Dopo il plebiscito elettorale a favore della lista “FareCittà” come sancito dalle urne del 24 e 25 maggio scorsi, la sindaca di Mondolfo Alice Andreoni ha ufficializzato la nuova giunta. Entrerà formalmente in carica oggi, martedì 9 giugno, durante la prima seduta del consiglio comunale.
L’esecutivo vede Filomena Tiritiello nel ruolo di vicesindaco con deleghe a lavori pubblici, manutenzione del territorio, ambiente, mobilità sostenibile, rigenerazione urbana e spazio pubblico bene comune. A Raffaele Tinti vanno urbanistica, viabilità, polizia locale, demanio marittimo e tutela della costa, sport e valorizzazione delle tradizioni locali, mentre Davide Caporaletti si occuperà di turismo, eventi, comunicazione, promozione turistica, web e agenda digitale. La squadra degli assessori si completa con Alessandro Tonelli, incaricato di bilancio, programmazione finanziaria, patrimonio e reperimento di fondi regionali, ministeriali ed europei, e Patrizia Capotondi, che assume la guida di servizi sociali, politiche per la famiglia e la terza età, volontariato, pari opportunità, scuola, politiche per l’infanzia e politiche educative. La sindaca Alice Andreoni mantiene sotto la propria diretta responsabilità le deleghe a cultura, sicurezza e protezione civile e personale.
Con il voto odierno si eleggerà anche il presidente del consiglio comunale che potrebbe essere Cristian Piccioli ma si attende la conferma in aula. Avrà anche la delega ai quartieri per rafforzare il dialogo con il territorio.
La vera novità strutturale è però il coinvolgimento di tutta la maggioranza, con deleghe specifiche. Tommaso Ruggieri seguirà promozione dell’attività sportiva, benessere e stili di vita; Luca Sanchioni si occuperà di sanità; Martina Furlani curerà borgo storico e commercio; Giulia Aguzzi guiderà politiche giovanili e consulta dei giovani, mentre a Carlo Giuseppetti è stata assegnata l’arte urbana.
Ecco il nuovo Consiglio comunale di Senigallia, con sindaco Massimo Olivetti. Maggioranza Lista “Senigallia al centro” Gabriele Cameruccio (812) Andrea Morsucci (400) Simona Romagnoli (375) Emanuele Panni (164) Fabiano Pierfederici (104) Paola Candi (93) Forza Italia Roberto Paradisi (267) Fratelli d’Italia Corrado Canafoglia (489) Massimo Bello (250) Riccardo Pizzi (182) Lara Landi (146) Lega Luca Santarelli (324) Elena Campagnolo (266) La Civica Alan Canestrari (382) Alessandro Cicconi Massi (178)
Opposizione Alleanza Verdi Sinistra Marco Lion (192) Partito Democratico Dario Romano – candidati sindaco (10999) Anna Paola Fabri (395) Alessandra Olivetti (395) Giovanni Margiotta (386) Francesco Spinozzi (353) Simonetta Bucari (349) Margherita Angeletti (336) Onda civica Lorenzo Beccaceci (451)
La ‘Fondazione Gabbiano’, editrice delle testate ‘La Voce Misena’ e Radio Duomo Senigallia in Blu, organizza per lunedì 18 maggio, alle ore 21.00, al cinema ‘Gabbiano’ un dibattito pubblico con i tre candidati a sindaco del Comune di Senigallia, in vista delle elezioni amministrative dei prossimi 24 e 25 maggio prossimi.
Marco Binci, Massimo Olivetti, Dario Romano saranno intervistati in una serata alla quale sarà possibile partecipare in presenza – fino alla capienza massima – prenotando gratuitamente un posto riservato a questo link https://www.vocemisena.it/confronto o facendo riferimento al Qrcode indicato nella locandina che annuncia l’evento.
Le prenotazioni, esclusivamente attraverso i canali digitali indicati, saranno aperte dalle ore 12.00 di giovedì 14 maggio e saranno esclusivamente riservate a cittadine e cittadini NON candidati al Consiglio comunale. È inoltre prevista la diretta radiofonica, sulle frequenze di Radio Duomo Senigallia inBlu (95.200 FM) e sui canali facebook e youtube La Voce misena /radio duomo.
Siamo arrivati all’evento organizzato all’interno del percorso laboratoriale de “La città che vogliamo”, pensato in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026: giovedì 9 aprile 2026, alle ore 21 al cinema ‘Gabbiano’ si terrà infatti il confronto tra i candidati a sindaco di Senigallia attualmente in lizza Massimo Olivetti e Dario Romano. Il dibattito è aperto, gratuito e senza prenotazione. L’ingresso sarà consentito dalle 20:30 fino ad esaurimento posti. Per chi lo desidera sarà possibile seguire la serata in diretta su Radio Duomo e sul canale YouTube de La Voce Misena.
“Ci auguriamo – scrivono gli organizzatori – che questo evento possa stimolare la cittadinanza ad approfondire la conoscenza dei candidati e delle compagini che li sostengono. Questa serata conclude “La città che vogliamo”, un percorso volto a contrastare l’astensionismo, incoraggiare la partecipazione attiva e il voto consapevole”. La cittadinanza è invitata a partecipare.
Hanno discusso, approfondito, dialogato su diversi tavoli tematici. E ora siamo al dunque! Dall’articolato percorso de ‘La città che vogliamo‘, laboratorio di democrazia partecipativa promosso dalla commissione pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Senigallia, è nato un documento che sintetizza quanto è emerso negli incontri che hanno coinvolto cittadini e cittadine senigalliesi e diversi membri dell’associazionismo del territorio.
Pagine ‘di peso’ che saranno presentate in una assemblea pubblica venerdì 6 marzo 2026, alle ore 21, all’auditorium San Rocco di Senigallia, alla presenza dei candidati a sindaco (a oggi sono due: Massimo Olivetti per il centrodestra e Dario Romano, espressione del centrosinistra) per le prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio prossimi.
«Non vogliamo un “album di figurine” fatto di sigle, ma un progetto solido e credibile». Con queste parole Dario Romano, fresco vincitore delle primarie del centrosinistra, ha delineato la sua visione per la Senigallia del futuro durante l’intervista a 20 minuti da Leone su Radio Duomo. Un colloquio a tutto campo che ha toccato i temi caldi della politica cittadina: dalla gestione dei fondi PNRR alla sicurezza idrogeologica, fino alla rivoluzionaria idea della “città dei 15 minuti”. Ascolta l’intervista, andata in onda nei giorni scorsi grazie al lettore multimediale.
Il punto di rottura più netto con l’attuale amministrazione Olivetti risiede nella visione urbanistica e sociale. Romano punta tutto sulla “Senigallia dei 15 minuti”, un modello nato dalla collaborazione con il noto urbanista Carlos Moreno. «L’obiettivo è creare una città policentrica — ha spiegato Romano — dove ogni cittadino, dalla frazione più distante al centro storico, possa raggiungere i servizi essenziali (salute, spesa, uffici) in un quarto d’ora a piedi o in bicicletta. Non è un’utopia ideologica, ma una strategia per non avere più cittadini di serie B».
Romano non ha risparmiato critiche al metodo dell’attuale amministrazione, definita deficitaria sul piano dell’ascolto e della trasparenza. Sul fronte sanità, il candidato del centrosinistra propone un cambio di paradigma: superare il modello “ospedale-centrico” per investire sulla medicina del territorio. Tra le proposte concrete, l’istituzione di una Consulta comunale della sanità, un’idea condivisa con il Movimento 5 Stelle. «Il sindaco deve essere il collettore delle richieste del territorio. Servono personale e strumentazioni, non solo nuove mura», ha incalzato Romano, ricordando come la destra avesse vinto la scorsa tornata elettorale proprio facendo battaglia sulla sanità, senza però sortire gli effetti sperati una volta salita al potere.
Pur riconoscendo l’ingente mole di risorse arrivate tramite il PNRR (circa 40 milioni di euro), Romano accusa la giunta uscente di mancanza di coraggio: «Si sono limitati all’ordinaria amministrazione o a progetti ereditati dal passato, come le scuole. Perché non si è osato su un nuovo palazzetto dello Sport?». Inevitabile il passaggio sul ponte Garibaldi e sulla sicurezza del Misa. Per Romano, la chiave resta la mitigazione del rischio attraverso le vasche di espansione: «Quella di Bettolelle è un passo, ma ne servono altre. Su questo non esiste destra o sinistra: chi governa deve avere come priorità assoluta la messa in sicurezza del territorio».
In vista dei prossimi mesi di campagna elettorale, la sfida principale sarà mantenere compatta la coalizione progressista. «Siamo gli unici ad avere già un candidato e un programma pronti – ha concluso Romano – segno che il percorso delle primarie ha funzionato rimettendo la partecipazione al centro del nostro percorso. Ora dobbiamo far sedimentare queste idee nell’immaginario dei cittadini. Se resteremo uniti sui progetti e non sulle poltrone, Senigallia potrà davvero cambiare marcia».
Quel che è stato detto e fatto ormai è storia. Ora la parola passa ai cittadini. Domenica 11 gennaio, dalle 8 alle 20, il centrosinistra a Senigallia aprirà le porte di una decina di seggi per le primarie che decreteranno il candidato sindaco unitario per l’intera coalizione, il cosiddetto campo largo e progressista. Una sfida a due, che vede contrapposti Marco Lion, espressione del mondo civico, ex parlamentare e ambientalista di lungo corso, e Dario Romano, volto del Partito Democratico con una ultra decennale esperienza amministrativa. Dalle frequenze di Radio Duomo Senigallia (95.2 FM), i due candidati hanno delineato le proprie visioni – diverse ma in vari punti anche complementari – per il futuro della città. Non hanno risparmiato critiche all’attuale amministrazione Olivetti, accusata di una gestione estemporanea e priva di programmazione strategica, nonostante l’ingente flusso di fondi PNRR (almeno 30 milioni di euro, cifra mai vista in città). L’audio, in onda sulla nostra Radio Duomo (95.2 FM), è disponibile anche in questo articolo con una breve sintesi dei passaggi principali.
Il modello politico di Marco Lion è quello della partecipazione fuori dai recinti dei partiti. L’ex parlamentare dei Verdi, ex vicepresidente e assessore provinciale all’ambiente punta tutto sul metodo: «La mia candidatura alle primarie nasce dalle richieste dei cittadini, si fonda su ascolto, dialogo partecipazione». Lion ha acceso i riflettori sull’ambiente e sulla gestione del territorio, criticando aspramente i progetti sui ponti cittadini (Garibaldi e Portone) e la gestione del rischio idrogeologico che ha anche portato – negli anni – a una costante riduzione delle aree a rischio esondazione e quindi a costruire dove non è opportuno. In campo urbanistico Marco Lion dà la prospettiva della Senigallia di domani, sia in termini di edilizia sociale (co-housing) sia per quanto riguarda aree strategiche come la sede del reparto mobile, l’ex gioventù italiana sul lungomare o gli orti del vescovo. E ancora, nel settore sanitario e sociale propone un atteggiamento diverso dell’amministrazione comunale. Centrale la sfida giovanile: dalle prospettive occupazionali alle questioni sociali, culturali e aggregative.
Dall’altra parte, Dario Romano (Pd) rivendica il valore della politica come impegno collettivo: «Bisogna ricucire il rapporto con l’elettorato deluso». Al centro del suo programma, la sanità territoriale — con un appello a superare la logica puramente ospedaliera a favore della medicina sul territorio, infermieri di comunità — e la sicurezza idrogeologica. «La priorità sono le vasche d’espansione», ha dichiarato Romano, sottolineando come la sola pulizia dell’alveo non basti a mettere in sicurezza il centro storico. Forte anche il richiamo allo sport come strumento educativo per i giovani e all’esigenza di spazi aggregativi anticipati prima da una campagna di ascolto delle nuove generazioni.
Informazioni pratiche per il voto
Domenica 11 gennaio (ore 8-20) potranno votare tutti i cittadini residenti maggiorenni (o che lo diventeranno entro il 19 aprile 2026, perché poi si dovrebbe votare per le elezioni comunali a fine maggio). È necessario presentarsi con un documento d’identità e la tessera elettorale. È richiesto un contributo di 2 euro per sostenere le spese organizzative. L’elenco degli 11 seggi è disponibile qui sotto, o sulle pagine social del Partito Democratico locale e di “Senigallia Cambia – Cambia Senigallia“.
«Se la politica locale vuole riconquistare la fiducia dei cittadini, deve uscire dalla logica del consenso a tutti i costi e della rissa permanente». È un’analisi netta quella di Stefania Pagani, capogruppo di Vola Senigallia, intervenuta ai microfoni di Radio Duomo Senigallia per discutere dello scollamento tra politica e cittadini, tema evidenziato dal crescente astensionismo. L’intervista AUDIO, andata in onda nei giorni scorsi sulla frequenza 95.2 FM, è disponibile in questo articolo grazie al lettore multimediale. Articolo in cui vi proponiamo una sintesi degli argomenti trattati.
Secondo Pagani, la politica cittadina è troppo spesso ridotta a «siparietti» e «giochi delle parti» che allontanano l’elettorato. La consigliera non risparmia critiche a entrambi gli schieramenti del consiglio comunale. «C’è una scarsa propensione da entrambe le parti a fare autocritica, prima ancora di rivendicare i meriti», ha affermato Pagani. L’esempio citato è quello di opere pubbliche recenti, come la rotatoria della Penna o la riqualificazione della scuola Marchetti: «Quando un’opera pubblica diventa pretesto di battibecchi propagandistici, si trasforma da occasione di progresso condiviso a un terreno di scontro sterile». La ricetta della capogruppo di VS si basa su tre pilastri: verità, sobrietà e spirito di servizio. «Ammettere che un progetto è stato ereditato non è un segnale di debolezza, ma di onestà», ha sottolineato, definendola «un valore rivoluzionario» fondamentale su cui costruire il progetto politico.
L’esperienza in consiglio: il muro contro muro
Tracciando un bilancio della sua esperienza in consiglio comunale a Senigallia, Stefania Pagani parla di un’esperienza che dovrebbero fare tutti per poter capire come funzionano alcuni meccanismi degli enti pubblici, ma nel complesso «non troppo positiva». «È capitato molto spesso che una proposta venisse rigettata subito solo perché proveniente dall’opposizione, anche quando c’era qualcosa di buono». Un raro esempio di collaborazione positiva, ricorda la consigliera, è stato il progetto della casa di comunità, dove una mozione bipartisan ha stimolato la Regione su una struttura necessaria alla città e alla vallata. Cita invece come occasione persa la sua proposta sulla mobilità sostenibile, con una sorta di incentivo economico per chi va al lavoro in bici, «bocciata con un pretesto».
Le critiche all’amministrazione: turismo, giovani e casa
L’intervista ha toccato diversi temi caldi per la città, sui quali Stefania Pagani ha espresso forti critiche all’attuale amministrazione a guida Olivetti. Sulla gestione del turismo: «L’amministrazione spende molto in eventi, ma non ha una vera progettualità né è riuscita a dare un’identità turistica a Senigallia». Secondo la consigliera, servirebbe più attenzione alla «vacanza a tutto tondo», che significa non solo una pluralità di turismi oltre quello balneare ma anche aspetti marginali che completano l’esperienza: pulizia e decoro urbano, cura del verde, piste ciclabili, trasporto pubblico e parcheggi scambiatori. Poi le politiche giovanili, definite «le grandi assenti» di questa giunta. «È stato fatto poco o pochissimo. Penso ai centri di aggregazione giovanile, chiusi in epoca covid e mai riaperti». Per il futuro auspica una regia comune che coinvolga associazionismo e imprese per «restituire ai giovani i propri spazi». Critiche anche per una mancata attenzione all’emergenza abitativa. Pagani denuncia «un’assenza di progettualità nell’edilizia popolare» e un indebolimento del rapporto con l’ERAP (Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica delle Marche). Con la proliferazione di affitti brevi e B&B, la situazione per giovani coppie e categorie fragili è peggiorata. Gli interventi a Marzocca e San Silvestro «non sono sufficienti». Da qui nascono allora le sue proposte, semplici ma utili: ripristinare il tavolo con l’Erap Marche, regolamentare gli affitti turistici magari tramite incentivi per chi mette a disposizione appartamenti per il lungo periodo e sperimentare progetti di social housing guardando anche il lavoro fatto oltre i confini regionali.
Il futuro del centrosinistra e il nodo primarie
Partendo innanzitutto dal passato recente, Stefania Pagani ammette la necessità di un’autocritica anche da parte del centrosinistra: «Probabilmente anche noi abbiamo perso in questi ultimi anni un contatto diretto che avevamo con le persone e con alcune associazioni. Da lì dobbiamo ripartire». E poi guardando alle prossime elezioni amministrative, il suo nome è tra quelli compresi nel “toto-nomi” per le primarie assieme a Dario Romano e Domenico Liso. La capogruppo di Vola Senigallia frena bruscamente: «Di certo non c’è ancora nulla. Per come intendo io l’impegno politico, deve partire prima un progetto comune e un confronto sulla visione della città che comprenda almeno quattro o cinque punti su cui costruire un’alleanza. Ogni altro ragionamento è prematuro». L’obiettivo primario, conclude, è «rafforzare la coesione» della coalizione, per poi decidere se puntare su un candidato unico o passare per le primarie. L’importante è che sia un percorso condiviso e partecipato.
Ogni giorno, su Radio Duomo Senigallia inBlu (95.200 FM) la striscia quotidiana ‘Venti minuti da Leone’ ospiterà le voci delle candidate e dei candidati al Consiglio regionale delle Marche in uno speciale ‘elezioni regionali’, in vista dell’appuntamento elettorale dei giorni 28 e 29 settembre prossimi.
La trasmissione quotidiana, in onda alle 13.10 e in replica alle 20.00 (sabato, ore 20.00 e domenica, ore 16.50, replica dell’intero ciclo settimanale): nella puntata di oggi, martedì 9 settembre, abbiamo incontrato il candidato Corrado Canafoglia (nella foto), del partito Fratelli d’Italia.
Il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti è intervenuto a Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) per fare il punto della situazione su turismo, disagi legati al clima, unione dei comuni ed elezioni regionali e comunali. L’audio sarà in onda lunedì 4 e martedì 5 agosto (ore 13:10 e ore 20), oltre a una replica domenica 10 (ore 16:50) ma è disponibile anche in questo articolo.
Per quanto riguarda le sfide legate al maltempo che periodicamente mettono in difficoltà la città, Olivetti ha ribadito che quelli che fino a poco tempo fa erano considerati “eventi eccezionali” sono ormai diventati la norma, rendendo necessario un ripensamento dell’intera gestione idraulica senigalliese. Ha spiegato che gli impianti fognari, progettati negli anni ’60 e ’70, non sono più adeguati a gestire la grande quantità d’acqua che cade in brevissimo tempo, come accaduto a Cesano, Cesanella, Saline, Ciarnin e Marzocca. Una soluzione è l’intervento realizzato su via Anita Garibaldi, dove è stata installata una tubazione di dimensioni quasi doppie rispetto a quella precedente. Ma non si potrà rimettere mano a tutta la città e sarà una sfida che impegnerà la collettività anche in futuro.
Il sindaco ha anche parlato di turismo, confermando che i primi dati di giugno sono positivi, pur sottolineando le difficoltà economiche delle famiglie che portano a vacanze più brevi. Olivetti ha sottolineato l’importanza di un turismo “esperienziale” che affianchi l’offerta balneare e valorizzi il patrimonio storico e artistico della città.
Un altro tema caldo è stato il futuro del ponte Garibaldi. A questo proposito, il sindaco ha ribadito di aver incontrato il vice commissario all’emergenza, Babini, che ha assicurato la volontà di procedere con il progetto. Tuttavia, Olivetti ha invitato alla cautela in vista del giudizio pendente presso il TAR a novembre.
Sul fronte politico, Olivetti ha smentito una sua possibile partecipazione alle elezioni regionali, confermando che porterà a termine il suo mandato. Ha anche risposto alle critiche del segretario di Forza Italia, Roberto Paradisi, che aveva chiesto una detassazione e maggiori investimenti per l’impiantistica sportiva.
Parlando dell’Unione dei Comuni, il sindaco ha ribadito la necessità di rafforzarla, risolvendo le problematiche che ne hanno caratterizzato la nascita, su tutte la peculiarità di non avere personale interno.
Ha poi concluso l’intervista esprimendo grande apprezzamento per il percorso di partecipazione “La città che vogliamo“, promosso dalla Diocesi, smentendo categoricamente le voci di una sua opposizione all’iniziativa.
Nel prossimo mese di ottobre prenderà il via la seconda edizione de “La città che vogliamo”. Visto il successo di quella del 2020, la Diocesi di Senigallia, tramite l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro e Caritas, ha deciso di riproporre il laboratorio di democrazia partecipativa per promuovere il dialogo costruttivo, la partecipazione responsabile delle cittadine e dei cittadini senigalliesi, in vista delle elezioni amministrative a Senigallia, previste per primavera 2026. Nel frattempo, in vista del percorso vero e proprio che sarà aperto alla cittadinanza, mercoledì 9 luglio scorso, nell’oratorio della parrocchia di Cesanella di Senigallia, si è svolto un incontro rivolto alle associazioni sportive, culturali, di volontariato sociale, di rappresentanza delle categorie economiche e sindacali e delle associazioni e movimenti ecclesiali senigalliesi, nella pronfonda convinzione che siano anche queste preziosi agenti di cambiamento, confrontandosi e realizzando iniziative per il bene di tutti, impegnandosi in servizi e promuovendo valori fondamentali.
L’incontro è stato introdotto dal Delegato della Pastorale sociale Giovanni Spinozzi e dal Vescovo Franco Manenti, i quali hanno ricordato l’esperienza della Settimana Sociale dei Cattolici di Trieste dal titolo “Al cuore della democrazia”, al termine della quale la Chiesa italiana è stata invitata a farsi portatrice di un rinnovato impegno sociale e politico per tutta la comunità, con lo scopo di coltivare legami, generare amicizia sociale, saper entrare nel conflitto con generosità. La Diocesi di Senigallia ha deciso con coraggio di accogliere questo invito rinnovando il percorso de “La città che vogliamo”.
La serata è continuata con un momento di conoscenza tra le oltre 50 associazioni presenti. A turno, ogni rappresentante ha presentato la propria associazione, descrivendone tre tratti caratteristici. Poi è stato presentato alle associazioni il percorso che si comporrà di 5 incontri aperti, da ottobre 2025 e fino al febbraio 2026.
Si è infine lasciato alle associazioni un piccolo compito per casa, da svolgere prima dell’inizio vero e proprio del percorso dove non ci saranno più rappresentanti ma ognuno parteciperà in veste di singolo cittadina e cittadino: “Cosa proporreste per Senigallia partendo dalla vostra esperienza associativa?“, questa la domanda che vuole sollecitare idee una città più inclusiva e giusta.
Il confronto è stato piacevolmente accompagnato dal cibo e dalle bevande preparati dal gruppo SE.PO.FA – Servizio di tempo libero e vita Indipendente – promosso e gestito dalla cooperativa sociale ‘Casa della gioventù’ (nella fotografiasotto).
“La città che vogliamo” è iniziata nel migliore dei modi. L’entusiasmo e le aspettative per questo percorso sono tante. Qualora ci fossero associazioni che volessero dare il loro contributo pur non avendo partecipato all’incontro, basta scrivere all’indirizzo: lacittachevogliamo.senigallia@gmail.com.
Diocesi di Senigallia Ufficio per la pastorale sociale e del lavoro
Alle elezioni regionali del prossimo settembre nelle Marche non comparirà né nella coalizione di centrodestra né in quella di centrosinistra il logo di Azione, anche se la libertà di manovra concessa dal nazionale ha poi visto propendere il direttivo regionale verso Acquaroli. Lo conferma Maurizio Perini, commissario senigalliese e vallivo del partito di Carlo Calenda, che traccia ai microfoni di Radio Duomo Senigallia un bilancio della politica regionale e di quella comunale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. L’intervista sarà in onda lunedì 7 e martedì 8 luglio alle ore 13:10 e alle ore 20, con un’ulteriore replica domenica 13 alle ore 16:50, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). In alternativa, a fianco al testo c’è il lettore multimediale per ascoltare l’audio.
L’obiettivo principale dell’incarico di Perini è quello di strutturare il partito a Senigallia e nella valle Misa-Nevola, dotandolo di referenti, rappresentanti e, soprattutto, di una solida base di iscritti. Base che non potrà vedere il simbolo in nessuna delle due coalizioni dopo i colloqui del segretario Carlo Calenda con i due candidati governatori marchigiani, Francesco Acquaroli (presidente regionale uscente, FdI) e Matteo Ricci (Pd). E questo per la mancanza di un riscontro immediato e diretto sulle richieste programmatiche avanzate da Azione.
Tra i temi programmatici Azione, Perini ha citato la questione dei rifiuti in cui l’aspetto ambientale ha preso in molti casi il sopravvento per motivi di principio senza una vera disamina tecnica. Come nel caso del termovalorizzatore, ultima spiaggia per ridurre i rifiuti e abbassare i costi della tari. «Sentiamo parlare da anni di una diminuzione dei costi con la raccolta differenziata, ma ai cittadini senigalliesi risulta che sia scesa? No, la risposta è ovvia» ha incalzato Perini, sottolineando l’urgenza di trovare soluzioni efficaci.
Altri temi che sono al centro del dibattito sono la sanità e la ricostruzione post alluvione 2022, criticità che affliggono il territorio da tempo senza una vera svolta in questi ultimi anni, nonostante le promesse. «Altre regioni ci stanno letteralmente mangiando vivi» ha ammonito, riferendosi alla crescente mobilità passiva, cioè al fatto che molti marchigiani vadano in altre regioni a curarsi. Ha criticato l’immobilismo su progetti cruciali come le Case di Comunità. Sulla perdurante carenza di personale: «Non è la struttura che cura, ma medici, paramedici, infermieri e oss», sottolineando la necessità di un’importante campagna di assunzioni per non lasciare vuoti i nuovi palazzi che si andranno a realizzare come a Senigallia.
Riguardo alla ricostruzione post-alluvione, Perini ha ribadito la sua posizione sul ponte Garibaldi, auspicando una struttura che sia più consona al contesto. E questo non tanto per questioni estetiche ma per non impattare troppo per esempio sulla viabilità. Sul PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) e le opere di mitigazione del rischio, Perini ha evidenziato come le vasche di espansione, pur importanti per l’evacuazione, non evitino future esondazioni. «Servono per dare più tempo alla protezione civile ma il rischio esiste ancora» ha ammonito.
Sui servizi, Azione punta sulle sinergie tra comuni ed enti, quindi con la soluzione dell’unione dei comuni a gestire non solo il welfare e i servizi sociali ma anche della stessa protezione civile. In sintesi l’ottica dev’essere di vallata. Nella città di Senigallia tanto si può ancora fare per quanto riguarda la gestione turistica (si pensi al turismo religioso di fatto mai realmente considerato una risorsa) e degli eventi.
Dai cinque referendum (con appello al voto e 5 sì) alle elezioni regionali e comunali, dalle questioni economiche ai problemi legati all’alluvione fino alla riorganizzazione del MoVimento 5 Stelle nella vallata Misa e Nevola e sulla costa da Senigallia a Falconara. E’ un’intervista a tutto campo quella che abbiamo realizzato a Gabriele Gigli, referente del gruppo territoriale Valmisa del M5S. L’intervista è andata in onda mercoledì 4 e giovedì 5 giugno alle ore 13:10 e alle ore 20, ma non lo sarà domenica, nel consueto appuntamento con le repliche delle tre interviste settimanali, per l’ovvio silenzio stampa dato il voto di domenica 8 e lunedì 9 per i cinque quesiti referendari su lavoro e cittadinanza. Ma l’audio ve lo proponiamo anche qui grazie al lettore multimediale che accompagna questo articolo.
Il ritorno sulla scena locale del MoVimento 5 Stelle
Gigli ha sottolineato la profonda trasformazione che il MoVimento – in costante evoluzione – ha affrontato in questo periodo, non rimanendo “pietrificato” ma adattandosi alle sfide attuali. Questa riorganizzazione ha portato il MoVimento a non partecipare a tutte le elezioni, ma a scegliere di farlo quando il suo contributo può essere realmente utile alla cittadinanza. La riorganizzazione ha portato a un gruppo territoriale, quello della Valmisa, che comprende i comuni di Senigallia, Montemarciano, Chiaravalle, Falconara, Trecastelli, Ostra, Corinaldo e Monte San Vito.
Temi centrali per il MoVimento 5 Stelle
Il gruppo territoriale Valmisa si sta concentrando su temi “storici” per il MoVimento 5 Stelle, dall’ambiente all’alluvione, dalla sicurezza del territorio alle problematiche sociali, dal lavoro alla questione abitativa, fino ai servizi (come la sanità). L’obiettivo è portare la voce dei cittadini all’interno delle istituzioni, con circa 60 attivisti impegnati in prima linea in rappresentanza di centinaia e centinaia di elettori che chiedono soluzioni concrete sui focus annunciati.
Gabriele Gigli, referente del gruppo territoriale Valmisa del Movimento 5 Stelle
Elezioni regionali e comunali: il “campo largo” a Senigallia e Valmisa
Il MoVimento 5 Stelle sta guardando al modello delle coalizioni di “campo largo” che recentemente hanno avuto successo in città come Genova e Ravenna. L’obiettivo non è vincere contro qualcuno, ma condividere un programma con altre forze politiche per il bene della città. Esistono già convergenze programmatiche per esempio con “Dipende da Noi” a livello regionale, pur mantenendo le proprie specificità. Ma il percorso di avvicinamento e di costruzione programmatica è già avviato anche per Senigallia, in vista delle elezioni della primavera 2026, con tutte le forze politiche progressiste, anche se tutti guardano con interesse al dialogo con il Partito Democratico.
L’appello al voto sui referendum
Non poteva mancare uno spazio ai referendum dell’8 e 9 giugno. Il referente del gruppo Valmisa ha lanciato un forte appello al voto, quindi contro la scelta di chi si astiene o, peggio, di chi va al seggio senza ritirare la scheda. Gabriele Gigli ha sottolineato l’importanza del referendum come uno dei pochi strumenti di democrazia diretta incisiva a disposizione dei cittadini e ha invitato a votare “sì” per reintrodurre maggiori tutele nel mondo del lavoro e affrontare le problematiche legate alla precarietà. A livello nazionale il MoVimento 5 Stelle lascia libertà di coscienza sul quesito relativo alla cittadinanza.
Roberto Paradisi, segretario di Forza Italia a Senigallia, non le manda certo a dire. Ai nostri microfroni traccia un bilancio della politica cittadina e regionale in vista degli appuntamenti elettorali del prossimo autunno 2025 per le regionali e della primavera 2026 per le comunali. Bilancio in cui non risparmia elogi né critiche, soprattutto su alcuni temi di fondamentale importanza per la cittadinanza, come la sanità pubblica e il progetto del nuovo ponte Garibaldi. Ma segnali chiari al centrodestra senigalliese arrivano anche su economia, tasse, sport e cultura. Questo breve testo è accompagnato da un lettore multimediale per riascoltarsi l’audio dell’intervista a Paradisi, andata in onda nei giorni scorsi su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM).
Uno dei temi su cui la posizione di Paradisi è in contrasto con quella della struttura commissariale (e quindi anche con l’amministrazione Olivetti che l’ha avallata) è il progetto per la ricostruzione di ponte Garibaldi. Tema caldo a Senigallia, che sta tenendo banco da mesi, su cui gli animi non accennano a calmarsi. Paradisi lo definisce una «oscenità» che «sventrerà il prospetto architettonico neoclassico» di Senigallia. «Quel ponte Senigallia non lo vuole», ha affermato con decisione all’assessore regionale Aguzzi, facendo eco alle quasi 10 mila firme di cittadini contrari raccolte da alcune associazioni di Senigallia. Nonostante la volontà politica espressa dal commissario Babini, Paradisi si chiede: «Ma si può veramente lasciare che un ponte in una città con un contesto neoclassico sia progettato da un tecnico dell’Anas?».
Altro fronte di battaglia è la sanità. Paradisi riconosce gli sforzi della giunta Acquaroli, ma denuncia la situazione insostenibile per le liste di attesa e soprattutto la «carenza incredibile di medici», soprattutto al pronto soccorso. «Non si può tenere due medici in pronto soccorso a fronte di una richiesta altissima», afferma. Critica inoltre il ritardo nell’attivazione dell’ospedale e della casa di comunità, finalmente previsti anche a Senigallia dopo un’iniziale dimenticanza, ma di cui si attende ancora la realizzazione concreta.
Non mancano le critiche all’amministrazione Olivetti sui temi di sua competenza. Paradisi chiede la revoca delle deleghe a Liverani e Pizzi, il primo per la nota vicenda giudiziaria; e accusando il secondo di aver «penalizzato lo sport in modo pesantissimo». In particolare, contesta l’aumento delle tariffe per le attività sportive, definendo «gravi» alcune dichiarazioni dell’assessore e vicesindaco “nato” con la lista La Civica e ora in forza a Fratelli d’Italia per questioni di equilibri interni alla maggioranza.
Sull’economia, Paradisi contesta come non sia stato osservato sinora quanto annunciato nel programma elettorale. Chiede una revisione delle tasse, in particolare dell’addizionale IRPEF, e l’innalzamento della “no tax area”. «Non è stata abbassata di un solo centesimo nessuna tassa», sottolinea.
Paradisi conclude ribadendo che la priorità di Forza Italia è certamente il centrodestra, ma lancia un avvertimento: «Se le altre forze del centrodestra a livello locale non ci ascoltano, ci snobbano o addirittura ci vogliono isolare, noi ne prenderemo atto e ci guarderemo intorno». Un segnale chiaro, che potrebbe ridisegnare gli equilibri politici, almeno a Senigallia.
Cambia o non cambia la Provincia di Ancona a livello politico? Le ultime elezioni di secondo grado del Consiglio Provinciale, che si sono svolte la scorsa domenica 29 settembre 2024, hanno visto la partecipazione di 552 elettori (sindaci e consiglieri comunali) pari all’83% degli aventi diritto. Che hanno prodotto un fondamentale pari e patta o quasi: sei consiglieri vanno al centrosinistra che mantiene la presidenza per altri due anni, e sei vanno al centrodestra pur in presenza di un maggior numero di voti ponderati: 42.245 per il cdx contro i 41.655 del csx.
Gli eletti
(da convalidare al primo consiglio utile).
Il sistema proporzionale ha garantito per il momento il mantenimento più o meno dello “status quo”, con la lista “Unione Democratica” che risulta ancora alla guida dell’ente dorico e del consiglio provinciale grazie alla presidenza (dal 2021) di Daniele Carnevali, sindaco di Polverigi, e ai sei consiglieri neo eletti, che sono (in ordine di preferenze ponderate): Giovanni Balducci (presidente del consiglio comunale di Fabriano); Pieramelio Baldelli (consigliere di Serra de’ Conti); Maria Francesca Verdolini (consigliera di Osimo); Filippo Bartolucci (consigliere a Jesi); Roberto Ascani (sindaco di Castelfidardo) ed Eliana Flamini (consigliera a Osimo).
Dai dati resi noti dall’ufficio elettorale della Provincia di Ancona sono eletti per la lista “Ancona Provincia di tutti”: Giorgia Fiorentini (consigliera comunale a Falconara Marittima); Tiziano Consoli (sindaco di Maiolati Spontini); Ivana Ballante (consigliera di Filottrano); Silvano Simonetti (sindaco di Serra de’ Conti); Riccardo Strano (consigliere di Ancona) e Graziano Stacchiotti (consigliere di Agugliano).
Le reazioni
Molteplici e variegati i commenti delle controparti politiche. Il Partito Democratico festeggia per il mancato ribaltone auspicato dal centrodestra: «Come centro-sinistra manteniamo la maggioranza in 3 province su 5: Ancona, Pesaro Urbino e Ascoli – scrive la segretaria regionale Chantal Bomprezzi – Acquaroli e la destra la smettano di essere ossessionati dai posti di potere e pensino a mantenere le promesse fatte ai marchigiani. Noi stiamo cucinando l’alternativa e non ci fermeremo».
Carlo Ciccioli, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, parla di «centrodestra che avanza e si fortifica in tutte le Province delle Marche, in particolare ad Ancona e Pesaro Urbino. In entrambi i casi si può parlare di una vittoria differita. Tra due anni, infatti, contiamo ragionevolmente di strappare, in entrambe, la guida della presidenza. Non è avvenuto già in questa tornata elettorale ma lo faremo tra due anni. Il nuovo consiglio provinciale sarà costituito da 6 consiglieri per ciascuna delle due coalizioni, quando il precedente era 9 a 3 per il centrosinistra. Anche in questo caso, il distacco di voti ponderati tra le liste consente di guardare con grande fiducia per una vittoria tra due anni».
Il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Giorgio Fede: «Il clima è sicuramente negativo – afferma – perché il consenso della destra è cresciuta nei consigli, ma come coordinatore del M5S esprimo soddisfazione per chi ce l’ha fatta. Dove c’è coordinamento e numeri sufficienti, si arriva ad eleggere consiglieri per lavorare al bene comune. Dove prevalgono i vecchi correntismi di destra o di sinistra, rimangono i problemi generati da chi si candida per supportare posizioni personali e non i territori provinciali tutti».
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