Estate, turismo e concessioni: bilancio stagionale a Senigallia tra servizi e nodo Bolkestein

Nato nel 2010 per gestire in forma associata il servizio di salvataggio, presidio obbligatorio che garantisce il pronto intervento sull’arenile ma anche l’assunzione di decine di operatori stagionali, il consorzio Senigallia Spiagge raccoglie oggi circa settanta consorziati tra stabilimenti balneari, campeggi, attività di ristorazione e altre concessioni. Nel corso degli anni la struttura ha esteso le proprie funzioni. Ne abbiamo approfittato per fare qualche domanda al presidente Piergiovanni Cicconi Massi. L’intervista è andata in onda su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), ma la potete riascoltare anche qui grazie al lettore multimediale.
Il bilancio della stagione estiva 2026 si attesta su livelli soddisfacenti sia in termini di presenze generali sia sotto il profilo del riscontro economico per gli operatori. Il comparto balneare rileva tuttavia una progressiva mutazione nelle abitudini dei turisti. Oggi si tende a diversificare le esperienze sul territorio alternando la presenza in spiaggia a visite nell’entroterra, nei luoghi della cultura o della spiritualità. A ciò si aggiunge l’evoluzione dell’offerta balneare, cresciuta negli anni grazie all’introduzione dei servizi di somministrazione e bar all’interno delle concessioni, con un conseguente incremento dell’impatto occupazionale e della qualità dei servizi erogati.
Sul fronte della gestione dell’ordine pubblico, il settore continua a confrontarsi con le criticità legate alla movida notturna. Nonostante l’ordinanza comunale vieti l’accesso agli arenili nelle ore notturne, si registrano episodici atti vandalici a danno delle attrezzature degli stabilimenti. Le difficoltà operative di intervento tempestivo da parte delle forze dell’ordine durante i fine settimana costringono spesso i singoli concessionari a farsi carico in autonomia di servizi di vigilanza privata per preservare le proprie strutture.

L’elemento di maggiore incertezza per il settore rimane la direttiva europea Bolkestein e l’applicazione delle evidenze pubbliche per le concessioni, la cui scadenza definita è fissata per settembre 2027. Il consorzio sta valutando la tesi della “non scarsità della risorsa”: a Senigallia c’è una quota di circa il 40% di spiaggia libera presente sul litorale, rispetto al 60% concessionato. La preoccupazione principale riguarda il rischio di arresto degli investimenti privati e l’ingresso di grandi gruppi finanziari o fondi d’investimento, se non vere e proprie infiltrazioni criminali.
Per mitigare l’impatto delle evidenze pubbliche e tutelare il tessuto imprenditoriale locale c’è però una strategia. Il consorzio Senigallia Spiagge suggerisce che i bandi (che dovranno essere gestiti dai comuni!) possano prevedere clausole di salvaguardia e limiti all’accaparramento di più licenze, pur nel rispetto dei principi di concorrenza. La frammentazione delle concessioni senigalliesi rende complessa una sorta di aggregazione tra operatori. L’associazione punta comunque a garantire la stabilità del comparto e la continuità del modello di accoglienza. Quello stesso modello che costituisce una delle principali leve economiche della città, da non smantellare.
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