Senigallia, acque del mare non inquinate dopo lo sblocco del fiume Misa

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I lavori sul tappo di detriti alla foce del fiume Misa a Senigallia
I lavori sul tappo di detriti alla foce del fiume Misa a Senigallia

Dopo l’intervento alla foce del fiume Misa di Senigallia, l’acqua è finalmente tornata a scorrere libera fino a defluire nel mare Adriatico. Una buona notizia per la città che era da inizio agosto alle prese con un blocco totale, una barra in gergo tecnico, causato dai detriti che ostruivano il deflusso. Puntuali come sempre, non sono mancate le polemiche per le ripercussioni igienico-sanitarie, considerato ciò che è finito in mare.

Ricostruendo un po’ la vicenda, torniamo a metà estate 2022 quando l’accumulo di detriti – per lo più ghiaia, fango e rami – portati a valle dal fiume si sono fermati alla foce: la scarsa portata dovuta alle piogge carenti ha fatto sì che non riuscissero a superare alcuni ostacoli e si fermassero in alcuni isolotti che da anni si formano nel tratto finale del canale. Qualche volta vengono rimossi da una piena, ma il più delle volte rimangono fermi per mesi dato che le correnti marine li respingono all’interno del molo di levante. 

I noti isolotti si sono trasformati sempre di più in alti cumuli, tanto che non venivano superati dai detriti che successivamente giungevano a valle. Così si è formato un importante tappo: solo con l’alzarsi delle voci di protesta, l’autorità regionale ha dato il via a un intervento di messa in sicurezza del fiume. Una ruspa ha per tutto il 26 agosto spalmato i detriti – non rimossi – in modo da creare un varco per far defluire l’acqua in mare.

Dicevamo di alcune polemiche che traevano spunto dalle condizioni del fiume. Fino a pochi giorni fa si presentava di color marrone, quasi nero, emanava forti odori di materiali in marcescenza e faceva pensare a un alto rischio inquinamento. L’amministrazione comunale senigalliese, chiamata in causa dai cittadini, si è mossa con l’Arpam (l’agenzia per la protezione ambientale delle Marche) per far effettuare analisi su campioni prelevati nel fiume Misa prima del varco e poi, in seconda battuta, nelle ore successive ai lavori di scavo.

La buona notizia per i senigalliesi e per i pochi turisti che ancora rimangono è che, sia a nord che a sud della foce non sono risultate inquinate le acque del mare Adriatico: i liquidi che provenivano dal Misa, seppure maleodoranti e scuri, non hanno in alcun modo condizionato negativamente la qualità delle acque di balneazione. Una rassicurazione importante per una realtà che fa del turismo balneare la prima economia cittadina.