Un momento di raccoglimento e riflessione per invocare la pace. Venerdì 13 marzo 2026 la comunità cristiana è invitata a vivere un tempo di preghiera e digiuno per chiedere il dono della pace in Medio Oriente e nel mondo intero. L’iniziativa nasce dall’appello di Papa Leone XIV, che ha invitato i fedeli a fermarsi in preghiera «per fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile». Un invito che anche la Diocesi di Senigallia ha deciso di accogliere, promuovendo un momento comunitario aperto a tutti. Per tutta la diocesi l’appuntamento è fissato venerdì 13 marzo, dalle 20 alle 21, alla Chiesa del Portone, dove i fedeli si ritroveranno per un’ora di preghiera. La serata proseguirà poi alle 21.00 al Teatro Portone con lo spettacolo “Giuseppe il misericordioso”, interpretato da Pietro Sarubbi. L’incontro sarà anche un momento di preparazione alla festa di San Giuseppe, in un clima di spiritualità e condivisione.
In questo drammatico momento, come affermato nella Nota Educare a una pace disarmata e disarmante, “il grido delle vittime giunge a noi con una forza che ci interpella direttamente; le immagini di violenza crescente ci sconcertano e chiamano a un impegno rafforzato”. Un impegno corale e consapevole che deve tradursi in gesti di prossimità e di preghiera quotidiana.
Sarà anche una frase qualunquista, ma il mondo attraversa tempi burrascosi, segnati da conflitti e fragilità sociali. Eppure, in questo contesto, c’è chi alla guerra risponde con la pace e la carità, con la forza della preghiera: ed è una comunità che a Senigallia è attiva da ben tre quarti di secolo. Il gruppo di preghiera di padre Pio infatti festeggia quest’anno l’importante traguardo dei 75 anni di vita. Durante la trasmissione “20 minuti da Leone” su Radio Duomo Senigallia, abbiamo ospitato padre Stelvio Sagrati (coordinatore diocesano) e Mauro Angelucci (animatore del gruppo di Senigallia) i quali hanno tracciato un bilancio di questa esperienza spirituale, sottolineando come il messaggio del santo di Pietrelcina sia più attuale che mai. L’intervista, andata in onda nei giorni scorsi, è disponibile assieme a questo articolo grazie al lettore multimediale.
Il gruppo di Senigallia vanta una continuità fuori dal comune: fu fondato ufficialmente il 20 marzo 1951. «Tutto partì dall’iniziativa di figure storiche come don Angelo Mencucci, padre Geremia, Elena Conti e Leonilde Martelli», ha ricordato Mauro Angelucci. Un ruolo chiave lo ebbe anche l’imprenditore Corrado Conti, che portò personalmente a San Giovanni Rotondo il desiderio di un gruppo di devoti senigalliesi, ricevendo il beneplacito della Casa sollievo della sofferenza. Da allora, il gruppo ha attraversato i decenni cambiando diverse sedi – dalla chiesa della Maddalena al duomo, dove oggi si riunisce stabilmente nella sagrestia grande a causa dei danni legati al terremoto del novembre 2022 alla cattedrale.
«Perché pregare oggi?» è la domanda che abbiamo rivolto a padre Stelvio Sagrati. E senza titubanze: «La preghiera è l’unica via in una situazione di violenza, guerre e fragilità familiare. Padre Pio voleva comunità di preghiera che fossero anche focolai di carità autentica».
Nonostante la secolarizzazione della Chiesa, si avverte un certo interesse, anche tra i giovani. Sagrati ha citato testimonianze di guarigioni spirituali e cambiamenti radicali di vita, sottolineando come la figura di padre Pio, insieme a quella di santa Maria Goretti, venerata non solo a Corinaldo, resti un baluardo e un richiamo alla «tenerezza di Dio».
Per celebrare il 75esimo anniversario del gruppo di preghiera senigalliese, sono previsti due momenti centrali: il 27 marzo si terrà la celebrazione nella chiesa dei Cancelli; alle ore 17 si terrà l’adorazione eucaristica guidata dal coordinatore regionale padre Marzio Calletti. Seguirà, alle ore 18, la messa presieduta dal vescovo Franco Manenti. Slegato dall’anniversario e ormai appuntamento annuale tradizionale è invece il pellegrinaggio del 17 e 18 aprile nei luoghi simbolo del santo, toccando Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e Pietrelcina. Le iscrizioni sono aperte fino a fine marzo. Per informazioni è possibile contattare il numero 331 927 5829 (Oronzo Sguera).
L’anniversario cade però non in un anno qualunque: ricorre infatti l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. Padre Stelvio ha ricordato la profonda simbiosi tra le due figure, unite dal segno delle stimmate. «In diocesi abbiamo diversi luoghi giubilari francescani, come il convento di Corinaldo o San Pasquale a Ostra Vetere, dove riscoprire questa spiritualità». Ma il messaggio con cui si è chiusa l’intervista è un invito a vivere la quaresima non solo come rito, ma come rinuncia al superfluo per aiutare chi è nel bisogno. Un messaggio universale, che parla a credenti e non, mettendo al centro la fratellanza e la speranza. Di cui c’è davvero bisogno.
La Diocesi di Senigallia si mobilita ancora per Gaza. Già si era esposta pubblicamente in altre occasioni – compresa la rumorosa, pacifica e partecipata manifestazione dello scorso luglio, promossa in contemporanea in decine di città italiane – per protestare contro ciò che sta avvenendo in Palestina. Una nuova iniziativa è stata annunciata per domenica 10 agosto.
Coinvolgerà le chiese della diocesi senigalliese dove sarà letta un’intenzione di preghiera durante tutte le celebrazioni eucaristiche. Nel frattempo prosegue l’azione di sostegno alle famiglie di Gaza che già alcune parrocchie hanno avviato.
«Come Chiesa diocesana non possiamo tacere di fronte al massacro umano e morale che sta avvenendo a Gaza. È naturale per le nostre comunità opporsi a ogni tipo di violenza, eppure questo è il triste tempo di ribadirlo con fermezza, in modo limpido».
Uno sguardo a tutte le popolazioni coinvolte nel conflitto. «Non abbiamo dimenticato gli efferati crimini commessi il 7 ottobre del 2023, per cui la comunità israeliana ancora soffre e attorno alla quale ci siamo stretti in preghiera e vicinanza fraterna; nello stesso tempo guardiamo con dolore e preoccupazione al dipanarsi degli attacchi che da quel momento in avanti, per quasi 22 mesi ormai, vengono perpetrati ai danni della popolazione della Striscia di Gaza».
Oltre a non rimanere in silenzio di fronte a una violenza «difficile da immaginare», l’appello è che cessi immediatamente la guerra, con l’ingresso degli aiuti umanitari, di personale sanitario, di giornalisti e osservatori internazionali e l’attuazione di corridoi umanitari, «perché si possa superare quanto prima questa fase così drammatica e si possa intraprendere un cammino verso la pace e la riconciliazione».
L’ultimo appuntamento c’è stato il 27 febbraio ed era rivolto a tutti coloro che sono chiamati ad annunciare, ma prima ancora erano stati protagonisti gli insegnanti, e nel precedente gli operatori sanitari. Il prossimo si terrà giovedì 20 marzo, alle ore 21, presso la parrocchia di Marina di Montemarciano, ponendo al centro quanti invece sono chiamati a difendere. Cosa sono? Sono gli incontri di preghiera e riflessione per le categorie professionali promossi dalla commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro.
Ne abbiamo voluto sapere di più, facendo qualche domanda alla referente dell’iniziativa, l’arch. Daniela Giuliani, persona molto nota in diocesi per via dei molteplici progetti che porta avanti. L’intervista, in onda lunedì 3 e martedì 4 marzo alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), la si potrà ascoltare anche domenica 9 alle ore 16:50 ma anche in questo articolo grazie al lettore multimediale, in accompagnamento a questo breve articolo.
Come ci ha spiegato, sono momenti di adorazione eucaristica che si svolgono una volta al mese nella parrocchia di Marina. Si affidano al Signore le fatiche e le gioie del lavoro. Ogni mese, la preghiera è dedicata a una categoria diversa, come educatori e insegnanti; medici, infermieri e oss; oppure agricoltori, panificatori e ristoratori. La prossima volta – appunto il 20 marzo – saranno chiamati a pregare insieme tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine e ai corpi di polizia locale, vigili del fuoco, protezione civile, insomma coloro che hanno la missione di difendere e tutelare le persone.
Ma qual è il senso? L’obiettivo – spiega Giuliani – è aiutare le persone a vivere la propria fede nel contesto lavorativo, riconoscendo il lavoro come un modo per incontrare il Signore e servire gli altri. C’è una grande ricerca di senso nel mondo del lavoro, e questi incontri offrono uno spazio per riflettere sul significato del proprio impegno professionale alla luce del Vangelo.
Daniela Giuliani è impegnata anche nella missione in Costa d’Avorio
Oltre agli incontri di preghiera, Daniela Giuliani (che molti conoscono anche per l’impegno nel settore missionario, soprattutto con la Costa d’Avorio), è coinvolta nel progetto Policoro e nel progetto We Care, che si rivolgono ai giovani. Il progetto We Care, in particolare, prevede incontri nelle scuole per sensibilizzare i giovani sui temi dell’educazione civica e della dottrina sociale della Chiesa.
Quest’anno, il progetto si svolge al Panzini, dove i ragazzi stanno parlando di lavoro in tutte le sue sfaccettature: dal lavoro sommerso o nero al lavoro precario, dalla contrattualistica alle esperienze formative, dalle figure collaborative o dipendenti fino all’ottica imprenditoriale. L’obiettivo è aiutare i giovani a riflettere sul lavoro come vocazione e a scoprire come possono contribuire a costruire una società più giusta e solidale.
L’annuncio del Pontefice giunge al termine dell’Angelus di domenica, 21 gennaio, quinta Domenica della Parola di Dio. Dopo la catechesi, il Papa ricorda infatti ai 20 mila fedeli presenti in Piazza San Pietro che “i prossimi mesi ci condurranno all’apertura della Porta Santa con cui daremo inizio al Giubileo: “Vi chiedo di intensificare la preghiera per vivere questo tempo di grazia e sperimentarvi la forza della speranza di Dio“.
Per farlo Papa Francesco dà, appunto, il via a questo anno speciale – che segue quello dedicato alla riflessione sui documenti e allo studio dei frutti del Concilio Vaticano II – durante il quale nelle diocesi del mondo ci si impegnerà per riscoprire la centralità della preghiera. “Saremo aiutati anche dai sussidi che il Dicastero per l’Evangelizzazione metterà a disposizione”, dice il Papa.
In preparazione all’Anno Santo del 2025, le Diocesi sono invitate a promuovere momenti di orazione individuale e comunitaria. La proposta è di “pellegrinaggi di preghiera” verso il Giubileo oppure percorsi di scuola di preghiera con tappe mensili o settimanali, presiedute dai vescovi, in cui coinvolgere tutto il Popolo di Dio.
Anche la diocesi di Senigallia ha aderito all’invito della Presidenza della Cei di dedicare una Giornata nazionale di digiuno, preghiera e astinenza per la pace e la riconciliazione. La data scelta è martedì 17 ottobre, in comunione con i cristiani di Terrasanta secondo le indicazioni del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, che a nome di tutti i vescovi, ha chiesto alle comunità locali di incontrarsi “nella preghiera corale, per consegnare a Dio Padre la nostra sete di pace, di giustizia e di riconciliazione”.
L’appuntamento è per martedì 17, alle ore 20.00, alla Chiesa della Maddalena (di fianco all’Opera Pia ‘Mastai – Ferretti’) per la preghiera guidata dal vescovo Franco; a seguire, l’accoglienza dell’effigie della Madonna di Lourdes, a cura dell’Unitalsi di Senigallia.
«Questa ricerca è una miniera. Per la prima volta tutti i dati sono resi disponibili, chiunque può accedere sul sito per leggere le 164 interviste». A ricordarlo è Roberto Cipriani, professore emerito di sociologia dell’Università di Roma Tre, curatore dell’indagine “L’incerta fede. Un’indagine qualiquantitativa in Italia” che segue il lavoro svolto già con una indagine analoga nel 1994. «Questa ricerca – ha continuato – è un punto di riferimento perché è un appuntamento a distanza di una generazione che alcuni studiosi hanno pensato di stabilire».
Il docente ha citato alcuni dati emersi dall’indagine: «Il 14% fa la comunione e il 22% partecipa alla messa la domenica. Sulla felicità è interessante che sia soddisfacente per 154 su 164 intervistati. La sofferenza è presente in quasi il 70% degli intervistati. Pregano una volta l’anno il 20%. Tre quarti della popolazione ha questo momento di contatto e non è da trascurare».
Papa Francesco appare più apprezzato dei suoi due predecessori. Francesco è definito «Papa da aperitivo», una persona aperta e colloquiale, vicina, simpatica. «Gli orientamenti positivi sono il 33,2%, i neutrali il 46,4% e i negativi il 20,3%». «La religione vissuta è marginale nel quotidiano, non è un fulcro. La pratica religiosa è diminuita rispetto al 1994».
In conclusione…
L’articolo completo è disponibile nell’edizione digitale di giovedì 28 ottobre, a questo link. Abbonati e sostieni l’editoria locale.
Una novena di Pentecoste speciale, quella di quest’anno, con la preparazione immediata di tutto il RnS (www.rinnovamento.org) alla grande effusione dello Spirito, in programma sabato 29 e domenica 30 maggio 2021, in occasione della 43ª Convocazione nazionale dei cenacoli, gruppi e comunità del RnS. Da venerdì 14 a mercoledì 26 maggio, infatti, si svolge il Seminario nazionale di Vita Nuova nello Spirito on line, dal titolo: “Vieni, Santo Spirito!”. Il percorso di svolgerà attraverso 5 incontri, su altrettanti temi kerigmatici, che verranno trasmessi sui canali Social del RnS – pagina ufficiale Facebook e canale YouTube @RinnovamentonelloSpiritoSanto – alle ore 20.30, alternati da tre incontri di condivisione e di approfondimento a livello locale.
Il Seminario è aperto a tutti, a partire da coloro che hanno già vissuto l’esperienza del Battesimo nello Spirito, così da rinnovarla in unità con i fratelli e le sorelle dei Gruppi e Comunità. Al contempo, è rivolto a quanti non hanno mai fatto l’esperienza del Seminario per l’effusione e vogliono aprirsi a un nuovo rapporto con lo Spirito Santo. “C’è voglia di novità nel Paese – dichiara Salvatore Martinez, presidente nazionale del RnS –, di vita nuova, di rinascita, ma consideriamo tutto ciò dono dello Spirito Santo, realtà che può avverarsi nello Spirito di Dio? Non mi pare che tra le tante legittime voglie di una umanità atterrata dal Covid-19 ci sia proprio quella di mettere le ali dello Spirito alle nostre vite. Sbaglia chi pensa che lo Spirito Santo si riceva una volta per tutte! Le sue missioni nella nostra vita sono incessanti; e a ogni sua venuta è sempre una nuova effusione d’amore, di doni, di carismi, di sorprese. Ecco perché la Chiesa non si stanca di ripetere ‘Vieni, Spirito Santo’. Vuole essere anche il nostro grido, in questi giorni di attesa della Pentecoste. Nel RnS, e Papa Francesco ne è continuo assertore e sostenitore, abbiamo riscoperto la grazia di una ‘rinnovata effusione dello Spirito’, che ravvivi, risvegli, attivi in potenza, la prima storica effusione dello Spirito nella nostra vita, quella che avviene con il sacramento del Battesimo”. Martinez aggiunge: “Il RnS è proprio una grazia ecclesiale di risveglio dell’effusione dello Spirito, un cammino di riscoperta personale dell’esperienza dello Spirito. Quante novità, conversioni, guarigioni, missioni carismatiche abbiamo vissuto e viviamo grazie all’esperienza dell’effusione dello Spirito Santo. Così abbiamo preso una decisione: tutti i membri del RnS, a ogni livello, vogliamo vivere insieme un Seminario di vita nuova nello Spirito che segni la rinascita del nostro cammino comunitario dopo questa stagione pandemica. Insieme invocheremo lo Spirito Santo. Insieme lo riceveremo ancora una volta. Insieme chiederemo il ‘rinnovamento del Rinnovamento’, il risveglio della preghiera per l’effusione dello Spirito e così, usciremo, insieme, dai nostri Cenacoli, per tornare ad abitare la storia e non solo le nostre case. Una meravigliosa esperienza di unità, una straordinaria occasione per ripartire insieme con la potenza dello Spirito in noi. Vogliamo ridare primato allo Spirito Santo se vogliamo che il Paese torni a vivere ed esca dalla grande crisi che stiamo vivendo”. E conclude: “Abbiamo un desiderio grande: che si aggiungano a noi tanti nuovi amici, al di fuori delle realtà del RnS, quanti sentono il bisogno di rinascere a una vita nuova, in questo tempo di prova e di grande debolezza, e vogliono esperimentare una nuova effusione dello Spirito Santo”.
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