Skip to main content

Tag: presepe

Il ‘presepe di pane’ della S. Vincenzo de’ Paoli; il cenone di Capodanno per chi è solo

E’ stato aperto al pubblico di recente, con ingresso libero, il tradizionale Presepe di pane, organizzato dalla “S. Vincenzo de’ Paoli” – Conferenza di Senigallia, dopo il successo delle passate edizioni con affluenza di numerosi visitatori.  L’edizione di quest’anno, è ubicata presso i locali ex- Ristorante MATIS (Foro Annonario), può essere visitata  sino al 10 Gennaio p.v., in diverse fasce orarie, grazie alla disponibilità delle volontarie/i vicenziane/i, cosi distribuite nei fine settimana e nei festivi infrasettimanali: venerdì e sabato, dalle ore 16.30  sino alle 19.30; domenica e festivi : mattino dalle ore 9.30 alle 12 ; pomeriggio : dalle ore 16.30 alle 19.30.

L’originalità  di rappresentare la Natività mediante l’alimento base della vita umana, come il pane, ormai ha raggiunto una notorietà ultraregionale, tale da  collocare il Presepio di pane,  come evento di spicco nel ricco e variegato cartellone delle manifestazioni natalizie di Senigallia ed hinterland . Da rilevare che il pane usato, alla chiusura del presepe verrà dato agli animali

 La Presidente Lea Venuti ha annunciato che l’associazione,  organizzerà per il secondo anno presso il locale Acli in Via Cavallotti, grazie anche  al contributo dei  Servizi Sociali dell’Unione dei Comuni (“Le Terre  della Marca del Senone”), la Cena solidale del 31 dicembre a  favore di poveri ed anziani soli per 30 persone circa.  Quanti hanno desiderio di prendervi pare, possono rivolgersi per la prenotazione presso la  sede temporanea (locali ex- Matis –Foro  Annonario), dove proseguono intense le abituali attività benefiche: la distribuzione tri-settimanale del pane e pasta (martedì, giovedì e sabato dalle ore 10 alle 12) oltre alla donazione periodica del pacco alimentare ad una 60.na di nuclei ed altre attività  di sostegno a favore delle famiglie più bisognose.

L’associazione, infine, esprime soddisfazione  per l’attestazione di riconoscimento e di gratitudine a cura della  Direzione della Casa Protetta di Senigallia per la partecipazione di varie  volontarie/volontari, in alcuni pomeriggi di animazione ricreativa anche canora e musicale, volte a stimolare ricordi e suscitare emozioni a persone anziane, spesso chiuse nella malattia, ricevendo attestati di gratitudine dal Commissario della Fondazione, Corrado Canafoglia.       

Alberto Bruschi

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Barbara, ancora due appuntamenti col presepe vivente di oltre 100 figuranti

Il presepe vivente di Barbara continua a incantare visitatori anche nelle giornate del 5 e 6 gennaio. Questa tradizione affascinante, che trasporta i partecipanti nel cuore della natività, è un evento imperdibile per famiglie e amanti del natale.

Il presepe vivente di Barbara è molto più di una semplice rappresentazione: è un viaggio immersivo in un’atmosfera di autenticità e tradizione. I figuranti, vestiti con costumi storici, ricreano scene della vita quotidiana di un tempo, mentre i profumi e i suoni della natura completano l’esperienza. 

È un’opportunità unica per adulti e bambini di riscoprire il significato del natale in un contesto suggestivo e coinvolgente. Un’ambientazione che viene riproposta pressoché ininterrotta (solo dal Covid) dal 1972 e che coinvolge circa 100 figuranti, grazie all’impegno del comune, della pro loco e delle associazioni locali.

La biglietteria aprirà alle ore 16:30, offrendo ai visitatori la possibilità di acquistare i biglietti in loco. Tuttavia, per garantire un posto in prima fila per questa unica rappresentazione, che avrà inizio alle 17:30, è preferibile effettuare una prenotazione tramite il servizio online Liveticket. In alternativa, sarà possibile prenotare direttamente sul posto fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per chi fosse interessato è inoltre in programma una visita guidata del centro storico del paese. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi presso l’ufficio IAT dalle ore 15:30.

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Foto da Valmivola

Torna il presepe vivente dei bambini a Borgo Molino di Senigallia

Torna il presepe vivente curato dagli oratori delle parrocchie di Cristo Redentore e del Portone all’interno dell’unità pastorale “Buon Pastore”. Torna la location in via Vico nel piazzale davanti la chiesa di Cristo Redentore a Borgo Molino sabato 28 dicembre dalle ore 17.30 alle ore 19. 

Come scrive papa Francesco: «Il segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia. Rappresentare l’evento della nascita di Gesù equivale ad annunciare il mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio con semplicità e gioia. Il presepe, infatti, è come un Vangelo vivo, che trabocca dalle pagine della Sacra Scrittura. Mentre contempliamo la scena del Natale, siamo invitati a metterci spiritualmente in cammino, attratti dall’umiltà di Colui che si è fatto uomo per incontrare ogni uomo. E scopriamo che Egli ci ama a tal punto da unirsi a noi, perché anche noi possiamo unirci a Lui». 

Il presepe vivente degli oratori delle parrocchie è frutto di un percorso tra adulti e ragazzi che si sperimentano insieme nel realizzare un momento che ha contemporaneamente il sapore della umanità e della fede. Così ci si è messi al lavoro per realizzare le varie scene che saranno presenti all’interno del presepe oltre i classici pastori: dal fabbro alla lavandaia, dal calzolaio al pescatore. Il percorso all’interno del piazzale si conclude naturalmente davanti alla stalla della Natività. Sarà possibile poi fare una piccola merenda e bere qualcosa di caldo. 

Intanto alla chiesa dell’Immacolata, sempre a Senigallia, è già visitabile il presepe di pane realizzato dai volontari della San Vincenzo de’ Paoli, fino al 2 febbraio 2025.

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramX e Telegram.

Torna a Senigallia il presepe di pane

E’ stato inaugurato recentemente, lo scorso 14 dicembre, il presepe di pane realizzato dalla San Vincenzo de’ Paoli alla chiesa dell’Immacolata di Senigallia. L’iniziativa ha visto la presenza del vescovo Franco Manenti, delle autorità civili e della cittadinanza che attende ogni anno questo appuntamento che di fatto “rinnova” la suggestione dell’atmosfera natalizia.

Il presepe di pane a Senigallia è un appuntamento ormai fisso nel variegato cartellone degli eventi natalizi della città e del suo hinterland, tanto da attirare numerosi visitatori anche di altri paesi vicini. Sono soprattutto bambini, come rilevato nelle passate edizioni, gli ammiratori, entusiasti nel vedere un elemento della vita quotidiana come il cibo trasformato nel supporto principale per realizzare l’originale rappresentazione presepiale tra le poche del genere in Italia.

Ma chi lo realizza? Sono i volontari della San Vincenzo de’ Paoli, un gruppo affiatato, alcuni dei quali ormai specializzati nella tecnica amanuense, guidati dalla presidente Lea Venuti e da un attivo staff direttivo. Il presepe fatto di pane sarà visitabile sino al 2 febbraio 2025, con la novità dell’apertura nei fine settimana di venerdì, sabato e domenica dalle ore 9.30 alle 12 e dalle ore 16 alle 19, grazie sempre alla presenza di alcuni volontari vincenziani.
Preannunciata l’apertura anche del presepe pasquale di pane a quaresima, per replicare il successo della passata edizione.

Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram.

Presepe del pane pasquale: l’originale iniziativa della San Vincenzo de’ Paoli di Senigallia

Tutto pronto per presentare alla città l’originale ed inedito Presepe del pane pasquale nella Chiesa della Maddalena, a cura di un gruppo di volontari della Conferenza S.Vincenzo de’ Paoli “Beato Pio IX” di Senigallia. L’inaugurazione è prevista per sabato 16 Marzo 2024, alle ore 9.00, con la partecipazione di Franco Manenti, Vescovo di Senigallia e di altre autorità. Nata dalla geniale idea della dinamica Presidente della Conferenza Lea Venuti, la rappresentazione pasquale si avvale dell’esperienza maturata con le numerose ed apprezzate edizioni del presepe natalizio, basato su un prezioso e significativo alimento di primaria importanza sia umana ma anche spirituale come il pane. Va evidenziata l’originale e toccante trasposizione della rappresentazione tipica di Natale nel contesto ambientale più drammatico dell’evento pre-pasquale, forse unica del genere in Italia, con l’elemento base emblematico del pane, anche se si conoscono Presepi Pasquali ad esempio di legno in Val d’Aosta, di ceramica nel Napoletano, in Sicilia, ecc. Trattasi di un percorso virtuoso che va dalla memoria gioiosa della nascita del Bambino Divino a Betlemme sino a Gerusalemme, con le note vicende e passaggi dolorosi della Passione e Crocifissione ma anche provvidenziali e salvifiche della Resurrezione del Salvatore. Infatti i luoghi rappresentati nel Presepe sono : il Cenacolo, l’Orto degli olivi, la Presentazione a Caifa, la Condanna di Pilato, la Processione al Golgota con la Crocifissione, ecc. Nella parte sottostante il Golgota è situato il Santo Sepolcro. Il percorso si conclude nella casa dei discepoli di Emmaus,che riconoscono Gesu’ Risorto. La composizione del Presepe di Pasqua, rappresenta un lodevole esempio di riciclo circolare virtuoso in quanto oltre all’utilizzo della struttura preesistente, impiegherà gran parte del pane del presepe natalizio, senza alcun spreco. La Conferenza S.Vincenzo de’ Paoli di Senigallia, con queste iniziative innovative nel campo presepiale, aggiunge al volontariato istituzionale di lotta alle povertà, un servizio ulteriore di qualità con risonanza extra-regionale, a beneficio della religiosità popolare, con l’afflusso dei tanti visitatori ai Presepi.

Alberto Bruschi

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramX e Telegram.
Scarica l’app da Google Play o da App Store.

Il presepe invita a vivere la meraviglia e la sobrietà: le parole di papa Francesco

Andiamo al presepe e chiediamo a Gesù la pace!”. Papa Francesco ha concluso con questo appello la sua udienza dedicata agli ottocento anni del presepe allestito da San Francesco a Greccio nel 1223. Salutando i fedeli di lingua italiana, il Papa ha prima espresso la sua vicinanza alla popolazione della Cina, colpita da un “devastante terremoto”, e poi ha salutato il gruppo di Mediterranea Saving Humans, presente in aula: “Fanno un bel lavoro, salvano tanta gente!”. Subito dopo, il riferimento alle guerre in corso: “Pensiamo alla Palestina, a Israele, all’Ucraina martoriata, che soffre tanto. E pensiamo ai bambini in guerra”. “Se noi cristiani guardiamo il presepe come una cosa bella, storica, anche religiosa e preghiamo, non è sufficiente”, l’esordio a braccio della catechesi: “davanti al mistero dell’incarnazione del Verbo, alla nascita di Gesù, ci vuole questo atteggiamento religioso dello stupore: se io davanti ai misteri non arrivo a questo stupore, la mia fede è semplicemente superficiale, una fede da informatica.

“Come è nato il presepe?  Qual è stata l’intenzione di San Francesco?”, si è chiesto Francesco, citando le parole del santo di Assisi: “Vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l’asinello”. “Francesco non vuole realizzare una bella opera d’arte, ma suscitare, attraverso il presepe, lo stupore per l’estrema umiltà del Signore, per i disagi che ha patito, per amore nostro, nella povera grotta di Betlemme”, ha commentato il Papa: “Io ho sottolineato una parola: lo stupore. Questo è importante”, ha aggiunto a braccio.

“Il presepe nasce come scuola di sobrietà. E questo ha molto da dire anche a noi”, la tesi di Francesco, secondo il quale “oggi il rischio di smarrire ciò che conta nella vita è grande e paradossalmente aumenta proprio sotto Natale, immersi in un consumismo che ne corrode il significato”. “Io voglio fare dei regali”, ha proseguito a braccio: “È bene, ma quella frenesia di andare a fare le spese, questo attira l’attenzione da un’altra parte e non c’è spazio per quella sobrietà del Natale: non c’è spazio interiore per lo stupore, soltanto per organizzare le feste”. Il presepe, invece, “nasce per riportarci a ciò che conta: a Dio che viene ad abitare in mezzo a noi, ma anche alle altre relazioni essenziali, come la famiglia, presente in Gesù, Giuseppe e Maria, e le persone care, i pastori”. “Le persone prima delle cose”, il monito del Papa: “Tante volte noi mettiamo le cose prima delle persone, e questo non funziona”.

“Il presepe di Greccio, oltre che di sobrietà, parla anche di gioia, perché la gioia è una cosa differente dal divertimento”, ha puntualizzato a braccio: “Divertirsi non è una cosa cattiva, è una cosa umana, ma la gioia è più profonda ancora, più umana. E alle volte c’è la tentazione di divertirsi senza gioia: divertirsi facendo rumore, ma la gioia non c’è. È un po’ la figura del pagliaccio, che ride, fa ridere ma il cuore è triste”. “La sobrietà, lo stupore ti porta alla gioia, alla vera gioia, non quella artificiale”, ha detto Francesco ancora fuori testo: “Ma da cosa derivava quella straordinaria gioia natalizia? Non certo dall’avere portato a casa dei regali o dall’aver vissuto celebrazioni fastose. No, era la gioia che trabocca dal cuore quando si tocca con mano la vicinanza di Gesù, la tenerezza di Dio, che non lascia soli, ma consola”. “Vicinanza, tenerezza e compassione: così sono i tre atteggiamenti di Dio”, ha ribadito a braccio: “E guardando il presepe, pregando davanti al presepe, noi vediamo questi tre atteggiamenti di Dio”. “Il presepe è come un piccolo pozzo dal quale attingere la vicinanza di Dio, sorgente della speranza e della gioia”, l’esempio scelto dal Papa: “È come un Vangelo vivo, è un Vangelo domestico. È come il pozzo nella Bibbia, è il luogo dell’incontro, dove portare a Gesù, come hanno fatto i pastori di Betlemme e la gente di Greccio, le attese e le preoccupazioni della vita”. “Portare a Gesù le attese e le preoccupazioni della vita”, la consegna finale: “Se davanti al presepe affidiamo a Gesù quanto abbiamo a cuore, proveremo anche noi una gioia grandissima. Una gioia che viene proprio dalla contemplazione dello spirito di stupore con il quale vado a contemplare questi misteri. Andiamo davanti al presepe! Ognuno guardi e si lasci sentire qualcosa nel cuore”.

a cura di M. Michela Nicolais

Segui La Voce Misena sui canali social FacebookInstagramTwitter e Telegram, oppure scarica l’app da Google Play o da App Store.

Il presepe vivente di Barbara “festeggia” 50 anni di rappresentazioni

La targa donata da don Umberto Mattioli per i 50 anni del presepe vivente di Barbara
La targa donata da don Umberto Mattioli per i 50 anni del presepe vivente di Barbara

Dopo essere stato annullato per due anni a causa della pandemia da covid, torna il presepe vivente ad animare il comune di Barbara. Grazie all’impegno e al sacrificio della pro loco e delle varie associazioni locali, di ogni singolo volontario e dell’amministrazione comunale, il piccolo borgo di Barbara si trasformerà nella Betlemme di duemila anni fa.

La rievocazione storica-religiosa è nata nel 1972 ad opera del parroco don Umberto Mattioli e di un gruppo di giovani barbaresi: lo stesso Mattioli ha voluto donare alla comunità nei giorni scorsi una targa in ceramica (in FOTO sopra) con la rappresentazione delle principali figure della natività.

L’evento apre le porte ai visitatori nelle giornate del 25-26 dicembre, 01,06 e 08 gennaio e avrà luogo presso i giardini a ridosso delle mura castellane (per Google Maps: Contrada Coste n° 95) La rappresentazione teatrale avrà inizio alle ore 18:00 circa e a seguire sarà concesso al pubblico di visitare lo scenario coinvolgente che trasporterà il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo.

Infatti accanto all’evento religioso della natività vi sono rappresentazioni del lavoro artigiano e rurale che hanno dato vita, con gli anni, a una suggestiva messa in scena nel quale sono coinvolti più di 100 personaggi vestiti con costumi dell’epoca e numerosi animali che animeranno le botteghe, le locande, le case dei contadini e dei ricchi signori. La biglietteria aprirà a partire dalle ore 17:00. (Per chi desidera arrivare in anticipo e fare un giro per il ns. Borgo, sarà possibile fare una visita guidata dalle ore 16:00 con punto di ritrovo presso L’ufficio IAT)-

Una scena del presepe vivente a Barbara
Una scena del presepe vivente a Barbara

Betlemme, città del pane: torna l’originale presepio della San Vincenzo de’ Paoli

Presepio di pane – particolare

La Conferenza San Vincenzo De Paoli – Consiglio di Senigallia, dopo il successo delle passate edizioni, ha voluto riproporre anche quest’anno l’atmosfera magica natalizia, con l’allestimento dell’originale ‘presepe di pane’ presso la Sede di Via Cavallotti, 11, a Senigallia. L’inaugurazione è avvenuta giovedì 9 dicembre 2021, alle ore 9, con la partecipazione del sindaco Massimo Olivetti, del vescovo Franco Manenti, dell’assessore ai Servizi sociali Cinzia Petetta e dei cittadini curiosi di ammirare questo bel manufatto. Il presepe sarà visitabile sino al prossimo 6 gennaio, tutti i pomeriggi dalle ore 17.00 alle 19.00 e la domenica anche dalle 10.00 alle 12.00.

Il pane cibo base dell’alimentazione umana, è protagonista insieme ad altri alimenti ( pasta, dolciumi, ecc.), nella distribuzione trisettimanale (martedi, giovedi sabato, dalle ore 10.00 alle 12.00) nella stessa sede, a cura dei volontari della S. Vincenzo, a favore di famiglie e persone bisognose. Ma sono molteplici le attività caritative portate avanti, grazie ad una efficiente rete di solidarietà, coordinata dalla dinamica Presidente Lea Venuti di Barbara, che coinvolge una quarantina tra forni e pizzerie locali, oltre alle elargizioni di ditte ed enti privati, anche in collaborazione con le altre organizzazioni volontaristiche come Caritas diocesana e parrocchiali, il Banco Alimentare, la Croce Rossa.

Meritevole di rilievo, la generosa iniziativa della gelateria artigianale Sbirulina di Corinaldo, che destinerà alla San Vincenzo una percentuale degli incassi giornalieri, con informativa alla clientela.

Grazie a questi contributi di benefattori, la Conferenza provvede alla distribuzione mensile a domicilio di un pacco alimentare composto da pasta, riso, salsa di pomodoro, legumi, piselli, farina, scatole di tonno, ecc. a circa 50 famiglie con Isee da 0 a 6000 euro, consentendo un risparmio medio di oltre 1500 euro annui. Parimenti preziose le altre attività integrative, quali i contributi per il pagamento, in casi di estrema necessità, di canoni di affitto; delle bollette di acqua; luce gas; acquisto di libri scolastici; medicinali non a carico del Servizio sanitario nazionale. Attività incrementate, di recente, grazie al generoso aiuto del Banco Marchigiano di Senigallia. La Conferenza Vincenziana locale, fedele agli insegnamenti dei fondatori San Vincenzo De Paoli e del Beato Federico Ozanan, sta prodigando il massimo sforzo caritativo grazie ad un gruppo affiatato di volontari, di fronte ad una crescente richiesta di aiuto da famiglie povere sempre più in difficoltà, specie nella tuttora presente pandemia Covid 19.

Ecco allora un caldo invito a destinare qualsiasi forma utile di sostegno, anche per onorare degnamente il messaggio cristiano di generosa solidale fraternità, specie verso i più deboli, che proviene dalle ricorrenze del S. Natale.

Alberto Bruschi