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Terremoto centro Italia: la ricostruzione a dieci anni dal sisma 2016

Arquata del Tronto dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016. Foto: sisma2016.gov.it

Arquata del Tronto dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016. Foto: sisma2016.gov.it

Sono passati dieci anni esatti dal terremoto centro Italia. Scosse che, a partire dal 24 agosto 2016, devastarono un vastissimo territorio tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Dieci lunghi anni. I territori dell’Appennino tracciano un primo bilancio della ricostruzione. Che è sia materiale che sociale, spirituale ed economica.

I FATTI

La tragedia delle ore 3:36 causò crolli diffusi e ben 299 le vittime; diverse migliaia di persone furono evacuate; circa 600 mila quelle interessate. La serie sismica continuò fino ai primi mesi del 2017. Vennero rasi al suolo borghi e comuni come Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. I danni si stimarono in decine di miliardi di euro. Ma il conto dei danni non guardava al futuro: il sisma azzerò il tessuto socio-economico dei vari centri che ancora oggi faticano a ripartire. Tuttavia il quadro non è solo a tinte fosche.

Negli ultimi anni si è registrata una progressiva e positiva evoluzione rispetto al terremoto centro Italia. Le attività hanno provato a ripartire i battenti, le persone sono tornate (poche) ad abitare alcuni borghi dove le macerie sono ancora oggi presenti. I cantieri aperti e chiusi sono migliaia, ma ancora di più sono quelli in corso. Il tutto con velocità talmente differenti da zona a zona e da anno in anno che molti hanno messo in discussione l’intero sistema Italia.

LA RICOSTRUZIONE

Quella privata conta oltre 36 mila richieste di contributo per circa 17,8 miliardi di euro, con più di 14 mila cantieri già conclusi e il progressivo rientro delle famiglie, che ha ridotto gli assistiti in emergenza abitativa a meno di 9 mila nuclei. Parallelamente, sul fronte pubblico risultano avviate quasi la totalità delle circa 3.600 opere programmate, comprese centinaia di scuole ed edifici di culto, tra cui la riaperta basilica di San Benedetto a Norcia.

Amatrice dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016. Foto: sisma2016.gov.it
Amatrice dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016. Foto: sisma2016.gov.it

Nonostante le difficoltà strutturali storiche delle aree interne, gli indicatori mostrano alcuni segnali di tenuta economica e occupazionale. Il sostegno è arrivato anche dai programmi di sviluppo integrati al PNRR. Ad Amatrice, simbolo della devastazione, la ricostruzione complessiva ha raggiunto un avanzamento del 40%, tra la riapertura dell’arteria principale di corso Umberto I e i cantieri dell’ospedale e del municipio.

IL COMMENTO

Sul decennale del terremoto centro Italia è intervenuto Guido Castelli, commissario straordinario al sisma 2016: «Non è soltanto una data. È un passaggio che ci chiama alla responsabilità della memoria, alla cura del ricordo, alla consapevolezza che la ricostruzione non può essere solo un insieme di opere, ma un atto di giustizia verso le comunità colpite».

E per quanto riguarda la ricostruzione dopo il terremoto centro Italia, il modello è quello del Friuli nel 1976. «Ci vollero 19 anni per completare la ricostruzione, in un territorio meno esteso (circa 5000 kmq in Friuli, 8000 kmq nel Centro Italia) e amministrato da una sola regione, a statuto speciale. Le complessità amministrative e le regole, nel frattempo, si sono fatte a volte più rigide, oltre che rigorose. Ma contiamo di tenere il passo con quell’esempio virtuoso. Siamo a metà del lavoro e stiamo procedendo spediti», evidenzia Castelli.

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Arquata del Tronto dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016
Arquata del Tronto dopo il terremoto del centro Italia del 24 agosto 2016