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Tag: Rocca Roveresca

Il prato della rocca roveresca, a Senigallia, pieno di rifiuti

Volontari di Diritti al Futuro e Vola Senigallia ripuliscono il prato della rocca roveresca

Il prato della rocca roveresca, a Senigallia, pieno di rifiuti

Un intervento di volontariato civico attivo e concreto. Lo hanno messo in pratica non gli operatori comunali ma gli appartenenti alle liste civiche ambientaliste di sinistra, Diritti al Futuro e Vola Senigallia, che si sono adoperati per la pulizia di uno dei luoghi più noti di Senigallia, con lo scopo di farlo tornare a splendere o quanto meno di restituirgli dignità.

Armati di guanti, sacchi e scope, sabato 17 febbraio alcuni volontari hanno rimesso a nuovo il prato della rocca roveresca: si tratta di un monumento simbolo della città e attrazione turistica ma da tempo oggetto di scarse cure e manutenzione.

«Ci siamo sempre chiesti quanto tempo avremmo dovuto aspettare per vedere pulito, dignitoso e presentabile il prato della rocca roveresca – hanno affermato gli attivisti di Diritti al Futuro e Vola Senigallia -. Crediamo che sia una domanda legittima e diffusa anche tra i nostri concittadini, ormai abituati a vedere i bordi delle strade, i parchi e persino i luoghi di interesse turistico sommersi dì immondizia. Abbiamo purtroppo aspettato a lungo un intervento di pulizia straordinaria, nella totale assenza di quella ordinaria, a giudicare dall’accumulo di immondizia stratificato lungo le mura, nel prato e a ridosso della struttura stessa».

Fatte queste considerazioni, gli esponenti di Daf e Vs si sono rimboccati le maniche: «Abbiamo deciso di intervenire con un’azione di pulizia simbolica ma significativa – hanno spiegato – e siamo orgogliosi di aver restituito alla città uno spazio dignitoso e vivibile. Abbiamo a cuore la nostra città e ci dispiace molto vederla deturpata nella sua bellezza da immondizia ed incuria».

Ovviamente non potrà essere un’azione continuativa e le ragioni le forniscono proprio gli attivisti ambientalisti: «Il nostro intervento deve essere da stimolo alla richiesta da parte della cittadinanza di interventi di pulizia efficaci e quotidiani». Uno sprone dunque per l’amministrazione comunale perché Senigallia torni a riappropriarsi in maniera dignitosa dei propri luoghi simbolo.

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La Rocca Roveresca di Senigallia

Nel 2024 si amplia l’offerta culturale e di servizi della rocca roveresca di Senigallia

La Rocca Roveresca di Senigallia

Grazie all’Europa, grazie al Pnrr, anche per la rocca roveresca di Senigallia si apre l’opportunità di ampliare l’offerta di iniziative e attivare servizi per un target sempre più ampio di visitatori. Il monumento in piazza del Duca fa parte, assieme al museo archeologico statale di Arcevia, dei musei del Ministero della cultura ubicati nella valle del Misa. Il 2024 sarà un anno di svolta per uno dei simboli della cittadina marchigiana.

La rocca roveresca di Senigallia, già da alcuni anni dedicata all’esposizione di arte contemporanea, vede i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza finalizzati alla climatizzazione degli ambienti espositivi, con conseguente controllo delle condizioni microclimatiche. Un’operazione che consentirà di ospitare anche mostre di rilievo internazionale. Nel 2024 appena iniziato si completeranno anche gli interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche già in parte realizzati, che si andranno ad integrare con le azioni per il conseguimento del certificato di prevenzione incendi, a tutela della sicurezza del monumento e delle persone.

Ulteriori opere già realizzate nel biennio 2022-2023 hanno reso la rocca più confortevole alla visita, in particolare: opere illuminotecniche, ritinteggiatura complessiva del percorso museale e sistemi di oscuramento per un miglior comfort negli ambienti e per la salvaguardia delle opere in mostra che saranno così protette dall’esposizione diretta ai raggi solari. Ai fini della conservazione delle opere appartenenti alla collezione della Rocca, sono state compiute azioni quali la messa in sicurezza dell’intonaco dipinto recante la scritta storica Santa Barbara ora Pro Nobis – dove un tempo si trovava la cappellina dedicata alla santa protettrice dei bombardieri – e opere manutentive di base sugli elementi lapidei conservati nel deposito presso il piano seminterrato. 

E per quanto riguarda l’offerta culturale e didattica? Numerose sono le iniziative proposte alla rocca roveresca: oltre l’attività didattica rivolta a gruppi scolastici, famiglie e utenti con disabilità, nel corso degli anni si sono svolte numerose mostre, eventi, concerti e conferenze. In particolare, nell’ultimo biennio, si segnalano le mostre effettuate in collaborazione con l’Istituto centrale del catalogo e della documentazione (Iccd) – Ministero della cultura: Being There – Oltre il giardino di Claudia Losi (Progetto Italian Council, promosso dalla direzione generale creatività contemporanea – Ministero della Cultura) e la Biennale di fotografia, in collaborazione con il Comune di Senigallia. Per il 2024 è già in corso di elaborazione una nuova mostra con Iccd, oltre a varie attività in collaborazione con il Comune di Senigallia e a un convegno sull’evoluzione storica della rocca roveresca.

Per poter fruire degli eventi della rocca roveresca è possibile l’acquisto del biglietto annuale (intero 12 €, ridotto 18-25 anni 5 €; info: roccasenigallia.it/abbonamento) con possibilità di prelazione sugli eventi che verranno ospitati durante l’anno.

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Sculture di fede

La Vesperbild, letteralmente “immagine del Vespro”, è un tipo di scultura devozionale di origine nordica, nata nel 1300 in Germania, che consiste nella Pietà, ovvero nella Madonna con in grembo il corpo di Gesù ormai morto.

Vesperbild, anonimo plasticatore di ambito tedesco, metà del XV sec., pietra arenaria con tracce di policromia, Chiesa di Santa Maria del Soccorso, Mondolfo

Il Vesperbild di cui parleremo in questo articolo, che risale alla prima metà del 1400 ed è conservato presso la Chiesa di Santa Maria del Soccorso di Mondolfo, rappresenta probabilmente una fra le più antiche testimonianze artistiche superstiti in territorio mondolfese. Sarà solo nella metà del XV secolo, infatti, che nell’Italia centro-orientale prese a diffondersi questa iconografia nordica legata all’uso di pregare il Cristo morto tra le braccia della Madre, la sera del Venerdì Santo. Una rappresentazione in alcun modo riconducibile ai racconti presenti nei Vangeli o nei testi apocrifi ma piuttosto un’interpretazione popolare di ciò che potrebbe essere accaduto subito dopo la deposizione di Gesù dalla croce, poiché, come anche i testi sacri narrano, al momento della crocifissione e della sepoltura la Vergine Maria era presente accanto al proprio Figlio.

Come riporta anche la storica dell’arte Roberta Francolini nel suo testo sul Vesperbild di Mondolfo, inserito nel catalogo dell’affascinante mostra del 2014 “Lacrime di smalto – Plastiche maiolicate tra Marche e Romagna nell’età del Rinascimento” curata dallo storico dell’arte Claudio Paolinelli e ospitata all’interno della Rocca Roveresca di Senigallia, l’opera mondolfese, realizzata in pietra arenaria e che riporta ancora oggi tracce di policromia, fa parte delle cosiddette Belle Pietà, un’evoluzione tardo-trecentesca del tema in linea con lo stile Gotico internazionale, in cui l’artista non rappresenta più la Madonna come una madre affranta dal dolore che regge il corpo straziato del Cristo, ma come l’immagine di un ultimo e quasi intimo colloquio tra una madre e suo figlio.
Sul volto della Vergine, infatti, nonostante l’opera sia piuttosto rovinata, è ancora possibile ritrovare un’espressione di pacata rassegnazione, con le labbra delicatamente piegate in un accenno di sorriso, mentre sorregge la salma di Gesù, appoggiato sulle sue ginocchia con le mani raccolte sul grembo.

Mettendo a confronto la scultura di Mondolfo, alta poco più di 80 centimetri, con un Vesperbild molto simile documentato presso la cattedrale di San Rufino ad Assisi, è molto probabile che anche la Madonna del Vesperbild mondolfese avesse in origine la mano sinistra alzata davanti al petto, un’iconografia quest’ultima che si ripete molto spesso nelle Marche.

Questo tipo di sculture devozionali ebbero una vastissima diffusione, prima nei paesi nordici e poi in Italia, grazie alla pratica religiosa che il Vesperbild ispirava ai fedeli. Molti infatti, soprattutto in prossimità della Pasqua, erano soliti confrontarsi, proprio attraverso queste sculture, con i dolori della Passione di Gesù e di Maria, partecipando alla loro sofferenza e trovando così conforto per la propria.

Marco Pettinari

Anime senza voce: l’arte che difende i bambini arriva alla Rocca roveresca.

La locandina dell’evento

Anime Senza Voce torna con grande emozione, a presentare l’evento internazionale, giunto alla settima edizione, che si propone di contrastare l’abuso ai danni di minori, attraverso una ricchissima rassegna di opere d’arte realizzate da pittori, scultori, fotografi e performers, messe a disposizione da artisti affermati provenienti da moltissimi paesi del mondo. Gli artisti partecipanti all’evento, sono altresì affiancati e supportati, dall’intervento e collaborazione di professionisti di fama internazionale, che, con la propria comprovata competenza, guiderà tutti gli intervenuti attraverso questo bel viaggio artistico.

Ogni opera esposta, ci racconta una storia, è in sé una testimonianza di un abuso, che deve condurre ad una sensibilizzazione a combattere tutte le forme di violenza.

L’inaugurazione che si terrà all’interno della Rocca Roveresca venerdì 08 aprile 2022 alle ore 17.30 e verrà presentato dalla Sig.ra Veronica Verlicchi (Consigliere del Comune di Ravenna). Testimoni dell’evento saranno il Prof. Giorgio Gregorio Grasso (Critico e Storico d’Arte di Milano) ed il Sig. Reinhard Auer  (Regista e Direttore del “Freies Theater” di Bolzano).

Saranno Ospiti al Vernissage l’Arch. Alessandra Pacheco (Direttrice della Rocca Roveresca di Senigallia), il Sig. Roberto de Costanzo (Presidente della Ass. Sportiva A.S.D. Arti Marziali TKFA) e la Sig.ra Brigitte Ostwald (Fondatrice e Presidentessa di  Anime Senza Voce).

Con il Vernissage si darà inizio ad un programma ricco di incontri e dibattiti con Psicologi, Medici ed esperti del settore per discutere ed approfondire le problematiche su questo tema. Ci saranno momenti di laboratorio per i più piccoli, così come varie live performance di alcuni nostri artisti, altri momenti dedicati alla presentazione di libri, esibizione degli artisti presenti con un live painting nel cortile ed esibizione di arti marziali nel torrione. Verranno presentate n. 3 opere d’arte evolute alla AIBWS – Associazione Italiana Sindrome di Beckwith-Wiedemann-Onlus, e saranno esposte le opere dei giovani vincitori del premio ICARUS 2020 – Concorso di pittura per la gioventù. Per concludere , il Finissage verrà organizzato per domenica 10 aprile alle ore 17.00 con la premiazione della migliore opera votata dal pubblico e la performance di ringraziamento di tutti gli artisti con il lancio dei palloncini bianchi accompagnato dalle note di “Imagine” di John Lenonn.

Un vasto programma per dare voce a chi di voce non ne ha.