Il ritratto del conte Ercole Mastai-Ferretti

Scritto il . Pubblicato in , .

Al piano nobile di Palazzo Mastai, nel grande salone di rappresentanza col quale inizia il percorso di visita alla Casa Museo Pio IX, è possibile ammirare, dall’estate 2021, il ritratto del conte Ercole Mastai-Ferretti, recentemente restaurato dalle abili mani del professor Michele Papi, titolare dell’Atelier di restauro “Il Compasso”, sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche.

L’opera, un olio su tela di 100×78 centimetri, datata 9 settembre 1741, per diverso tempo custodita nei depositi di Palazzo Mastai, ci riporta nella Senigallia del XVIII secolo e a quella nobiltà che per lungo tempo è stata al centro delle vicende cittadine, soprattutto in merito alle questioni legate alla famosa Fiera Franca.
Vicende a noi giunte grazie a un diario in cinque manoscritti noto come Memorie Mastai, realizzato tra il 1707 e il 1778 dallo stesso Ercole Mastai e prima di lui da suo padre Giovanni Maria e da suo zio abate Giovanni Battista. 

Ritratto di Ercole Mastai-Ferretti, area veneziana, olio su tela 100×78, 1741, Palazzo Mastai – Casa Museo Pio IX, Senigallia

Il dipinto ci restituisce l’immagine di un Ercole quattordicenne, con le labbra che accennano un timido sorriso e gli occhi che sembrano sfuggire alla vista di chi osserva la tela, che si atteggia da uomo adulto mentre cerca goffamente con le mani le tasche del vestito, le quali, come ricorda la storica dell’arte Lorenza Zampa, curatrice della mostra “Ercole Mastai – Il ritratto di un nobile senigalliese del ‘700”, furono una grande conquista della moda del XVIII secolo.

Il nobile rampollo della famiglia Mastai, lungamente impegnato nella vita cittadina anconetana tanto che proprio grazie alla sua attività il casato Mastai-Ferretti entrerà a far parte nel 1761 della nobiltà dorica, domina l’intera scena del dipinto. Lo sfondo del ritratto è sobrio e nel complesso disadorno, primeggiano sulla tavolozza le cromie verdi e marroni e soltanto con l’ultimo restauro, eseguito dal professor Papi dopo quello del 1964 realizzato dal professor Luigi Vincenzi, sono tornati visibili alcuni dettagli prima nascosti, come la tenda, che posta in primo piano a lato del giovane Mastai fa da cornice al soggetto, e la balaustra sulla quale Ercole è poggiato.

Seppur l’iscrizione lasciata dall’autore dell’opera sul retro della tela ci aiuti a risalire alla data di realizzazione del dipinto, il nome dell’artista che lo ha eseguito, di probabile area veneziana, ci è purtroppo ad oggi ancora ignoto: PAUL MRTINS/ VEN. FECIT DIE/ 9 7bris 1741.
È comunque interessante constatare come la nobile famiglia Mastai, originaria di Crema, sia rimasta legata nei secoli alla città di Venezia, in cui è documentata dal 1520, sia per ragioni economiche che artistiche, andando proprio a scegliere per realizzare il ritratto del giovane Ercole, futuro nonno di quel Giovanni Maria Mastai Ferretti che salirà al soglio pontificio nel 1846 col nome di Papa Pio IX, un pittore della Serenissima, piuttosto che un artista locale o della più vicina città di Bologna.

Marco Pettinari