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Tag: Riapertura

La Chiesa delle Grazie aperta dopo otto anni di lavori: la bellezza di un luogo dai tanti significati

SENIGALLIA – Santa Maria delle Grazie – chiamata familiarmente ‘Le Grazie’ – riapre le sue porte dopo oltre otto anni di chiusura forzata per poter essere rimessa in sesto. Bisognava renderla nuovamente sicura perché l’usura del tempo e un terremoto l’avevano scossa, resa fragile e potenzialmente pericolosa. Ora ci è tornata amica e, dalla scorsa domenica 1 dicembre, Prima di Avvento, ritrova la sua gente.

Non è una chiesa come le altre, i senigalliesi lo sanno bene. Perché andare alle Grazie è tante cose insieme. È fare i conti con la mancanza di chi non c’è più, percorrendo i viali di un bellissimo cimitero incastonato nelle nostre morbide colline, dove la città dei morti racconta ai visitatori di vite, storie e nostalgie. Le Grazie erano per tanti il luogo francescano di casa. I frati minori conventuali l’hanno abitato per molti anni, c’erano – e ci sono ancora – i parrocchiani ma era forte il legame anche con altri frequentatori, al di là della residenza. Una predilezione ricambiata, in questo posto eletto quasi a ‘santuario’ cittadino: lì ci potevi trovare una parola buona, respirare aria fresca, festeggiare il Poverello d’Assisi, stendere un plaid sul prato per gite fuori porta alla portata di tutti; lì davanti il protetto circuito di guida in attesa dell’esame per la patente.

Alle Grazie l’anima campagnola della città spesso incrociava quella cittadina e marinara e di fianco alla chiesa il Museo di Storia della Mezzadria continua a mettere in sapiente mostra questo vissuto, quello di una terra con vista mare. Spingersi un po’ più in là, oltre il cancello in ferro massiccio, apre al riposo degli ebrei nel loro suggestivo cimitero, a ricordarci la bellezza di un’altra, avvicente pagina cittadina nella pluralità sotto lo stesso cielo.

Le autorità presenti: da sin. il sindaco di Senigallia, Massimo Olivetti; il vescovo diocesano, Franco Manenti; il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli.

L’eleganza rinascimentale di un posto così doveva ritrovare la sua chiesa, ne era ed è ancora il fulcro. Voluta con grande determinazione dal suo ideatore e promotore, Giovanni della Rovere nel 1491– tanto che nel suo testamento si raccomanda accoratamente di finire l’opera – impreziosita da nomi del calibro di Baccio Pontelli, architetto e dei pittori Piero della Francesca e Perugino, torna a sorprenderci più bella che mai e si sa che i doni più delicati chiedono un di  più di attenzione, creatività e cura. Qui la fede celebrata e condivisa, la custodia della storia, la passione per la cultura alla portata di tutti si sovrappongono continuamente. Le pietre rimesse a posto domandano spiritualità profonda e accogliente, dialoghi intelligenti e armonia con il creato. Inaugurare e riaprire significa anche immaginare nuovi percorsi di cittadinanze possibili e a misura di tutte e tutti.

È tempo di godere di tutta questa bellezza, di farne partecipi i più giovani, di tornare ad abitare i luoghi. Di desiderare ancora e sempre più comunità cristiane aperte e coraggiose, nonostante l’esiguità dei numeri, sferzate da un vento fresco, come quello della sera della riapertura, che scansa la polvere dell’abitudine e dell’autoreferenzialità e scombina prassi, dentro e fuori la chiesa, ormai stanche.
La Chiesa delle Grazie ritorna a noi, le sue pietre ci parlano ancora: sarebbe un peccato non ascoltarle… ne hanno vista di storia e loro non temono il futuro.

Laura Mandolini

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La Rocca Roveresca di Senigallia

La Rocca Roveresca da rivivere in presenza

Abbiamo raggiunto Claudia Casavecchia, funzionario per la promozione e la comunicazione della Direzione Regionale Musei Marche – Ministero della Cultura, che dai microfoni di Radio Duomo – Inblu ci parla della riapertura della Rocca Roveresca di Senigallia, delle attività portate avanti durante il periodo di chiusura e di quelle in programma dopo la riapertura.

Come tutti i musei di Italia, la Rocca Roveresca di Senigallia è stata chiusa per molti mesi tra il 2020 e il 2021. Nell’estate 2020, nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia, si è registrata una risposta positiva alle varie iniziative proposte, come visite animate e aperture straordinarie. Durante il periodo di chiusura, però, non è venuta meno la mission di promozione del patrimonio e della cultura. Sui social sono state attivate rubriche e approfondimenti incentrati sulla storia della rocca e sui personaggi della famiglia Della Rovere. Con la rubrica #VistidaVoi e #laRoccaaCasaTua abbiamo, ad esempio, cercato virtualmente di portare a casa dei visitatori l’esperienza museale o di condividere le belle emozioni che il nostro monumento suscita. Inoltre sono state attivate esperienze di tirocinio e di scuola lavoro online: con il Liceo Perticari sono state attivate video lezioni in cui il nostro personale si è interfacciato con gli studenti per raccontare i retroscena della formazione di chi lavora in un museo. Ora verranno attivate in presenza iniziative con gli studenti che sperimenteranno in prima persona la vita all’interno di un museo, mentre con i tirocinanti dell’ISTAO-Istituto Adriano Olivetti è stata attuata un’analisi territoriale per interfacciarci con gli stakeholder nella promozione e nella condivisione dei valori del nostro territorio. Il primo risultato è stato un incontro in presenza pochi giorni fa con l’associazione editori marchigiani ÈDIMARCA, con la quale stiamo ragionando su una forma adeguata di collaborazione che possa aggiungere valore sia al loro lavoro sia alla fruizione dei musei della Direzione Regionale Musei Marche, Istituto in cui è inserita anche la Rocca Roveresca. Effettivamente questo periodo di pandemia ha ancor di più rafforzato la consapevolezza che solo facendo rete tra vari operatori possiamo raggiungere obiettivi di miglioramento dell’offerta che possa avere una ricaduta positiva sia sociale sia di sviluppo economico. Per tutte queste iniziative un ringraziamento particolare va sicuramente all’architetto Lian Pellicano’, che è stata la direttrice della Rocca Roveresca fino a metà aprile. Ora siamo in attesa della nomina di un nuovo direttore della Rocca.

Abbiamo inoltre attivato un accordo di valorizzazione con l’Istituto Centrale del Catalogo e della Documentazione di Roma grazie al quale la Rocca ospiterà nelle proprie sale la Mostra fotografica “L’oro del tempo” di Mario Cresci. Abbiamo ampliato la convenzione con il Comune di Senigallia che comporta scontistiche nei biglietti di ingresso e che verrà a breve attivata. La Rocca, inoltre, ospiterà alcune opere della seconda Biennale di fotografia di Senigallia e proporrà aperture straordinarie con visite animate e letture dantesche. In questo periodo è ancora difficile fornire date e appuntamenti definitivi, per questo invito a controllare i nostri social e il sito www.roccasenigallia.it e www.musei.marche.beniculturali.it per un’informazione sempre aggiornata sugli eventi della Rocca. La pandemia ci ha insegnato che la comunicazione online è un degno alleato per raggiungere molte persone anche lontane, ma ci stiamo organizzando per accogliere al meglio e con varie offerte i visitatori che avranno piacere di venirci a trovare e di vivere il nostro museo.

a cura di Barbara Fioravanti