attualità: la custodia del Creato, le disparità tra ricchi e poveri, la guerra in Europa e la divisione tra cristiani. Per loro l’arcivescovo prelato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, ha espresso parole di incoraggiamento durante la veglia all’interno Santa Casa: «la Chiesa deve ripartire da voi – ha detto – ed è per questo che vi invito ad essere costruttori di pace e vi affido la preghiera per il bene del mondo».

Oltre ai lavori di gruppo e di animazione, i ragazzi hanno particolarmente apprezzato la cosiddetta “preghiera di luce” del mezzogiorno. «Non potendo vivere l’adorazione eucaristica per ovvi motivi -– spiega Patricia dalla Romania – ci riunivamo in chiesa ciascuno con un lumino spento e, dopo una breve introduzione guidata, ci raccoglievamo in silenzio per circa mezz’ora prima di accendere la luce e portarla all’altare». Ogni delegazione inoltre si è alternata nell’animazione della Messa celebrata nel proprio rito. «Al momento dell’Eucaristia abbiamo sperimentato la ferita della divisione – spiegano alcuni ragazzi ungheresi – perché pur vivendo tutto il giorno insieme non potevamo mangiare alla stessa tavola di Gesù».

Per questo, come gesto di comunione, i fratelli ortodossi segnavano la benedizione sulla fronte degli altri giovani. «È stato questo forse il momento più forte – spiega don Pierpaoli – che però ci apre ad un impegno quotidiano. La ferita infatti può diventare una feritoia e quindi un dono maggiore da vivere come l’attesa di una terra promessa che è l’unità». Nel corso delle giornate è stata anche programmata, insieme alla delegazione luterana svedese collegata via skype, la XIII edizione del Campo che si terrà nell’ultima settimana di luglio 2023. «Poco dopo – conclude don Pierpaoli – partiremo per la Gmg di Lisbona, in Portogallo a cui prenderanno parte anche ragazzi di altre confessioni cristiane, perché la fede che cercano i giovani fa rima con una Chiesa unita».

Roberto Mazzoli

Unitalsi

L’UNITALSI riparte!

Stefania Magagnini, presidente dell’Unitalsi diocesana, ci parla della ripartenza dei pellegrinaggi mariani, dopo un difficile anno di restrizioni e di rapporti a distanza anche con i disabili e i malati.

Stefania, quest’anno ripartiranno i pellegrinaggi dell’Unitalsi?

Sì, finalmente iniziamo a vedere la luce in fondo al tunnel e la possibilità concreta di tornare ad incontrarci in presenza e soprattutto di ripartire. Quest’ultimo anno ci siamo tenuti in contatto attraverso le telefonate, le piattaforme zoom, che sono state uno strumento importante per sentirci uniti nonostante il distanziamento. In questo tempo la nostalgia del viaggio ha coltivato ed accresciuto il desiderio di tornare a vivere l’esperienza del pellegrinaggio . Ed ora questo desiderio si può’ finalmente realizzare! Sarà di nuovo possibile tornare a fare del pellegrinaggio un’occasione di bellezza e di stupore, un’esperienza concreta di condivisione di servizio. “L’Unitalsi riparte!” E’ questo lo slogan che ci offre un grande segnale di speranza dopo il difficile anno della pandemia.  Il calendario è già ricco di proposte soprattutto verso Lourdes. Ovviamente il viaggio ed il soggiorno verranno svolti   nel pieno rispetto di tutte le procedure e dei protocolli di sicurezza per i viaggi stabiliti dai vari Stati. Proprio per assicurare la massima sicurezza si è deciso di rinunciare al viaggio in treno, proponendo per ora il viaggio in aereo o in pullman. 

Come vi state organizzando in diocesi?

In diocesi stiamo proponendo a tutti il pellegrinaggio a Lourdes con diverse partenze nei mesi di agosto e settembre. Avendo scelto di rinunciare al viaggio in treno fino a quando non sarà possibile farlo in piena sicurezza, il numero dei posti con il solo aereo è infatti più contenuto. L’emergenza sanitaria che, grazie anche ai vaccini sembra volgere al meglio, impone maggiori attenzioni, ma siamo sicuri che non toglierà nulla alla bellezza e all’intensità dell’esperienza del pellegrinaggio. Come sottosezione di Senigallia abbiamo pensato di facilitare la partecipazione dei malati o persone che necessitano di assistenza abbuonando parte della quota di partecipazione al loro accompagnatore amico o familiare. Può essere un’opportunità per i giovani che possono accompagnare i propri nonni. Visto il numero limitato dei posti e vista la maggiore complessità organizzativa, per chi ha il desiderio di partire è opportuno iscriversi al più presto. Per avere tutte le informazioni la nostra sede in via Cavallotti rimane aperta il giovedì ed il sabato dalle 17 alle 19. É inoltre sempre possibile contattarci al telefono o per email. Per il pellegrinaggio a Loreto invece stiamo ancora valutandone la fattibilità. Siamo fiduciosi e di certo lo proporremo, fosse anche per una sola giornata, perché il desiderio da parte di tanti è davvero grande! Vi aspettiamo con gioia!

a cura di Barbara Fioravanti

L’Annunciazione che unisce Loreto, Roma e Ostra Vetere

Lasciamo oggi il territorio della Diocesi di Senigallia per spostarci a Loreto e più precisamente all’interno della Basilica della Santa Casa. Qui è infatti conservata, nella Cappella della famiglia della Rovere, la copia in mosaico dell’Annunciazione di Federico Barocci (fig. 1), artista urbinate attivo anche nella città di Senigallia, dove ritroviamo la Madonna del Rosario, esposta presso la Pinacoteca Diocesana d’Arte Sacra, e la Sepoltura di Cristo, collocata nell’altare maggiore della Chiesa della Croce.

Il mosaico, che oggi troviamo a Loreto, è una copia accurata del dipinto (fig. 2) che Francesco Maria II della Rovere, ultimo discendente diretto di Giovanni della Rovere, Signore di Senigallia, fece eseguire tra il 1582 e il 1584 a Federico Barocci per la Cappella dei Duchi d’Urbino nella Basilica lauretana.
La riproduzione in mosaico, che è attualmente lì collocata, è invece datata al 1781.
L’opera originale, dal 1820 conservata presso la Pinacoteca Vaticana, venne trafugata nel 1797 dalle truppe napoleoniche durante la Campagna d’Italia guidata dal generale Bonaparte e recuperata soltanto nel 1815, a seguito della caduta di Napoleone, da Antonio Canova, inviato in Francia, in rappresentanza dello Stato Pontificio, per ottenere la restituzione delle opere sottratte dall’imperatore.

La pala d’altare del Barocci, un olio su tavola trasportato su tela alto circa 2 metri e mezzo, è in parte rovinata nell’area inferiore del dipinto, ma questa è facilmente ricostruibile grazie, oltre che al mosaico di Loreto, anche di una copia antecedente al 1635 (fig. 3) conservata presso il Museo Civico Parrocchiale di Ostra Vetere. La versione di Ostra Vetere, che vede l’aggiunta, mancante nell’originale, del Padre Eterno circondato da putti e cherubini e della colomba, simbolo dello Spirito Santo, rientra nel novero di quelle opere realizzate dagli allievi o dai collaboratori della Bottega di Federico Barocci con l’utilizzo dei cartoni e dei disegni del maestro.

L’opera ci racconta il momento in cui l’arcangelo Gabriele annuncia a Maria il concepimento verginale e la nascita verginale di Gesù. L’evento religioso domina l’intera composizione. Al centro della scena troviamo Maria che, probabilmente colta di sorpresa, getta con la sinistra, sul tavolo alle proprie spalle, il libro che stava leggendo, mentre istintivamente porta al petto la mano destra. Lo sguardo sembra invece rivolto al giglio, simbolo della purezza immacolata della Vergine, che l’arcangelo, inginocchiato, stringe in omaggio nella mano sinistra, mentre tende la destra verso la donna.
Entrambi i soggetti, resi con grande semplicità, sono immersi in una luminosità diffusa e pervasi da un’atmosfera familiare e idilliaca. L’idea della casa e del sogno ritornano anche nella figura del gatto che, in basso a sinistra, continua a dormire noncurante di ciò che sta avvenendo all’interno della stanza.
Sullo sfondo dell’opera un’apertura ci lascia intravedere una veduta del Palazzo Ducale di Urbino, elemento che torna molto spesso nei dipinti del Barocci a sottolineare il forte legame tra il maestro e la sua Urbino.

Marco Pettinari

Unitalsi: giornata dell’adesione e S. Messa in tv

Pellegrinnaggio Unitalsi dei bambini a Loreto, 2018

Come ogni anno, in concomitanza con la prima domenica del tempo di Avvento, l’Unitalsi diocesana celebra la giornata dell’Adesione. In tutte le regioni italiane, nelle diverse sezioni e sottosezioni, l’Unitalsi ricorda la sua promessa, condividendo il valore di questa esperienza, dove ciascun socio offre un contributo indispensabile ed una testimonianza di impegno e di attenzione verso chi è nel bisogno, per vivere davvero la prossimità, la vicinanza, il contatto del cuore, è anche il momento dal quale è possibile rinnovare l’annuale tesseramento. Toccare la roccia della grotta di Massabielle, come racconta l’immagine di questa giornata, ci ricorda l’importanza di tornare all’essenziale. Il desiderio di tanti è di tornare presto a toccare quella roccia, come a sostare nella Santa Casa di Loreto, per farci toccare da Dio, per lasciarci sorprendere dal suo amore e per donarlo a nostra volta ai più piccoli e ai più fragili. La situazione epidemica ci fa vivere la prossima Giornata della Adesione in modo diverso: sia comunque vissuta come momento di unità e di scelta di servizio di tutta l’associazione, che continua essere vivace e presente.

Domenica 29 novembre 2020, alle ore 18.00, siamo invitati a rinnovare il proprio “eccomi”, partecipando con ogni mezzo, ovunque ci troviamo, alla S.Messa celebrata in Cattedrale dal nostro Vescovo Franco.

La celebrazione verrà trasmessa in diretta sul canale 17 di FanoTv

Stefania Magagnini
Presidente Sottosezione di Senigallia