Politici locali e vescovo: auguri e desideri condivisi

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Franco Manenti, vescovo di Senigallia

Benché on line, è stato assai partecipato l’incontro del vescovo Franco con gli amministratori dei Comuni della diocesi di Senigallia, svoltosi sabato 19 dicembre scorso. Sono intervenuti sindaci e amministratori dei Comuni di Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castelleone, Chiaravalle, Corinaldo, Montemarciano, Monte San Vito, Morro d’alba, Ostra, Senigallia, Serra de’ conti, Trecastelli.

Il consueto momento di auguri natalizi è coinciso con la illustrazione della enciclica di papa Francesco, Fratelli tutti. Il Vescovo Franco ha sottolineato tre punti, invitando i presenti a dedicare gli opportuni approfondimenti nei mesi successivi: la centralità della persona umana, il rispetto nelle diversità, la costruzione di una comunicazione meno divisiva, più fraterna.

Giovanni Spinozzi ed  Anna Paola Fabri della Commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro sono intervenuti ricordando il capitolo quinto della enciclica dedicato a La migliore politica.

Generale è stato l’apprezzamento per la iniziativa, poiché spesso chi è impegnato in Comune non ha molto tempo per fermarsi a pensare a questioni più generali.

Nel suo invito, il Vescovo aveva chiesto di segnalare delle esperienze solidali, vissute in tempo di pandemia. Ecco alcune risposte:  i Comuni hanno distribuito pacchi dono a tutti oppure solo ai più bisognosi, bimbi con mamme in difficoltà (la politica è anche fare delle scelte);  hanno sperimentato il lavoro a distanza, ma anche il buio di dover affrontare una inedita malattia. In alcune realtà, è stato sperimentato con successo il volontariato civico. Ci sono stati casi in cui giovani famiglie o associazioni di artigiani hanno spontaneamente pensato ad iniziative di solidarietà. Ci sono stati sindaci che hanno evidenziato come la pandemia abbia messo in risalto gli aspetti peggiori dei cittadini, mossi dall’egoismo e dal puntarsi il dito contro. Gli stessi amministratori ammettono di aver avuto pregiudizi, senza riuscire a cooperare per il bene comune, con chi la pensa in maniera diversa: i social non aiutano  e la comunicazione tra cittadini e tra amministratori può essere migliorata. Con una bella immagine, è stato detto che la pandemia ha permesso di creare un “fagotto buono” di esperienze di solidarietà, al quale attingere ancora oggi.

E’ stato apprezzato il gesto del Vescovo  che ha voluto nei giorni precedenti inviare in dono ai sindaci, ai presidenti di consiglio comunale ed alle biblioteche comunali una copia della lettera enciclica. Giovanni ha informato che la Commissione diocesana ha iniziato a riflettere su un percorso di formazione al bene comune, che sicuramente terrà conto dei princìpi e delle considerazioni espresse nell’incontro con gli amministratori.

Il Vescovo ha concluso presentando quelli che ha definito i tre paradossi dell’amministratore:  il paradosso è una situazione in cui entrano in rotta di collisione realtà che confliggono, ma che possono arricchire se governate con sapienza. Il primo paradosso è quello per cui l’amministratore locale vive la prossimità, rispetto al politico nazionale: può capire i problemi concreti, ma è anche “perseguitato” da continue richieste; il secondo paradosso è che l’amministratore locale rischia di lasciarsi vincere dalla inadeguatezza o dal senso di non riuscire a concludere i progetti iniziati. Non scoraggiamoci, facciamo come in famiglia, dove si educa senza aver l’ansia del risultato. Il terzo paradosso è quello di essere tutti  uniti per il bene comune, appassionati in consiglio comunale, ma al contempo diversi, poiché la soluzione offerta dagli uni non è condivisa quasi mai dagli altri.

Ecco l’augurio è di abitare questi paradossi, confidando sul fatto che il bene ci educa e ci rende più fraterni.

La Commissione diocesana per la pastorale sociale e del lavoro

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