C’è anche e soprattutto l’avvio di opere come il ponte sullo stretto di Messina tra le cause del taglio di ingenti risorse deciso dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti che invece erano dedicate alla sicurezza stradale, alla manutenzione e all’efficientamento della rete viaria italiana. A cascata, il taglio si ripercuote su tutto il territorio, compreso quello anconetano: il presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali lancia subito l’allarme, così come i colleghi delle altre province italiane.
Dato che “l’avvio dei cantieri per il ponte è previsto entro l’estate” – questo è quando ha recentemente annunciato il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini in una conferenza stampa – la riduzione dei fondi assegnati alle Province si fa quindi più concreta: a rischio, con un emendamento al Milleproroghe, ci sono complessivamente 1,7 miliardi.
Si tratta di risorse già assegnate e destinate agli investimenti per la messa in sicurezza e l’efficientamento di 120 mila chilometri di vie che collegano il Paese. «Per la nostra provincia – specifica Carnevali – significa un taglio di circa 3,3 milioni in due anni rispetto ai 4,5 milioni già assegnati con precedenti decreti ministeriali. Particolarmente grave è che si siano tagliate risorse che riguardano investimenti già previsti e concordati con lo stesso ministero, che stavano per essere appaltati con ripercussioni sulla viabilità e quindi sulla sicurezza dei nostri cittadini».
Una riduzione del 70% dei fondi, fanno sapere da Passo Varano, «deciso dal Ministero delle Infrastrutture che di fatto bloccherà i cantieri che dovevano partire nel 2025 e 2026». Ma i tagli riguarderanno anche le annate successive: «La riduzione – continua Carnevali – si attesta poi al 50% su tutti i fondi dal 2029 al 2036».
Una situazione che penalizza fortemente la sicurezza dei cittadini: «Se sino ad oggi eravamo riusciti a garantire una manutenzione sufficiente sulle nostre strade, considerata la scarsità di risorse dopo la riforma del 2014, ora ci troveremo veramente in difficoltà a garantire la sicurezza di chi si trova a percorrere strade provinciali in attesa di una manutenzione che rischia di non verificarsi più».
Dall’Unione province italiane (Upi) partirà ancora un sollecito al ministro Salvini per ritrovare rapidamente i 385 milioni di fondi che mancano ora all’appello per le annualità 2025 e 2026.
Ancora un’asta deserta per il grande e storico edificio, l’ex Hotel Marche. Pur essendo situato in una posizione invidiabile sul lungomare di Senigallia, quello che da metà 800 in poi era il punto di riferimento per il turismo elioterapico e balneare, ora giace inutilizzato, al centro di una lunga e travagliata vicenda di tentativi di vendita falliti. Per capirne di più abbiamo intervistato il presidente della Provincia di Ancona Daniele Carnevali. L’audio integrale, disponibile anche in questo articolo grazie al lettore multimediale, sarà in onda lunedì 10 e martedì 11 marzo alle ore 13:10 e alle ore 20 su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), con un’ulteriore replica domenica 16 alle ore 16:50. Qui un estratto
La Provincia di Ancona è proprietaria dell’immobile dal 2008, dopo il passaggio di proprietà da parte della Regione Marche. Più volte si è tentato di venderlo all’asta, ma senza successo. Il prezzo di partenza, inizialmente elevato a oltre 7,2 milioni di euro, è stato progressivamente abbassato nel corso degli anni, arrivando a 2,2 milioni di euro nell’ultima asta conclusasi il 3 marzo. Ma nemmeno questo ribasso ha attirato acquirenti.
Sulle ragioni di questo insuccesso, abbiamo voluto chiedere conto al presidente Carnevali. Sicuramente la destinazione d’uso dell’ex Hotel Marche vincolata ad attività alberghiere, restringe il campo dei potenziali acquirenti. Il passaggio a residenziale avrebbe reso la vendita più facile e redditizia per le casse pubbliche.
Daniele Carnevali, presidente della Provincia di Ancona
Nonostante le difficoltà e i costi da sostenere anche solo per la manutenzione, la Provincia di Ancona procede per non svendere il bene. Si pensa a nuove aste, e quindi immancabilmente a prezzi ancora più bassi cosa che gli speculatori stanno attendendo da anni, ma anche a trattative private con potenziali acquirenti.
La novità degli ultimi giorni è che proprio la notizia dell’asta deserta per l’ex Hotel Marche ha destato alcuni interessi tra gli imprenditori: ci sarebbero due cordate, di cui una locale e una nord-europea, pronte a intavolare una trattativa.
L’obiettivo rimane ancora quello di trovare una soluzione che permetta di valorizzare questo edificio storico che continua Nel frattempo, l’immobile continua a essere un’occasione mancata per il turismo locale e un peso per le casse della Provincia. Ma la speranza è che presto si possa trovare un acquirente interessato a investire nel potenziale dell’ex Hotel Marche.
Parliamo di elezioni provinciali nella nuova puntata di 20 minuti da Leone. Si sono svolte la scorsa domenica 29 settembre 2024. Elezioni di secondo livello, cioè sindaci e consiglieri comunali partecipavano per votare i nuovi consiglieri della provincia di Ancona. Il risultato è un fondamentale pari e patta, o quasi, con sei consiglieri che vanno al centro-sinistra, che mantiene la maggioranza proprio grazie alla presidenza di Daniele Carnevali per altri due anni, e sei al centro-destra, pur in presenza di un maggior numero di voti ponderati. Tra gli eletti il sindaco di Serra de Conti, Silvano Simonetti, e il consigliere comunale di minoranza di Serra de’ Conti, Pieramelio Baldelli. A loro abbiamo chiesto di farci un commento su questo esito elettorale, su cosa cambia per la provincia di Ancona, per l’attività della provincia di Ancona e quali sono le priorità di intervento. Ecco le loro parole nel testo e nell’audio integrali.
Silvano Simonetti, sindaco di Serra de‘ Conti e da pochi giorni nuovo consigliere provinciale per la provincia di Ancona. Intanto le chiedo un commento su questo esito elettorale, quindi con questa conformazione di sei consiglieri per il centro-destra, sei consiglieri per il centro-sinistra. Insomma ecco, un commento, una panoramica generale. Dal punto di vista personale sono rimasto abbastanza soddisfatto dell’esito anche perché il comune di Serra de’ Conti ha espresso praticamente due consiglieri comunali, cosa che non era mai avvenuta in passato. Con questo vorrei dire che ci ripromettiamo di rappresentare tutta la vallata, compreso Senigallia. Ci occuperemo del nostro territorio e anche dell’intera provincia ovviamente, ma comunque con un occhio di riguardo anche per il nostro territorio affinché non rimanga indietro rispetto ad altre zone.
La sua candidatura è stata sostenuta anche da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, insomma ecco quindi tutto il centro-destra compatto. Si sono stato eletto nella lista di centro-destra ma come civico, perché il centro-destra ha su 12 consiglieri candidati, 7 se non ricordo male erano rappresentanti di partito, ma 5 sono rappresentanti civici, perché c’è stata un’apertura verso le liste civiche che si sono presentate alle ultime elezioni amministrative da questo punto di vista. Quindi è una lista composita, la nostra, che si ripromette di collaborare anche per il bene comune e tutta la collettività ovviamente provinciale.
Una domanda un po’ sul suo passato, il confronto con il presente. Lei è stato anche sindaco a Serra de’ Conti, ma con una maggioranza di centro-sinistra in passato, quindi com’è questo spostamento, come si può spiegare? Non è uno spostamento, io sono sempre stato mai legato a nessun partito, principalmente perché sono stato sempre indipendente, fin dal 1985, l’anno in cui mi sono candidato la prima volta, quindi ho avuto voti non solo qui ma anche nella Vallesina e poi diversi consiglieri anche del Comune di Senigallia, di centro-destra ma credo anche non solo di centro-destra. Probabilmente questa mia figura che non ha avuto mai nessun legame perché dal punto di vista politico non guardo tanto l’appartenenza politica, guardo quello che secondo me è bene per la comunità, quindi se poi la proposta viene da destra, da sinistra o da centro ma è una proposta concreta e utile al bene comune, io la appoggio ovviamente perché non si può guardare solo l’appartenenza politica e quindi decidere a priori cosa è bene e cosa è male perché c’è una linea di partito che dice quello, quindi sono sempre stato abbastanza aperto in questo e quindi mi reputo molto slegato anche dalla politica, intesa in senso partitico ovviamente e con questo cerco di fare il bene comune indipendentemente da chi viene proposto.
Ci sono quindi sei consiglieri di centro-destra, sei di centro-sinistra o perlomeno sei appartenenti alla lista di centro-destra, sei di centro-sinistra più il presidente Carnevali di centro-sinistra, questa conformazione secondo lei può in qualche modo bloccare o rallentare l’attività del Consiglio provinciale? Secondo me no, anche perché c’è una maggioranza comunque, quindi non è che il problema è se non c’è una maggioranza, però la maggioranza c’è e quindi cercheremo di fare il meglio possibile io dico anche collaborando, perché anche nel comune che amministro sì è vero sono il Sindaco di una parte, ma sicuramente i cittadini devono rappresentare tutti e quindi anche nella conformazione del Consiglio provinciale per me vale lo stesso discorso, quindi dobbiamo cercare di essere propositivi, di stimolare la maggioranza e di collaborare per quelle cose che sono utili alla collettività, questo è poco ma sicuro, ma credo che ci voglia la collaborazione di tutti.
Cambia qualcosa nell’impostazione dell’attività provinciale il fatto di avere un asse, chiamiamolo così, spostato un pochino più verso l’entroterra rispetto alla costa? Senigallia non ha candidati, Montemarciano…, Ancona c’è un consigliere sì un consigliere di centro-destra ma nessuno di centro-sinistra un asse spostato un po’ più verso l’entroterra, cambia qualcosa rispetto alla precedente amministrazione? Credo di no, nel senso che si cercherà di fare un po’ l’interesse di tutta la provincia perché non è che possiamo pensare solo al nostro territorio, quindi avere rispetto anche delle altre realtà anche se non sono rappresentate ovviamente. Parlando proprio di priorità del Consiglio provinciale, quali sono i temi su cui ci sarà sicuramente lavoro da fare già dall’inizio, già da subito? Tanto sappiamo che la provincia si occupa principalmente di strade e di edifici scolastici, quindi credo che questo sia l’idea da affrontare. Poi il discorso delle infrastrutture e delle manutenzioni perché purtroppo un po’ dappertutto siamo rimasti indietro nelle manutenzioni e poi cercare di sfruttare il più possibile quelle che sono le opportunità offerte dal PNRR e una grande attenzione all’ambiente e a tutto quello che sta succedendo in termini di condizioni meteo che vediamo sono mutate comunque e quindi ad ogni pioggia purtroppo sappiamo ogni volta un problema perché i fenomeni che si verificano adesso sono fenomeni molto diversi dal passato. In un territorio in cui c’è stato un po’ di lassismo dal punto di vista della manutenzione anche della gestione ambientale abbiamo visto che questo poi ci ha creato notevoli problemi di finità con danni, alluvioni che si sono verificati in questi ultimi anni e che hanno veramente messo in difficoltà diversi cittadini, diverse imprese del mondo produttivo e quindi proprio per questo serve una grande attenzione rispetto a questi nuovi fenomeni che ci troviamo ad affrontare.
Un commento a livello proprio generale, secondo lei questa tornata elettorale anche se è un’elezione di secondo livello, solo i rappresentanti già eletti intervengono per scegliere i consiglieri provinciali, secondo lei in questa tornata elettorale c’è stato un’avanzata del centrodestra, c’è stato o no un ribaltone come l’ha definito la segretaria del PD Chantal Bomprezzi oppure c’è un centrosinistra che ha tenuto? Anche se lei è indipendente civico, ma sicuramente un’idea se la sarà fatta. Sì, io direi che grosso modo quello che è avvenuto era abbastanza prevedibile perché sia parlando con esponenti del centrosinistra e con esponenti della lista di cui ho fatto parte era molto probabile che sarebbe successo poi quello che in effetti è accaduto, quindi io non vedo né ribaltoni a destra né a sinistra perché è una cosa che era abbastanza prevedibile. Benissimo, allora ringraziamo il sindaco di Serra de’ Conti e neoconsigliere provinciale Silvano Simonetti, lo salutiamo e lo invitiamo nuovamente a Radio Duomo Senigallia per intervenire sui temi legati al comune di Serra de’ Conti, intanto grazie. Grazie a voi per l’opportunità che mi avete concesso e buongiorno a tutti.
E adesso le parole del neoconsigliere provinciale Pieramelio Baldelli. Intanto grazie della disponibilità. A lei, Pieramelio Baldelli, che era candidato alle ultime elezioni comunali e si ritrova sia in consiglio comunale che nel consiglio provinciale come rappresentante della vallata Misa Nevola di fronte al sindaco e al consigliere provinciale Silvano Simonetti. Intanto un commento sulle elezioni e come sono andate su questa situazione che si è creata. A livello comunale le elezioni sono andate male perché comunque abbiamo scontato le difficoltà che abbiamo incontrato in questo conquegno, dalla pandemia all’alluvione e quindi ci siamo ritrovati un po’ indietro con tutti i lavori, con tutte le attività che dovevamo svolgere, tant’è che adesso stanno venendo un pochino a termine tutti i progetti, tutte le attività che abbiamo messo in campo e che quindi adesso purtroppo, per fortuna per il comune di Serra de’ Conti, comunque stanno beneficiando i cittadini nel prossimo futuro. Per quello che riguarda la provincia non mi ha stupito trovarlo nell’altra lista, noi sostenevamo che la lista non era una lista civica, dietro c’era Ciccioli, sia a Serra de’ Conti che in questa che è stata organizzata a livello provinciale e quindi c’è questo spostamento di Simonetti che è stato sindaco del centro-sinistra e adesso è sindaco e rappresentante provinciale nel centro-destra. Per noi non era una novità perché comunque l’avevamo già visto in campagna elettorale e questo è un interiore concerto.
Che cosa cambia adesso quindi con le elezioni in consiglio provinciale di due rappresentanti del comune, due rappresentanti, poi i massimi rappresentanti delle due coalizioni di Serra de’ Conti? Io credo che non cambi niente, nel senso che comunque da parte mia c’è sempre la massima collaborazione sia a livello comunale, adesso tanto più a livello provinciale dovremmo collaborare insieme, quindi da questo punto di vista non credo che cambierà nulla, nel senso che per il bene dei territori, per il bene della popolazione noi dobbiamo lavorare almeno per il bene comune.
Quali sono secondo lei le priorità del territorio Valle del Misa e Nevola e Cesano rispetto all’attività che verrà portata avanti in consiglio provinciale? Sicuramente c’è tutto il discorso prioritario del post-alluvione che chiaramente non è a carico della provincia, ma che coinvolge anche la provincia per quello che riguarda la viabilità. Mi riferisco quindi soprattutto ai punti di competenza della provincia sul Nevola e sul Misa che quindi devono essere ricostruiti il prima possibile. So che fino adesso si è fatto già parecchio nel senso che i progetti e le attività sono andate avanti, adesso anche qui bisognerà fare l’ultimo colpo di regna e realizzare queste opere che il territorio attende ormai da due anni.
L’attività consigliare potrà essere rallentata da questa conformazione particolare con sei consiglieri del centro-sinistra e sei del centro-destra? Da quello che so a livello provinciale si è sempre preparato in maniera unitaria, quindi tutte le delibere sono sempre passate all’unanimità e quindi non credo che ci sia un rallentamento, mi auguro di no, l’auspicio è proprio che non ci sia. Il fatto che dovremmo essere più rappresentativi di tutti i territori potrebbe essere comunque e di tutte le parti politiche dovrebbe essere comunque un rafforzamento dell’attività della provincia.
Come mai le vallate, i territori di queste vallate hanno puntato su voi due e non per esempio su altri esponenti, sindaci, consiglieri degli altri comuni? Posso parlare per quello che riguarda la lista del centro-sinistra, c’è stata questa coincidenza di due candidati in Serale Conti e tra l’altro tutti e due eletti. Noi come centro-sinistra devo dire che abbiamo lavorato bene, siamo partiti ormai da un po’ di tempo, da subito dopo le elezioni comunali, ci siamo incontrati e diciamo che la mia candidatura è nata un po’ dal fatto che hanno individuato in me una persona con l’esperienza amministrativa e con le competenze necessarie per gestire questa fase e soprattutto io sono geologo e quindi per il discorso dell’alluvione e della ricostruzione. Quindi i vari comuni hanno convenuto che potessi essere io il rappresentante idoneo per questa fase nella provincia.
Cambia o non cambia la Provincia di Ancona a livello politico? Le ultime elezioni di secondo grado del Consiglio Provinciale, che si sono svolte la scorsa domenica 29 settembre 2024, hanno visto la partecipazione di 552 elettori (sindaci e consiglieri comunali) pari all’83% degli aventi diritto. Che hanno prodotto un fondamentale pari e patta o quasi: sei consiglieri vanno al centrosinistra che mantiene la presidenza per altri due anni, e sei vanno al centrodestra pur in presenza di un maggior numero di voti ponderati: 42.245 per il cdx contro i 41.655 del csx.
Gli eletti
(da convalidare al primo consiglio utile).
Il sistema proporzionale ha garantito per il momento il mantenimento più o meno dello “status quo”, con la lista “Unione Democratica” che risulta ancora alla guida dell’ente dorico e del consiglio provinciale grazie alla presidenza (dal 2021) di Daniele Carnevali, sindaco di Polverigi, e ai sei consiglieri neo eletti, che sono (in ordine di preferenze ponderate): Giovanni Balducci (presidente del consiglio comunale di Fabriano); Pieramelio Baldelli (consigliere di Serra de’ Conti); Maria Francesca Verdolini (consigliera di Osimo); Filippo Bartolucci (consigliere a Jesi); Roberto Ascani (sindaco di Castelfidardo) ed Eliana Flamini (consigliera a Osimo).
Dai dati resi noti dall’ufficio elettorale della Provincia di Ancona sono eletti per la lista “Ancona Provincia di tutti”: Giorgia Fiorentini (consigliera comunale a Falconara Marittima); Tiziano Consoli (sindaco di Maiolati Spontini); Ivana Ballante (consigliera di Filottrano); Silvano Simonetti (sindaco di Serra de’ Conti); Riccardo Strano (consigliere di Ancona) e Graziano Stacchiotti (consigliere di Agugliano).
Le reazioni
Molteplici e variegati i commenti delle controparti politiche. Il Partito Democratico festeggia per il mancato ribaltone auspicato dal centrodestra: «Come centro-sinistra manteniamo la maggioranza in 3 province su 5: Ancona, Pesaro Urbino e Ascoli – scrive la segretaria regionale Chantal Bomprezzi – Acquaroli e la destra la smettano di essere ossessionati dai posti di potere e pensino a mantenere le promesse fatte ai marchigiani. Noi stiamo cucinando l’alternativa e non ci fermeremo».
Carlo Ciccioli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, parla di «centrodestra che avanza e si fortifica in tutte le Province delle Marche, in particolare ad Ancona e Pesaro Urbino. In entrambi i casi si può parlare di una vittoria differita. Tra due anni, infatti, contiamo ragionevolmente di strappare, in entrambe, la guida della presidenza. Non è avvenuto già in questa tornata elettorale ma lo faremo tra due anni. Il nuovo consiglio provinciale sarà costituito da 6 consiglieri per ciascuna delle due coalizioni, quando il precedente era 9 a 3 per il centrosinistra. Anche in questo caso, il distacco di voti ponderati tra le liste consente di guardare con grande fiducia per una vittoria tra due anni».
Il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede: «Il clima è sicuramente negativo – afferma – perché il consenso della destra è cresciuta nei consigli, ma come coordinatore del M5S esprimo soddisfazione per chi ce l’ha fatta. Dove c’è coordinamento e numeri sufficienti, si arriva ad eleggere consiglieri per lavorare al bene comune. Dove prevalgono i vecchi correntismi di destra o di sinistra, rimangono i problemi generati da chi si candida per supportare posizioni personali e non i territori provinciali tutti».
Riaperto a fine aprile il ponte sulla sp 14 a Nidastore di Arcevia
Dopo Serra de’ Conti tocca ad Arcevia vedersi riaprire uno dei ponti danneggiati nelle giornate del 15 e 16 settembre 2022 quando il dissesto idrogeologico ha mostrato tutte le fragilità del territorio tra le valli Misa e Nevola. Lo scorso mese si è concluso, infatti, l’intervento che ha permesso la riapertura a inizio aprile del ponte dell’elisoccorso lungo la strada provinciale 11 che collega il comune di Serra de’ Conti con il territorio comunale di Barbara.
Il lavoro della Provincia di Ancona per riaprire i ponti e le infrastrutture viarie compromesse non era però terminato, e così, dopo un altro mese, è stato possibile riaprire al transito di pedoni, ciclisti e automobilisti il ponte di Nidastore nel comune di Arcevia, lungo la strada provinciale 14/1, dal km 1+900 fino al km 2+100. Qualche ritardo ha costretto la popolazione ad attendere la fine di aprile anziché quella di marzo ma ormai il gioco è fatto e il territorio arceviese si gode i frutti del lavoro di tecnici e operai.
Lavoro che però si è spostato in altre zone: il presidente della Provincia dorica Daniele Carnevali ha dichiarato che l’ente di Ancona si avvia a «concludere nelle prossime settimane la tabella di marcia per restituire al territorio le infrastrutture danneggiate dalla tragedia del settembre 2022», quando si verificarono esondazioni e tracimazioni con enormi danni – si parla di 2/3 miliardi di euro – e ben 13 vittime.
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Riaperto ad aprile 2023 il ponte sulla sp 11 a Serra de’ Conti
Gestore unico dei rifiuti, si va avanti con l’idea di formare la newco con Viva Servizi, Ecofon e JesiServizi. O almeno così la pensano molti sindaci, a partire dalla prima cittadina di Ancona Valeria Mancinelli, che avevano approvato il progetto per la costituzione di un nuovo soggetto che si occupasse della raccolta dei rifiuti e dell’igiene pubblica. La pensa così anche la Provincia di Ancona nonostante l’opinione espressa dalla Corte dei conti, mentre è dell’esatto parere opposto il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti, appoggiato con convinzione dalla sua maggioranza.
Il primo stop all’iter per la creazione della “Corum” Scarl (Società Cooperativa a Responsabilità Limitata), è arrivato con il parere negativo della Corte dei Conti: ha rilevato la «non conformità dell’operazione societaria». Un parere non vincolante, c’è da sottolinearlo, ma che evidenzia alcune criticità da affrontare subito, ripensando il progetto e allungando quindi i tempi. Ci saranno dunque nuovi approfondimenti tecnici, giuridici e amministrativi ma la volontà della maggioranza dei sindaci espressa in sede di Ata e nei consigli comunali resta chiara. L’obiettivo è un gestore unico ad affidamento pubblico, che possa quindi dare garanzie di controllo e indirizzo.
Il presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, ha sottolineato come le valutazioni della Corte dei conti saranno esaminate in modo che si possa proseguire nel percorso già avviato di una gestione pubblica.
Contro questo progetto si era espresso il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti. «Il nostro Comune è tra i pochi che avevano contestato l’iter intrapreso dall’Ata Rifiuti, eccependo che la procedura mostrava quei palesi limiti, oggi ovviamente rilevati da parte della Magistratura contabile. L’amministrazione comunale di Senigallia – aggiunge – non è assolutamente contraria ad un affidamento in house del servizio di raccolta dei rifiuti». Intanto si dovrà prorogare l’affidamento del servizio, «circostanza che si sarebbe potuta comodamente evitare – spiega Olivetti – se i vertici di Ata Rifiuti, avessero meglio valutato le criticità di questo progetto, ed avessero proseguito nel bandire una gara pubblica per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti». Ma Olivetti si dichiara anche amareggiato «perché è stato fatto, per la seconda volta (dopo il 2017), un enorme errore su una materia molto delicata che incide sulla vita di ogni singolo cittadino. Oggi la realtà emerge con tutta la propria forza e dimostra come la nostra decisione, presa senza ordini di partito, fosse stata solo dettata dal buon senso e dalla conoscenza della normativa sulla materia».
Anche le forze di maggioranza intervengono sul tema, definendo «scellerata e illegittima» la decisione di Ata Rifiuti e di Viva Servizi di costituire una NewCo per gestire oltre un miliardo e duecento milioni di euro di appalto rifiuti. «La Corte dei conti ha soprattutto bloccato quell’operazione politica, voluta in primis dal sindaco di Ancona, dal Pd e da quanti hanno sperato, fino all’ultimo, di mettere le mani su un servizio ambientale fondamentale». Arriva subito dopo l’affondo politico di Fratelli d’Italia, Lega, La Civica e Forza Italia nei confronti del centrosinistra senigalliese reo, sotto «l’ordine di scuderia», di aver additato come «inadeguata» la giunta Olivetti che si era opposta al progetto Corum.
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