Museo Archeologico Statale di Arcevia: riapertura e nuove proposte culturali

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Claudia Casavecchia, Direttrice del Museo Archeologico Statale di Arcevia, descrive questa interessante realtà e le proposte legate ad essa, sia durante il periodo di chiusura che dopo la riapertura.

Presso le Scuderie del Quirinale nella mostra “Tota Italia. Alle origini di una nazione”, realizzata con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, e curata da Massimo Osanna e Stéphane Verger sono in mostra le belle corone auree provenienti dalla necropoli di Montefortino di Arcevia. Le corone, normalmente esposte presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, sono una testimonianza del sito di Montefortino, frazione di Arcevia, dove è stato rinvenuto un importante complesso, costituito da una necropoli del IV-III secolo a.C. e da un santuario, frequentato dal V secolo a.C. almeno fino al II secolo d.C. Una selezione dei ricchi corredi della necropoli è ospitata presso il Museo archeologico Statale di Arcevia e attesta la presenza dei Galli Senoni nel territorio piceno e la loro integrazione con la comunità locale.

Il Museo archeologico di Arcevia è un piccolo museo territoriale, ospitato presso i locali dell’ex convento di San Francesco. Fa parte del Polo Culturale San Francesco assieme all’Archivio Comunale, la Biblioteca e il Museo di Arte Contemporanea ed è nato proprio grazie a una convenzione tra il Comune, che ha messo a disposizione i locali, e l’ex Soprintendenza Archeologia delle Marche, che ha musealizzato gli spazi con l’esposizione di reperti provenienti da scavi del territorio arceviese: Ponte di Pietra, Conelle, il già citato Montefortino e Monte Croce Guardia, dove è ancora attiva una campagna di scavi concessa dalla Soprintendenza all’Università Sapienza di Roma.

Se nel periodo di chiusura obbligato dalla pandemia il museo ha sempre mantenuto aperta la relazione con il pubblico tramite i social proponendo approfondimenti, virtual tour e partecipazioni a iniziative social proposte da Regione, ICOM o altri, per quanto riguarda eventi rivolti all’accoglienza in presenza abbiamo sempre avuto una stretta e proficua collaborazione con il Comune, salvaguardando la vocazione per cui è nato il museo: essere luogo di comunità che racconta la storia di un territorio ben definito e in continuo dialogo con la territorialità.

Come l’anno scorso, anche questa estate verranno attivate aperture straordinarie e appuntamenti culturali in collaborazione e in concomitanza con gli eventi promossi dal Comune. Alcune iniziative sono ad esempio la mostra fotografica “La dimensione dell’azzurro” che avrà luogo nei vari spazi del Polo Culturale San Francesco e la manifestazione “Patrimonio in scena”, un progetto che intende sviluppare il paesaggio culturale arceviese promosso da Regione, ICOM, MAB. Per quest’ultimo, tra le varie proposte che sono state presentate, tutte molto interessanti, abbiamo scelto di accogliere il progetto Sottopelle – alla ricerca di frammenti di senso e connessioni nascoste, proposto dall’Associazione Teatrale Giovani Teatro Pirata. Un’altra progettualità che vedrà la collaborazione con il Comune è una performance musicale che verrà accolta nell’ambito dell’Arcevia Jazz Feast. Come Direttrice sono molto contenta di ospitare manifestazioni che propongono una fruizione del museo apparentemente fuori dai canoni. La danza, la recitazione, la musica sono linguaggi che, d’altronde, sono forse da sempre una modalità di comunicazione propria dell’uomo.

Un’iniziativa già fruibile al museo è la mostra: LA BELLEZZA VIOLATA – Il mercato illegale dei beni culturali e l’attività del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che propone una riflessione sul problema del traffico illecito di beni culturali, che in campo archeologico comporta una pericolosa decontestualizzazione dei reperti. Insomma, il Museo Archeologico Statale di Arcevia è un piccolo museo da visitare e vivere.

a cura di Barbara Fioravanti

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