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Tag: famiglia

Approvata in Consiglio delle Marche la legge regionale a sostegno della famiglia

Legge a testo unificato che prevede interventi a favore della famiglia, della genitorialità e della natalità. Ruolo centrale della Consulta regionale e attivazione di una rete territoriale a favore delle politiche della famiglia. Incentivi per la conciliazione dei tempi famiglia e lavoro.

Approvata dal Consiglio regionale Marche la proposta di legge a testo unificato (due le proposte inizialmente presentate, una a iniziativa del gruppo di FdI e l’altra a firma dei consiglieri Latini e Santarelli) relativa agli interventi a favore della famiglia, della genitorialità e della natalità (relatori i consiglieri Marco Ausili, FdI, per la maggioranza e Maurizio Mangialardi, Pd, per la minoranza).
La legge intende fornire un quadro organico e integrato della materia anche attraverso una programmazione degli interventi su più annualità. Viene valorizzato il ruolo dell’associazionismo e del terzo settore a sostegno delle politiche famigliari e rafforzato quello della Consulta regionale per la famiglia. Vengono anche attivate reti di collaborazione territoriale a sostegno della famiglia.

Tra gli altri aspetti rilevanti i contributi a sostegno della natalità, quelli destinati alle famiglie monoparentali e genitori separati o divorziati, quelli rivolti alle famiglie numerose e a quelle con nati prematuri. Altri punti qualificanti sono quelli relativi agli incentivi per la conciliazione dei tempi famiglia-lavoro e l’introduzione del Fattore Famiglia come strumento integrativo all’Isee.  Copertura finanziaria che risulta essere di 400 mila euro per il 2025 e 250 mila euro per il 2026 con possibilità di essere integrati con fondi nazionali ed europei.

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Genitori in ascolto: oltre le parole, il valore della testimonianza verso i propri figli

L’ascolto e la comunicazione rivestono un ruolo cruciale nella società attuale. Dovrebbero essere anche al centro delle dinamiche familiari e intergenerazionali, specialmente nel rapporto tra genitori e figli adolescenti. Ma così non è. Per comprenderne le ragioni e intraprendere un percorso comune che possa per lo meno parlare un linguaggio condiviso, abbiamo voluto intervistare Federico Paino, presidente dell’associazione Heta di Ancona. L’intervista è in onda lunedì 14 e martedì 15 aprile, alle ore 13:10 e alle ore 20, mentre domenica 20 a partire dalle 16:50, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM). L’audio integrale è anche presente in questo articolo assieme a un breve testo.

L’ascolto attivo come chiave di volta

Paino evidenzia come l’ascolto attivo, da parte degli adulti, sia fondamentale per comprendere il mondo dei giovani, un universo a sé rispetto a quello adulto. Questo ascolto non si limita alle parole, ma si estende alla comprensione dei linguaggi non verbali, come l’arte e i social media. L’arte, in particolare il disegno e la musica, si rivela un canale comunicativo efficace per i giovani che incontrano difficoltà nell’espressione verbale. Paino porta l’esempio di un ragazzo che, dopo mesi di silenzio, ha iniziato a comunicare attraverso un murale.

I “naturali” conflitti intergenerazionali

I conflitti tra generazioni sono considerati da Paino come parte integrante del processo di crescita. Tuttavia, è essenziale che gli adulti si impegnino a comprendere i giovani e a instaurare un dialogo aperto e costruttivo. Gli adulti spesso presumono di sapere tutto sui propri figli, sui giovani, ma non c’è niente di più sbagliato secondo Paino che giudicare il loro mondo, i loro linguaggi e le loro forme di espressione. È fondamentale un atteggiamento di apertura e curiosità, volto all’apprendimento dai giovani stessi.

Genitori, scuola, testimonianze

I genitori rivestono un ruolo primario nell’ascolto e nel supporto dei figli, ma anche la scuola ha un compito cruciale nell’educazione e nella comunicazione. È auspicabile una collaborazione tra genitori e istituzioni scolastiche, affinché queste ultime forniscano strumenti e supporto ai genitori. L’adulto è chiamato a dare testimonianza, non a impartire lezioni. L’autorevolezza deriva dall’esperienza di vita e dalla capacità di apprendere continuamente, persino facendosi guidare dall’adolescente, se serve, in alcuni processi, senza che questo pregiudichi il rapporto genitori/figli.

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Genitori in ascolto? Quali modelli attuare per superare i conflitti con i figli? AUDIO

E’ sempre più importante l’ascolto dell’altro, in particolare all’interno di una relazione familiare. I genitori oggi sono sottoposti a molteplici sollecitazioni e spesso si sentono disarmati e soli nel loro ruolo educativo, in un contesto sociale in rapida evoluzione di cui a volte sfuggono le dinamiche e la comprensione degli strumenti adeguati per leggerlo. Rimangono quindi con meno supporti rispetto al passato. Parte da questa considerazione la nostra intervista alla psicologa e psicoterapeuta Giuliana Capannelli, vicepresidente dell’associazione Heta di Ancona, recentemente ospite e relatrice a Barbara per un incontro dal titolo “Genitori in ascolto”. L’intervista, in onda lunedì 7 e martedì 8 aprile alle ore 13:10 e alle ore 20, sarà in replica anche domenica 13 alle ore 16:50, sempre su Radio Duomo Senigallia (95.2 FM) ma è disponibile in accompagnamento a questo testo grazie al lettore multimediale. Buon ascolto.

La dott.ssa Capannelli sottolinea come le tematiche spesso al centro dei conflitti nelle relazioni tra genitori e figli siano di fatto sempre quelle esistenziali, quelle di fondo del sentire umano: tematiche fondamentali come il senso della vita, la morte e la sessualità. Si manifestano in forme specifiche per ogni periodo storico. Nell’epoca attuale, spesso emergono tramite i disturbi alimentari quindi riflessi corporei di un disagio interiore o, in casi estremi, la violenza. Spesso i genitori faticano a comprendere i linguaggi e le modalità espressive dei giovani, che possono manifestare il loro disagio o la loro necessità di crescita attraverso comportamenti come l’autolesionismo o la chiusura verso l’esterno con un isolazionismo a volte estremo. 

Il conflitto non deve essere visto solo come negativo: è infatti anche un’opportunità di crescita. E’ soprattutto un momento di cambiamento per entrambe le parti coinvolte, se affrontato con la volontà di ascoltarsi reciprocamente e di imparare l’uno dall’altro. Nell’incontro si è discusso del ruolo genitoriale, se sia negli anni venuto meno e se sia necessario “riappropriarsene”. Capannelli, citando la psicoanalisi, parla di una possibile “evaporazione del nome del padre” e di una messa in discussione della funzione genitoriale e dell’autorevolezza in generale, compresa quella delle altre agenzie, non solo educative. Tuttavia, non crede né che la soluzione sia un ritorno al passato, come per esempio l’adozione di modelli autoritari, né il tentativo di diventare amici dei figli come emerso invece negli ultimi anni.

La vera sfida dell’epoca attuale è trovare una terza via, basata sull’apertura e sulla disponibilità a lasciarsi permeare reciprocamente, affinché il conflitto possa generare qualcosa di positivo. In questo consiste il percorso del coltivare legami, relazioni cioè che possono essere di riferimento per gli adolescenti ma non solo loro dato che l’insorgere di certe problematiche anche in fasce d’età prima considerate al riparo da tali fenomeni spinge a riflettere su ogni momento della crescita dei propri figli.

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Nuova sede per il consultorio familiare Ucipem di Senigallia

Cambia sede il Consultorio familiare Ucipem di Senigallia, il centro di consulenza per persone, coppie e famiglie. Sabato 22 febbraio si terrà l’inaugurazione dei nuovi locali situati in via Gorizia 11 (tra lo stadio comunale e via XX Settembre, di fronte a Pozzo Blend), dove sarà ospitato anche il Centro di aiuto alla vita per l’accoglienza e il sostegno delle mamme in dolce attesa.

Da tempo la vecchia sede in piazza Diaz – nota come Villa Marzocchi – non era più agibile per problemi strutturali divenuti cronici a seguito dell’alluvione 2014. Le attività erano poi proseguite fino a oggi in via Gramsci, nei locali della Caritas diocesana, ma la situazione era un compromesso temporaneo in attesa che si arrivasse a una soluzione definitiva. Che è arrivata finalmente.

Le porte di via Gorizia 11 si apriranno dunque dalle ore 10:30 di sabato 22 febbraio, alla presenza del vescovo di Senigallia Franco Manenti e del sindaco Massimo Olivetti. A fare gli onori “di casa” la presidente del Consultorio Ucipem di Senigallia Lucia Baioni e il presidente del Centro di aiuto alla vita di Senigallia Lino Crucini. L’invito è rivolto alla cittadinanza tutta.

I servizi del consultorio familiare Ucipem – come aveva raccontato recentemente in un’intervista a Radio Duomo Senigallia la direttrice Marinella Marinelli – si rivolgono a persone di ogni genere, di qualsiasi età, singoli, coppie, famiglie, che si trovano in difficoltà nelle relazioni quotidiane che siano appunto in famiglia, con gli amici, al lavoro. Le cause possono essere molteplici: paure, conflitti, indecisioni davanti a scelte importanti. 

Come si sviluppa il servizio, totalmente gratuito. La prima attività è quella di ascolto delle persone che chiedono aiuto. Ascolto a cui segue una fase di approfondimento della conoscenza di sé, grazie ai volontari del consultorio appositamente formati – tra l’altro il consultorio senigalliese è anche sede della Scuola Italiana Consulenti della Coppia e della Famiglia (SICOF). Da qui non nascono consigli ma un percorso di accompagnamento alla conoscenza di sé: è la stessa persona che fa un lavoro su se stessa volto a capire quali siano le sue necessità, le sue esigenze. Conoscenza che porta poi a prendere delle decisioni consapevoli.

Per accedere alle consulenze gratuite del consultorio familiare Ucipem di Senigallia – che inaugura sabato 22 febbraio la nuova sede in via Gorizia 11 a Senigallia – sono attivi questi contatti: tel. 351 3838782 – mail: consucipemsenigallia@yahoo.it. Si riceve su appuntamento: il mercoledì e venerdì, dalle 16 alle 19; il sabato, dalle 10 alle 12.

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La famiglia al centro della comunità parrocchiale, don Andrea Franceschini: «la Chiesa deve far risplendere questa bellezza» – L’INTERVISTA

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Foto: Pixabay

Per un parroco che lascia, un altro arriva. Nel giro di valzer che la Diocesi ha avviato tra le varie parrocchie è stato interessato anche don Andrea Franceschini, attualmente parroco a Marzocca e Montignano (unità pastorale Emmaus) di Senigallia ma che a settembre diventerà responsabile dell’unità pastorale Buon Samaritano che comprende le parrocchie di S. Maria della Pace, S.Giuseppe Lavoratore (Cesanella), Madonna del Buon Consiglio (Cesano) e S. Giovanni Battista (Scapezzano), al posto di don Mario Camborata che andrà invece ad Arcevia e che abbiamo intervistato in questo articolo. Oggi dunque tocca al suo successore, don Andrea Franceschini: l’intervista è in onda lunedì 8 luglio, alle ore 13:10 e alle ore 20; martedì 9 agli stessi orari e domenica 14 a partire dalle ore 16:50. Ovviamente sempre su Radio Duomo Senigallia/In Blu (95.2 FM). Un estratto dell’intervista è disponibile anche in versione testuale qui sotto mentre chi vorrà ascoltare l’audio integrale potrà anche cliccare sul lettore multimediale.

Senigalliese, classe 1970, ordinato sacerdote nel 2002: una generazione di mezzo tra chi sta per lasciare il servizio attivo e i giovanissimi ordinati tra il 2010 e il 2021.
Ho fatto 22 anni di sacerdozio, non sono più un prete giovanissimo anche se nell’immaginario lo si rimane perché spesso per molti il sacerdote è quello anziano. Sono in una fase adulta, di mezzo tra i giovanissimi, gran bella generazione di sacerdoti, e le colonne che hanno strutturato la chiesa diocesana e la pastorale, e che sono ancora esempi molto belli.

Sei assistente diocesano unitario per l’Azione cattolica, sei vicario foraneo, parroco a Marzocca e Montignano e direttore dell’ufficio della pastorale familiare: come si mettono insieme questi impegni nella vita di un prete oggi?
E’ una fatica avere ruoli diversi che si intersecano, anche se dà vivacità al servizio: il rischio è di sembrare assente agli occhi di chi ti cerca o di non accontentare abbastanza: ci si dovrà fare i conti in futuro.

Ora parroco di Marzocca e Montignano, ma che percorso hai fatto finora?
Questa è la mia prima esperienza di parrocchia: sono arrivato a settembre 2017, ma prima dal seminario seguivo la pastorale giovanile e vocazionale. Anni molto belli, anche difficili, ma con i giovani abbiamo messo in piedi tante iniziative, una bella avventura che non è stato facile lasciare.

Che comunità hai trovato al tuo arrivo?
Una comunità con una bella storia, Montignano ha avuto un parroco che l’ha segnata per 50 anni e poi qualche intermezzo con parroci di Marzocca, mentre questa ha avuto un passato con i frati che l’hanno fondata dandole una chiave più religiosa. Prima di me, don Luciano Guerri ha provato a darle una struttura, gettando le basi di una comunità più moderna.

Che realtà lasci oggi, che cammino intrapreso?
Dovrebbero dirlo i fedeli, la mia risposta è parziale perché è appunto la prima esperienza parrocchiale: ho cercato di creare quell’unità pastorale tra Marzocca e Montignano che hanno caratteristiche diverse, con momenti complementari e non di sovrapposizione. E poi sono stati anni funestati dal covid, di freddo, fatica e distanza che ha congelato tante cose e iniziative. Io ho lavorato per creare un clima di comunità familiare, per far trovare accolte le persone al di là del “livello” di fede o etico. Ognuno è una ricchezza e c’è posto per tutti.

Don Andrea Franceschini
Don Andrea Franceschini

Andrai a settembre alla Pace, Cesanella, Cesano e Scapezzano: che aspettative e timori?
Cerco di andare col cuore libero, meno aspettative si hanno e meglio è; prima le voglio conoscere e poi insieme a loro cercare di capire dove si può andare. Sono quattro poli significativi per popolazione ma anche con identità forti, storie lunghe, non derubricabili a semplici frazioni. Ma qualche timore c’è.

Le famiglie saranno al centro del tuo nuovo incarico?
E’ un settore che ho molto a cuore, anche se non si tratta solo di cura delle coppie sposate ma di dare una dimensione familiare alla comunità. E’ tutta un’altra cosa: si basa sulle relazioni, sugli affetti, sull’umanità che accoglie bambini, famiglie, anziani. Sarà questo clima a permettere di costruire una comunità salda. E’ la bellezza luminosa delle famiglie che deve risplendere di più, con l’impegno della chiesa perché sia più inclusiva possibile, anche nelle varie iniziative o nella semplice possibilità di portare tutti a messa.

Un ruolo che la chiesa ha un po’ perso negli ultimi anni, quello di coinvolgere le persone?
Non dobbiamo spacciare per buon prodotto ciò che non lo è, noi abbiamo la cosa più bella sulla faccia della terra, il vangelo, non c’è niente di paragonabile. Non dobbiamo far comprare, ma farlo risplendere perché chi l’assapora poi sa che non c’è niente di più buono. La Chiesa non deve avere timori di fronte a questa bellezza, a questo amore che è Gesù Cristo, ma con questa certezza dell’amore che ha vinto la morte possiamo aiutare ognuno a cercare la propria strada.

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Bullismo e cyberbullismo: per saperne di più incontri a Senigallia rivolti a famiglie e docenti

Al teatro La Fenice di Senigallia un incontro con gli studenti delle scuole cittadine sul tema del bullismo
Al teatro La Fenice di Senigallia un incontro con gli studenti delle scuole cittadine sul tema del bullismo (gennaio 2024)

Continua il progetto “Bullo da solo” organizzato dall’Informagiovani del Comune di Senigallia per sensibilizzare i giovani al rispetto verso se stessi e verso gli altri e aumentare la consapevolezza circa le conseguenze delle proprie azioni. Lo fa con una serie di incontri – inizio il 19 gennaio – rivolti agli studenti dei quattro istituti comprensivi della città di Senigallia (la mattina) ma anche a famiglie, personale scolastico e in generale alla cittadinanza (la sera).

Bullismo e cyberbullismo non sono temi estranei alla realtà senigalliese, né tantomeno casi isolati ma comportamenti ostili molto diffusi che hanno portato anche a conseguenze molto gravi. Per questo si è resa necessaria una serie di interventi che nell’ambito locale si è tradotta in una specifica attività inserita nel piano dell’offerta formativa territoriale (poft).

Si inizia venerdì 19 gennaio, alle ore 21 all’auditorium San Rocco di Senigallia con il primo incontro pubblico serale del progetto “Bullo da solo”: il giornalista Luca Pagliari condurrà un viaggio attraverso parole e azioni per far capire l’importanza di ogni atteggiamento, in una serata dal titolo “Look up – Storie oltre il pregiudizio” (aperte le prenotazioni, è necessario compilare il modulo online sul sito ww.informagiovani-senigallia.it). Già quasi 400 alunni e alunne delle scuole secondarie di primo grado di Senigallia hanno partecipato all’incontro (in FOTO, Ndr) con attenzione e partecipazione, ponendo moltissime domande.

Il progetto, che gode del patrocinio dell’ordine degli psicologi della regione Marche, proseguirà sempre all’auditorium San Rocco domenica 4 febbraio, alle ore 18 con l’incontro gratuito su “Bullismo e cyberbullismo: il bullismo visto a 360°”, a cura di Acbs-Associazione contro il bullismo scolastico Vincenzo Vetere; venerdì 16 febbraio alle ore 21: “Crescere nell’era digitale – Approccio medico psicologico”, a cura della psicologa, psicoterapeuta nonché consigliera segretaria dell’ordine degli psicologi delle Marche Federica Guercio e della direttrice dell’unità di pediatria dell’ospedale di Senigallia Cristina Angeletti. Infine, lunedì 26 febbraio alle ore 21 si parlerà de “La rete oscura, rischi e insidie delle nuove tecnologie”, a cura della Polizia postale.

Per informazioni: numero verde 800 211212 Informagiovani Comune di Senigallia.

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Il volantino del progetto "Bullo da solo" a Senigallia

Rincari dei prezzi: l’autunno porterà con sé altri aumenti, stangata per le famiglie

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Foto da Pixabay

Se l’estate appena trascorsa aveva visto rincari un po’ in tutti i settori, l’autunno non sarà da meno. Tra cibo, bollette, benzina, scuola, mutui e ristorazione, in autunno per gli italiani si prospetta una stangata da 1.600 euro a famiglia. La stima è di Assoutenti.

Ipotizzando due pieni al mese, la benzina costerà 177,6 euro e il gasolio costerà 247,2 euro all’anno in più a famiglia. Per la bolletta dell’elettricità l’associazione dei consumatori stima una spesa di 644 euro annui a famiglia, 190 euro in più per la spesa alimentare, di circa 95 euro in più per il corredo scolastico. La stangata più forte è quella relativa ai mutui che crescono di 1.100 euro in più.

Alimenti

Per bar e ristoranti le famiglie spenderanno mediamente 28 euro in più per un quadrimestre. Coldiretti stima invece i rincari sul paniere alimentare con la frutta che registra un aumento del 9,4% e del 20,2% per la verdura. Ma a rincarare di più sono zucchero e olio: lo zucchero segna +43%, mentre l’olio di oliva registra un + 37%. Rincari legati al caro carburante e al maltempo che ha tagliato i raccolti.

I rischi

Dall’Università Politecnica delle Marche viene sottolineato il rischio che l’aumento dei prezzi dei beni metterà ancora più in difficoltà le famiglie a basso reddito dato che son prodotti che entrano quotidianamente nel paniere degli acquisti,mentre stabili sono i beni durevoli come i prodotti tecnologici che si acquistano con frequenza più bassa e che quindi incidono meno sui conti annuali delle famiglie.

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Alluvione, buoni spesa per le famiglie da usare nei negozi delle zone esondate

Volontari della Caritas Senigallia portano aiuti nelle zone colpite dall'alluvione del 15 settembre 2022
Volontari della Caritas Senigallia portano aiuti nelle zone colpite dall’alluvione del 15 settembre 2022

Voucher per gli alluvionati che potranno fare spesa nei negozi riaperti dopo l’alluvione. Ha un doppio significato l’ultima iniziativa attivata dalla Caritas cittadina che ha ricevuto il sostegno della fondazione BNL a favore delle popolazioni e delle attività colpite dall’esondazione dei fiumi dello scorso 15 settembre.

L’obiettivo non è solo dare un contributo alle famiglie in condizioni di disagio socio-economico, acuite dalle conseguenze dell’alluvione, ma anche quello di rilanciare la ripresa economica di un intero territorio. I buoni spesa, o voucher, sono infatti spendibili nelle attività commerciali ubicate nelle zone interessate dall’emergenza e che hanno subito danni proprio a causa dell’esondazione dei fiumi Misa e Nevola la scorsa estate.

La mappatura è arrivata grazie all’enorme attività svolta dai volontari Caritas durante la fase emergenziale e quelle successive: oltre a portare i primi aiuti, i volontari hanno anche raccolto le necessità e compilato schede in modo da avere una conoscenza precisa di dove può servire un certo tipo di aiuto e dove portarne altri.

Assieme alla fondazione BNL è stato concordato questo intervento dalla duplice valenza. «Il nostro contributo – ha dichiarato il presidente della Fondazione BNL Luigi Abete – si rivolge alle famiglie, ma vuole anche essere un modo per aiutare le tante attività commerciali colpite, contribuendo così al loro rilancio».

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Chiedere aiuto: l’importanza delle reti

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“Solitudine e stigma”. Questi sono per Francesca Arosio, psicologa e psicoterapeuta della Federazione Alzheimer, il vero tema del dramma dietro tanti casi di cronaca che raccontano i drammi di chi vive nel contesto familiare la malattia.

La psicologa al di là della cronaca riconosce una serie di tratti comuni a tanti familiari di persone con demenza, «la solitudine estrema che si legge tra le righe». E spiega: «Ne parlano gli studi, ne avevamo parlato in un recente Rapporto Adi. Con la diagnosi di Alzheimer la rete amicale e familiare viene meno. Un paziente aveva raccontato: “Per me è stato un divorzio dagli amici”. Ma sono tante le testimonianze che ci arrivano dalla nostra help line “Pronto Alzheimer” (02.809767): familiari che non ce la fanno, non se la sentono, si sentono soli».

Quello che manca è la rete, continua Arosio «nel momento in cui si riceve la diagnosi sarebbe importante poter contare su persone che siano un sostegno. A volte il medico suggerisce di…

Continua a leggere sull’edizione digitale di giovedì 27 ottobre, cliccando QUI.
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Il family act e il sostegno alla famiglia

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Sostegni alla genitorialità e alla funzione sociale ed educativa delle famiglie, contrasto alla denatalità, indipendenza e autonomia finanziaria dei giovani e conciliazione famiglia-lavoro per entrambi i genitori, e in particolare delle donne. Sono alcuni dei passaggi del ‘Family act’, il disegno di legge delega al governo approvato in via definitiva dal Senato con 193 voti favorevoli, 10 contrari e 15 astenuti.

Il provvedimento impegna l’esecutivo anche a rivedere i congedi parentali di paternità e di maternità fino al compimento del quattordicesimo anno di età del figlio e a introdurre detrazioni fiscali per le spese legate all’istruzione universitaria, per la locazione dell’immobile adibito ad abitazione principale o, per le giovani coppie, per l’acquisto della prima casa.

«Vogliamo rimuovere e risolvere quelle fragilità che sono state ostacolo allo sviluppo del Paese», ha detto la ministra per le pari opportunità, Elena Bonetti, intervenendo nell’Aula di Palazzo Madama. «Penso al lavoro femminile, alla mancanza di prospettiva per i giovani, al tema della denatalità. Sono risposte che dobbiamo alle attese delle bambine e dei bambini, delle donne e degli uomini che meritano di vivere in un Paese in cui la loro libertà, le loro aspettative, le loro ambizioni possano trasformarsi in progetti di vita concreti…»

Continua a leggere sul numero digitale di giovedì 7 aprile, disponibile a questo link.
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Il card. Montenegro a Corinaldo per parlare di “Famiglia che si apre alle altre famiglie”

Nell’ambito del corso di formazione per famiglie realizzato da Azione per Famiglie Nuove delle Marche “Il diritto di essere amati”, due sono gli appuntamenti di questa settimana, che si possono seguire in presenza o in diretta dalla pagina Facebook del progetto.

A Corinaldo venerdì 12 novembre 2021, dalle 17, sarà presente il cardinale Francesco Montenegro, vescovo emerito di Agrigento e componente della Congregazione delle Cause dei Santi e del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Dopo l’accoglienza istituzionale e la visita al centro studi Santa Maria Goretti, alle 18 terrà una relazione sul tema “La famiglia che si apre alle altre famiglie”.

Padre Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia, sarà invece a Moie sabato 13 novembre, alle 16.30, presso il centro comunale 6001 in via Carducci, per una conversazione su “L’amore diventa fecondo”.

Il progetto è un corso di formazione per famiglie realizzato da Azione per Famiglie Nuove delle Marche (odv) con il sostegno del Centro Servizi Volontariato. Il progetto si svolge con la collaborazione dei comuni di Corinaldo e di Maiolati Spontini, del Forum delle Famiglie delle Marche con il progetto scuola “Immìschiati a scuola”, dell’Istituto comprensivo Carlo Urbani di Moie, delle parrocchie di Pietralacroce di Ancona e dell’unità parrocchiale di Maiolati Spontini, Moie e Scisciano.

Per informazioni: 340 2211296

Il cardinale Francesco Montenegro

Simona Mengascini

Alcolismo. L’altra metà del bicchiere

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Di solito, quando c’è, l’attenzione è tutta sulla persona con problemi di alcolismo. Quanto ruota attorno è sfumato, nascosto. Eppure l’inferno è lo stesso: quella di mariti, mogli, figli, amici è una sofferenza condivisa con chi beve in modo problematico. Ecco perché nel 1976 è nata ‘Al-Anon’, parallela all’esperienza ben più famosa degli Alcolisti anonimi e formata da gruppi che vogliono aiutare familiari e amici di bevitori dipendenti.

Periodicamente ‘Al – Anon’ esce un po’ più allo scoperto per farsi conoscere e per sensibilizzare la società su questo grave problema, tutt’altro che risolto e una di queste sessioni alla luce del sole si è tenuta domenica 24 ottobre, al teatro ‘Portone’ di Senigallia, per l’intera giornata.

Ormai la scienza è concorde nel considerare la dipendenza da alcol una malattia. E come tale va curata. Ha evidenti componenti psicologiche, una accertata familiarità, condizionamenti ambientali e culturali significativi. Per questo l’approccio al problema richiede professionalità specifiche, percorsi strutturati, risposte condivise.
I familiari sono uno snodo fondamentale per la guarigione e per scongiurare ricadute ed hanno diritto di essere presi in cura anche loro.

Leggi l’articolo completo nell’edizione digitale di giovedì 28 ottobre, a questo link.
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Laura Mandolini