Alluvione, ricerche non stop per Brunella

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Continuano senza sosta le ricerche lungo il corso del fiume Nevola per trovare l'ultima persona dispersa dopo l'alluvione
Continuano senza sosta le ricerche lungo il corso del fiume Nevola per trovare l’ultima persona dispersa dopo l’alluvione

Non si fermano le ricerche dell’ultima persona dispersa dopo la tragica alluvione del 15 settembre scorso che ha investito l’entroterra e il senigalliese. Di Brunella Chiù, mamma 56enne di Simone e Noemi Bartolucci, non si hanno notizie da quasi quattro settimane, da quando cioè l’auto su cui si trovava, assieme alla figlia 17enne, è stata travolta dalla piena del fiume Nevola.

Le ricerche vedono impegnati vigili del fuoco, carabinieri, guardia di finanza, carabinieri forestali, protezione civile, sommozzatori, soccorso alpino e speleologico delle Marche, unità cinofile e droni per sorvolare la vasta area che va dal Comune di Barbara fino alla costa senigalliese, passando più volte per la zona di Trecastelli.

Lo scorso 20 settembre è stata ritrovata verso Corinaldo la sua automobile, una Bmw Serie 1, bianca e irriconoscibile, un cumulo di lamiere orribilmente accartocciato dalla violenza della piena del fiume Nevola. Poco distante, a circa 200 metri, è stata rinvenuta dopo una decina di giorni anche la borsa di Brunella, nascosta nel fango sulla sponda del torrente Nevola, nei pressi di Burello a Corinaldo, a circa 8 km di distanza. E’ stato possibile determinare l’appartenenza grazie ai documenti ancora contenuti al suo interno. Della donna però ancora nessuna notizia.

Una storia drammatica quella di Brunella, Noemi e Simone: la loro casa a Barbara, in contrada Coste, è a pochi metri dal letto del fiume: qui il Nevola crea un’ansa, l’abitazione è stata tra le prime a essere invase. I tre hanno cercato di mettersi in salvo con le loro auto: Simone ne ha presa una, Brunella e Noemi l’altra ma l’acqua non ha lasciato loro scampo. Solo per fortuna Simone, 23enne, è riuscito a uscire dall’abitacolo e a salvarsi rimanendo per ore aggrappato a un albero prima che giungessero i soccorsi; la 17enne si trovava invece con la madre quando è arrivata l’ondata di piena che le ha portate via sotto gli occhi impotenti del fratello. Di Noemi si sono celebrati pochi giorni fa i funerali alla chiesa parrocchiale di Barbara, ritardati con la speranza che almeno si potesse dare un saluto congiunto alle due vittime. Nemmeno le continue ricerche, portate avanti senza sosta da numerose unità di forze dell’ordine, sommozzatori, vigili del fuoco e protezione civile ha permesso di alleviare il dolore di una famiglia e della comunità che si è stretta attorno ai parenti ancora sotto choc e increduli per quanto avvenuto.