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Tag: ucraina

Mariupol nel cuore e la poesia come ‘arma’: Oksana Stomina si racconta a Senigallia

Non è stato solo un incontro letterario, ma una testimonianza viva e dolorosa che ha portato il dramma di Mariupol nel centro di Senigallia. Lo scorso 22 novembre, la libreria Iobook di via Cavour ha ospitato Oksana Stomina, poetessa e attivista ucraina, in un evento organizzato dal NAU (Network di Associazioni per l’Ucraina) con il patrocinio dell’ambasciata ucraina in Italia. L’audio, in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale, a fianco a un breve articolo.

Oksana Stomina è una donna capace di trasformare il dolore in letteratura. Nata scrivendo in russo, dal 2014 — anno dei primi bombardamenti sulla sua città — ha scelto la lingua ucraina come atto di identità e resistenza. Testimone diretta delle prime, tragiche settimane dell’assedio di Mariupol e delle vicende legate all’acciaieria Azovstal, Oksana Stomina non ha mai smesso di scrivere, nemmeno sotto le bombe che cancellavano i punti di riferimento della sua vita, raccogliendo i suoi versi nel volume “Lettere non spedite” (Gilgamesh, 2023).

Oltre la vittimizzazione

Il tour italiano della poetessa, che ha toccato oltre 25 città tra il 2023 e il 2024, ha un obiettivo preciso: sfatare l’immagine mediatica di un’Ucraina «martoriata e passiva». Stomina racconta invece la vitalità, la vivacità culturale e la resistenza del suo popolo. Una resistenza che la tocca nel profondo: suo marito, unitosi alla difesa territoriale, è oggi prigioniero di guerra. «Lei non riesce a comunicare con lui, non può scrivergli, non sa dove mandare le lettere», ha spiegato Andriy Podolskyy, presidente dell’associazione Insieme per l’Ucraina e interprete dell’incontro.

«Ormai non si fermeranno»

Le parole di Oksana Stomina durante l’incontro sono state un’analisi delle attuali dinamiche del conflitto. Secondo l’autrice, la possibilità di fermare la guerra “facilmente” è svanita dopo le prime fasi. «Prima si poteva dare la colpa solo a Putin, ma adesso, dopo oltre tre anni, tutti quelli collegati a questa aggressione sono diventati anche loro criminali di guerra», ha dichiarato la poetessa. «Sanno che se si fermano saranno sottoposti al tribunale internazionale. Per salvarsi, la governance russa deve vincere e continuare ad uccidere. Sono tutti macchiati di sangue».

L’appello

Il messaggio di Oksana Stomina è poi sfociato in una questione di coscienza, una domanda rivolta a chi, in Occidente, tende a giustificare l’aggressore. «Quando vedete un adulto che picchia una bambina per strada, andate a salvare la bambina o giustificate l’adulto che la mena?». La conclusione è stata un appello all’unità internazionale, che vada oltre il semplice concetto di assistenza: «Senza aiuto internazionale non ce la facciamo, ma questo non deve essere solo un aiuto per noi. Dobbiamo essere fianco a fianco, alleati contro questo male, per non lasciare il futuro dei nostri figli in mano a questi aggressori».

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La poetessa e scrittrice ucraina Oksana Stomina in tour in Italia, farà tappa anche a Senigallia

E’ iniziato il terzo tour italiano della poetessa ucraina Oksana Stomina, organizzato dai soci della NAU – Network Associazioni per Ucraina con il patrocinio informativo dell’Ambasciata Посольство України в Італії/ Ambasciata d’Ucraina in Italia. Sarà a Senigallia sabato 22 novembre 2025, alle ore 10.00, presso la libreria Iobook (via Cavour). E’ un’occasione da non perdere per chi vuole capire meglio le dinamiche e le radici della guerra in Ucraina direttamente da chi vive il dramma della invasione in prima persona. Oksana Stomina è testimone diretta delle prime settimane dell’assedio di Mariupol e delle tragedie del ‘Teatro drammatico’ e dell’acciaieria Azovstal. La sua voce poetica è fortemente legata alla realtà sociale e politica ucraina.

Con “Lettere non spedite” edite da Gilgamesh Edizioni la poetessa offre una testimonianza potente e toccante, capace di unire l’esperienza personale alla dimensione collettiva della storia contemporanea ucraina. Oksana Stomina venne in Italia per la prima volta nel 2022 insieme alle colleghe Belchenko e Kyva. Da quell’incontro è nata l’idea di creare un libro, pubblicato in Italia da Gilgamesh Edizioni. Su richiesta di numerose realtà culturali, l’autrice è tornata in Italia per un tour di presentazioni in autunno del 2023 (10 date) e uno in primavera del 2024 (nella fotografia, Stomina durante l’incontro avvenuto ad Ancona).

Nel tour del 2025 Stomina incontrerà i lettori di: Trani Bari, Bisceglie, Napoli, Benevento, Crema, Piacenza, Venezia, Rimini, Senigallia, Portogruaro, Desenzano del Garda, Asola e Remedello. In questa occasione, scrivono gli organizzatori “ci saranno incontri con studentesse e studenti universitari, delle scuole e anche un concerto in cui verranno cantati i brani musicali ispirati alle poesie di Stomina e di altre poetesse ucraine contemporanee”.

a cura di Andriy Podolsky

Donato alla biblioteca di Senigallia il libro della scrittrice Amelina, vittima della guerra in Ucraina

La Biblioteca comunale ‘Antonelliana’ di Senigallia, da oggi, accoglie un segmento intenso e drammatico della nostra storia contemporanea. Andriy Podolskyy, presidente dell’associazione ‘Insieme per Ucraina’ (nella fotografia, a destra), a nome della sua associazione ha donato all’istituzione senigalliese il libro “Guardando le donne guardare la guerra”, scritto da Victoria Amelina. Tradotto in Italia da Guanda, è rimasto incompiuto dopo la morte della scrittrice, avvenuta il primo luglio 2023 per le ferite riportate in un attacco missilistico russo su un ristorante di Kramatorsk, in Ucraina e successivamente completato da altri scrittori ucraini.

Victoria Amelina è tra i 208 artisti del suo Paese uccisi dalla Russia dal 2022, secondo le statistiche fornite dal ministero della Cultura ucraino a metà giugno 2025. Aveva 37 anni, un marito e un figlio. Al momento della sua morte, il manoscritto vincitore del premio Orwell non era finito. Un gruppo dei suoi più cari amici e colleghi si è presa la responsabilità di completarlo per la pubblicazione, cercando di preservare l’integrità e l’autenticità della sua voce. Tra questi c’è Yarina Grusha, che interpellata dalla stampa internazionale dice: «Penso a quanto sarebbe stata contenta Victoria di ricevere questo premio di persona e sicuramente avrebbe usato questa opportunità per continuare a parlare di giustizia per tutti coloro che lei ha descritto nel libro e per l’Ucraina. La sua voce, anche se nella forma incompiuta del libro, continua a servire le idee che lei ha promosso nel suo testo».

“Guardando le donne guardare la guerra” esplora la tenacia ed il coraggio, insieme alle avversità affrontate dalle donne ucraine nei giorni infiniti della devastazione, includendo figure come l’avvocatessa per i diritti umani e Premio Nobel per la Pace Oleksandra Matviichuk e l’artista Liubov Panchenko. «Vedo gli enormi sforzi che tu e i tuoi colleghi fate per dare una possibilità alla giustizia», scrive Amelina a Matviichuk. «Eppure, nonostante tutti i nostri sforzi, potremmo comunque perdere. E se dovessimo perdere, voglio almeno raccontare la storia della nostra ricerca della giustizia». Il libro ripercorre anche il percorso personale di Amelina nelle indagini sui crimini di guerra, evidenziando il peso emotivo di conciliare un lavoro così straziante con la maternità, la sua scrittura dedicata ai più piccoli, il suo forte desiderio di pace e giustizia.

Nel frattempo continua la raccolta firme (digitale e cartacea) promossa in diversi paesi e a cui aderisce anche l’associazione ‘Insieme per Ucraina’: l’obiettivo è lanciare una petizione online a livello europeo per raggiungere un milione di firme, in modo da sollecitare il Parlamento Europeo a prendere una decisione sull’ingresso immediato dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Laura Mandolini

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Ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, avviata petizione anche nelle Marche

Quale futuro per l’Ucraina? Entrerà nell’Unione europea? O rimarrà uno stato “cuscinetto” stretta tra le mire della Russia e il comfort di noi europei? E’ in fase di avvio una nuova iniziativa, davvero ambiziosa, di cui abbiamo parlato con Andriy Podolskyy, presidente dell’associazione “Insieme per Ucraina”. Sta per partire una doppia raccolta firme, una cartacea e una digitale, per far entrare l’Ucraina nell’Unione Europea il prima possibile. L’intervista sarà in onda mercoledì 14 e giovedì 15 maggio alle ore 13:10 e alle ore 20, in replica anche domenica 18 alle ore 17, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). L’audio è disponibile anche qui grazie al lettore multimediale.

L’idea nasce da una piattaforma digitale, Strichka, che unisce attivisti ucraini in tutto il mondo. L’obiettivo è lanciare una petizione online a livello europeo. Se si raggiungerà un milione di firme, il Parlamento Europeo sarà obbligato a prendere una decisione in merito. Per dare una spinta a questa petizione online, in diverse città europee, e in particolare in Italia, stanno organizzando una raccolta di firme “fisica”, su carta. Il primo appuntamento per chi si trova nelle Marche è fissato per domenica 18 maggio ad Ancona, in piazza Roma, dalle 9 alle 19: ci sarà un gazebo per raccogliere le adesioni e sensibilizzare le persone sull’importanza di questa petizione.

Petizione dal titolo “Sull’adesione accelerata dell’Ucraina all’Unione europea per rafforzare la sicurezza europea e scoraggiare la minaccia russa”. Analoghe iniziative sono già state avviate anche in altri paesi europei. Ma che reazione hanno gli europei su questo tema? Spesso la guerra è al centro dei media ma non vi sono più grandi reportages dalle zone di guerra come all’inizio del conflitto armato, anzi, dell’operazione speciale lanciata dalla Russia.

Andriy Podolskyy, presidente dell’associazione “Insieme per Ucraina, intervistato da Laura Mandolini sulle questioni internazionali e sulla vita in Ucraina, cita anche le prime mosse di papa Leone XIV che tra i leader europei ha scelto di cominciare il suo pontificato contattando proprio il presidente ucraino Zelensky, esprimendo vicinanza al popolo. Uno dei punti chiave dell’intervista che vi invitiamo ad ascoltare è proprio la capacità di resilienza del popolo ucraino, che Podolskyy sottolinea anche nella seconda parte dell’audio servizio, incalzato dalle domande di quattro studentesse del liceo Perticari (della III D, indirizzo scienze umane).

Durante la chiacchierata, ampio spazio è stato riservato anche agli aspetti personali che hanno portato Andriy Podolskyy a lasciare l’Ucraina tanti anni prima che cominciasse il conflitto e all’attività dell’associazione “Insieme per Ucraina”, impegnata anche come protezione civile negli aiuti alle popolazioni alluvionate di Senigallia (2022) e Emilia Romagna (2023).

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Il vescovo Franco in visita ai bambini e accompagnatori accolti a Senigallia

Sono 100 i minori ucraini ospitati con i loro accompagnatori in alcune diocesi italiane nell’ambito dell’iniziativa “È più bello insieme”, promossa da Caritas Italiana e Caritas Spes. “Il progetto – dice Caritas italiana – intende favorire un programma di vacanze solidali per minori e loro accompagnatori provenienti da contesti di guerra, così da garantire due settimane di spensieratezza e di riposo, lontani dalla guerra e dalle difficili condizioni in cui vivono dal febbraio del 2022”.

Anche Senigallia ha aderito al progetto e nella gioranta di giovedì 25 luglio il vescovo Franco, accompagnato dal vicario don Aldo Piergiovanni ed alcuni operatori Caritas – ha fatto visita agli ospiti della nostra Caritas.

Guerra e pandemia, imprese in difficoltà anche nelle valli Misa e Nevola – INTERVISTA AUDIO

Egidio Muscellini
Egidio Muscellini

Continuano le interviste nel programma radiofonico di Radio Duomo Senigallia/In Blu dal titolo “Venti minuti da Leone”. In questo spazio per le riflessioni sulle problematiche e sulle opportunità del territorio che va da Arcevia a Senigallia e da Chiaravalle a Mondolfo, abbiamo avuto tra gli ospiti Egidio Muscellini (in FOTO), presidente del comitato territoriale di Senigallia della Confartigianato che comprende il mandamento delle valli Misa e Nevola e quindi tutti i comuni da Arcevia a Senigallia.

In quest’area, insistono migliaia di imprese artigianali e commerciali: il saldo però continua a essere negativo, perché pesano diversi fattori a livello globale. Dopo la crisi della pandemia, è subentrato il conflitto tra Russia e Ucraina che ha portato a conseguenze impattanti per famiglie e imprese, tra cui aumenti generalizzati dei prezzi di ogni prodotto. E altrettanta apprensione si origina a ogni notizia di guerre o tensioni che si riaccendono, come adesso in Medio Oriente.

«Sicuramente il contesto nazionale e internazionale crea problemi vari – spiega Muscellini – tra cui aumenti di carburanti e materie prime che creano problemi alle nostre aziende, chi in maniera più marcata e chi meno, ma tutte ne risentono». Poi ovviamente dipende dal tipo di attività: un’attività con forni elettrici ha risentito maggiormente dell’aumento delle bollette energetiche rispetto a un negozio di abbigliamento.

Il contesto ha anche portato alla chiusura soprattutto di piccole attività che non hanno saputo far fronte all’aumento generalizzato dei costi, su tutti appunto energia e materie prime. «Tra i problemi c’è anche lo spopolamento dei centri storici che portano poi alla chiusura dei piccoli negozi, per cui si rende necessario un rilancio della qualità dell’abitare nei centri e nei borghi delle vallate». Anche in questo caso il fenomeno è più accentuato nei paesi dell’entroterra che potrebbero rinascere con il turismo, «una risorsa da sfruttare sicuramente».

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La guerra in Ucraina e la cura dei fedeli dovuti scappare in Italia

Da sinistra don Pavlo Zavysliak e il vescovo della Diocesi di Senigallia mons. Franco Manenti.
Da sinistra don Pavlo Zavysliak e il vescovo della Diocesi di Senigallia mons. Franco Manenti.

Tra i riflessi della guerra che ha investito l’Ucraina non c’è solo la fuga di tante persone ma anche il dover riorganizzare enti e servizi. E lo stesso ha fatto e sta facendo la Chiesa greco-cattolica ucraina che si è adoperata per poter garantire una presenza e cura spirituale alle persone ucraine che vivono qui in Italia.

In realtà la decisione di istituire un Esarcato Apostolico per i cattolici ucraini di rito bizantino residenti in Italia è stata annunciata da Papa Francesco nel 2019: questa unità territoriale ecclesiastica copre l’intera Italia, con circa 70.000 fedeli riuniti in 146 comunità. Una è quella di Senigallia ed è seguita a livello spirituale da don Pavlo Zavysliak (a sinistra nella fotografia con il vescovo della Diocesi di Senigallia mons. Franco Manenti). Al sacerdote 27enne abbiamo rivolto qualche domanda.

«Il mio servizio pastorale nella Diocesi di Senigallia consiste nell’assicurare l’adeguata cura spirituale ai fedeli cattolici ucraini di rito bizantino presenti sul territorio. Di solito, i fedeli ucraini si riuniscono per la preghiera e gli incontri nei templi della Chiesa italiana. Siamo stati calorosamente accolti dai vescovi e dai sacerdoti italiani, e siamo molto grati a mons. Franco Manenti, vescovo di Senigallia e a mons. Andrea Andreozzi, vescovo di Fano e in loro nome ai sacerdoti che ci offrono la loro disponibilità e ci aiutano a sentirci parte della famiglia della Chiesa Cattolica, alla quale appartiene anche la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina. A Fano, ci riuniamo nella chiesa dell’Istituto Don Orione, mentre a Senigallia, fino a poco tempo fa, grazie a Padre Giuliano Grassi, la nostra comunità celebrava la Divina Liturgia (così viene chiamata la Santa Messa nel rito bizantino) due giovedì al mese nella Chiesa di San Martino dei Servi di Maria. Ora, poiché abbiamo la possibilità di celebrare l’Eucaristia ogni Domenica grazie alla generosa disponibilità di Don Paolo Gasperini, io risiedo nella Parrocchia di Santa Maria della Neve e per le celebrazioni ci riuniamo nella Chiesa del Portone».

Cosa significa poter garantire una presenza spirituale per le persone ucraine che vivono qui?
«Prima di tutto, significa stare vicino ed essere disponibile come presbitero. Con la presenza del sacerdote connazionale, i fedeli hanno la possibilità di ascoltare la Parola di Dio e vivere la loro fede nella propria lingua». «Posso affermare con certezza che tutti gli ucraini che vivono qui hanno parenti, amici o conoscenti coinvolti nel conflitto. Perciò, durante le celebrazioni liturgiche, preghiamo in modo particolare per coloro che sono in servizio militare e per la pace in Ucraina e nel mondo. È importante anche essere disponibili per l’ascolto empatico, che può fare una differenza significativa nella vita di chi sta affrontando la sfida di avere persone care in guerra. Insomma, in questo periodo oscuro per la nostra terra….»

Continua a leggere nell’edizione digitale di giovedì 21 dicembre 2023, cliccando qui.
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Ucraina, dalle Marche un progetto per curare in Italia i bambini malati di cancro

Nuova speranza per i bambini ucraini malati di cancro che potrebbero venire a curarsi in Italia, e precisamente all’ospedale Salesi di Ancona, grazie a “Ukraine Health Project”. Si tratta di un progetto che mira a offrire terapie e assistenza sanitaria, ma soprattutto speranza, ai piccoli pazienti oncologici provenienti dalla terra martoriata dalla guerra con la Russia.

L’iniziativa è stata ideata da Maurizio Maraschi dell’Anteas Falconara e lanciata dall’associazione regionale Insieme Per Ucraina (IPU) che si era già impegnata fin dall’inizio del conflitto per la raccolta di aiuti umanitari per sostenere la popolazione ucraina. Questa nuova progettualità prevede l’accoglienza e l’assistenza gratuita a due bambini ucraini affetti da cancro presso la struttura “Casa della Vita,” gestita dall’associazione Ambalt di Ancona, in collaborazione con l’ospedale Salesi. Ogni bambino sarà accompagnato dalla madre, al fine di garantirgli il sostegno necessario durante il percorso di cura.

Percorso che sarà reso possibile proprio grazie all’intermediazione tra le strutture ospedaliere ucraine e l’ospedale di Ancona da parte dell’associazione Insieme Per Ucraina, che curerà anche la traduzione e l’interpretariato delle cartelle cliniche dei piccoli pazienti oncologici ucraini; la ricerca e raccolta fondi per sostenere il progetto, nonché la sua promozione.

Proprio a tal proposito i suoi responsabili Andriy Podolskyy ed Elena Tymchenko, insieme al presidente del consiglio comunale di Senigallia Massimo Bello, hanno incontrato nei giorni scorsi alcuni esponenti del consiglio regionale delle Marche: il consigliere regionale capogruppo di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli, il presidente della commissione “affari sociali e sanità” dell’assemblea legislativa delle Marche Nicola Baiocchi e Monica Bordoni, capo di gabinetto del presidente del consiglio regionale Dino Latini.

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Cei, “Le comunità preghino per la pace”. Il 10 marzo una Messa per le vittime della guerra

“Tutto il mondo è in guerra, è in autodistruzione. Fermiamoci in tempo!”. “Il grido accorato di Papa Francesco scuote le coscienze e chiede un impegno forte a favore della pace: è tempo di trovare spazi di dialogo per porre fine a una crisi internazionale aggravata dalla minaccia nucleare”. Ad un anno dall’invasione russa di uno Stato indipendente, l’Ucraina, la presidenza della Conferenza episcopale italiana, in una nota torna a ripetere il suo “‘no’ deciso a tutte le forme di violenza e di sopraffazione, il nostro ‘mai più’ alla guerra. Per questo, invitiamo le comunità ecclesiali ad unirsi in preghiera per invocare il dono della pace nel mondo”.

Aderendo all’iniziativa del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (Ccee), la presidenza della Cei invita “a celebrare venerdì 10 marzo 2023 una Santa Messa per le vittime della guerra in Ucraina e per la pace in questo Paese. Sarà un’occasione per rinnovare la nostra vicinanza alla popolazione e per affidare al Signore il nostro desiderio di pace. Chiedere la conversione del cuore, affinché si costruisca una rinnovata cultura di pace, sarà il modo in cui porteremo nel mondo quei germogli della Pasqua a cui ci prepariamo”.

“In Ucraina, così come in tanti (troppi) angoli della terra risuona infatti l’assordante rumore delle armi che soffoca gli aneliti di speranza e di sviluppo, causando sofferenza, morte e distruzione e negando alle popolazioni ogni possibilità di futuro”. “Sentiamo come attuale l’appello lanciato sessant’anni fa da san Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris: ‘Al criterio della pace che si regge sull’equilibrio degli armamenti, si sostituisca il principio che la vera pace si può ricostruire nella vicendevole fiducia’ (n. 39). “Se da una parte è urgente un’azione diplomatica capace di spezzare la sterile logica della contrapposizione, dall’altra tutti i credenti devono sentirsi coinvolti nella costruzione di un mondo pacificato, giusto e solidale. Il tempo di Quaresima – si legge ancora nella nota Cei – ci ricorda il valore della preghiera, del digiuno e della carità, le uniche vere armi capaci di trasformare i cuori delle persone e di renderci ‘fratelli tutti’”.

A.R.

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Dal consiglio comunale di Corinaldo il “no” alla guerra in Ucraina

Il consiglio comunale di Corinaldo, 28 febbraio 2023
Il consiglio comunale di Corinaldo, 28 febbraio 2023

Unanime il “no” alla guerra che il consiglio comunale di Corinaldo ha voluto esternare con un apposito ordine del giorno. La votazione, nella seduta del 28 febbraio, ha visto l’assise corinaldese unirsi all’appello del Coordinamento Nazionale Enti Locali Per la Pace e i Diritti Umani per chiedere il cessate il fuoco in Ucraina.

Rispetto del valore della vita umana, della sovranità e dell’integrità territoriale di ogni paese come pure dei diritti delle minoranze e delle legittime preoccupazioni. Sono i punti cardine di esternazioni di papa Francesco nel chiedere il cessate il fuoco nel conflitto che vede contrapposti Ucraina e Federazione Russa.

«È stato bello ed emozionante – afferma il sindaco Aloisi – confrontarsi in consiglio comunale su temi così alti ma di certo non distanti. Argomenti trasversali che hanno dimostrato che il consesso civico di un piccolo comune come il nostro può e deve manifestare unanimemente il proprio no alla guerra». 

L’ordine del giorno approvato dal consiglio comunale punta l’accento sulla richiesta al presidente della Federazione Russa di «fermare, anche per amore del suo popolo, questa spirale di violenza e di morte» e, di contro, al presidente dell’Ucraina di «essere aperto a serie proposte di pace».

Parole che verranno ribadite nuovamente dal primo cittadino di Corinaldo assieme ai colleghi marchigiani sabato 4 marzo a Loreto alla manifestazione voluta dal presidente del consiglio regionale Dino Latini.

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In Ucraina la pace si può: a Senigallia l’incontro con Rosalba Armando, operatrice Avsi

Il tema della guerra in Ucraina mantiene ancora la sua drammaticità e non possiamo spegnere i riflettori su ciò che sta accadendo a pochi passi da noi. Per questo Avsi, che opera in numerosi progetti di cooperazione allo sviluppo, propone all’interno della campagna Tende, un pomeriggio molto interessante dal titolo “In Ucraina. La pace si può” insieme a Rosalba Armando. Sabato 18 febbraio 2023, alle ore 17.30, all’auditorium San Rocco di Senigallia, Rosalba racconterà il suo punto di vista di donna che ha vissuto in Russia e in Ucraina.

Originaria di Cuneo, Rosalba Armando è stata per più di 20 anni a Novosibirsk, capitale della Siberia, occupandosi di progetti sociali per l’integrazione delle ragazze madri e dei ragazzi vulnerabili, attraverso l’organizzazione di una Ong locale. Rientrata in Italia è qui rimasta per ostacoli legati alla pandemia; oggi vive e lavora a Milano, implementando progetti AVSI contro la povertà educativa e occupandosi dell’accoglienza dei profughi ucraini a livello nazionale.

Il pomeriggio del 18 febbraio vede la collaborazione di AVSI con la Scuola di Pace “Vincenzo Buccelletti” e con Caritas Senigallia, che per il Comune gestisce il progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione), grazie al quale sono attualmente accolti nel territorio alcuni nuclei familiari di profughi ucraini.

Francesco Conigli

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Caritas Senigallia: chiuso l’hotel per i profughi ucraini. Trovate altre sistemazioni

La Caritas di Senigallia si è subito attivata, in rete con le Caritas internazionali, per accogliere uomini, donne e bambini ucraini in fuga dalla guerra che continua ininterrottamente nell’est dell’Europa da ormai dieci mesi. Nei sette mesi di ospitalità sono state accolte 72 persone, grazie alla collaborazione della Fondazione Mirco Giacomelli.

Piano piano queste persone hanno trovato accoglienza presso familiari o amici, alcuni sono tornati a casa o si sono spostati in altri Paesi europei, mentre le 8 donne rimaste in accoglienza tutto questo tempo al CAS (Centro di Accoglienza Straordinario) Futuro, ex Hotel Massi, sono state trasferite in parte al CAS di Loreto, sempre gestito da Caritas Senigallia, e in parte in alcuni progetti del SAI (Sistema Accoglienza Integrazione). Nel CAS di Loreto gli ospiti sono attualmente una trentina.

La chiusura del CAS Futuro, avviato in accordo con la prefettura di Ancona, comporta anche la chiusura della raccolta fondi che la diocesi, attraverso Caritas Senigallia, aveva aperto per l’emergenza nata dal conflitto in Ucraina. Sulla piattaforma www.ridiamodignita.it sono stati raccolti circa 88.000 euro, spesi in larga parte già a fine estate per buoni pasto, servizi rivolti ai minori, allestimento della nuova struttura di accoglienza a Senigallia e adeguamento della già esistente struttura ad Alberici di Montemarciano, predisposizione della struttura di accoglienza a Loreto.

Altra parte delle donazioni sono servite per l’accoglienza, la sistemazione, la cura e l’assistenza (sanitaria, burocratica, psicologica…) ai profughi ucraini presenti sul territorio diocesano, in grande numero donne, bambini e adolescenti.