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Tag: comunità energetiche

pannelli fotovoltaici, energia solare, green economy, sostenibilità

Comunità energetiche rinnovabili, a che punto è il progetto della Diocesi di Senigallia?

Le comunità energetiche rinnovabili (CER) sono sempre più diffuse nei comuni del territorio diocesano. L’esempio di Serra de’ Conti, di cui abbiamo spiegato stato dell’arte e finalità in un recente articolo, e che trovate nella prima parte del file audio allegato, racconta di un territorio in fermento nella direzione della sostenibilità ambientale e dell’efficientamento energetico. Ma un altro attore si muove in questa direttrice: la Diocesi di Senigallia. Parliamo di CER con il professor Roberto Fazioli: il docente di economia della sostenibilità e della transizione energetica presso l’Università degli Studi di Ferrara, esperto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica MASE, ci ha dato alcune spiegazioni di tipo tecnico per comprendere meglio cosa siano le comunità energetiche rinnovabili. Con l’ingegner Giovanni Ciriachi, presidente della fondazione diocesana “Fratello Sole” che ha già avviato alcuni investimenti nell’ambito locale, avremo altri dettagli sul progetto e sulle finalità sociali e solidali. L’audio, in onda nei giorni scorsi, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale.

Cosa sono le CER?

Cer è l’acronimo di comunità energetiche rinnovabili, organismi diciamo a metà strada tra il settore economico e quello ambientale: aggregano produttori e consumatori di energia rinnovabile con l’obiettivo di ottimizzare i consumi, limitare l’impatto ambientale e, non da ultimo, perseguire un fine sociale, come il contrasto alla povertà energetica e il sostegno a progetti di giustizia sociale.

I vantaggi

Roberto Fazioli ha chiarito i meccanismi e i vantaggi delle CER. L’idea di fondo è «minimizzare il prelievo di energia da fuori» attraverso l’autoconsumo. «Più una comunità è virtuosa nel consumare l’energia prodotta localmente, maggiore sarà l’incentivo statale». I benefici sono ambientali, con la riduzione delle perdite di rete e l’incentivo all’installazione di rinnovabili; ma anche di tipo economico e sociale: l’incentivo può essere usato per «attività di contrasto alla povertà energetica, valorizzazione del territorio, politiche di sensibilizzazione sull’ambiente». Chi aderisce riceve un incentivo, pur rimanendo libero negli approvvigionamenti, con un maggiore vantaggio per chi consuma e produce (prosumer). Anche la piccola impresa può partecipare, sia come produttore che come consumatore, beneficiando di incentivi (anche da PNRR e Repower EU) e creando un filone di attività costante nel tempo.

La fondazione Fratello Sole

Giovanni Ciriachi
Giovanni Ciriachi

La fondazione Fratello Sole, costituita dalla Diocesi di Senigallia, è l’ente giuridico già operativo che gestirà le diverse configurazioni di CER nel territorio diocesano. L’ingegnere Giovanni Ciriachi, presidente dell’ente, ha illustrato lo stato di avanzamento: la prima configurazione sotto la cabina primaria di Marina e Marzocca, con impianti che producono da luglio 2025, è stata registrata al GSE ad agosto ’25 e attende la validazione ufficiale. A breve sarà attivata anche la configurazione di Senigallia, che include l’impianto della parrocchia di Cristo Redentore e l’impianto più grande dell’azienda agricola della fondazione Opera Pia. A seguire sarà attivata la configurazione di Chiaravalle.

Il fine sociale e solidale

Il modello di Fratello Sole ha una forte impronta sociale: possono aderire soci produttori (con impianti sotto 1 Megawatt e allacciati dopo luglio 2024) e consumatori. Per i consumatori domestici (sotto i 20 kW), l’adesione è gratuita, ma non è previsto un vantaggio economico diretto in bolletta; il ricavato generato dal loro consumo, come ha spiegato Ciriachi, verrà destinato a un fine sociale comunitario scelto dai membri della comunità, in linea con l’ispirazione diocesana. In particolare, il 50% dell’incentivo statale è destinato ai produttori senza i quali la comunità non esisterebbe, mentre il restante 50% andrà a progetti comunitari, gestiti in collaborazione con la Caritas.

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Serra de' Conti, foto di Daniele Silvi tratta dal sito www.comune.serradeconti.an.it

Serra de’ Conti, in dirittura d’arrivo la comunità energetica rinnovabile (CER)

Le comunità energetiche rinnovabili (CER) non sono più un futuro lontano, ma una concreta realtà in rapida espansione anche a Serra de’ Conti. Tra i progetti che stanno nascendo nel campo della sostenibilità ambientale, dell‘efficientamento energetico e della solidarietà, c’è proprio quello che mira a raggiungere la maggior parte dei cittadini e delle aziende della zona urbanizzata serrana. Le informazioni ci arrivano dal sindaco Silvano Simonetti.

CER in dirittura d’arrivo

Il Comune di Serra de’ Conti è alle prese con la fase conclusiva per la costituzione della propria CER. «La costituzione è in dirittura d’arrivo, con statuto e atto costitutivo già registrati» ha affermato il primo cittadino. Il quale ha anche sottolineato come l’iniziativa fosse già prevista nel programma elettorale.

Il nodo delle cabine

Un elemento chiave del progetto è l’interoperabilità tra le due cabine primarie presenti sul territorio, pensata per raggiungere la maggior parte dei cittadini e delle aziende della zona urbanizzata, superando i limiti di adesione legati alla singola cabina.

Silvano Simonetti
Silvano Simonetti

Benefici condivisi

Dal punto di vista economico, l’amministrazione comunale ha deciso di dividere a metà i vantaggi generati dalla CER con gli aderenti, siano essi cittadini o imprese. «Chi aderisce deve avere il suo tornaconto», spiega il sindaco.
Ma la stessa comunità serrana ne ricaverà dei benefici: i proventi potranno essere destinati anche alla povertà energetica o a opere sociali. Un primo passo concreto sarà la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 100 kW sulla copertura del cimitero, che sarà collegato alla comunità energetica serrana.

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Comunità energetiche rinnovabili

Comunità energetiche rinnovabili, a Senigallia un incontro per capirne funzionamento e benefici

Le comunità energetiche rinnovabili o CER racchiudono una sfida sempre più attuale, quella del reperimento sostenibile delle fonti energetiche e che è sempre più diffuso nel panorama nazionale e cittadino. Cosa sono, come si sviluppano, chi coinvolgono e quali benefici apportano alle comunità sono al centro di un incontro promosso dalla “Fondazione Fratello Sole” e “BCC Ostra e Morro d’Alba” presso il teatro del Portone di Senigallia che si terrà venerdì 28 marzo 2025, alle ore 19.

Da qualche mese infatti, grazie ad un’iniziativa che vede insieme Diocesi di Senigallia, Caritas diocesana e Fondazione Opera Pia Mastai Ferretti è nata la “Fondazione Fratello Sole”  per promuovere nel nostro territorio le Comunità Energetiche Rinnovabili, soggetti giuridici il cui unico obiettivo è la promozione dell’autoconsumo diffuso, ovvero la condivisione attraverso la rete di distribuzione già esistente dell’energia elettrica che viene prodotta all’interno della Comunità tramite impianti a fonte rinnovabile, con benefici economici, sociali e soprattutto ambientali per l’area in cui opera.

PER APPROFONDIRE: ASCOLTA E LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA A GIOVANNI SPINOZZI SULLE CER

Nell’incontro verrà inizialmente presentata la “Fondazione Fratello sole” approfondendo di seguito il funzionamento di una CER spiegando anche le modalità di adesione e le iniziative in cantiere; in particolare l’avvio di una configurazione nel territorio della città di Senigallia che partirà dall’Unità Pastorale del Buon Pastore, afferente alle parrocchie del Portone, Ciarnin e Cristo Redentore per poi allargarsi a tutto il territorio cittadino. A conclusione dell’incontro la BCC Ostra e Morro d’Alba presenterà le proprie proposte di collaborazione ai futuri membri della CER ed offrirà il buffet.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutta la cittadinanza.

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elettricità, energia elettrica, fonti rinnovabili, eolico, pannelli fotovoltaici, pixabay

Comunità energetiche rinnovabili: cosa sono? Come si muovono comune e diocesi di Senigallia?

Il comune di Senigallia si fa promotore attivo delle Comunità Energetiche Rinnovabili (le cd CER). Lo fa aprendo uno sportello per tutti i cittadini e tutte le imprese che potrebbero essere interessate ad aderirvi ma anche con una serie di incontri sul territorio proprio per fare comprendere i vantaggi della produzione e dell’autoconsumo di energia elettrica sul fronte ambientale, sociale ed economico. Questo è l’argomento di questa puntata di “Venti minuti da Leone”, la cui seconda parte sarà dedicata invece ai passi in avanti fatti dalla diocesi di Senigallia che pure ha lanciato una fondazione, la “Fratello Sole” con cui poter avviare alcune comunità energetiche su tutto il territorio diocesano. Le interviste di questo servizio realizzato per Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) saranno in onda mercoledì 4 e giovedì 5 dicembre, alle ore 13:10 e alle ore 20, oltre a una replica domenica 8 a partire dalle 16:50 (la seconda di tre interviste audio di fila). L’audio integrale è comunque disponibile in questo articolo assieme a un estratto testuale con i momenti salienti.

All’assessora all’ambiente Elena Campagnolo chiediamo quale sarà il ruolo del comune nella promozione delle comunità energetiche rinnovabili.
Noi saremo sicuramente i promotori di questa nuova iniziativa per quanto riguarda il comune di Senigallia. Ci proporremo sia all’interno delle varie comunità energetiche che sorgeranno nel nostro comune, ovviamente come proprietari di POD, sia per dare un ordine, per regolamentarle all’interno del territorio nostro comunale. Promotore ma anche garante, ovviamente sarà molto più semplice anche per i nostri cittadini potersi in qualche modo fidare del comune stesso di provenienza piuttosto che magari di vari promotori che si aggirano nel territorio e che sicuramente fanno il loro lavoro nel modo più corretto possibile, però il comune è sempre una fonte penso affidabile.

Quale vantaggio per le casse comunali? 
Da un punto di vista ambientale è chiaro che c’è un vantaggio ovviamente di sostenibilità che ci rende orgogliosi anche di questo progetto, poi per quanto riguarda il comune sicuramente il fatto che ci siano delle comunità che si formano, ci aiutano ad andare in autoproduzione energetica come già ci succede per alcuni edifici comunali, come possono essere le scuole, e arrivare ad un autoconsumo e quindi a un consumo zero, ovviamente, di energia fa sì che ci sia anche un risparmio da un punto di vista proprio economico anche per le casse del comune.

Che iniziative per facilitare questa comunità energetica?
Già da gennaio avremo degli incontri ovviamente sia con la popolazione e avremo un incontro lancio dove avremo la presenza anche dell’assessore regionale Antonini e di qualche rappresentante del GSE che ci aiuterà a comprendere meglio questa tematica così importante. Dopodiché noi nel frattempo stiamo già parlando con diversi produttori che in qualche modo ci dovrebbero aiutare a fare degli investimenti per far sì che magari ci possano essere delle prime comunità energetiche.

Ma che cos’è una comunità energetica rinnovabile? Quali sono i suoi criteri per potervi aderire? Quali sono soprattutto i suoi vantaggi che poi si possono riversare sui cittadini e sulle imprese? Abbiamo fatto queste domande al professor Roberto Fazioli che è docente di economia della sostenibilità ed economia della transizione energetica presso l’Università degli Studi di Ferrara ma è anche esperto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, MASE, nonché referente per i progetti del PNRR e del Repower Eu.
Il Comune di Senigallia ha avviato questo portale di supporto al territorio e ai cittadini e alle imprese per prendere in esame la possibilità di costituire comunità energetiche rinnovabili che possono portare beneficio al territorio e a tutti gli utenti e produttori di energia evidentemente con un’iniziativa che parte dall’assunto di dare l’esempio quindi il Comune di Senigallia costituirà presto una prima piccola comunità energetica alla quale potranno aderire tutti in modo non discriminato e in modo positivo per tutti, per l’ambiente e per i cittadini, oltre che per le imprese. 

Come funziona una comunità energetica? Posso entrare se produco o anche solo se consumo energia?
Dentro una comunità energetica possono afferire chi consume energia, chi produce energia in quel territorio e chi fa entrambe le cose che si chiama prosumer cioè chi la produce e la consuma. L’idea di fondo è quella di minimizzare il prelievo di energia da fuori quindi quanto più si è autonomi nella produzione e il consumo di energia e tanto più importante sarà l’incentivo che per 20 anni ricadrà sulla comunità energetica, che potrà utilizzare in parte questo incentivo per attività di contrasto alla povertà energetica, valorizzazione del territorio, politiche di sensibilizzazione sull’ambiente efficientemente energetico ovvero tutte quelle azioni concrete di messa a terra delle politiche di sostenibilità perché altrimenti sono solo parole spese al vento. 

Quali sono le modalità operative per entrare a far parte di questa iniziativa lanciata dal comune? L’abbiamo chiesto all’ingegnera Dora De Mutiis che è la responsabile di posizione organizzativa dell’area 10 del comune di Senigallia, quell’area che si occupa di manutenzioni, lavori pubblici e mobilità. Come funziona lo sportello, che cosa potrà essere richiesto e quali sono le procedure da attivare? 
Lo sportello è stato collocato sul sito istituzionale dell’ente, è un punto di accesso dove si trovano tante informazioni e poi diciamo che da lì il cittadino può decidere se compilare appunto un modulo con i propri consumi in modo tale che poi all’interno del gruppo che ci sta lavorando verranno analizzati questi consumi e la tipologia diciamo di richiesta che il cittadino fa rispetto all’interesse della CER e verranno poi restituiti insomma dei dati anche al cittadino, questo ci serve anche per capire quanto interesse c’è e che tipo di CER possiamo arrivare a diciamo a sviluppare partendo da una prima cellula di CER e poi saranno previsti anche dei contatti email con appunto l’help desk, il gruppo di lavoro e anche la possibilità di prenotare degli appuntamenti in call per esempio dedicati ma questo avverrà dopo i primi eventi di lancio sul territorio cioè vorremmo farlo quando già i cittadini saranno protagonisti di un evento di spiegazione di quello che effettivamente è la CER come insomma abbiamo sostanzialmente fatto oggi quindi è un’attività di disseminazione a cui seguirà poi proprio la possibilità proprio di interloquire con lo sportello quindi con appunto il professor Fazioli e i suoi collaboratori. 

Questo sportello è già ora visibile dal sito comunale?
Lo è già da adesso, c’è una pagina istituzionale e quindi c’è la possibilità di compilare un modulo di raccolta dati, verrà aperto una mail dedicata per poter poi appunto interloquire con lo sportello.

Da sinistra l'ing. Dora De Mutiis, l'assessora Elena Campagnolo e il prof. Roberto Fazioli
Da sinistra l’ing. Dora De Mutiis, l’assessora Elena Campagnolo e il prof. Roberto Fazioli

Un altro soggetto si sta intanto muovendo sul territorio ed è la diocesi di Senigallia, anch’essa impegnata a promuovere le comunità energetiche rinnovabili. Come lo sta facendo? Lo chiediamo a Giovanni Spinozzi, direttore della pastorale diocesana sociale e del lavoro e per la salvaguardia del creato che ci spiega cos’è il progetto Fratello Sole.
La Diocesi ha iniziato con un gruppo di lavoro a chiedersi come poter mettere installare e fare una comunità energetica su ogni parrocchia, è stato incaricato l’ingegnere Giovanni Ciriachi, un giovane ingegnere che fa parte della nostra Diocesi e abbiamo studiato dove poter fare chiedendo a tutti i parroci la prima comunità energetica. E’ stata individuata la parrocchia di Marina e di Marzocca e Montignano, i sacerdoti e i gruppi ci hanno dato la disponibilità e in particolare abbiamo installato 47 kilowatt di potenza nel tetto dell’oratorio di Marina e quindi sarebbe il nucleo della prima comunità. Per fare una comunità energetica, occorre una veste giuridica, un ente non profit che poi riceve gli incentivi dallo Stato e poi li utilizza per il sociale o lo distribuisce ai poveri;, la Diocesi ha pensato di fare una fondazione che si chiama Fratello Sole, ha messo giù la quota per riuscire a fare questa fondazione e da adesso in poi tutti i parroci che volessero fare una comunità energetica possono iscriversi a questa fondazione, non devono creare nessun organismo giuridico, questo è molto importante. 

C’è il contenitore in cui tutti poi possono appoggiarsi, ma nello specifico come funziona esattamente una CER?
Concretamente se io ho un pannello solare e a mezzogiorno a Ferragosto, faccio un esempio, mi avanza l’energia; ogni kilowattora che è condiviso, quindi prodotto da un soggetto ma nella stessa ora in cui viene fatto, ma utilizzato da un altro, quindi non in autoconsumo, riceve un incentivo dai 10 e 14 centesimi al kilowattora. Tutti questi incentivi il GSE li eroga e tu li metti in una cassa comune di un ente non profit per definizione. Poi possono essere usati banalmente per ridistribuirlo a tutti i membri oppure per fare un’opera sociale. La Chiesa Cattolica, come linee guida della CEI, ha chiesto che il 50% di ciò che viene messo in comune sia dato ai poveri, alle necessità sociali del territorio e quindi nel nostro caso noi le chiamiamo comunità energetiche  rinnovabili e solidali. Non è una prerogativa confessionale, cioè chi viene può essere non credente, sa che noi fino al 50% non lo ridistribuiamo, il resto sì. Ovviamente l’opera può essere sia per le povertà energetiche ma può essere anche un’opera sociale, può essere anche rimette a posto un campo da calcio per i ragazzi del quartiere dove è fatta la comunità, cioè basta che sia un’opera sociale. 

Abbiamo il contenitore, questa fondazione Fratello Sole, e sono stati installati i primi pannelli, dunque c’è un primo nucleo di energia che viene prodotta e che può essere redistribuita. Ora che succede?
In questo momento abbiamo costituito la fondazione dal notaio e abbiamo inviato i dati al GSE, quindi tecnicamente noi dobbiamo aspettare che l’ente statale riconosca che lo statuto va bene e che la prima comunità si può fare. Quindi noi abbiamo l’ente giuridico, abbiamo i pannelli, manca il sì dello Stato. Appena arriva il sì, chiamiamo le famiglie e chi vuole, iniziamo a fare proprio la comunità energetica. Possono partecipare anche persone giuridiche e anche le famiglie, quindi anche un negozio, un macellaio, un barbiere o una piccola azienda, anche un condominio con la prerogativa che però ogni iscritto è un uomo un voto, quindi non è che siccome tu ti iscrivi e c’hai il negozio da mille metri quadrati allora comandi di più di un altro. Lo stile è molto da cooperativa, diciamo ogni iscritto conta uno come voto.

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Giovanni Spinozzi
Giovanni Spinozzi
Giovanni Spinozzi

Montemarciano e la giornata del creato: al centro del messaggio interreligioso ci sono ambiente ed ecologia

La diocesi di Senigallia promuove – tramite la pastorale sociale, del lavoro e per la salvaguardia del creato – la giornata per la custodia del creato che si svolgerà domenica 29 settembre, alle ore 16, alla parrocchia a Marina di Montemarciano. E’ un’iniziativa che si ripete ormai da qualche anno e che riveste una sua importanza anche perché dà slancio non solo all’impegno in chiave ecologista ma anche per il dialogo interreligioso. Perciò abbiamo pensato bene di intervistare il responsabile della pastorale senigalliese, Giovanni Spinozzi. L’intervista sarà in onda oggi, mercoledì 25, e domani, giovedì 26, alle ore 13:10 e alle ore 20, con un’ulteriore replica domenica 29 a partire dalle 16:50. L’audio è disponibile anche in questo articolo, assieme a un estratto testuale, cliccando il tasto “riproduci” del lettore multimediale.

Cos’è la giornata del creato, come si svolgerà e chi vi parteciperà?
Si tratta di un momento di preghiera interconfessionale, a cui parteciperanno il vescovo Franco Manenti per i cristiani cattolici, il rabbino Amos Zuares per la comunità ebraica di Ancona, Rachid Ouqqass vice imam del centro culturale Alnour per quanto riguarda la comunità islamica,  e padre Luca Santoro per i cristiani ortodossi. Ma sarà presente anche il sindaco Maurizio Grilli per il comune di Montemarciano, il quale ha concesso il patrocinio alla iniziativa. Dopo il momento di preghiera saremo stimolati da una riflessione di Adriano Sella, scrittore e conferenziere impegnato nella promozione dei nuovi stili di vita; laico missionario nella custodia del creato, per molti anni ha lavorato in Amazzonia, vedendo con i propri occhi la deforestazione più selvaggia e la distruzione del paese. Nell’ultima parte sarà presentato il progetto diocesano Fratello Sole, nato per l’efficientamento energetico e la promozione delle comunità energetiche (CER) nelle parrocchie e strutture della diocesi, tale progetto il mese scorso ha dato vita alla fondazione di partecipazione Fratello Sole, struttura giuridica a cui potranno appoggiarsi tutte le comunità energetiche del territorio diocesano. Poi terminerà con una festa e un rinfresco.

Da sottolineare c’è il carattere interreligioso dell’iniziativa: è stato un processo faticoso o è venuto naturale?
La ricorrenza è nata dalla chiesa ortodossa, poi la chiesa cristiana ha assunto questa giornata, creando un gruppo ecumenico. A Senigallia è la quarta edizione e si è voluto mantenere questo aspetto: abbiamo chiamato i nostri amici e appena abbiamo chiesto di pregare insieme, tutti hanno risposto positivamente.

Quindi non c’è sempre quel conflitto tra le religioni?
La narrazione è un po’ diversa da ciò che emerge sui giornali. Perlomeno qui a Senigallia nascono spontanee le collaborazioni. Il nostro vescovo Manenti, su richiesta di diversi ortodossi, ha concesso l’uso della chiesa del Carmine per il rito ortodosso data la crescente presenza di persone dalla Romania, dall’Ucraina e altri paesi.

Vivere insieme significa anche agire: queste sinergie come si concretizzano?
Tutte le giornate del creato nella nostra diocesi hanno sempre un risvolto concreto. Nelle ultime due c’è stata la riqualificazione del parco della Cesanella e sul fiume Misa le testimonianze delle associazioni che hanno aiutato dopo la catastrofe. Oggi si parlerà di comunità energetiche, l’input è arrivato dalla settimana dei cattolici a Taranto. Qui è stato incaricato Giovanni Ciriachi per riflettere su come avviare una comunità energetica. Si è scelta l’area di Marina di Montemarciano, Marzocca e Montignano, installando 47 kW di pannelli solari fotovoltaici sui tetti della parrocchia di S.Maria della neve e S.Rocco di Marina di Montemarciano grazie alla parrocchia, al progetto Fratello Sole ed alla coop. Sociale “Spazio Comune”. Di fatto sono il nucleo produttore iniziale per dar luce alla prima comunità energetica della diocesi. Occorre però una veste giuridica con un ente no profit che riceva gli incentivi statali per poi riversarli su progetti sociali o ridistribuire nelle comunità più fragili. E’ stata avviata quindi la fondazione di partecipazione Fratello Sole.

Quindi ci si potrà appoggiare a questa struttura giuridica? Come funziona?
Nello specifico, se io ho un pannello e non utilizzo tutta l’energia prodotta, ogni kwh in eccesso che non consumo io ma viene consumato da un altro, quindi condiviso, riceve un incentivo. Questo viene messo in una cassa comune poi da redistribuire ai più poveri o usarli per progetti di utilità sociale. La chiesa cattolica si è data come linee guida anche quella di destinare il 50% della quota di questi incentivi per i poveri e le necessità sociali. Quindi una comunità energetica rinnovabile e solidale. Non si deve essere credenti per poter aderire, ma si deve sapere che fino al 50% dell’incentivo non verrà redistribuito perché sarà usato per fini sociali, il resto si.

La locandina per la giornata del creato 2024

Quindi è stato creato il contenitore, ci sono i pannelli: quindi si può partire?
Tecnicamente attendiamo il via libera dello Stato, ma tutto è pronto. Poi si chiamano le famiglie e si parte.

Chi può partecipare?
Chi vuole, sia famiglie, sia persone giuridiche; così anche un negozio, una piccola azienda, un condominio, sapendo però che ogni realtà vale un voto e che quindi il commerciante con un grosso negozio non comanderà più degli altri. E’ molto democratica l’impostazione. Gli iscritti devono stare sotto la stessa cabina primaria che riceve la corrente ad alta tensione; nel nostro caso c’è quella tra Marina, Montemarciano, Marzocca e Montignano. Ma nella diocesi ci sono altre sette cabine primarie, quindi l’idea è quella di fare in totale otto comunità energetiche. Costi iniziali non ve ne sono ma serve un produttore che abbia una certa potenza per poter partire.

Verranno installati anche altrove?
L’idea è di installarli anche sulla canonica di Marzocca e poi sull’oratorio di Montignano. Ci si potrà iscrivere sia come solo consumatore sia nella duplice veste di consumatore e produttore, quindi “prosumer”. Entro un mese credo si potrà partire. Anche Cariverona ci ha creduto finanziando il nostro progetto risultato vincitore di un bando specifico.

Quindi tornando all’iniziativa di domenica 29 settembre, come si declina questa sensibilità con la  giornata del creato?
La giornata si celebrava anche prima, ma il punto di riferimento è l’enciclica “Laudato sì” del 2015, in cui papa Francesco ha messo chiaramente la questione ecologica al centro. Il rispetto del creato, la giustizia climatica, la sostenibilità verso i posteri e i cambiamenti climatici sono punti fondamentali del messaggio cristiano, un inedito. Poi c’è stata la “Laudate Deum” che è solo sui cambiamenti climatici, non era mai successo che la chiesa fosse così chiara su questo tema. Esiste quindi il peccato ecologico: chi inquina si deve confessare, come il peccato fiscale se non paghi le tasse. Si fa del male all’ambiente, al creato e ai posteri, quindi è stata posta la questione spirituale dentro la questione ecologica. Si fa leva sulla fede per richiamare sulla responsabilità ecologica. Per arrivare a obiettivi così importanti servono tutte le energie possibili, anche la spiritualità.

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don Emanuele Lauretani

«Dopo il covid siamo più individualisti, meno spontaneo incontrarsi». L’audio-intervista al parroco “di paese” don Emanuele Lauretani

don Emanuele Lauretani
don Emanuele Lauretani

L’ultima intervista ai parroci coinvolti nel trasferimento e nel cambio di parrocchie in questo settembre 2024 riguarda don Emanuele Lauretani; si è votato sin da giovane al percorso di fede che l’ha poi portato a essere guida spirituale di diverse parrocchie e realtà della diocesi senigalliese. Ecco l’estratto della sua intervista andata in onda lunedì 26 e martedì 27 agosto 2024, in replica anche domenica 1° agosto, su Radio Duomo Senigallia all’interno dell’ormai noto programma “Venti minuti da Leone”.

Partiamo dal principio: chi è don Emanuele Lauretani?
Lasciamo da parte nascite e battesimi, sono cresciuto a Chiaravalle dove si erano trasferiti i miei genitori. Poi ho frequentato il seminario a Roma; sono diventato prete a 25 anni e sono passati altri 29 anni di sacerdozio.

Che parrocchie hai guidato?
Ho svolto servizi in seminario prima di divenire viceparroco al Portone; poi sono stato parroco a Castel Colonna e Ripe, nel 2012 sono arrivato a Serra de’ Conti, e in seguito si sono aggiunte le parrocchie di Piticchio, Montale, Montefortino. Nel 2017 sono stato nominato parroco a Mondolfo e Ponte Rio di Trecastelli. Tutte parrocchie “di paese”, devo dire, ma mi hanno permesso di incontrare tante realtà.

E adesso?
Per me arrivare a Marzocca e Montignano rappresenta una nuova pagina, forse Montignano è più parrocchia di paese come le altre in cui mi sono trovato, ma già Marzocca è più di città.

Che attività si possono proporre?
Ho sempre cercato di avere attenzione alle famiglie, sia agli adulti come primi destinatari del Vangelo, e poi perché hanno la missione educativa dei giovani oltre che di sostegno reciproco. 

Com’è cambiato l’approccio delle famiglie, e degli adulti in particolare?
Beh, il covid ha chiuso in un individualismo le persone, che ha reso meno spontaneo il vedersi insieme. I giovani invece sono più impegnati e propensi quindi a esperienze forti e dilazionate nel tempo, con condivisione di due o tre giorni. Ha quindi meno fortuna la proposta del giorno settimanale di ritrovo. La quotidianità è diventata più di corsa, un po’ per tutti, anche per gli adulti ovviamente.

Come cambia quindi la proposta che la Chiesa lancia all’esterno?
Ogni messaggio arriva tramite esperienze concrete, le parrocchie sono luoghi di festa a 360 gradi, di convivenza, condivisione della mensa, in cui si narra la propria vita dove ci si accorge della presenza di Cristo. Le sacre scritture sono quindi la bussola per il nostro percorso.

Sei anche nell’organizzazione degli eventi per il giubileo 2025. Con che ruolo?
Sono il referente della diocesi di Senigallia, tengo i rapporti con la congregazione per l’evangelizzazione che si occupa dell’organizzazione del giubileo della speranza. Inizierà la vigilia di natale di quest’anno, avrà una celebrazione centrale a Roma, ma ci sarà anche a livello locale una parte con celebrazioni nelle chiese giubilari in questa zona. “Pellegrini di speranza” è il titolo di questo momento, un giubileo ordinario di cammino per recuperare la rotta e le forze umane che si uniscono alla croce e allo spirito santo. Ma anche speranza di fraternità.

In che modo la comunità della diocesi senigalliese verrà coinvolta?
Beh, sicuramente col pellegrinaggio a Roma ma anche con la voglia di rinascere, di riconciliarsi con Dio, con se stessi, con gli altri. Il giubileo vuol dire tutto questo, senza una logica schiacciata nell’oggi ma al contrario con una prospettiva che guarda all’orizzonte con speranza, con fiducia, e che lo fa insieme.

A proposito di pellegrinaggi e percorsi, qui a Senigallia si sta predisponendo l’Iter Suasanum…
E’ nata proprio a Mondolfo l’idea di questo percorso, perché si è capito che c’erano le risorse per proporre un cammino giubilare all’insegna della fruibilità per tutte le persone, soprattutto per coloro che hanno altre lingue, altre culture, altre abilità, e quindi sotto il segno dell’inclusione. Iter Suasanum perché si sviluppa lungo la valle del Cesano, con le sue antiche testimonianze di cristianesimo nella zona. Abbraccia Mondolfo, Corinaldo e Castelleone di Suasa. La caratteristica sarà l’accessibilità a 360 gradi.

Tra le altre sensibilità a cui la Chiesa ha in qualche modo ridato slancio c’è anche quella all’ambiente: come?
Seguo l’iniziativa sulle comunità energetiche per la diocesi tramite un progetto, “Fratello Sole”. Per farla breve, con questo enti e famiglie si mettono in rete per produrre e consumare energia rinnovabile: viene prodotta e immessa in questa rete grazie ai pannelli fotovoltaici acquistati tramite bandi e finanziamenti. Ora siamo solo all’inizio del cammino, a Marzocca e Montignano, insieme alla parrocchia di Marina di Montemarciano. Siamo allo stadio embrionale ancora, ma la direzione è questa.

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Parrocchie ad energia rinnovabile: iniziato a Senigallia il percorso ‘Fratello sole’

Si è svolto martedì 7 febbraio scorso a Marina di Montemarciano l’incontro sul tema “Sviluppo Sostenibile ed Energie Rinnovabili” con il professor Leonardo Setti, esperto in ricerche nell’ambito delle tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili e fondatore delle comunità solari. L’incontro è stato promosso all’interno di due progetti avviati dalla Diocesi di Senigallia: il progetto “Fratello Sole”, per aiutare le comunità parrocchiali e la Diocesi a vivere sempre più consapevolmente l’ecologia integrale invocata da papa Francesco nella Laudato sì anche attraverso un uso attento e mirato dell’energia; inoltre il progetto “We Care”, per educare al bene comune i giovani delle scuole superiori senigalliesi.

L’incontro ha avuto un’ampia partecipazione con la presenza sia di persone di Marina di Montemarciano, ma anche di tante persone venute dalla diocesi e fuori per approfondire questo tema di stretta attualità. Il professore ha mostrato come la dipendenza dai combustibili fossili non è più ormai sostenibile dall’umanità e come invece dobbiamo sempre più appropriarci delle possibilità energetiche che ci offre il sole, il primo e più importante fornitore di energia naturale della nostra terra. Da tempo attraverso le energie rinnovabili stiamo provando ad utilizzare questa risorsa con ottimi risultati tecnologici soprattutto per la produzione di energia elettrica. Ora il passaggio culturale importante da fare è imparare a condividere questa energia che produciamo, fare rete e iniziare a pensare come comunità e non come singoli individui. Bisogna rendersi conto che l’energia è ormai a tutti gli effetti un bene comune.

Per questo il professor Setti ha portato la propria esperienza del comune di Medicina, dove lui risiede, che è stato sede di una comunità solare: famiglie che avevano impianti fotovoltaici sui propri tetti hanno condiviso la propria energia con i vicini che non li avevano, ma che potevano consumare quell’energia nel momento in cui veniva prodotta in eccesso, come è tipico dell’energia solare che è abbondante nelle ore del giorno. Questa stessa filosofia è alla base della nuova legge sulle comunità energetiche che si sta evolvendo nel piano normativo italiano. L’incontro con il professor Setti è stato un primo passo per sensibilizzare le persone su questa tematica che verrà sviluppata ancora attraverso il progetto Fratello Sole che coinvolgerà le comunità parrocchiali sui temi energetici e ambientali stimolati dalla Laudato sì.

Il progetto Fratello Sole è partito da poco all’interno della Diocesi ed è chiamato a coinvolgere tutte le parrocchie che si renderanno disponibili ad avviare processi sulle tematiche energetiche. E’ stato attivato un tecnico, seguito dai tutor degli uffici di pastorale Sociale e affari economici, con cui le parrocchie possono avere un confronto sui temi dell’energia e insieme elaborare percorsi che possano coinvolgere le persone sui temi ambientali ed energetici.

Il progetto è stato avviato in una modalità “start up” con il costo del servizio coperto dalla Diocesi di Senigallia per i primi sei mesi. I primi ad essere coinvolti sono stati proprio gli uffici dell’economato della Diocesi e alcune parrocchie che si sono mostrate subito interessate al progetto: Marzocca, Marina di Montemarciano, Monte Porzio. Ma tante altre parrocchie sono interessate a iniziare processi su queste tematiche. Infatti sempre in occasione della presenza del professor Setti nel pomeriggio di martedì si è svolto un incontro con i parroci e i responsabili degli uffici affari economici parrocchiali che ha visto una buona partecipazione con più della metà della parrocchie della diocesi rappresentate. 

Giovanni Ciriachi

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A Montemarciano l’incontro sulle energie rinnovabili nelle parrocchie

La diocesi di Senigallia è impegnata nella conversione ecologica sia delle abitudini, stile di vita personale, che delle sue strutture: parrocchie, uffici e altri edifici. Martedì 7 febbraio 2023 si terrà una conferenza pubblica alle ore 21.00 nella parrocchia di Marina di Montemarciano per conoscere il progetto WE CARE– il mondo che vogliamo, percorso e laboratorio di educazione al bene comune rivolto ai ragazzi del liceo scientifico (dicembre 2022-aprile 2023).

Nel primo appuntamento del 7 febbraio ci sarà il prof. Leonardo Setti, ricercatore confermato della Facoltà di Chimica Industriale “Toso Montanari” dell’Università di Bologna. Il prof. Setti ha coordinato e partecipato a tanti progetti nell’ambito della valorizzazione di reflui e scarti agro-alimentari, biorisanamento del suolo, moduli fotovoltaici plastici e dal 2007 realizzazione di reti energetiche di microgenerazione distribuita. Ha inoltre coordinato il Progetto SIGE (Sistema Integrato per la Gestione dell’Energia) finanziato dalla Regione Emilia-Romagna per lo sviluppo di una rete di Comunità Solari Locali che ha preso l’avvio con sei Comuni della Provincia di Bologna (Casalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Medicina, Ozzano dell’Emilia e Mordano). Da questo progetto è nata la prima Comunità Solare Locale fondata a Casalecchio di Reno il 14 Marzo 2014 per opera di 23 padri-fondatori (www.comunitasolare.eu), prima della legge nazionale che avrebbe istituito le comunità energetiche rinnovabili (CER), Legge n. 8/2020 del 28 febbraio 2020.

Tutte le comunità parrocchiali, gli assessori all’ambiente e alla transizione ecologica, le forze politiche, i tecnici del settore edilizia e tutti i cittadini che intendono uscire dalla energia derivante da fonti fossili sono invitati a partecipare.

Giovanni Spinozzi

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pannelli fotovoltaici, energia solare, green economy, sostenibilità

Comunità energetiche e autoconsumo collettivo, Chiaravalle dice un convinto “sì”

pannelli fotovoltaici, energia solare, green economy, sostenibilità

Chiaravalle manda un forte segnale. Lo fa approvando in consiglio comunale, all’unanimità, la mozione targata M5S sulle comunità energetiche rinnovabili che mira a favorire l’autoconsumo collettivo. 

Con l’atto, la città intera di fatto impegna sindaco e giunta a promuovere nel territorio comunale, in primis, la creazione di comunità energetiche e di autoconsumo collettivo, con il coinvolgimento dei cittadini residenti e l’impiego di aree o edifici di proprietà comunale. Lo scopo è quello di sostenere organizzazioni che permettano di ottenere benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico che ricadono o rischiano di ricadere nella condizione di povertà energetica. In secondo luogo, ad assicurare anche attraverso la creazione di apposito sportello o centro informazioni la messa a disposizione dei cittadini delle informazioni necessarie a promuovere la creazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo. 

Gli impianti potrebbero essere installati su aree o coperture di edifici pubblici, come le scuole, e l’energia prodotta in eccesso oltre al fabbisogno dell’edificio stesso condivisa con gli altri cittadini e realtà membri della comunità energetica.

C’è soddisfazione nel M5S chiaravallese. «I cittadini, gli enti pubblici e territoriali e le pmi possono ora attivarsi collettivamente anche attraverso consistenti strumenti di incentivazione, riducendo i costi della bolletta elettrica, alimentando la crescita economica, sostenibile e sociale. Ciò abbatte le emissioni inquinanti e riduce i conseguenti impatti ambientali e sanitari, fortemente presenti nei centri urbani». Così ha commentato la consigliera pentastellata Clelia Buratti, aggiungendo che «l’adesione del Comune di Chiaravalle potrà contribuire a una diffusione più capillare di queste entità di produzione, autoconsumo e condivisione dell’energia dal basso. Oltre a  contrastare la povertà energetica, porterà grossi benefici ambientali, contribuirà nel tempo al decentramento e alla democratizzazione del bene comune energia e al consequenziale efficientamento e alleggerimento della rete nazionale a beneficio anche di realtà industriali energivore che saranno meno soggette a speculazione».