La missione è anzitutto libertà

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padre Pier Luigi Macalli
padre Pier Luigi Macalli

Era a Senigallia per far visita al suo amico Franco Manenti, anche lui originario della diocesi di Crema. Ed il vescovo di Senigallia lo ha accolto con grande gioia, tanto più in questo mese dedicato al mondo missionario. Se non fosse per il delirante progetto jihadista secondo il quale il mite missionario sarebbe un infedele tanto scomodo da dover essere rapito e tenuto prigioniero per quasi due anni, in pochi avremmo sentito parlare di padre Pier Luigi Macalli, della Società missionaria africana, prete missionario in quell’Africa sub sahariana diventata terra pericolosa, violentata da bande armate che non le danno tregua. Tra le dune ci sono i nuovi rifugi del fondamentalismo islamista.

Era il 17 settembre 2018: cosa è successo quella notte in Niger?

Ero in Niger da 11 anni, nella missione di Bomoanga, nel Sud ovest, vicino la frontiera con il Burkina Faso ed esercitavo il mio ministero di missionario in questa realtà molto rurale quando una visita notturna, pensavo dei ladri, si è invece rivelata un rapimento e un sequestro che è durato per due lunghi anni. Una situazione che ha sconvolto il mio ordinario vivere in mezzo alla gente.

Due lunghissimi anni: c’è stata la possibilità di interlocuzione con i suoi sequestratori?

Sì. Ho sempre cercato quel dialogo quotidiano che è sempre stata la mia caratteristica di missionario. Con questi giovani – con quel poco di francese che loro parlavano – ho provato a spiegare chi ero, cosa facevo, perché mi trovavo in Africa.

Gli esperti di geopolitica ce lo dicono da tempo: il vero snodo dello jihadismo è l’Africa subsahariana. Quella parte di mondo, però, è sistematicamente dimenticata dalla grande comunicazione.

Che l’Africa fosse una polveriera lo si sapeva nei nostri ambienti missionari; il fatto che adesso racconto di una prigionia che ha messo a dura prova le certezze che sembravano intoccabili…

Intervista a cura di Laura Mandolini. Il testo completo è disponibile nel mensile cartaceo di giovedì 21 ottobre. Abbonati e clicca qui per leggerlo.