Nessun allarmismo ma una semplice richiesta di chiarimenti quella che l’associazione “Amici della foce del fiume Cesano” ha avanzato al sindaco di Senigallia Massimo Olivetti. Oggetto delle mail e sollecitazioni è la realizzazione del ponte ciclopedonale nel letto del fiume che divide le province di Ancona e Pesaro Urbino.
La Regione ha finanziato l’intervento per far realizzare un ponte ciclopedonale che bypassi il fiume collegando Cesano di Senigallia con Marotta di Mondolfo, parte di quel maxi progetto che è la ciclovia Adriatica. Il cantiere, partito pochi mesi fa, si è occupato innanzitutto della creazione di un passaggio per i mezzi da lavoro: è stato fatto un corridoio temporaneo per i camion che dall’associazione viene reputato pericoloso, in considerazione di una possibile piena dell’alveo.
In quel caso, il percorso temporaneo creato con massi, ghiaia e manufatti in cemento potrebbe rappresentare un pericolo per la zona? E’ quanto si chiedono dall’associazione che rivolgono la domanda al primo cittadino senigalliese temendo una barriera che possa poi agevolare la fuoriuscita dell’acqua fino alle case dei residenti o fino alle vicine attività commerciali.
Ecco cosa ha detto Marco Giardini, presidente dell’associazione “Amici della foce del fiume Cesano”. Per ascoltare l’intervista basterà cliccare sul file audio QUI sotto.
Ostra: diversi tronchi di alberi e altri detriti sono all’interno del letto del fiume Misa
«Pulire gli argini dei fiumi; togliere il legname che, in caso di incessanti piogge, può creare seri danni a valle; riprofilare le sponde compromesse». Questo lo scopo dei nuovi lavori pubblici annunciati dall’assessore regionale alla protezione civile, Stefano Aguzzi e finanziati con 1,6 milioni di euro di fondi messi a disposizione dal vice commissario per l’alluvione Stefano Babini. Riguarderanno però non il fiume Misa – che ha già visto attivarsi le ruspe in più punti fino a Ostra Vetere – quanto i fiumi Nevola, Cesano e il torrente Burano.
Le opere – preannunciate qualche giorno fa durante una conferenza stampa in Regione – vanno nel senso di garantire una maggior sicurezza al territorio, e quindi alla popolazione, in caso di maltempo. Un passo necessario dopo l’alluvione 2022 di cui è appena passata la ricorrenza dell’anniversario.
Dunque a 12 mesi dal disastro ancora si opera tramite la somma urgenza: i nuovi decreti per sei nuovi interventi verranno spalmati in otto comuni marchigiani dove sarà effettuato un lavoro di risagomatura delle sponde e si procederà con la rimozione di alberature trascinate dalla corrente ed accumulate nell’alveo, e con il taglio dei rami.
Il fiume Cesano
Tre interventi riguarderanno la vallata del Cesano: il primo nel Comune di Corinaldo (dal ponte in località San Michele verso monte per circa 5,5 km) per 250 mila euro; il secondo nel Comune di Castelleone di Suasa (dal ponte via Cesare Battisti verso valle per circa 5,5 km) per 250 mila euro; il terzo nel Comune di Pergola (dal ponte viale J.F. Kennedy verso valle fino al ponte in frazione Montesecco per circa 7,7 km) per 300 mila euro.
Il fiume Nevola
In zona Nevola sono previsti due interventi: il primo tra i Comuni di Trecastelli e Corinaldo (da 1 km a monte del ponte via Giacomo Matteotti di Ripe in zona Santissima Trinità verso monte) per 300 mila euro e nei Comuni di Ostra Vetere e Barbara (dal ponte della SP 11 dei Castelli in contrada Acqualagna verso valle) per 300 mila euro.
Altri 200 mila euro interesseranno invece il torrente Burano nella zona di Cagli.
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Non c’è pace per il territorio di Senigallia e delle vallate di Misa, Nevola e Cesano, ancora una volta costrette a fare i conti con il maltempo, con allagamenti diffusi, con argini quasi scavalcati dalla piena dei fiumi. La situazione è di alto rischio e proprio in queste ore sta passando la piena, al momento senza ripetere l’alluvione dello scorso settembre.
La macchina istituzionale e del volontariato cittadino senigalliese, così come negli altri comuni, è a pieno regine: attivati i centri operativi comunali (Coc) di tutti i centri della vallata, protezione civile e forze dell’ordine presidiano i punti critici come ponti e strade limitrofe ai corsi d’acqua. Anche i fossi destano preoccupazione dato che in alcuni punti, come a Ponte Rio (Castelvecchio, PU) hanno causato allagamenti tra la provinciale 424 (Pergolese) e la sp. 154. Anche in altri punti l’alto livello del Cesano ha provocato qualche allagamento, per ora limitato ai campi, e disagio.
Nell’entroterra del Misa, problemi si sono registrati ad Arcevia, con qualche smottamento per le abbondanti piogge e lo straripamento di una parte limitata del Nevola in zona San Pietro, al confine con Pergola. E ancora: strade chiuse per l’alto rischio esondazione del fiume verso Ostra, in particolare la S.S. Arceviese è chiusa a Casine. Chiuso anche il casello autostradale dell’A14 e la statale Adriatica nel senigalliese, da via Zanella (zona Vivere Verde) al Ciarnin. Chiuse molte altre strade e infrastrutture: ponte Portone, ponte Zavatti, Stradone Misa, viale Leopardi e la strada che collega Bettolelle a Brugnetto.
Il fiume Misa ha raggiunto la soglia di pericolo superando i tre metri di altezza in più punti: la piena sta passando nel centro storico di Senigallia, ma il livello che sembrava voler continuare a crescere, si sta sensibilmente abbassando. Allagamenti limitati in via Adige, per l’effetto della pressione sul sistema fognario.
Solo nella tarda mattinata di oggi, lunedì 23 gennaio, la situazione è tornata sotto le soglie di allarme: la viabilità delle arterie stradali, precedentemente chiuse in adozione delle misure di prevenzione, è stata ripristinata. Tutte le attività possono riprendere regolarmente: gli esercizi commerciali, la biblioteca Antonelliana, gli impianti sportivi comunali, i luoghi della cultura, l’ufficio postale e gli altri locali chiusi. Domani le lezioni scolastiche si svolgeranno regolarmente.
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Il progetto del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano, tra Mondolfo e Senigallia, parte della ciclovia Adriatica
Dovrebbero iniziare – il condizionale è d’obbligo in questi casi – entro fine anno i lavori per il ponte ciclopedonale che la Regione intende realizzare sul fiume Cesano. Si tratta di un’opera attesa da tempo che ha avuto nuovo slancio progettuale grazie allo sviluppo della ciclovia Adriatica di cui il ponte è parte integrante e fondamentale. Nel frattempo è stata siglata una proposta di accordo di programma tra la Regione Marche, la Provincia di Ancona, la Provincia di Pesaro e Urbino, il Comune di Mondolfo e il Comune di Senigallia: sono questi infatti gli enti locali interessati dall’intervento. L’accordo servirà per regolamentare i rapporti inerenti l’azione integrata e coordinata delle istituzioni coinvolte.
L’idea del ponte ciclopedonale sul fiume Cesano nasce nel 2017 quando è stata sviluppata la rete ciclabile nazionale che prevedeva una direttrice lungo tutta la costa adriatica (e altrettanto su quella tirrenica). Nel 2019 lo sviluppo progettuale presentato poi a inizio 2020. Si tratta di un progetto da 2 milioni di euro, totalmente finanziato dalla Regione Marche. Sarà lungo 196 metri, largo 5 in modo da permettere il passaggio pedonale, ciclabile ed, eventualmente, dei mezzi di soccorso. Collegherà i comuni di Mondolfo (a 3,6 km dalla stazione) e Senigallia (dallo scalo ferroviario disterà 5,5 km) attraverso una rete di piste ciclabili già realizzate o in fase di realizzazione.
Per quanto riguarda Senigallia, al momento, non è stato ancora…
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I detriti hanno invaso la spiaggia di velluto a Senigallia
La città tira un sospiro di sollievo per la mancata esondazione dei due fiumi, il Misa e il Cesano, ma inizia ora la conta dei danni che ci son stati, seppure non enormi. Dopo un’intera giornata – 24 ore di allerta e personale in costante monitoraggio – passata a lavorare per limitare i rischi nelle zone più a ridosso dei fiumi, con evacuazioni, strade, centri commerciali, negozi ed edifici pubblici chiusi, è iniziata oggi, domenica 12 dicembre, la fase del ripristino e dei lavori.
Tra le situazioni più critiche c’erano ovviamente le strade del centro storico limitrofe al porto. Nel sottopasso di via Perilli è rimasta bloccata un’automobile. Sono state evacuate dalla Protezione Civile e dalla Croce Rossa senigalliese le persone malate o disabili che abitavano nelle zone a rischio esondazione, ospitate nei locali del seminario di via Cellini. Alla fine, per fortuna, i fiumi non sono straripati. Mentre i livelli si abbassavano, le persone hanno fatto rientro nelle loro abitazioni, i negozi e le attività commerciali sono ripartiti, le strade sono state riaperte.
La conta dei danni del giorno dopo vede la darsena Bixio al porto Della Rovere e la spiaggia di velluto completamente invase da tonnellate di detriti che ricoprono la superficie. «Siamo già al lavoro al porto – ha dichiarato l’assessora all’ambiente Elena Campagnolo – per iniziare lo sgombero del materiale arrivato dal fiume. Domani (lunedì 13 dicembre, Ndr) inizieremo anche sulla spiaggia». Non ci sono ancora stime, seppur provvisorie, dei quantitativi riversati sulle darsene e sulla battigia, né dei costi che il Comune dovrà sostenere per liberarle. Una cosa però è certa per l’assessora Campagnolo: non potrà essere sempre e solo Senigallia a farsi carico di quanto dal fiume arriva in mare e poi dalle mareggiate viene spinto sulla battigia.
Nel frattempo rimane la paura ogni volta che piove. E non è solo il titolo di una pubblicazione fotografica nei mesi successivi all’alluvione del 2014.
I detriti hanno invaso la darsena Bixio al porto di Senigallia
Maria Angela Patregnani, proprietaria dell’Antico Molino Patregnani a Corinaldo, illustra questo luogo che racconta la storia della sua famiglia, di cui lei rappresenta la terza generazione, e quella della nostra regione, terra di agricoltura e di mezzadria.
Maria Angela, in che cosa consiste questa realtà?
Il molino Patregnani si trova a Corinaldo nella contrada di Madonna del Piano, nella valle del fiume Cesano. Ora non più attivo, è un museo raccolta che testimonia come avveniva la macinazione dei cereali e la molitura delle olive utilizzando l’energia idraulica. Ci sono tutte le attrezzature autentiche ferme nel tempo. La struttura è suddivisa in stanze del vino, dell’olio, della farina e della memoria, dove si trovano oggetti della vita di tutti i giorni del passato. Non è però una cartolina sbiadita in bianco e nero con i contorni un po’ smozzicati, che l'”homo tecnologicus di oggi nella sua arroganza potrebbe guardare con ironia e quasi con fastidio, perché lo obbliga al confronto con un passato vicino dei suoi nonni che hanno solo pensato a faticare e a risparmiare perché la generazione futura, cioè noi, avesse di più. Il molino serviva un ampio territorio fornendo alla comunità gli elementi basilari del loro esistere, il pane e l’olio, in palese contrasto con le linee dietetiche più avanzate dove l’imperativo è perdere peso per non sfigurare sulla spiaggia. La nostra spiaggia rurale adiacente al molino, invece, è un’area dove sono state piantumati alberi di diverse specie anche un po’ inconsueti quali il corbezzolo e il giuggiolo.
Quali attività proponete ai visitatori?
A coronamento del museo abbiamo creato l’associazione di promozione sociale “Il molino racconta” che ci permette, oltre alla visita guidata nelle stanze del molino, di fare attività didattiche con i bambini delle scuole e alcune iniziative rivolte a tutti i soci tesserati. Abbiamo già all’attivo conversazione sul valore dell’olio, sulla storia del pane, la storia del mais (che è alla base della nostra festa a Corinaldo), orientamento con la bussola per i bambini, presentazione di libri. Mi rendo conto che le mie poche frasi non rendono giustizia alla nostra realtà che è un piacevole tuffo nel passato. Allora non mi resta che invitare tutti a venirci a trovare nei pomeriggi di sabato e domenica dalle 16,30 alle 18,30 fino al 5 settembre per una visita guidata e per fare una bella passeggiata nel percorso comunale adiacente al nostro molino. È un itinerario ad anello che parte dal molino e attraversa campi, costeggia il fiume e torna al molino. Se si ha un pizzico di fortuna, si possono vedere alzare in volo aironi e garzette.
Per saperne di più suggerisco il nostro sito: www.anticomolinopatregnani.it, la nostra pagina Facebook “Il molino racconta” e per un contatto telefonico 071-67230.
a cura di Barbara Fioravanti
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