Non più soltanto un aiuto materiale di sostentamento, ma un modello di cura integrato. Con, al centro, l’inclusione sociale e l’autonomia dell’individuo. È la svolta annunciata in Regione Marche dalla Fondazione Banco Alimentare Marche. L’ente ha chiamato a raccolta istituzioni e terzo settore per siglare l’avvio operativo delle “Misure di Accompagnamento”. Abbiamo voluto approfondire la questione nell’AUDIO che trovate in questo articolo.
L’iniziativa recepisce le linee guida del Programma Nazionale Inclusione e del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+). L’aiuto alimentare deve integrarsi ad azioni concrete volte a favorire il riscatto sociale. Una transizione cruciale per la Fondazione. Nata nel solco dell’esperienza nazionale avviata nel 1989, assiste oggi nelle Marche circa 300 enti caritativi. E’ in grado di raggiungere oltre 43 mila persone in stato di fragilità.
Roberto Del Baldo
«Siamo chiamati a un’evoluzione necessaria – ha spiegato il neo eletto presidente della Fondazione Banco Alimentare delle Marche, Roberto Del Baldo – passare dalla distribuzione del solo cibo alla cura complessiva della persona. Queste misure sono una risorsa in più per rafforzare il lavoro che le strutture svolgono ogni giorno». Un modello sostenuto anche dalla Regione Marche. L’assessore ai Servizi sociali, Paolo Calcinaro, ha sottolineato l’importanza di attivare veri e propri percorsi di ascolto e autonomia per i più fragili, valorizzando la sussidiarietà e la collaborazione tra istituzioni e volontariato.
Per rendere operativo questo passaggio senza appesantire la gestione quotidiana dei volontari, il Banco Alimentare ha promosso tre tavoli di lavoro sul territorio. Dopo la prima tappa di Ancona, i prossimi appuntamenti decisivi si terranno a Pesaro (20 luglio, ore 17:00) e a San Benedetto del Tronto (24 luglio 2026, ore 17:00). Un invito aperto agli Ats regionali e a tutte le organizzazioni partner per ridisegnare insieme i confini della solidarietà marchigiana.
Torna sabato 15 novembre la giornata nazionale della colletta alimentare, un appuntamento giunto alla sua 29esima edizione e promosso dalla fondazione Banco Alimentare sotto l’alto patronato della presidenza della Repubblica. Una giornata cruciale per sensibilizzare la cittadinanza sul problema della povertà e offrire un sostegno concreto a milioni di persone in difficoltà. A livello nazionale, l’iniziativa vedrà la partecipazione di oltre 155 mila volontari, riconoscibili dalla pettorina arancione, dislocati in quasi 12 mila supermercati.
E per conoscere la realtà nelle Marche e nei comuni della diocesi di Senigallia, abbiamo fatto qualche domanda alla presidente della fondazione Banco Alimentare Marche Silvana Della Fornace, all’assessore regionale per terzo settore, economia sociale e volontariato Tiziano Consoli nonché al referente del Banco Alimentare per la zona di Senigallia e comuni limitrofi Simone Bassi. L’intervista, in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) alle ore 13:10 e alle ore 20 sia di mercoledì 12 che di giovedì 13 novembre, sarà in replica anche domenica 16 a partire dalle 17 circa. L’audio è disponibile però anche in questo articolo grazie al lettore multimediale.
La situazione nelle Marche: una rete per 43mila persone
Innanzitutto le Marche rispondono con una mobilitazione capillare: oltre 400 punti vendita della grande distribuzione organizzata (GDO) e più di cinquemila volontari inviteranno i cittadini ad acquistare prodotti a lunga conservazione. Gli alimenti richiesti sono quelli che compongono il “pacco alimentare” essenziale: olio, verdure e legumi in scatola, conserve di pomodoro, sughi, tonno e carne in scatola, riso e, in particolare, alimenti per l’infanzia.
Questi beni saranno poi distribuiti alle circa 300 organizzazioni caritative convenzionate sul territorio regionale – tra cui Caritas, Croce Rossa, San Vincenzo de’ Paoli, mense per i poveri, case famiglia e parrocchie. Una rete di solidarietà che nelle Marche sostiene oltre 43.000 persone in difficoltà. La sola provincia di Ancona conta 8.400 assistiti tramite una cinquantina di enti.
In un solo giorno la raccolta del 10% di tutto l’anno
L’iniziativa è stata presentata ad Ancona. Silvana della Fornace, presidente della fondazione Banco Alimentare Marche, ha sottolineato l’urgenza della situazione: «In Italia abbiamo oltre 6 milioni di poveri e purtroppo anche il nostro territorio regionale ne è colpito. Il Banco Alimentare è una rete, un aggregatore che unisce enti, istituzioni, aziende e gente comune. Persino i carcerati sono con noi nella colletta». La presidente ha evidenziato l’importanza strategica della giornata: «La raccolta annuale nelle Marche è di circa 2.260 tonnellate. La colletta di sabato rappresenta un po’ più del 10% di questo totale. Chiediamo a tutti di esserci». Un appello specifico è stato fatto per alcuni prodotti come olio, legumi, riso e prodotti per l’infanzia, «perché non è importante solo mangiare, ma mangiare in maniera adeguata».
Anche la Regione Marche ha confermato il suo impegno. Il neo assessore al terzo settore e volontariato Tiziano Consoli, ha dichiarato: «Il sostegno della Regione vuole essere non solo morale ma anche economico. Nel 2024 siamo intervenuti con un finanziamento per sostenere questa attività di solidarietà rivolta alle famiglie in stato di povertà, sia assoluta che relativa».
Silvana Della FornaceTiziano ConsoliSimone Bassi
La mobilitazione nella diocesi di Senigallia
La solidarietà si articola in modo capillare anche a livello locale. Nella diocesi di Senigallia, come spiegato da Simone Bassi, referente di zona per la fondazione Banco Alimentare, l’adesione è vasta e coinvolge quasi venti supermercati. Nella spiaggia di velluto aderiscono i punti vendita Conad, Coop, Eurospin, Lidl, Ipercoop e Si Con Te, ma anche nei comuni limitrofi ci sono attività aderenti: il Gi&Da a Belvedere Ostrense, il Coal e l’Eurospin a Corinaldo, il Famila a Montemarciano, la Coop e il Si Con Te a Ostra e la Conad a Serra de’ Conti.
Bassi ha descritto la filiera della solidarietà e la macchina organizzativa: «Chi andrà nei supermercati troverà i volontari con un volantino. Si dona liberamente quello che si vuole e all’uscita altri volontari raccolgono i beni». Poi il cibo raccolto in tutta l’area di Senigallia e diocesi viene convogliato al magazzino principale di Pesaro. Da lì, il Banco Alimentare lo distribuisce durante l’anno agli enti locali convenzionati, come Caritas, Croce Rossa, l’associazione “Il Salvagente” di Ostra, la San Vincenzo de’ Paoli o “Stracomunitari” solo per fare il nome di alcune realtà solidali del territorio.
«Solo nella zona di Ostra, Corinaldo e Belvedere – ha testimoniato Bassi – seguiamo quasi 174 persone, un numero purtroppo in crescita. Il pacco non risolve il problema strutturale, ma è la volontà di rendersi presenti, di offrire prima di tutto un rapporto di amicizia e sostegno». Durante l’iniziativa dell’anno scorso, solo nella diocesi di Senigallia, si sono mobilitati oltre 130 volontari, con il supporto logistico della Caritas e la partecipazione di numerose realtà associative e di volontari in erba: dai ragazzi della cresima della parrocchia Portone, ai giocatori della squadra di calcio Vigor Senigallia, dai giovani del Rotaract fino al nucleo di protezione civile dei Falchi della Rovere.
Per partecipare
Per donare, è sufficiente recarsi sabato 15 novembre in uno dei supermercati aderenti e cercare i volontari con la pettorina arancione, acquistare e donare cibo a lunga conservazione e prodotti per l’infanzia. Per divenire volontario/a, è possibile registrarsi sul sito e seguire la procedura. In entrambi i casi le informazioni sono su https://www.bancoalimentare.it/colletta-alimentare. Si tratta di un supporto più che gradito e utile alla collettività.
Presentata ad Ancona l’iniziativa per la giornata nazionale della colletta alimentare. Da sinistra il direttore della Fondazione Banco Alimentare Marche Ets Salvatore Antonelli, l’assessore a Terzo Settore, Economia Sociale e Volontariato Tiziano Consoli e la presidente della Fondazione Banco Alimentare Marche Ets Silvana Della Fornace
Ridurre gli sprechi alimentari e favorire le donazioni. Va in questo senso la mozione sulle eccedenze di cibo e sulle agevolazioni circa le tasse comunali di cui discuterà oggi, giovedì 9 novembre, il consiglio comunale senigalliese. La proposta arriva dal consigliere straniero aggiunto Mohamed Malih.
La mozione sulla “riduzione della tari e la promozione della donazione di eccedenze alimentari e non alimentari” verrà trattata, come da ordine del giorno, nella seconda parte della seduta del consiglio comunale che avrà inizio alle ore 15,30 nella sala “Giuseppe Orciari” del municipio di Senigallia.
Ecco cosa ci ha raccontato Malih, che oltre a essere un consigliere comunale, è anche presidente dell’associazione Stracomunitari, attiva proprio tra le organizzazioni di terzo settore con raccolta e distribuzione di cibo alle persone e famiglie in difficoltà del territorio senigalliese e non solo.
Particolare della locandina di Donacibo – edizione 2021
Anche quest’anno l’Istituto Comprensivo “G.Rossini” di San Marcello ha aderito a “Il Donacibo”, un gesto promosso dalla Federazione Nazionale Banchi di Solidarietà dal 6 al 13 Marzo. È una proposta chiara e semplice ma che porta con sé un grande significato; è rivolta a studenti, famiglie, insegnanti e personale di tutte le scuole italiane, di raccolta di generi alimentari non deperibili, per il sostegno delle famiglie bisognose, assistite nella nostra zona da associazioni di volontariato.
Il Donacibo punta a renderci protagonisti di una piccola/grande azione piena di speranza e fraternità. Nella settimana precedente la raccolta, un volontario dell’Associazione “Il Salvagente” di Ostra incontrerà le classi per spiegare l’attività dell’associazione sul nostro territorio, come pure le motivazioni e le modalità di questo gesto di carità. In questi anni le componenti del nostro Istituto e le famiglie hanno sempre creduto nel coinvolgimento a tale iniziativa, in un atto libero, gratuito, avvertito come importante e altamente educativo.
Tutto questo si chiama anche Educazione Civica, disciplina obbligatoria da quest’anno in ogni ordine di scuola. Materia che non può e non deve rimanere astratta. Perciò in mezzo a questa tempesta, in un tempo di forte incertezza come quello che stiamo vivendo, desideriamo ancor di più renderla viva. Dobbiamo risvegliare e mettere in moto la fiducia capace di dare solidità, sostegno e valore a questi mesi in cui tutto sembra naufragare, educandoci a condividere i bisogni delle persone più in difficoltà e promuovere al contempo nuove forme concrete di solidarietà.
È una modalità educativa, per dirla con Giorgio Gaber, per «avere gli altri dentro di noi».
Antonella Crostelli
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