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Animali investiti: dalla Sicilia a Senigallia è un obbligo di legge soccorrerli

La strada statale 16 Adriatica nord, al Cesano di Senigallia

La strada statale 16 Adriatica nord, al Cesano di Senigallia

A Saponara, in provincia di Messina, un’ambulanza fuori servizio ha travolto e ucciso un gatto. Chi era alla guida, probabilmente per l’alta velocità, non solo ha “messo sotto” un gatto che in quel momento attraversava la strada, ma non si è fermato a prestargli un dovuto soccorso. Grazie alle indagini della Polizia Locale, l’uomo è stato individuato e sanzionato con una multa di circa 300 euro.

L’episodio ha visto l’applicazione di quanto previsto dal nuovo Codice della Strada. L’articolo 189 impone all’automobilista l’obbligo di fermarsi e soccorrere gli animali coinvolti in un incidente. Chi infrange la norma rischia una sanzione amministrativa fino a circa 1.700 euro. Non si tratta più soltanto di un gesto di sensibilità o di rispetto per la vita, ma di un preciso dovere normativo.

Il fatto avvenuto in Sicilia riguarda da vicino anche la realtà di Senigallia. La legge è valida su tutto il territorio nazionale, ma lungo le strade marchigiane continuano a verificarsi investimenti di gatti domestici e di colonia senza che vi sia notizia di verbali staccati. La speranza di Mirella Verde – che si occupa della colonia felina di Cesano – e di tanti animalisti come lei è che le forze dell’ordine intensifichino i controlli anche nel nostro territorio per punire chi pirata la strada.

A tal proposito, la volontaria rinnova l’invito al sindaco Massimo Olivetti. L’amministrazione comunale può posizionare, tramite ordinanza, appositi segnali stradali sulle vie cittadine. I cartelli devono segnalare la presenza di colonie feline e imporre la riduzione della velocità. Un piccolo intervento che la giunta può attuare subito, facendosi contemporaneamente portavoce della richiesta anche presso il ministero dei trasporti.

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