“Viva la mamma!”, intervista a Milena Miconi, attrice nella commedia in cartellone a Corinaldo

La mamma è sempre la mamma recita un’espressione popolare della tradizione italiana, che racchiude l’idea della centralità, dell’unicità e dell’insostituibilità della figura materna. Ma questo vale perfino quando la mamma decide di mettere sotto naftalina quella «gonna un po’ lunga» di morandiana memoria, a favore di una rinnovata stagione dell’amore? È quanto succede in Viva la Mamma!, commedia brillante scritta da Diego Ruiz e scelta per aprire la stagione teatrale corinaldese 2026-2027 al Teatro Goldoni. La pièce, proposta dal Comune, da Teatro Time e da AMAT, con il contributo del MiC e della Regione Marche, alza il sipario giovedì 5 novembre 2026. Sul palco Iva Zanicchi con Milena Miconi, Samuel Peron e lo stesso Diego Ruiz.
Il tutto si svolge durante il pranzo di Natale e racconta con ironia, tra equivoci, sospetti e affetti familiari, i rapporti tra genitori e figli, dimostrando alla fine come la famiglia resti sempre il bene più prezioso. Motore della vicenda è proprio Michela (Iva Zanicchi), donna energica, ironica e piena di vitalità, che, durante il tradizionale pranzo natalizio, presenta ai figli Sofia e Sandro una sorprendente novità: nella sua vita è arrivato un uomo molto più giovane di lei. Quella che dovrebbe essere una giornata di festa si trasforma così in un susseguirsi di sospetti, battibecchi, equivoci e momenti esilaranti, mentre i figli cercano di capire le reali intenzioni del nuovo arrivato. Ne abbiamo parlato con Milena Miconi, che nello spettacolo interpreta Sofia, per approfondire i temi della commedia e riflettere su quanto siano ancora attuali i pregiudizi, i rapporti tra generazioni e il ruolo della donna all’interno della famiglia.
La protagonista della commedia decide di rimettersi in gioco sentimentalmente, nonostante l’età. Quanto è ancora radicato nella nostra società il pregiudizio secondo cui, superata una certa età, una donna debba rinunciare all’amore e alla propria libertà sentimentale?
Probabilmente un po’ di pregiudizio c’è, ma in questo caso la situazione è in parte diversa: non è solo una questione di rimettere in gioco la propria vita sentimentale; il motore della commedia è la preoccupazione da parte dei figli nei riguardi di una mamma che incontra un giovane uomo, che passa del tempo con lei e di cui non si sa chi sia, se sia una persona seria o se si tratti di un losco individuo che vuole magari solo semplicemente approfittare di una donna matura. Insomma, una storia quanto mai contemporanea, come la cronaca ci ricorda.
Nello spettacolo assistiamo a un curioso ribaltamento dei ruoli: sono i figli a voler proteggere la madre dalle sue scelte, quasi dimenticando che sia una donna adulta e autonoma. Quanto è difficile, per i figli, accettare che i genitori abbiano una vita indipendente dalle aspettative familiari?
Ma sì, penso che sia normale. Credo che un figlio tenda ovviamente a essere geloso della propria mamma e quindi, in qualche modo, è legato alla figura archetipica: la gelosia non si può negare. Poi ci sono vari sottotesti che vengono messi sul palco, tra cui gioca un ruolo importante quello del senso di colpa. Presi come siamo dalle nostre vite, nonostante nessuno si sogni di mettere in discussione l’amore viscerale che si può provare verso un genitore, non sempre questo trova riscontro nel tempo e nelle attenzioni che riusciamo a dedicare a chi ci ha cresciuto e accudito. Poi, se c’è altro, penso che sia piuttosto soggettivo: personalmente non saprei cosa potrebbe scattare nella mia mente se sapessi che mia madre magari ha una relazione con un uomo più giovane…
La differenza d’età tra Michela (ndr: la protagonista) e il suo nuovo compagno scatena sospetti, gelosie e pregiudizi. Perché una relazione tra una donna matura e un uomo più giovane continua a suscitare tanto clamore, mentre situazioni inverse vengono spesso considerate più accettabili?
Anche in questo caso devo essere sincera: personalmente non so come reagirei… È vero che è molto più comune la situazione contraria, ma credo che qualcosa nella mentalità odierna stia cambiando: situazioni in cui lei è più grande di lui non sono più eccezioni e piano piano stanno diventando all’ordine del giorno, così come da parte degli uomini c’è un’attenzione verso le donne più giovani. Oggi la donna si sta prendendo sempre più i suoi spazi e giustamente a essere importante è l’amore che lega due persone, che deve prescindere dalla differenza di età… o almeno me lo auguro!
Il titolo Viva la Mamma! richiama una figura centrale nell’immaginario familiare italiano, ma lo spettacolo sembra voler mettere in discussione anche l’immagine tradizionale della madre, sempre pronta a sacrificarsi per i figli. Secondo lei, è arrivato il momento di liberare la figura materna dall’obbligo di essere sempre e soltanto una mamma, restituendole pienamente il diritto di essere anche una donna?
Beh, insomma, questo è un argomento importante, nel senso che la mamma è sempre la mamma, però non vuol dire che non debba sentirsi più donna: vivere la propria vita e mantenere la propria identità credo sia qualcosa di non contrattabile ed è imprescindibile sia per la salute mentale della madre che per quella dei figli. Ovviamente il ruolo di madre, per chi ha figli come me, è qualcosa che ti entra sottopelle ed è una cosa che, da quando inizia, non ci abbandonerà più e fa parte della bellezza del ruolo e della responsabilità della genitorialità, ma questo non deve coincidere con l’annullarsi del tutto. Serve un equilibrio che faccia convivere in armonia tutte le parti dell’essere donna.
a cura di Lorenzo Ceccarelli
Segui La Voce Misena sui canali social Facebook, Instagram, X e Telegram

